{"id":3993,"date":"2016-02-09T14:16:45","date_gmt":"2016-02-09T13:16:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3993"},"modified":"2016-02-09T14:16:45","modified_gmt":"2016-02-09T13:16:45","slug":"un-esempio-da-non-seguire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3993","title":{"rendered":"Un esempio da non seguire"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Dagli alimentaristi un esempio da seguire&#8221; \u00e8 il titolo di un <a href=\"http:\/\/www.ildiariodellavoro.it\/adon.pl?act=doc&amp;doc=58393#.VrnKaXs1WeO\">intervento sul Diario del lavoro<\/a> che il dottor Sbarra dell&#8217;Anas, (che sarebbe il commissario della Fai, ma parla come se ne fosse il segretario generale) dedica alla conclusione del contratto nazionale per l&#8217;industria alimentare. Un intervento col quale cerca di vendere il &#8220;suo&#8221; contratto nazionale come il primo della nuova stagione aperta dal documento unitario Cgil-Cisl-Uil (quello del <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3664\">tradimento sull&#8217;articolo 39<\/a>).<\/p>\n<p>Un contratto, assicura col tono assertivo di chi deve convincere l&#8217;acquirente a comprare l&#8217;oggetto, che \u00e8 stato concluso<\/p>\n<p>&#8220;<em>garantendo la centralit\u00e0 del contratto nazionale e rafforzando notevolmente il livello decentrato<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Praticamente, la botte piena e la moglie ubriaca. Una soluzione che \u00e8 impossibile col vino, ma \u00e8 sempre possibile con le parole.<\/p>\n<p>Nei fatti, \u00e8 difficile che si possa sviluppare la contrattazione decentrata se non si va, poco o tanto, a incidere sulla centralit\u00e0 del contratto nazionale. O si ha il coraggio di rischiare lo spostamento di funzioni sostanziali e sostanziose al secondo livello, come fu fatto nel 1995 per il contratto dei lavoratori agricoli, e allora si pu\u00f2 contrattare sulla produttivit\u00e0 nelle aziende, o si sceglie la pi\u00f9 generica e meno incisiva tutela garantita dal contratto nazionale, ma si rinuncia ad una contrattazione significativa a livello aziendale e quindi sulla produttivit\u00e0 reale.<\/p>\n<p>Questa era la linea della Fai, fino al commissariamento; e colpisce che il suo abbandono\u00a0 sia stato <a href=\"https:\/\/pbs.twimg.com\/media\/Cadj46NW4AAogzI.jpg\">affidato ad un capodelegazione<\/a> che \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.faicisl.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DSC_0853.jpg\">un uomo del vecchio corso<\/a>, uno dei segretari nazionali della Fai che <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=15\">il voto della notte dell&#8217;Ergife aveva di fatto defenestrato<\/a> e che sono stati salvati dal commissariamento, per loro provvidenziale, che ha impedito alla Fai di darsi una dirigenza democraticamente eletta.<\/p>\n<p>Ma si sa, la Fai poteva essere la Fai e fare la Fai anche dentro alla Cisl finch\u00e9 era libera. La Fai commissariata pu\u00f2 fare solo il copia e incolla della volont\u00e0 di Via Po 21; che ormai, nell&#8217;ottica dell&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 39, vuol dire la volont\u00e0 di Cgil-Cisl-Uil.<\/p>\n<p>In questo senso, il documento Cgil-Cisl-Uil di gennaio, con la sua <a href=\"http:\/\/www.cisl.it\/attachments\/article\/1370\/corriere%20della%20sera.pdf\">enfasi giuliva sul contratto nazionale<\/a> ha ammainato in un colpo solo due bandiere della Cisl, la contrattazione aziendale sulla produttivit\u00e0 e il no all&#8217;articolo 39, che, a ben vedere, erano due facce della stessa medaglia.<\/p>\n<p>E la conferma la d\u00e0 proprio il contratto Risso-Sbarra (citati sempre in ordine alfabetico) in particolare con le decisioni sulla tempistica contrattuale.<\/p>\n<p>Il dottor Sbarra dell&#8217;Anas annuncia infatti, come se fosse un grande successo per i lavoratori<\/p>\n<p>&#8220;<em>l\u2019estensione della durata del Ccnl a 4 anni e contratti integrativi aziendali con ultravigenza di un anno, per non accavallare i cicli negoziali<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In pratica, si contratter\u00e0 meno a livello nazionale, perch\u00e9 il contratto durer\u00e0 quattro anni (nella Germania citata sempre a sproposito come modello da chi poi fa il contrario, i contratti di settore durano un anno, eccezionalmente due), e contemporaneamente si blocca per un anno la contrattazione nelle aziende\u00a0(&#8220;ultravigenza&#8221;, tradotto in italiano, vuol dire moratoria imposta dal contratto nazionale a quelli aziendali)<\/p>\n<p>Per carit\u00e0, forse si trattava di scelte necessarie per altri motivi, e i contratti vanno sempre giudicati nel loro insieme e mai una clausola alla volta. Ma, al massimo, si pu\u00f2 trattare di una scelta giustificabile una tantum. Tutt&#8217;altro che un esempio da seguire come modello di riforma complessiva.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;innovazione delle relazioni sindacali non pu\u00f2 passare certo da un modello che rimette pesantemente al centro il contratto nazionale di categoria, ne diluisce i rinnovi nel tempo, e impone moratorie alla contrattazione aziendale. Roba riverniciata per sembrare il nuovo che avanza, e che invece \u00e8 il vecchio che resiste (a cominciare dal capodelegazione della Fai).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dagli alimentaristi un esempio da seguire&#8221; \u00e8 il titolo di un intervento sul Diario del lavoro che il dottor Sbarra dell&#8217;Anas, (che sarebbe il commissario della Fai, ma parla come se ne fosse il segretario generale) dedica alla conclusione del contratto nazionale per l&#8217;industria alimentare. 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