{"id":11210,"date":"2019-06-03T17:43:00","date_gmt":"2019-06-03T15:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=11210"},"modified":"2026-07-28T17:45:26","modified_gmt":"2026-07-28T15:45:26","slug":"limportanza-del-sindacato-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=11210","title":{"rendered":"L\u2019importanza del sindacato internazionale"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?author=1\"><small>admin<\/small><\/a> 3 giugno 2019 <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507#comments\">4 Commenti<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La Voce dei Trasporti, periodico della Fit-Cisl, pubblica una nota di chiarimento, a firma di Remo Di Fiore, su questioni delle quali ci siamo occupati anche noi (<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12385\">Finch\u00e9 la barca va<\/a>\u00a0 e <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12420\">L\u2019articolo 17 non si tocca<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Non sappiamo se Di Fiore, rappresentante della Fit nel sindacato internazionale Itf, volesse replicare anche a noi; presumiamo di no, perch\u00e9 il suo articolo fa riferimento a prese di posizione di sindacati autonomi, cio\u00e8 di un mondo dal quale siamo lontani storicamente ed attualmente. In ogni caso, siccome a noi piace dar la parola a tutti, riprendiamo integralmente il suo articolo e lo proponiamo come contributo di approfondimento. E anche perch\u00e9 siamo convintissimi anche noi che una buona azione sindacale internazionale sia imprescindibile per la tutela del lavoro nel XXI secolo, per tutti i settori e a maggior ragione per quelli naturalmente internazionali.<br \/><\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019occasione facciamo due osservazioni<\/p>\n\n\n\n<p>Di Fiore \u00e8 un cognome diffuso nella Fit; oltre a Remo, c\u2019\u00e8 anche Francesco, che poi sarebbero padre e figlio (insieme sono andati <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.torremare.net\/fit080419.htm\">anche in Vaticano a lodare le iniziative internazionali<\/a> del sindacato dei trasporti). Il che, lungi dall\u2019essere illecito, d\u00e0 l\u2019idea di un ambiente un po\u2019 chiuso, dove le cariche passano di padre in figlio, se non di padrino in figlioccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso numero della Voce dei Trasporti pubblica <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/La-voce-dei-trasport.pdf\">il bilancio della Fit<\/a>. Alla voce \u201cricavi\u201d, che assommano ad oltre 8 milioni, risulta che quasi la met\u00e0 sono segnati alla voce \u201cContributi annuale di comp. naz.\u201d (lo riportiamo cos\u00ec come \u00e8 scritto); ed una cifra quasi uguale risulta alla voce \u201cContr. e rimborsi da sindacati esteri\u201d. In pratica, quasi la met\u00e0 dei ricavi arriva dall\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il che fa capire, pi\u00f9 di tante parole, quanto sia importante per la Fit l\u2019attivit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/costi-ricavi-fit.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2013<br \/><em>La convenzione Mlc 2006, la Itf e la tutela dei marittimi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Remo Di Fiore \u2013 componente a nome della Fit Cisl dell\u2019Esecutivo Itf<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 volte abbiamo affrontato il tema della Convenzione Mlc 2006, cui molte organizzazioni sindacali non confederali oggi fanno riferimento con informazioni a volte non corrette. Ecco quindi l\u2019esigenza di alcune precisazioni e un minimo di ricostruzione del processo che ha portato alla stesura della Mlc, che dobbiamo considerare la vera \u201cBibbia\u201d del lavoro marittimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema marittimo, per quanto liberalizzato, dal punto di vista normativo a livello internazionale poggia sui famosi quattro pilastri, ovvero altrettante convenzioni che ne regolano l\u2019attivit\u00e0. Abbiamo infatti la Marpol per la protezione dell\u2019ambiente, la Imo che si occupa della sicurezza, la Stcw che regolamenta i titoli professionali e la pi\u00f9 recente Mlc 2006 che riguarda da vicino il personale imbarcato con riferimento a orario di lavoro, salari, ferie, malattia, et\u00e0 minima, dimensione degli alloggi e via elencando, insomma tutto quello che \u00e8 inerente ai marittimi imbarcati. Questa Convenzione nasce in sede di Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) che ha sede a Ginevra ed \u00e8 una agenzia delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p>La caratteristica principale della Mlc \u00e8 quella di esser prodotta e poter esser modificata nel tempo in termini tripartitici ovvero dai rappresentanti dei Governi, degli armatori e dei marittimi. Naturalmente per la parte marittimi i lavori sono coordinati da Itf, la Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti, a cui Fit-Cisl \u00e8 affiliata.