{"id":4943,"date":"2016-03-31T16:18:34","date_gmt":"2016-03-31T14:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=4943"},"modified":"2016-11-29T22:31:56","modified_gmt":"2016-11-29T21:31:56","slug":"lettera-aperta-a-uliano-stendardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=4943","title":{"rendered":"Lettera aperta a Uliano Stendardi"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal signor Giovanni Graziani riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera sulla questione del via libera della Cisl all&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 39 della Costituzione, in risposta ad un <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Articolo-Stendardi.pdf\">articolo di Uliano Stendardi<\/a>, ex segretario generale aggiunto della Fai, <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Articolo-Stendardi.pdf\">che potete leggere a questo link<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Caro Uliano,<\/p>\n<p>permettimi di cominciare con un suggerimento sul piano della comunicazione: quando devi smentire una cosa, comincia sempre a dire cosa affermi, e solo dopo di&#8217; cosa neghi. Altrimenti puoi dare l&#8217;impressione di voler effettivamente dire ci\u00f2 che invece a parole smentisci (credo che anche Freud dicesse qualcosa del genere).<\/p>\n<p>Mi spiego con un esempio che ti riguarda. Nell&#8217;ultimo numero di Fai-Proposte, sul quale intervieni a difesa del documento Cgil-Cisl-Uil &#8220;Contro un moderno sistema di relazioni industriali&#8221; (lo so, il titolo \u00e8 un altro, ma a me questo sembra pi\u00f9 veritiero), tu ad un certo punto scrivi che<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>&#8220;sul salario &#8230; noi non chiediamo l\u2019applicazione dell\u2019articolo 39 della Costituzione (vi sono aspetti che non sono stati nemmeno presi in considerazione come la registrazione dei sindacati e l\u2019attribuzione di personalit\u00e0 giuridica) ma ne dichiariamo l\u2019attuazione limitatamente al recepimento per legge dell\u2019estensione a tutti i lavoratori dei minimi salariali frutto di libera ed autonoma contrattazione tra le parti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Ma cos\u00ec, quello che neghi lo spieghi in poche parole e in modo chiaro; per quello che affermi, invece, ci metti il triplo delle parole &#8211;\u00a0<em>ne dichiariamo l\u2019attuazione limitatamente al recepimento per legge dell\u2019estensione a tutti i lavoratori dei minimi salariali frutto di libera ed autonoma contrattazione tra le parti &#8211;<\/em> e non tutti ti seguono fino alla fine.<\/p>\n<p>Risultato: l&#8217;unica immagine chiara che resta in testa al lettore distratto (ma un articolo non \u00e8 una lettera d&#8217;amore, e quindi il lettore \u00e8 sempre un po&#8217; distratto) \u00e8 che si sta parlando di &#8220;attuazione dell&#8217;articolo 39&#8221;. Proprio quello che dici di non volere. Mentre quello che volevi dire, giusto o sbagliato, non &#8220;passa&#8221;.<\/p>\n<p>Se poi vale la regola che quello che \u00e8 vero si pu\u00f2 dire sempre in modo chiaro, e viceversa, cresce il sospetto che, nonostante la tua difesa, il senso di quel che \u00e8 scritto in quel documento, dove l&#8217;articolo 39 \u00e8 evocato due volte, \u00e8 esattamente quello che tutti hanno capito. Cio\u00e8 il s\u00ec all&#8217;attuazione di ci\u00f2 a cui la Cisl si era sempre opposta.<\/p>\n<p>Ma lasciamo gli aspetti formali (per\u00f2 tu, che sei una persona colta, sai quanta sostanza c&#8217;\u00e8 negli aspetti formali) e veniamo al dunque.<\/p>\n<p>Se fosse vero quel che dici, e cio\u00e8 che si tratta solo di dare efficacia generale ai minimi salariali previsti dai contratti, non ci sarebbe alcun bisogno di precisare nulla, n\u00e9 tanto meno di dire, come invece ti senti in dover di dire, che il documento unitario esprime &#8220;<em>un approccio che noi riteniamo evolutivo e non contraddittorio rispetto ai valori ed al patrimonio politico-culturale della Cisl<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;estensione generale dei minimi previsti dai contratti collettivi era esattamente la proposta di legge avanzata da Giulio Pastore nel 1951, e ripresentanta nelle legislature successive. Quindi, non ci sarebbe bisogno di alcun &#8220;approccio evolutivo&#8221;, perch\u00e9 si tratterebbe esattamente della stessa cosa detta sessantacinque anni fa. Un approccio fin troppo conservatore.<\/p>\n<p>E per\u00f2, quella proposta di Pastore fu presentata\u00a0(perdonami la sottolineatura) <span style=\"text-decoration: underline;\">in alternativa all&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 39<\/span>, non evocando quell&#8217;articolo come punto di riferimento. Se \u00e8 evocato, e per due voite, d\u00e0 alla stessa proposta un significato del tutto diverso. Non &#8220;evolutivo&#8221;, ma &#8220;contraddittorio&#8221; rispetto al punto di partenza.