{"id":3215,"date":"2015-11-18T23:19:32","date_gmt":"2015-11-18T22:19:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3215"},"modified":"2015-11-18T23:19:32","modified_gmt":"2015-11-18T22:19:32","slug":"liberta-di-parola-il-rischio-delloligarchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=3215","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di parola: il rischio dell&#8217;oligarchia"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0Da Luigi Viggiano, il pensionato di Savona che ormai \u00e8 uno dei pi\u00f9 assidui contributori di questo blog, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo ricco di spunti di riflessione. E con una conclusione sull&#8217;autonomia delle federazioni che a noi piace particolarmente.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>OGNI ASSOCIAZIONE DEMOCRATICA E\u2019 PREDESTINATA ALL\u2019OLIGARCHIA A MENO CHE\u2026\u2026.<\/p>\n<p>Dopo il secondo conflitto mondiale la Democrazia \u00e8 diventata una parola magica, un titolo di rispettabilit\u00e0 al quale nessuno Stato vuole e pu\u00f2 rinunciare, poich\u00e9 definisce il solo regime politico che pu\u00f2 presentarsi come l&#8217;organizzazione di un potere disinteressato, in cui i governanti possono sempre dire di servire il popolo. Nonostante ci\u00f2, la democrazia non sfugge alla &#8216;ferrea legge&#8217; di oligarchie di potere che si formano a dispetto dell&#8217;ideale di autogoverno del popolo. In questo sta la sua difficolt\u00e0: il rischio di essere il regime dell&#8217;inganno e della dissimulazione. Pi\u00f9 realisticamente, dunque, la democrazia si riduce ad un lavorio continuo di distruzione delle oligarchie, con la precisa consapevolezza che a un&#8217;oligarchia distrutta subito seguir\u00e0 la formazione di un&#8217;altra.<br \/>\nDa una Lectio Magistralis del prof. Gustavo Zagrebelsky<\/p>\n<p>Abbiamo riportato queste sagge e autorevoli parole del prof. Gustavo Zagrebelsky perch\u00e8 leggendolo abbiamo scoperto la teoria nota come \u201dLa legge ferrea dell&#8217;oligarchia\u201d, formulata nel 1911 dal politologo tedesco Robert Michels con la quale teorizzava che tutti i partiti\/sindacati* si evolvono da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia ovvero da un numero ristretto di dirigenti. Questo deriva dalla necessit\u00e0 di specializzazione, la quale fa s\u00ec che un partito\/sindacato si strutturi in modo burocratico, creando dei capi sempre pi\u00f9 svincolati dal controllo dei militanti\/iscritti. Con il tempo, chi occupa cariche dirigenziali si &#8220;imborghesisce&#8221;, allontanandosi dalla bas, diventando cos\u00ec una \u00e9lite compatta dotata di spirito di corpo. Nello stesso tempo, il partito\/sindacato tende a moderare i propri fini: l&#8217;obiettivo fondamentale diventa la sopravvivenza dell&#8217;organizzazione, e non la realizzazione del suo programma.<br \/>\nMichels fornisce quattro prove a sostegno della sua tesi:<br \/>\nLa democrazia non \u00e8 concepibile senza una qualche organizzazione.<br \/>\nL&#8217;organizzazione genera una solida struttura di potere che finisce per dividere qualsiasi partito o sindacato in una minoranza che ha il compito di dirigere e una maggioranza diretta dalla prima.<br \/>\nLo sviluppo di un&#8217;organizzazione produce burocratizzazione e centralizzazione, che creano una leadership stabile, che col tempo si trasforma in una casta chiusa e inamovibile.<br \/>\nL&#8217;insorgenza dell&#8217;oligarchia deriva anche da fattori psicologici, in particolare la &#8220;naturale sete di potere&#8221; di chi fa politica\/sindacato e il &#8220;bisogno&#8221; delle persone di essere comandate<\/p>\n<p>\u201cLa legge dell\u2019oligarchia\u201d: quando il partito\/sindacato fallisce.<br \/>\nDi fronte a questa domanda, la risposta pi\u00f9 semplice sarebbe quella di dire che un Partito\/sindacato fallisce quando perde adesioni. Invece, i motivi per cui un partito\/sindacato scompare sono molto pi\u00f9 complessi e si sviluppano in varie fasi. Partendo dal presupposto che un partito\/sindacato non durer\u00e0 mai in eterno e che raggiunger\u00e0 sempre delle circostanze che lo porteranno inesorabilmente a \u201cmorire\u201d.