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima della Mic esistevano oltre 60 convenzioni, ognuna a s\u00e9 stante e quindi uno Stato poteva ratificarne solo alcune, per cui la Mcl 2006 ha portato a un\u2019enorme semplificazione normativa e uniformazione dei diritti e delle tutele per i lavoratori. La Convenzione fu approvata quasi all\u2019unanimit\u00e0 (due astenuti, Libano e Venezuela, per motivi non di merito) il 7 febbraio 2007 nella riunione plenaria tripartita. Precisiamo subito che il lavoro \u00e8 durato alcuni anni e per i marittimi italiani il nostro governo aveva indicato il responsabile marittimi della Fit-Cisl Remo Di Fiore. Per Confitarma si impegn\u00f2 dando un grosso contributo lo scomparso Roberto Aglieta. Senza entrare nel merito diciamo che l\u2019entrata in vigore \u00e8 avvenuta il 20 agosto 2013. L\u2019Italia ha recepito nel proprio ordinamento la Convenzione il 19 novembre 2014.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 un particolare importante da sottolineare: se una nave di un paese che non ha ratificato entra in un porto di un paese che ha ratificato ha l\u2019obbligo di rispettare la Mlc comunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 molto importante nel senso che di fatto oggi tutte le navi ne sono coinvolte. Ancora una volta, senza voler scendere nel particolare, diciamo che le navi di un paese che ha ratificato debbono essere in possesso di un \u201cCertificate and declaration of maritime labour compliance\u201d, che viene rilasciato dall\u2019autorit\u00e0 competente o da una organizzazione riconosciuta e autorizzata dalla suddetta autorit\u00e0 (Registri navali). In Italia \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 marittima che fornisce il documento. In ogni caso esso viene rilasciato verificando che le norme, le leggi, i contratti applicati a quella nave rispecchiano la MIc. Il controllo delle navi viene demandato all\u2019autorit\u00e0 del porto, nel nostro caso alle Capitanerie, attraverso un gruppo di ispettori che fanno parte del \u201cPort State Control\u201d(Psc). La Convenzione prevede anche delle procedure per i reclami a bordo o a terra da parte del marittimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni articolo della Convenzione si divide in due parti: A di applicazione obbligatoria, B di applicazione consigliata. Rispetto ai salari, pur se in parte B, \u00e8 prevista una \u201cJoint Maritime Commission\u201d formata normalmente da 6 rappresentanti per i marittimi e 6 per gli armatori a livello mondiale, che si riuniscono per fissare la paga base minima del Marinaio Abilitato (AB), la quale, insieme agli altri istituti contrattuali come le ferie e gli straordinari, concorre a formare lo stipendio minimo. Quando una intesa \u00e8 raggiunta (non sempre) il dato \u00e8 recepito e formalizzato dal \u201cGoverning body\u201d della Ilo. Tra i rappresentanti dei marittimi vi \u00e8 Remo Di Fiore della Fit-Cisl. Nell\u2019ultima burrascosa riunione il dato \u00e8 stato fissato in 614 usd che sale a 618 dal 1-7-2019. Altri due aumenti sono previsti nel 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver parlato a grandi linee della Convenzione vediamo come entra in gioco la Itf con i suoi 10 milioni di associati e di cui fanno parte, \u00e8 importante sottolinearlo, per l\u2019Italia i soli sindacati confederali Fit-Cisl, Filt-Cgil e Uiltrasporti. Lo stesso vale per la Etf, la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dei marittimi dunque solo i confederali hanno voce in capitolo sui grandi temi, compreso quello dell\u2019occupazione su cui sono fortemente impegnati a partire dal regolamento Ue<\/p>\n\n\n\n<p>3577\/92 che cerchiamo con la Etf di