{"id":2169,"date":"2015-09-03T18:40:04","date_gmt":"2015-09-03T16:40:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=2169"},"modified":"2015-09-06T19:17:16","modified_gmt":"2015-09-06T17:17:16","slug":"cosa-e-successo-alla-first-di-pisa-1centralismo-democratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=2169","title":{"rendered":"Cosa \u00e8 successo alla First di Pisa? 1\/centralismo democratico"},"content":{"rendered":"<p>Alla vigilia di Ferragosto, da Pisa era arrivata una <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=1792\">lettera aperta per Anna Maria Furlan<\/a>, che reclamava chiarezza sul caso Scandola e chiedeva una risposta &#8220;in tempi non lunghi&#8221;.<\/p>\n<p>Alla fine di agosto una risposta ci deve essere stata, ma non del tipo che ci si aspettava. Infatti, invece di ottenere chiarezza, il mittente ha dovuto scrivere lui <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/seconda-lettera.pdf\">una seconda lettera<\/a> nella quale chiede scusa un po&#8217; a tutti.<\/p>\n<p>Il mittente \u00e8 Pier Luigi Masi, segretario della First di Pisa, che chiede venia per aver diffuso a nome di tutta la segreteria territoriale della First pisana la lettera aperta ad Anan Maria Furlan della quale, invece, va considerato l&#8217;unico autore.<\/p>\n<p>E cosa cambia, si chiederanno a questo punto i nostri lettori?<\/p>\n<p>Se le domande alla Furlan fossero state sciocche e\/o infondate, poco sarebbe importante se a porle fosse stato solo il segretario o tutta la segreteria, bastava dimostrarne l&#8217;infondatezza; cos\u00ec come non si capisce perch\u00e9 non rispondere, a uno solo o a tutti i membri, se invece le domande fossero state pertinenti (ne ricordiamo qualcuna: perch\u00e9 non \u00e8 stata data risposta a Scandola quando ha posto per la prima volta il problema al segretario generale? E&#8217; vero che il suo reddito utile per la pensione \u00e8 superiore a quello previsto dal regolamento? Perch\u00e9, se le accuse di Scandola fossero false, non sporgere querela? E se fossero vere, perch\u00e9 espellerlo? E cos\u00ec via).<\/p>\n<p>La conclusione era che nella Cisl si poneva una questione che era al tempo stesso morale e di democrazia interna, e con essa il problema di ricostruire la credibilit\u00e0 dell&#8217;organizzazione, eventualmente anche attraverso un nuovo gruppo dirigente.<\/p>\n<p>Ora, per spiegare il perch\u00e9 della seconda lettera, quella di scuse, bisogna premettere una cosa che non tutti sanno: nella Cisl vige il &#8220;centralismo democratico&#8221;, la regola tipica delle organizzazioni politiche comuniste e sancita dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Costituzione-URSS-1977-estratto.txt\">articolo 3 della costituzione dell&#8217;Urss<\/a>; il principio democratico, per cui tutti gli organismi sono eletti dal basso, deve essere compensato dal principio centralista, per cui gli organi superiori controllano quelli inferiori.<\/p>\n<p>Naturalmente nello statuto della Cisl c&#8217;era\u00a0 scritta un&#8217;altra cosa, che poi sarebbe stata l&#8217;esatto contrario del centralismo, democratico o meno che fosse; ma, come dimostra anche la vicenda del commissariamento della Fai, l&#8217;applicazione (e la disapplicazione) delle regole da parte delle autorit\u00e0 centrali con l&#8217;avallo sistematico della Cisl-Probiviri ha prodotto una &#8220;costituzione materiale&#8221; della Cisl per cui si \u00e8 eletti ancora dal basso, ma si risponde verso l&#8217;alto. Il che spiega perch\u00e9 da anni, con la scusa di semplificare o di risparmiare, si uniscono i territori in improbabili unioni orizzontali e si accorpano le categorie creando ibridi talora mostruosi: la logica \u00e8 quella di accorciare la catena del controllo per aumentarne l&#8217;efficacia, di controllare meglio dal centro chi controlla i livelli locali sul territorio.<\/p>\n<p>E&#8217; per questo che il nostro Masi non ha dovuto solo chiedere scusa agli altri membri della segreteria, in modo da scagionarli, ma ha dovuto anche precisare di non aver coinvolto nella propria iniziativa n\u00e9 la segreteria regionale n\u00e9 quella nazionale, n\u00e9 quelle degli altri territori. Cosa che di per s\u00e9 sarebbe ovvia; se uno firma &#8220;First Cisl di Pisa&#8221;, per definizione, non parla a nome di Livorno, n\u00e9 di Lucca; n\u00e9 tanto meno della First regionale o addirittura nazionale.<\/p>\n<p>Siccome per\u00f2 nella Cisl c&#8217;\u00e8 il centralismo democratico, se uno da Pisa si rivolge al centro, il centro chiede conto a chi doveva controllare Pisa. Quindi alla First nazionale, che a sua volta ne chiede conto a quella regionale. Mentre gli altri territori confinanti si chiamano fuori per non essere coinvolti da eventuali rappresaglie.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 chiaro cosa \u00e8 successo: Masi \u00e8 stato raggiunto da pressioni dall&#8217;alto, di fronte alle quali \u00e8 ancora ammirevole il fatto che abbia ribadito le sue posizioni, ricordando di aver dato voce ad una richiesta di chiarezza che non era solo sua, ma degli iscritti. Quelli, per chi non se lo ricordasse, che pagano le quote per essere rappresentati; e quindi chi li rappresenta deve dar loro voce anche dentro all&#8217;organizzazione, se vuol essere ancora un rappresentante sindacale e non diventare qualcuno che controlla chi sta in basso e ne risponde a chi sta pi\u00f9 in alto e controlla lui.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un altro aspetto che rende interessante la lettura comparata delle due lettere agostane da Pisa; ed \u00e8 l&#8217;allegato alla prima delle due.<\/p>\n<p>Masi, infatti, non \u00e8 uscito fuori all&#8217;improvviso con una richiesta di chiarezza per colpire la Furlan, ma aveva gi\u00e0 preso un&#8217;iniziativa analoga nel novembre del 2014 quando, sull&#8217;onda del caso Bonanni, la sua federazione (allora Fiba di Pisa) aveva approvato all&#8217;unanimit\u00e0 una richiesta di chiarimenti gi\u00e0 sul caso Bonanni.<\/p>\n<p>Ma di questo parleremo nella prossima puntata<\/p>\n<p>(Segue)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia di Ferragosto, da Pisa era arrivata una lettera aperta per Anna Maria Furlan, che reclamava chiarezza sul caso Scandola e chiedeva una risposta &#8220;in tempi non lunghi&#8221;. 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