{"id":3978,"date":"2016-02-06T22:21:12","date_gmt":"2016-02-06T21:21:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3978"},"modified":"2016-02-06T22:21:12","modified_gmt":"2016-02-06T21:21:12","slug":"prova-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3978","title":{"rendered":"Prova generale"},"content":{"rendered":"<p>Il rinnovo del contratto degli alimentaristi, <a href=\"http:\/\/www.faicisl.it\/speciale-ccnl-industria-alimentare\/\">leggiamo sul sito della Fai<\/a>, \u00e8 qualcosa di grande: &#8220;grande vittoria&#8221;, &#8220;grande risultato&#8221; eccetera, eccetera. E non abbiamo obiezioni. Un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 raro che chi ha appena firmato un contratto non ne sia legittimamente contento, al netto di tutti i compromessi necessari. Un po&#8217; perch\u00e9, in ogni caso, vale pur sempre il detto &#8220;un contratto \u00e8 sempre meglio di nessun contratto&#8221;. E un rinnovo, pi\u00f9 o meno tempestivo, \u00e8 sempre meglio di una vertenza che non si chiude mai.<\/p>\n<p>Dunque, per l&#8217;oste della Fai, il vino \u00e8 buono. Anche perch\u00e9, dice la coppia Risso-Sbarra (li citiamo in ordine alfabetico), si tratta di un rinnovo che &#8220;premia l&#8217;impostazione della Fai&#8221; ed esprime &#8220;un impianto complessivo fortemente voluto dalla Fai-Cisl&#8221;. Pi\u00f9 o meno, sembra che l&#8217;abbiano scritto direttamente loro due (o forse uno dettava e l&#8217;altro scriveva). Diciamo allora che se questo accordo ha quattro genitori, cio\u00e8 tre sindacati e una parte datoriale, la Fai rivendica di essere il &#8220;genitore uno&#8221;.<\/p>\n<p>E gli altri?<\/p>\n<p>Ovviamente, tutti sono contenti, come quando il parto \u00e8 un po&#8217; lungo ma il bambino assomiglia per quailcuno al pap\u00e0, per qualcuno alla mamma (o al genitore uno, o al genitore due, o magari al genitore 2 del genitore 1 &#8230;). Ma i giudizi non sono tutti uguali.<\/p>\n<p>Ad esempio, <a href=\"http:\/\/www.federalimentare.it\/m_comunicati_det.asp?ID=790\">la parte datoriale \u00e8 moderatamente contenta<\/a>, pur potendo elencare risultati che, dal suo punto di vista, non sono di poco conto, come &#8220;nessuna deviazione dal Jobs Act&#8221; e &#8220;moratoria di un anno sulla contrattazione aziendale&#8221; (anche questa moratoria \u00e8 un &#8220;grande risultato&#8221; per la Fai?). E per\u00f2, avvertono le imprese, ora si cambia; il prossimo contratto nazionale dovr\u00e0 essere fatto con le nuove regole. Il tono \u00e8 da ultimatum, ma non c&#8217;\u00e8 da spaventarsi; con una durata di quattro anni (un altro risultato pi\u00f9 a favore delle imprese che dei lavoratori) ci sar\u00e0 tempo per riparlarne con calma.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.uila.eu\/webapp\/ComunicatoDettaglio.aspx?idComunicato=812\">Quanto alla Uila<\/a>, la reazione \u00e8 misurata, e senza patriottismi di organizzazione. Per Stefano Mantegazza &#8220;da questo negoziato esce rafforzata l\u2019unit\u00e0 e il consenso gi\u00e0 forte che Fai-Flai-Uila hanno all&#8217;interno delle aziende e nel paese&#8221;, e sul piano salariale si confermano &#8220;le scelte contenute nel documento appena approvato da Cgil-Cisl-Uil&#8221;. Pi\u00f9 unitari di cos\u00ec, \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>Ed <a href=\"http:\/\/www.flai.it\/primo-piano\/rinnovato-il-ccnl-industria-alimentare.-crogi-vince-il-contratto-vincono-i-diritti\/\">anche la Flai parla, come da tradizione, in termini unitari<\/a>. Sorvolando su una questioncella da nulla come il Jobs Act, Stefania Crogi annuncia solenne che &#8220;vince il contratto, vincono i diritti&#8221;, per sottolineare in conclusione che il contratto firmato &#8220;recepisce lo spirito e le linee contenute nella proposta di nuovo modello contrattuale avanzata nelle scorse settimane da Cgil, Cisl e Uil&#8221;.<\/p>\n<p>Per chi non se lo ricordasse, il documento unitario di cui si parla \u00e8 quello che ha <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3664\">disseppellito il cadavere dell&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 39 della Costituzione<\/a>. Per il quale, appunto, i contratti devono essere stipulati unitariamente dai sindacati &#8220;in proporzione dei loro iscritti&#8221;, per poi essere efficaci per tutti, iscritti e non iscritti.<\/p>\n<p>Lungi dall&#8217;essere un &#8220;falso nodo&#8221;, come dice un <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3877\">titoletto bugiardo delle tesi congressuali della Fai<\/a>, l&#8217;articolo 39 sar\u00e0 quindi il vero nodo del futuro immediato: perch\u00e9 le imprese vogliono &#8220;nuove regole&#8221;, e i sindacati, anche se Risso e Sbarra sventolano la bandierina della Fai, sono gi\u00e0 in un&#8217;ottica unitaria che sembra preparare l&#8217;articolo 39. Attenzione, non unit\u00e0 non dal basso, fra i lavoratori, e tutto sommato neppure dall&#8217;alto, fra le organizzazioni, ma unit\u00e0 dall&#8217;esterno, garantita e regolata per legge. Per cui i sindacati sono liberi di sventolare la bandierina della loro organizzazione, come fa la coppia Risso-Sbarra, tanto sono destinati a finire nell&#8217;unico insaccato trentanovista.<\/p>\n<p>In questo senso, il rinnovo degli alimentaristi suona un po&#8217; come una prova generale di attuazione dell&#8217;articolo 39. il che giustifica ampiamente la soddisfazione di Flai e Uila, non certo quella della Fai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rinnovo del contratto degli alimentaristi, leggiamo sul sito della Fai, \u00e8 qualcosa di grande: &#8220;grande vittoria&#8221;, &#8220;grande risultato&#8221; eccetera, eccetera. E non abbiamo obiezioni. Un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 raro che chi ha appena firmato un contratto non ne sia legittimamente contento, al netto di tutti i compromessi necessari. 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