{"id":5195,"date":"2016-04-11T17:14:36","date_gmt":"2016-04-11T15:14:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5195"},"modified":"2016-04-11T17:14:36","modified_gmt":"2016-04-11T15:14:36","slug":"liberta-di-parola-le-pensioni-dopo-la-manifestazione-del-2-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5195","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di parola: le pensioni dopo la manifestazione del 2 aprile"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal nostro amico Luigi Viggiano rceviamo questo contributo sul sistema delle pensioni in Italia che, oltre a mettere in evidenza la scarsa credibilit\u00e0 di alcuni dirigenti sindacali ad affrontare l&#8217;argomento, propone la sua analisi e conclude invitando al dibattito su alcune idee.<\/em><\/p>\n<p><em>Volentieri ci offriamo di ospitare il parere di chiunque vorr\u00e0 interloquire su questo argomento cos\u00ec importante<\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p>GRANDE RISULTATO PER I PENSIONATI DOPO LA MANIFESTAZIONE DEL 2 APRILE<\/p>\n<p>Abbondantemente dopo che, anche l&#8217;ultimo vitellino era scappato dalla stalla, i sindacati confederali hanno organizzato una manifestazione di facciata per mettere in pace la coscienza dei rispettivi supermanager preoccupati, non tanto delle reazioni dei bistrattati pensionati ma di non disturbare troppo il rottamatore che potrebbe far pagare cara, la loro impudenza. D&#8217;altra parte per\u00f2 ci vuole davvero una bella faccia tosta per personaggi che godono o godranno di pensioni superiori alla media solo di qualche centinaio di migliaia di euro per presentarsi come portabandiera del malcontento dei pensionati o pensionanti che vivono, e sempre peggio vivranno il dramma delle pensioni che di seguito cercher\u00f2 d&#8217;illustrare.<br \/>\nPrima di entrare nel merito \u00e9 necessario chiarire che, ad oggi, la spesa annuale italiana per le prestazioni sociali (previdenza e altre) ammonta approssimamene a 332 miliardi di euro annui, a fronte di una spesa sanitaria che se estrapolata \u00e8 pari a circa 110 miliardi di euro annui ed una spesa complessiva di circa 826 mld euro (DEF 2015, pubblicato in aprile 2015). Interessante \u00e8 considerarne l&#8217;andamento che vede le uscite complessive dello Stato, abbastanza stabili, anche se enormi, per\u00f2 le prestazioni sociali purtroppo sono in costante ascesa, in media circa 6 miliardi all\u2019anno in gran parte dovuti all\u2019invecchiamento della popolazione.<br \/>\nNella situazione descritta \u00e9 evidente per chiunque che, non \u00e8 possibile pensare di risolvere il problema senza intervenire su pensioni e sanit\u00e0. Se poi si considera che la sanit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 stata ridotta all\u2019osso, come dimostrano ampiamente i livelli delle prestazioni erogate ed il costo pro-capite che \u00e9 di molto inferiore a quello degli altri paesi europei (7.1% del PIL contro una media EU del 7.9% e del 9% della Francia e del 8.7% della Germania); ci si rende conto che la strada dei tagli porta obbligatoriamente alle pensioni, che sebbene bassissime a livello pro capite rispetto all\u2019Europa sono un fardello che pesa per circa il 40% sulla spesa totale (oggi la media dell\u2019assegno in Italia \u00e8 ben al sotto i 1000 euro mensili, per la precisione in media \u00e8 di 825 euro mensili, dati del 2015).<br \/>\nIl quadro descritto porta ad una sola conclusione ovvero di non poter pagare, in futuro, le pensioni nella stessa misura in cui lo si fa oggi, per tre motivi, due di base ed uno conseguente: la bassa crescita, l\u2019invecchiamento della popolazione e l\u2019impossibilit\u00e0 di agire sull&#8217;inflazione dei costi interni perch\u00e8 privi di una moneta sovrana (abbiamo l\u2019euro che mantiene i costi tedeschi pi\u00f9 bassi di quanto sarebbero col marco, cosa che permette alla Germania di esportare i propri prodotti a svantaggio dei nostri).