{"id":4058,"date":"2016-02-12T15:55:23","date_gmt":"2016-02-12T14:55:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=4058"},"modified":"2016-02-12T15:55:23","modified_gmt":"2016-02-12T14:55:23","slug":"lintervista-virtuale-parallela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=4058","title":{"rendered":"L&#8217;intervista virtuale parallela"},"content":{"rendered":"<p>Il professor Tiziano Treu \u00e8 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 autorevoli, probabilmente la pi\u00f9 autorevole fra i viventi, sui temi del diritto e del sindacato, oltre ad essere sempre stato vicino alla Cisl ed a tutto il sindacato italiano. Ad esempio, c&#8217;\u00e8 molto di suo nella creazione delle Rsu, ad inizio degli anni &#8217;90.<\/p>\n<p>Noi stessi abbiamo ripreso, sottolineandone l&#8217;autorevolezza, un suo intervento in cui definiva &#8220;<a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=2237\">una frode agli associati<\/a>&#8221; l&#8217;uso (eventuale; siamo in attesa della chiarezza promessa dalla segreteria confederale in carica&#8230;) di fondi sindacali per costruire pensioni di lusso per qualche dirigente.<\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 ne riconosciamo l&#8217;autorevolezza, non possiamo nascondere il senso di disagio di fronte alla sua <a href=\"http:\/\/www.ildiariodellavoro.it\/adon.pl?act=doc&amp;doc=58457#.Vr3U5ns1WeM\">intervista sul &#8216;Diario del lavoro&#8217;<\/a> (una testata della quale risulta essere uno dei direttori; praticamente \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Treu-Mascini.jpg\">un&#8217;autointervista<\/a>) in cui il professor Treu si schiera, operativamente, dalla parte dell&#8217;intervento della legge (di fatto, anche sull&#8217;articolo 39&#8230;) chiesto da Cgil-Cisl-Uil nel documento unitario del 14 gennaio. Che noi invece abbiamo giudicato un <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3664\">tradimento per quanto riguarda la Cisl<\/a> ed una strada sbagliata per quanto riguarda tutto il sindacato.<\/p>\n<p>Per il rispetto dovuto a chi \u00e8 un maestro riconosciuto, e non da oggi ma da almeno mezzo secolo (a proposito, ma Renzi che lo prende nello staff di Palazzo Chigi per preparare la legge, non era quello della rottamazione?), abbiamo deciso di evitare la polemica diretta. Ed abbiamo scelto la strada dell&#8217;intervista virtuale parallela: riportiamo quindi le domande fatte al professore da Massimo Mascini, poi le risposte di Treu e poi, a rispettosa distanza ed in colore diverso, le risposte che alle stesse domande ci hanno dato alcuni esperti nostri amici che abbiamo consultato, sintetizzandole e facendole nostre.<\/p>\n<p>Ovviamente, chi non \u00e8 interessato al nostro parere, pu\u00f2 saltare le nostre risposte e leggere soltanto le risposte del professor Treu. Che anche cos\u00ec non mancano di interesse e possono essere argomento di riflessione, per quanto critica.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Arriver\u00e0 una legge su contrattazione, rappresentanza e partecipazione?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Dipende. Se le parti fanno passi in avanti per assicurare effettivit\u00e0, una legge non \u00e8 necessaria.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Ci provano da quarant&#8217;anni e anche da prima, prima o poi ci riusciranno. Ma per ora hanno sempre fallito. <\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Il documento Cgil, Cisl e Uil allontana questa prospettiva?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Quel documento \u00e8 un po\u2019 sotto le aspettative. Ma bisogna distinguere tra i diversi campi. Sulla partecipazione, per esempio, \u00e8 pi\u00f9 avanzato, molto innovativo. Un intervento di legge probabilmente non \u00e8 urgente, il legislatore pu\u00f2 limitarsi a dare degli incentivi, come ha fatto con la legge di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Con quel documento le confederazioni si sono assunte la parte della mosca cocchiera rispetto all&#8217;intervento legislativo che pensano imminente, come hanno fatto altre volte. A volte la legge c&#8217;\u00e8 stata, come quella sullo sciopero del 1990, a volte no, come sulla rappresentanza.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Con quale obiettivo?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Per favorire l\u2019estensione delle pratiche partecipative, perch\u00e9 le aziende siano pi\u00f9 disponibili. Un passo importante adesso che il sindacato, tutto il sindacato sembra deciso ad andare avanti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Il sistema degli incentivi \u00e8 come la carota, usata al posto del bastone per ottenere lo stesso risultato. Una logica che un sindacato adulto dovrebbe rifiutare, ma c&#8217;\u00e8 il problema che ci sono tanti sindacalisti il cui stipendio \u00e8 legato proprio a incentivi e sostegni.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Si tratterebbe comunque sempre di un intervento soft?