<br \/>\nQuesta visione di Michels, che avvenne dopo aver osservato la Spd tra fine ottocento ed inizio novecento, lo port\u00f2 ad rilevare che un partito\/sindacato, quando nasce, si deve sempre proporre come qualcosa di rivoluzionario o di rottura, che porti ad un cambiamento radicale nella societ\u00e0. L\u2019 annuncio di cambiamento dovr\u00e0 convincere gli iscritti che la loro adesione sia utile e che porta benefici per ognuno. Ma dopo l\u2019adesione la legge prevede che il partito\/sindacato, inesorabilmente, con lo scorrere del tempo, si \u201cimborghesir\u00e0\u201d e\u00a0 non penser\u00e0 pi\u00f9 a mettere in pratica il programma od a mantenere un rapporto con gli iscritti. In poche parole, la necessit\u00e0 di specializzazione porter\u00e0 il partito\/sindacato a strutturarsi in modo burocratico, creando dei capi sempre pi\u00f9 svincolati dal controllo della base. Col tempo, chi occupa cariche dirigenziali si \u201cimborghesisce\u201d e si allontana \u201cdalla base\u201d, per diventare una \u00e9lite compatta dotata dello spirito di un nuovo corpo all\u2019interno di uno vecchio. Nello stesso tempo, il partito\/sindacato tender\u00e0 a moderare i propri fini: l\u2019obiettivo fondamentale diventer\u00e0 la sopravvivenza dell\u2019organizzazione e non la realizzazione del suo programma!!!!<br \/>\nIn effetti non si pu\u00f2 negare che i sindacati italiani tutti, negli ultimi 5 lustri hanno subito un enorme ed impressionante trasformazione: sono nati come associazione di lavoratori di singole categorie (vecchie societ\u00e0 di mutuo soccorso) per poi arrivare ad associazioni di massa, in cui i sindacalisti sono persone che svolgono questa attivit\u00e0 come un lavoro a tempo pieno e come i partiti, si sono strutturati secondo la logica della sezione con l\u2019obiettivo di ampliare al massimo il numero degli iscritti con l\u2019obiettivo di sopravvivere dal punto di vista finanziario attraverso le quote versate dagli iscritti. Il prevalere degli interessi economici e della sopravvivenza del partito\/sindacato portano l\u2019\u00e9lite di questo a dotarsi di alcuni mezzi per proteggersi come: i giornali, libri e un forte incremento del numero dei dirigenti con la conseguenza letale di dimenticarsi della base.<br \/>\nMichels, riguardo a quest\u2019ultime cose, scrisse:<br \/>\n\u201cQuanto pi\u00f9 si estende e si ramifica l\u2019apparato ufficiale del sindacato, tanto pi\u00f9 si riduce il potere popolare sostituito dall\u2019onnipotenza dei comitati e delle commissioni\u201d.<br \/>\nL&#8217;ampliamento dell\u2019oligarchia tende poi a trasformare il modo di pensare stesso dei dirigenti: chi occupa cariche di rilievo si \u201cimborghesisce\u201d e si allontana dalla massa dei lavoratori. Gli ex\/neo lavoratori, cio\u00e8 i funzionari stipendiati dal partito\/sindacato, si approprieranno di una routine che li far\u00e0 ascendere sempre pi\u00f9 al di sopra dei loro \u201cmandanti\u201d, cos\u00ec che infine perdono il senso di comunit\u00e0 con la classe che li ha espressi; ne deriva una \u201cnuova classe\u201d all\u2019interno del sindacato stesso.<br \/>\nLa gerarchia, la strutturazione e l\u2019imborghesimento all\u2019interno dei sindacati, sono continuati fino ad oggi. Quale dei nostri sindacati non ha le caratteristiche elencate? Ognuno si \u00e8 dotato di un coordinamento interno parallelo alle forme di governo presenti in Italia (coordinamento nazionale, regionale, provinciale, comunale\u2026) che a sua volta si divide i compiti in base a determinati sotto incarichi (responsabile regionale dell\u2019economia, responsabile nazionale del welfare, etc).<br \/>\nI modi con cui si cerca di tenere attivi i militanti ed i propri iscritti possono essere diversi. Si pu\u00f2 partire dalle iniziative che coinvolgono tutti gli iscritti per giungere a delle consultazioni su alcune decisioni che il sindacato a breve deve compiere. Questi stratagemmi possono funzionare o meno, ma il problema con cui i sindacati si devono confrontare oggi resta quello del calo degli iscritti e della sempre maggiore dipendenza dai finanziamenti pubblici.<br \/>\nFinora la teoria di Michels ha trovato un notevolissimo riscontro (ricordiamo che fu formulata nel 1911) e la deriva oligarchica sembrerebbe ineluttabile a meno che, aggiungiamo noi, non si eliminano o limitino al massimo le cause degenerative fissando delle regole stringenti sulle modalit\u00e0 di ricoprire incarichi di dirigente per un numero di volte e anni ben definito ed inderogabili; per esempio non pi\u00f9 di due mandati nell\u2019arco della vita sindacale e non pi\u00f9 di uno nello stesso livello; un limite all&#8217;et\u00e0, per i lavoratori attivi che possono candidarsi a ricoprire cariche sindacali questo per rimanere ancorati alle esigenze dei lavoratori attivi; garantire sempre e comunque autonomia delle federazioni come avviene nell&#8217;unione sindacale tedesca.<br \/>\nSavona, 19 novembre 2015<br \/>\nLuigi Viggiano<br \/>\n*Sindacati \u00e8 stato aggiunto da noi per la notevole affinit\u00e0 con i partiti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Da Luigi Viggiano, il pensionato di Savona che ormai \u00e8 uno dei pi\u00f9 assidui contributori di questo blog, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo ricco di spunti di riflessione. 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