migliorare (in particolare l\u2019art. 3) per rilanciare l\u2019occupazione. Non \u00e8 una cosa semplice visto l\u2019orientamento liberista della Commissione europea: tenendo presente il peso dei paesi che sono per la liberalizzazione totale, si rischia di cambiare il famoso art. 3 in peggio. Questo non sminuisce gli sforzi che da tempo stiamo facendo come Etf a Bruxelles. Quanto tale lavoro sia delicato lo si vede dalla situazione in Italia, ove si corre il rischio, con vincoli eccessivamente stringenti, di allontanare gli armatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 noto che, delle 748 navi che avevamo in Registro Internazionale nel 2012, ben 150 circa sono di nuovo passate in bandiera estera rinunciando ai benefici riconosciuti, con la perdita di numerosi di posti di lavoro. Questa fuga, che prevede, come si diceva, la rinuncia ai sostegni previsti, deve farci riflettere e renderci cauti sapendo che per cambiare bandiera bastano poche ore. Il registro maltese sta facendo incetta di nostre navi, visto che sotto quella bandiera non sono previste regole sulla nazionalit\u00e0 degli equipaggi, inoltre gli oneri sociali sono molto bassi e la burocrazia molto limitata.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicevamo del ruolo di Itf. Le condizioni previste dalla Mlc da applicarsi ai marittimi sono considerate minimali. La contrattualistica della Federazine internazionale prevede trattamenti normativi e salariali superiori, cos\u00ec come \u00e8 stabilito nei due contratti tipo Tec e Ibf. Per chiarezza facciamo un esempio sui giorni di ferie riconosciuti per ogni mese di imbarco. Secondo la Mlc essi non possono essere inferiori a 2,5 per mese. Per la Itf sono 7 (4,5 per il personale dell\u2019hotel nelle navi da crociera). In aggiunta la Itf prevede che, per ogni giorno di ferie, siano liquidati allo sbarco 18 Usd per giorno. Se poi vogliamo parlare di salario, prendendo a riferimento il Marinaio Abilitato (AB posizione 1 nella scala parametrale Itf) il totale mensile che si ricava applicando i vari articoli della Mic con il massimo di straordinario si aggira attorno ai 1.100 Usd\/mese contro i 1.800 del Tcc della ITF con 70 ore di straordinario\/mese garantite. Se guardiamo poi l\u2019orario normale di lavoro per la Mlc sono 48\/settimana contro le 40 della Itf. Possiamo proseguire col periodo di imbarco che la Mlc fissa in un massimo di 12 mesi contro gli 8 della Itf. Chiaramente per la Federazione internazionale stiamo parlando di navi in bandiera di convenienza (Foc), in quanto si suppone<\/p>\n\n\n\n<p>(cosa non sempre vera) che le bandiere nazionali abbiano condizioni superiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Un punto che ci preme sottolineare, visto che molti ne parlano, \u00e8 il pagamento dei salari. Secondo la Mlc essi vanno pagati a intervalli non superiori al mese. Ci\u00f2 non significa che debbono pagarsi alla fine di ogni mese, perch\u00e9 \u00e8 impossibile visto che l\u2019ufficio paghe deve ricevere dal bordo conteggi straordinari, lavori disagiati e via elencando. La Convenzione non fissa date specifiche entro quale giorno del mese il salario va pagato.<\/p>\n\n\n\n<p>Su quanto sin qui illustrato brevemente, gli ispettori Itf sono impegnati a verificare. Essi debbono visitare un minimo di 100 navi all\u2019anno e riportare alla Federazione, da cui operativamente dipendono. L\u2019impegno \u00e8 notevole se pensiamo che complessivamente nel 2018 sono stati fatti recuperare ai marittimi, tra ispettorato e Claim Unit di terra, oltre 5 milioni di Usd per elementi contrattuali inizialmente non versati dall\u2019armatore. In genere si tratta di salari, indennit\u00e0 di malattia, inabilit\u00e0 e cos\u00ec via. Volendo fare qualche esempio di situazioni legate al Tirreno, citiamo i marittimi con retribuzione in ritardo di una nave in Spagna di bandiera italiana. Il caso \u00e8 stato gestito e risolto con la collaborazione dell\u2019ispettrice Itf in loco, Luz Baz, che in collegamento col Coordinatore italiano ha seguito il caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra vertenza, peraltro ancora in corso, che sta gestendo il Coordinatore riguarda il traghetto di bandiera marocchina \u201cRif\u201d. L\u2019equipaggio ha ricevuto l\u2019ultima paga l\u2019agosto scorso e la nave \u00e8 oggetto di sequestro da parte del