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Nessuno pensa davvero che il legislatore debba entrare nel merito. Poi magari tra uno o due anni si pu\u00f2 anche vedere come funziona il sistema, se effettivamente le realt\u00e0 partecipative crescono e a quel punto decidere come comportarsi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Gli interventi soft per legge sono una favola alla quale avremmo tutti l&#8217;et\u00e0 per non crederci pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Per la rappresentanza?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Su questo tema il discorso \u00e8 diverso. Il Testo Unico del 2014 \u00e8 abbastanza completo ed \u00e8 certamente innovativo. Le parti hanno scritto delle regole precise, il punto \u00e8 che questo sistema non funziona. Perch\u00e9 le aziende non hanno alcun obbligo a trasmettere i dati sulle adesioni ai singoli sindacati, e perch\u00e9 le legge non vale per tutti, restano fuori tutte le piccole e piccolissime aziende che non sono iscritte ad alcuna organizzazione datoriale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Chi ha raccontato in giro la favola che sulla rappresentanza fosse possibile fare un accordo fra le parti che poi la legge si sarebbe limitata a far funzionare o era ingenuo o era bugiardo. Perch\u00e9 il fatto stesso di &#8220;misurare&#8221; la rappresentanza richiede regole per la cui applicazione non \u00e8 sufficiente il potere contrattuale delle parti privato-collettive. O si sceglie la legge alla francese, che regola tutto fino a rendere superflua l&#8217;iscrizione ai sindacati, o si sceglie l&#8217;autonomia, e ognuno rappresenta i suoi. <em>Tertium non datur<\/em>.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Per questo servirebbe una legge?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Anche per questo, tanto \u00e8 vero che perfino la Cisl, la pi\u00f9 riottosa ad accettare un intervento di legge, si dimostra adesso favorevole, naturalmente a una legge solo di sostegno.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; E&#8217; ovvio che per avere gli effetti vincolanti di una legge ci vuole la legge. Ma chi l&#8217;ha detto che non si pu\u00f2 vivere meglio senza?<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Ma che tipo di legge potrebbe essere utile?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Dipende dall\u2019obiettivo che si vuole raggiungere. Una legge potrebbe solo fermarsi a fissare una soglia di rappresentativit\u00e0. Chi \u00e8 sopra il 5%, contando le tessere sindacali e i voti per le elezioni delle Rsu, pu\u00f2 contrattare, tutti gli altri sono fuori. Gi\u00e0 questo sarebbe un risultato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; La legge sul contratto collettivo tedesco: i contratti valgono per chi li firma, in alcuni casi possono essere estesi a tutti (che poi era la proposta di legge Pastore del 1951, ripresentata ancora da Storti in parlamento fino agli anni &#8217;60 a nome della Cisl). Non certo la legge italiana sul pubblico impiego con le sue soglie, che \u00e8 stata una forma surrettizia di applicazione dell&#8217;articolo 39\u00a0(peraltro sulla base di un altro articolo della Costituzione, il 97, che non vale per il lavoro privato)<\/span>.<\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Oppure?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Potrebbe stabilire il diritto delle Rsu a negoziare. Ci sono gi\u00e0 delle prese di posizione del legislatore in tal senso, come ha fatto col decreto delegato 81 del 2015, dove si parla di contratti fatti direttamente dalle Rsu. Ma una legge potrebbe anche andare pi\u00f9 in l\u00e0 affermando il principio di maggioranza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Nulla da aggiungere alle risposte precedenti.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Affermare che un accordo approvato dalla maggioranza \u00e8 valido erga omnes?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Potrebbe farlo. Anche se c\u2019\u00e8 chi sostiene che in questo modo la legge configgerebbe con l\u2019articolo 39 della Costituzione, che parla di contratti validi per gli iscritti e non erga omnes. Non a caso infatti fino ad ora ci si \u00e8 attenuti al principio unanimistico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Il principio di maggioranza \u00e8 in contrapposizione al diritto del singolo di essere rappresentato dal suo sindacato, perch\u00e9 la libert\u00e0 sindacale \u00e8 anche una libert\u00e0 individuale. Per questo sarebbe in contrasto col primo comma dell&#8217;articolo 39, la parte &#8220;buona&#8221; della norma costituzionale. E, all&#8217;atto pratico, \u00e8 pericolosissimo perch\u00e9 in un&#8217;impresa d\u00e0 al datore di lavoro la possibilit\u00e0 di accordarsi con una maggioranza a spese di una minoranza. Non a caso negli Usa, dove il principio di maggioranza \u00e8 nato, si sono dovuti inventare il &#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #3366ff; text-decoration: underline;\"><a style=\"color: #3366ff; text-decoration: underline;\" href=\"http:\/\/www.lrb.bc.ca\/guidelines\/representation.htm\">duty of fair representation<\/a><\/span><\/span>&#8220;. Ma la cosa migliore \u00e8 lasciar perdere.