<\/p>\n<p>Ne vuoi la riprova fattuale? Eccola. La proposta Pastore divenne legge alla fine degli anni &#8217;50. I famosi &#8220;decreti Vigorelli&#8221; prevedevano appunto il recepimento erga omnes dei minimi stabiliti dai contratti. E la Cisl era a favore, anche se in alcuni libri di storia pubblicati da Edizioni Lavoro c&#8217;\u00e8 scritto il contrario. Solo che poi arriv\u00f2 la Corte costituzionale e disse, con qualche ragione, che se si voleva l&#8217;effetto erga omnes si doveva seguire la strada prevista dalla Costituzione. Cio\u00e8, applicare l&#8217;articolo 39. Che quindi \u00e8 esattamente la questione sul tappeto. Niente estensione dell&#8217;efficacia del contratto senza attuazione dell&#8217;articolo 39. Compreso ci\u00f2 che tu ammetti non avete preso in considerazione, ma l\u00ec c&#8217;\u00e8 scritto: registrazione, personalit\u00e0 giuridica, verifica degli statuti eccetera eccetera.<\/p>\n<p>Fu a questo punto, all&#8217;inizio degli anni &#8217;60, che qualcuno nella Cisl pens\u00f2 ad un approccio evolutivo e non contraddittorio, come diresti tu, rispetto al punto di partenza: cio\u00e8 alla legislazione sui minimi salariali. Che, come spiegava bene il professor Mario Grandi, avrebbe la sua base costituzionale nella disposizione dell&#8217;articolo 36 che parla di &#8220;retribuzione sufficiente&#8221;, e al tempo stesso garantirebbe la libert\u00e0 di contrattare collettivamente oltre il minimo legale per stabilire, sempre in base all&#8217;articolo 36, la retribuzione &#8220;proporzionata&#8221; alla quantit\u00e0\/qualit\u00e0 del lavoro. In poche parole, non serve passare dall&#8217;imbuto dell&#8217;articolo 39, quando c&#8217;\u00e8 un comodo passaggio dall&#8217;articolo 36.<\/p>\n<p>Questa, perdonami se lo sottolineo, era una posizione gi\u00e0 &#8220;evoluta&#8221; e &#8220;non contraddittoria&#8221; rispetto a quella iniziale (al pari di quella, avanzata da Federico Mancini e rilanciata da Bruno Storti, di abrogare la seconda parte dell&#8217;articolo 39). Ma \u00e8 anche quello che il documento unitario oggi aborre, Chiss\u00e0 perch\u00e9. Forse perch\u00e9 \u00e8 fermo all&#8217;equivoco secondo cui i contratti collettivi fissano i &#8220;minimi&#8221; e non i salari &#8220;effettivi&#8221;? Qui s\u00ec che ci vorrebbe un approccio un po&#8217; &#8220;evolutivo&#8221;, e non solo nella Cisl ma anche in tanti riformatori improvvisati..<\/p>\n<p>Arrivato a questo punto del ragionamento, per\u00f2, mi sembra di vedere la tua faccia, con un&#8217;espressione cortese ma non esattamente convinta, che facevi quando parlavamo, ai tempi della Fai, di queste cose.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che tu ed io, ora possiamo dircelo, appartenevamo ed ancora apparteniamo a due correnti diverse, dentro alla Cisl. Io mi rifacevo a Mario Grandi, tu sei sempre stato pi\u00f9 vicino a Tiziano Treu. A te le Rsu piacevano molto, a me di meno. Tu credevi all&#8217;identit\u00e0 della Cisl ma credevi soprattutto al valore dell&#8217;unit\u00e0, io ero e sono pi\u00f9 un identitario. Io avrei visto bene un decentramento per il contratto degli alimentaristi del &#8220;secondo biennio&#8221; a livello aziendale (un po&#8217; come aveva fatto Pietro Massini col contratto provinciale agricolo), tu mi dicesti &#8220;per me il secondo biennio sta bene dove sta&#8221; (e ora, col ciclo quadriennale deciso nell&#8217;ultimo rinnovo, ha vinto tu).<\/p>\n<p>Immagino quindi di non averti convinto neanche questa volta. Pazienza, perch\u00e9 avrai capito che neanche il tuo articolo mi ha convinto molto.<\/p>\n<p>Ma questo non \u00e8 mai stato un problema, ai tempi della Fai. Il problema \u00e8 che nella Fai, oggi, di queste cose non si parla pi\u00f9. La linea la decide il centro, e tutti dietro. Il che, perdonami la franchezza, non mi sembra un &#8220;approccio evolutivo&#8221; rispetto ai nostri tempi, n\u00e9 la fine che meritasse di fare la Federazione per la quale, in ruoli diversi, abbiamo dato il nostro contributo di lavoro e di passione.<\/p>\n<p>Un saluto, e speriamo in tempi migliori<\/p>\n<p>Giovanni Graziani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal signor Giovanni Graziani riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera sulla questione del via libera della Cisl all&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 39 della Costituzione, in risposta ad un articolo di Uliano Stendardi, ex segretario generale aggiunto della Fai, che potete leggere a questo link. 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