{"id":2860,"date":"2015-10-28T13:14:27","date_gmt":"2015-10-28T12:14:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=2860"},"modified":"2015-10-28T13:14:27","modified_gmt":"2015-10-28T12:14:27","slug":"il-territorio-i-territori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=2860","title":{"rendered":"Il territorio, i territori"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl territorio deve diventare privilegiata frontiera di azione della Fai\u201d. Lo ha detto il dottor Sbarra dell&#8217;Anas, <a href=\"http:\/\/www.faicisl.it\/speciale-conferenza-organizzativa-e-programmatica-fai-cisl-nazionale\/\">parlando come commissario della Fai alla conferenza organizzativa di Fiuggi<\/a>.<\/p>\n<p>Ora, se uno non conosce la verit\u00e0, leggendo queste parole pensa che la Fai prima del suo avvento fosse una federazione tutta romano-centrica, chiusa nelle poche stanze di Via Tevere 20 e nella quale i territori erano un&#8217;appendice poco rilevante.<\/p>\n<p>Naturalmente la realt\u00e0 \u00e8 tutta l&#8217;opposto. La Fai \u00e8 sempre stata una federazione impostata sulla dimensione territoriale pi\u00f9 di qualunque altra. Anche pi\u00f9 della Filca, tanto \u00e8 vero che uno dei motivi della <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=15\">ribellione finale nella notte dell&#8217;Ergife<\/a> \u00e8 stato il rifiuto di un modello organizzativo in cui il governo della nuova federazione si sarebbe giocato fra livello nazionale e livelli regionali (questi ultimi quasi tutti destinati alla Filca&#8230;) e marginalizzando il ruolo delle dirigenze territoriali (che invece sarebbero state ripartite pi\u00f9 o meno a met\u00e0, tanto non avrebbero avuto molto peso).<\/p>\n<p>Ad esempio, negli anni &#8217;90 la (allora) Fisba fece <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=934\">una rivoluzione contrattuale<\/a>, anche contro le indicazioni di Via Po 21, assegnando al livello territoriale il peso pi\u00f9 importante nella regolazione dei rapporti di lavoro nell&#8217;agricoltura. E poco dopo, la costruzione di una federazione col baricentro nei territori \u00e8 stato il punto sul quale \u00e8 stata realizzata la Fai, che ha fondato la propria identit\u00e0 lungo le filiere dell&#8217;agroalimentare, che sono fortemente legate al territorio. Tutte cose che il dottor Sbarra dell&#8217;Anas ignora perch\u00e9 lui in questi anni si \u00e8 occupato d&#8217;altro (magari di completare la Salerno-Reggio Calabria).<\/p>\n<p>Insediatosi a Via Tevere con la scusa di fare lo scioglimento rifiutato dal congresso (e che fosse una scusa <a href=\"http:\/\/www.faicisl.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Documento-Conclusivo-Assemblea-Org_va-e-Program-Fai-Cisl-nazionale-_20-ott-2015_.pdf\">lo dicono i documenti<\/a> che lui ha fatto votare, dove \u00e8 scritto che lo scioglimento della Fai, ora che a lui non interessa, non si fa pi\u00f9) il dottor Sbarra dell&#8217;Anas ha governato secondo una tipica logica centralistica. Che non vuol dire sopprimere i territori, ma togliere ruolo e responsabilit\u00e0, magari alzando il volume dell&#8217;inutile retorica (che vuol dire territorio &#8220;frontiera&#8221; d&#8217;azione?) e aumentando le risorse (che sono state <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=491\">spostate verso alcune province e tolte ad altre<\/a> secondo la logica dello <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/mi-voti.avi\">scambio fra risorse e sostegno politico<\/a>). Al tempo stesso ha inventato un direttorio con i segretari regionali (inesistente negli statuti), potendo decidere tutto senza quel fastidioso consiglio generale dove c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che si pu\u00f2 alzare e dire la sua (anche perch\u00e9 ci sono molto territori che hanno pi\u00f9 peso politico di certe regioni i cui segretari, o sub-commissari che siano, si trovano ad essere fin troppo valorizzati rispetto alla loro reale importanza).<\/p>\n<p>Una lezione del professor Costantini (gi\u00e0, chi era costui?) quando si facevano i corsi di formazione nella Fai libera era quella di ricordarsi sempre che politiche contrattuali e politiche organizzative vanno assieme. Non pu\u00f2 esistere un sindacato che contratta seriamente sul territorio se l&#8217;organizzazione del sindacato non \u00e8 fondata nei territori (quindi al plurale; non sul territorio che, detto al singolare, \u00e8 un&#8217;astrazione. Come nei documenti di Fiuggi); se la linea politica nazionale sulla contrattazione, non \u00e8 il frutto di una dialettica spesso difficile e mai unanimistica; e se chi firma il contratto locale non risponde innanzitutto ai soci sul suo territorio invece di dover pensare prima di tutto al consenso di chi ti manda le risorse dal livello regionale, nazionale o confederale che sia.<\/p>\n<p>Anche durante il fascismo c&#8217;erano i contratti provinciali. Ed era il massimo del centralismo sindacale. Perch\u00e9 il problema non \u00e8 mai l&#8217;ingegneria contrattualistica e organizzativa ma l&#8217;esercizio della libert\u00e0 sindacale a partire dal socio, quindi dal basso verso l&#8217;alto. Altrimenti anche la dimensione territoriale serve solo al controllo dall&#8217;alto verso il basso. Come durante il fascismo. E come nella Fai commissariata.<\/p>\n<p>Dobbiamo dunque sperare nei territori? Certo, se pensiamo <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=2565\">alla candida ammissione di quel segretario territoriale della Fai<\/a> autore di una mail a Scandola in cui confessa che a lui interessano solo il suo lavoro quotidiano, lo stipendio a fine mese, e conservare i suoi quattro iscritti (o otto, o sedici o trentadue che siano) dai quali farsi confermare il mandato, le speranze non sono molte.<\/p>\n<p>Ma se c&#8217;\u00e8 ancora vita sul pianeta Fai, il tempo per farsi sentire c&#8217;\u00e8. Almeno fino al congresso di fine commissariamento. Dopo sar\u00e0 troppo tardi. E avr\u00e0 vinto il sistema attuale, che garantisce la minestra a tutti, tranne <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=82\">a due o tre<\/a> accusati di essersi messi di traverso, in cambio del consenso.<\/p>\n<p>Un modello un po&#8217; troppo simile a quello fascista per poter essere tollerabile da una federazione con la storia della Fai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl territorio deve diventare privilegiata frontiera di azione della Fai\u201d. Lo ha detto il dottor Sbarra dell&#8217;Anas, parlando come commissario della Fai alla conferenza organizzativa di Fiuggi. 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