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Ma in questi casi si tratterebbe di interventi leggeri o si entrerebbe nel merito?<\/p>\n<p>TREU &#8211; In Francia e Germania le leggi al riguardo sono molto descrittive, fino ad affermare come devono essere elette le Rsu e come devono funzionare. Da noi mi sembra improponibile.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Col dovuto rispetto, in Germania non esiste la legge sulla rappresentanza sindacale. Infatti a) la legge sull&#8217;elezione dei rappresentanti di tutti i lavoratori nelle aziende si chiama legge &#8220;sullo statuto dell&#8217;azienda&#8221;, non legge sul sindacato; b) i fiduciari sindacali sono un&#8217;altra cosa, e in questi giorni <span style=\"text-decoration: underline; color: #3366ff;\"><a style=\"color: #3366ff; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.igmetall.de\/vertrauensleutewahlen-2016-18061.htm\">\u00e8\u00a0 in corso nelle aziende la loro elezione da parte dei soli iscritti alla Ig Metall<\/a><\/span>. Elezione regolata dallo statuto del sindacato, senza interferenze della legge, che sarebbero costituzionalmente non ammesse.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Una legge potrebbe intervenire anche sulla struttura contrattuale?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Nessuno ci pensa, questa \u00e8 materia strettamente propria dell\u2019autonomia delle parti sociali. Il legislatore pu\u00f2 dare delle indicazioni e lo ha fatto con quel decreto 81 che abbiamo indicato. Nel momento in cui mette sullo stesso piano la contrattazione nazionale e quella decentrata, questo \u00e8 un chiaro aiuto al decentramento. Poi pu\u00f2 dare pi\u00f9 soldi ai contratti decentrati, come ha fatto con la legge di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211;\u00a0 E&#8217; ovvio che qualsiasi intervento sulla rappresentanza sindacale \u00e8 automaticamente un intervento pure sulla struttura contrattuale, anche se si dichiara il contrario. Infatti in Germania, dove la struttura contrattuale \u00e8 rimessa per intero all&#8217;autonomia collettiva, la legge non regola la rappresentanza sindacale, ed in Francia avviene il contrario. Le due cose si tengono a vicenda.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; E soprattutto il legislatore pu\u00f2 fissare il salario minimo.<\/p>\n<p>TREU &#8211; Il legislatore potrebbe fare due cose in merito. Estendere erga omnes i minimi salariali di base fissati dai contratti nazionali oppure fissare un livello minimo per tutti i lavoratori indistintamente. Il sindacato considera il primo intervento meno invasivo per la sua autonomia, il secondo ha il vantaggio di valere indistintamente per tutti. I giudici di solito prendono in considerazione i minimi contrattuali, ma potrebbe anche non essere cos\u00ec, mentre una legge li obbligherebbe ad avere solo quel trasferimento. E non sarebbe poca cosa se si considera che un salario di 8 euro e mezzo l\u2019ora, come \u00e8 in Germania, corrisponde a un salario mensile di 1.300 euro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Il legislatore \u00e8 tenuto ad occuparsi delle retribuzioni dei lavoratori in base all&#8217;articolo 36 della Costituzione. Se questo voglia dire prevedere salari minimi, dipende dalle circostanze. Finora non era necessario, ma ora il problema si pone, con i mercati del lavoro sempre pi\u00f9 permeabili e con la difficolt\u00e0 dei sindacati a coprire tutte le situazioni.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; E\u2019 fondato il timore dei sindacati di essere scavalcati?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Una ricerca su 15 paesi fatta dal Cnel ha chiarito che un salario minimo fissato per legge pu\u00f2 dare fastidio ai sindacati, ma li stimola anche nella loro azione rivendicativa a ottenere qualcosa in pi\u00f9. E poi un salario minimo per legge rivisto annualmente sulla base di parametri certi come l\u2019andamento del Pil o dell\u2019inflazione darebbe certezze e garanzie.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Se si intende lo <em>Smic<\/em> alla francese, s\u00ec. Se invece il salario minimo \u00e8 il <em>Mindestlohn<\/em> alla tedesca, cio\u00e8 un minimo inferiore alla maggior parte dei contratti allo scopo di evitare gli abusi pi\u00f9 gravi (nella macellazione si pagavano i salari della Romania, essendo lecito per la Ue assumere l\u00e0 per far lavorare qua), il timore \u00e8 non solo infondato ma controproducente.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Ma Renzi pensa a qualcosa del genere?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Dipender\u00e0 da tanti fattori. Certo si potrebbe vendere bene un provvedimento che assicura un salario di base a tutti, anche a quelli che non sono protetti dal sindacato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Su Renzi nessun commento.