<br \/>\nCos\u00ec dunque, a causa del costo per le pensioni troppo alto, in proporzione all\u2019Europa e del non poter ricorrere all&#8217;iflazione presto non saremo pi\u00f9 in grado di pagarle. Certo, una crescita robusta e duratura, risolverebbe il problema ma questo, con l\u2019austerit\u00e0 oramai consolidata, \u00e8 praticamente impossibile. Anzi possiamo dire che insistendo con l&#8217;austerit\u00e0 il sistema finir\u00e0 per collassare. Non ci meraviglieremmo pi\u00f9 di tanto se un giorno, visto che le pensioni tendenzialmente sono destinate a crescere a causa dell\u2019invecchiamento della popolazione e lo Stato \u00e9 impotente perch\u00e8 vincolato all&#8217;euro l&#8217;unica via d&#8217;uscita possibile finir\u00e0 per essere quella di non pagarle ed anzi aumentare le tasse a copertura! E cos\u00ec i futuri pensionanti, oggi continuano a pagare tasse e versare contributi senza avere alcuna certezza di di ricevere una pensione almeno pari ai contributi versati.<br \/>\nMa la cosa veramente preoccupante, che da tempo avrebbe dovuto allarmare una classe dirigente sindacale degna di tale nome, \u00e9 che oggi si sta facendo in modo di spostare sempre pi\u00f9 avanti la data di erogazione della pensione, siamo ormai prossimi ai 70 anni per gli uomini: in un mondo competitivo come si far\u00e0 a sopravvivere tra la fine della attivit\u00e0 lavorativa stimabile attorno a 60 anni e la pensione? In questo mondo dove i giovani non trovano lavoro gli anziani verranno sostituiti a basso prezzo molto velocemente appunto da giovani e immigrati sottopagati. A quel punto si avr\u00e0 l&#8217;implosione dell&#8217;Italia che molto probabilmente verr\u00e0 pacificamente invasa, perch\u00e8 un paese con tanti vecchi da mantenere non \u00e8 in grado di difendersi sul lungo termine. Auguriamoci di sbagliare perch\u00e8 diversamente il passaggio intermedio inevitabilmente non sarebbe dei pi\u00f9 tranquilli.<br \/>\nAl momento l\u2019unica concreta speranza per evitare il peggio sarebbe di uscire dall\u2019Euro e riattivare\u00a0 la crescita con un valore pi\u00f9 realistico del cambio della lira cosa che renderebbe le nostre esportazioni\u00a0 competitive sul mercato estero.\u00a0 Ma\u00a0 questo \u00e9 proprio quello che i tedeschi pi\u00f9 temono ed ostacolano perch\u00e8 soffrirebbero molto la concorrenza dell&#8217;l\u2019Italia; la temono al punto che fanno di tutto per accellerare la nostra fine. D&#8217;altra parte oramai l&#8217;Italia \u00e9 diventata terra di conquista; con le famose privatizzazioni, fatte passare come necessarie per raddrizzzare la barca quando in realt\u00e0 \u00e8 un modo per arrichirsi utlizzato dalla maggior parte della classe dirigente\u00a0 italiana a cominciare dalla politica, passando per i sindacati, banche, finanzieri, militari, direttori d&#8217;ospedali e chi pi\u00f9 ne ha ne metta; tanto alla fine saranno sempre meno di quelli reali. Basta leggere la stampa quotidiana per capire quanto diffusa \u00e8 la corruzione.<br \/>\nIn altri tempi secondo voi il sindacato si sarebbe comportato allo steso modo?<br \/>\nGrazie per l&#8217;attenzione e se ritenete ne valga la pena riflettete su quanto scritto e contestatemi pure se lo ritenete necessario sono ben lieto di mettermi idiscussione e dibatterne grazie.<\/p>\n<p>S A V O N A,\u00a0 10\u00a0\u00a0 A P R I L E 2 0 1 6<\/p>\n<p>L u i g i\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 V\u00a0 i g g i a n o<br \/>\nF n p\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00a0 a\u00a0 v\u00a0 o\u00a0 n\u00a0 a<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal nostro amico Luigi Viggiano rceviamo questo contributo sul sistema delle pensioni in Italia che, oltre a mettere in evidenza la scarsa credibilit\u00e0 di alcuni dirigenti sindacali ad affrontare l&#8217;argomento, propone la sua analisi e conclude invitando al dibattito su alcune idee. 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