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; La contrattazione territoriale ha un futuro?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Quella di alcuni settori funziona da sempre, l\u2019edilizia, l\u2019agricoltura per esempio. Poi c\u2019\u00e8 il modello Treviso. L\u00ec \u00e8 stato definito un contratto tipo che le singole aziende, anche quelle piccole e piccolissime, possono utilizzare senza dover mettere in piedi una vera e propria contrattazione: le aziende che lo utilizzano godono degli incentivi previsti senza per\u00f2 mettersi i sindacati dentro casa. E poi cos\u00ec si danno una patina di legittimit\u00e0, mostrano di saper stare ai patti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Con l&#8217;articolo 39 no di certo. E neanche con la misurazione della rappresentativit\u00e0, che avrebbe impedito nel 1995 la riforma contrattuale in agricoltura. Ma per avere futuro deve essere contrattazione di settore, non accordo confederale parapolitico.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; A suo avviso la contrattazione pu\u00f2 dare una spinta vera per la crescita della produttivit\u00e0, il nostro problema pi\u00f9 grave?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Dipende da come \u00e8 fatta. Se si fa come con il contratto degli alimentaristi di questi giorni, dove sono stati dati aumenti salariali sganciati da obiettivi, al massimo questo \u00e8 un aiuto ai consumi interni. Se invece fai vera contrattazione in azienda, se colleghi i premi a obiettivi reali di produttivit\u00e0, allora \u00e8 diverso. La produttivit\u00e0 dipende da tanti fattori, dall\u2019innovazione, dalla ricerca, ma la contrattazione pu\u00f2 dare un aiuto reale, motivando i lavoratori.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; La contrattazione che non spinge a migliorare la produttivit\u00e0 non \u00e8 una buona contrattazione. Infatti da anni si \u00e8 assecondata la moderazione salariale, ed il risultato \u00e8 la perdita di competitivit\u00e0. Un motivo in pi\u00f9 per non fare leggi ma lasciar finalmente libera la contrattazione. E per non prendere ad esempio\u00a0 la moratoria decisa col contratto degli alimentaristi.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; E\u2019 possibile si arrivi una legge per misurare la rappresentativit\u00e0 delle associazioni datoriali?<\/p>\n<p>TREU &#8211; E\u2019 pi\u00f9 che probabile, le stesse associazioni non avrebbero problemi, anzi riceverebbero un aiuto, perch\u00e9 mettere una soglia di rappresentativit\u00e0 per la contrattazione significa sbarazzarsi con un sol colpo di tutte le associazioni pi\u00f9 o meno fittizie, che per\u00f2 danno fastidio.<\/p>\n<p>I<span style=\"color: #ff0000;\">L 9 MARZO &#8211; C&#8217;\u00e8 ancora qualcuno che pensa che si possano avere regole diverse per i lavoratori e per i datori di lavoro? Ai tempi della &#8220;legge Gasperoni&#8221; nel 1999 le imprese bloccarono tutto quando se ne accorsero, ma avrebbero anche potuto accorgersene prima.<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Lei vede vera innovazione nelle relazioni industriali?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Direi proprio di s\u00ec. C\u2019\u00e8 una regolazione pi\u00f9 precisa, che pu\u00f2 venire anche per via legislativa. E in un\u2019epoca di grandi turbolenze come questa che stiamo attraversando servono regole, specie se evitano i litigi e aiutano invece a far funzionare il sistema.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Da quando non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Intersind, e la Cisl ha smesso di avere un pensiero forte, di innovazione se n&#8217;\u00e8 fatta poca. Pi\u00f9 o meno, siamo ancora alle variazioni sul tema rispetto al patto del luglio 1993. Ma nelle aziende e nei territori ce ne sarebbe, solo che non arriva mai ai rami alti del sistema centralizzato che abbiamo.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>IL DIARIO DEL LAVORO &#8211; Pensa che Renzi attenuer\u00e0 la sua vis polemica verso i sindacati?<\/p>\n<p>TREU &#8211; Renzi ha subito detto che non si sarebbe fatto fermare quando erano in ballo le cose pi\u00f9 importanti. Quando ha varato il Job Acts non ha guardato in faccia nessuno. Adesso ha un atteggiamento diverso, su questi temi ha lasciato spazio e tempo ai sindacati, perch\u00e9 fossero loro a innovare le regole. Se non lo hanno fatto o non lo hanno fatto come era necessario, sar\u00e0 lui a intervenire, ma senza picchiare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">IL 9 MARZO &#8211; Su Renzi nessun commento.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il professor Tiziano Treu \u00e8 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 autorevoli, probabilmente la pi\u00f9 autorevole fra i viventi, sui temi del diritto e del sindacato, oltre ad essere sempre stato vicino alla Cisl ed a tutto il sindacato italiano. Ad esempio, c&#8217;\u00e8 molto di suo nella creazione delle Rsu, ad inizio degli anni &#8217;90. 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