cantiere che ha effettuato lavori di riparazione. L\u2019armatore \u00e8 silente e la Itf con il suo legale a Genova lavora per raggiungere un\u2019intesa sui salari e il rimpatrio dei marittimi. Un altro caso riguarda la nave \u201cVirile\u201d con bandiera delle Comore e marittimi indiani e siriani a bordo non pagati da molti mesi, fermata nel porto di Marina di Carrara. La nave ha molte altre mancanze rilevate dal Psc e l\u2019armatore ha difficolt\u00e0 a pagare salari e riparazioni. Per completare questa panoramica in Tirreno, vi \u00e8 la nave Dana I a Salerno \u00een uno stato tale che l\u2019autorit\u00e0 moldava ha ritirato la bandiera. L\u2019armatore sta cercando di iscriverla nel registro del Camerun. Per recuperare quanto dovuto l\u2019ispettore Itf ha messo l\u2019equipaggio in sciopero.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe proseguire con situazioni simili nelle altre aree di competenza di altri ispettori, ma riteniamo sufficiente gli esempi di cui sopra per sottolineare il fatto che chiamare il Psc spesso non basta, specie quando l\u2019armatore rischia di fallire o quando addirittura \u00e8 introvabile. Anche il sequestro della nave da parte degli ispettori a nome dei marittimi spesso non serve, se la nave non \u00e8 appetibile per il mercato. C\u2019\u00e8 poi la questione del rimpatrio i cui costi alla fine non sono sostenuti n\u00e9 dall\u2019armatore n\u00e9 dall\u2019autorit\u00e0 di bandiera, ma spesso ricade sull\u2019ispettorato e quindi sul sindacato.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si vede si tratta di situazioni molto complesse. Ecco perch\u00e9 alla fine il soggetto risolutore di molte di queste situazioni \u00e8 la Itf con il suo Coordinatore e gli ispettori. Lo stesso Psc che visita le navi spesso chiede la collaborazione dell\u2019Ispettorato Itf per la parte contrattuale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4 Commenti &#8211; <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507#respond\">Scrivi un commento<\/a><\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Anonimo<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507#comment-31288\"><time datetime=\"2019-06-04T14:03:13+00:00\">4 giugno 2019 at 14:03<\/time><\/a> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507\">\u00b7 Edit<\/a> Noi della Fai del sindacato trasporti abbiamo conosciuto la sua \u201cgrande efficienza\u201d nel settore della pesca. La differenza sta proprio qui: per loro era soltanto affari per pochi presunti sindacalisti mentre per noi fu subito impegno alla tutela contrattuale.<br \/>Fu merito di D\u2019Antoni l\u2019aver affidato alla Fai quel settore e della segreteria nazionale guidata da Gorini averci portato il sindacato della tutela contrattuale. ancora oggi la Fai ne \u00e8 protagonista nonostante certe cointeressenze tra Federpesca e la solita Organizzazione da sempre solerte coltivatrice di buoni affari. <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507&amp;replytocom=31288#respond\">Reply<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Anonimo<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507#comment-31307\"><time datetime=\"2019-06-05T19:44:09+00:00\">5 giugno 2019 at 19:44<\/time><\/a> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507\">\u00b7 Edit<\/a> Certi tipi di attivit\u00e0 remunerative sono retaggio di una certa politica: ad esempio mi viene da pensare alla vicenda del Luca Lotti e di un suo compagno di partito impegnati ad accaparrarsi i favori di una certa magistratura\u2026<br \/>Che il PD fosse presente alla manifestazione recente dei confederali e pensionati non mi lascia ombra di dubbio! <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507&amp;replytocom=31307#respond\">Reply<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Anonimo<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507#comment-31349\"><time datetime=\"2019-06-08T00:15:15+00:00\">8 giugno 2019 at 0:15<\/time><\/a> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507\">\u00b7 Edit<\/a> Ecco parte dei trenta denari con cui i giuda sindacalisti si sono venduti i lavoratori .<br \/>Enti bilaterali, la tassa occulta sui lavoratori, l\u2019inchiesta su FQ MillenniuM in edicola. Il caso: 22 poltrone e zero dipendenti<br \/>Sul mensile diretto da Peter Gomez inchieste e approfondimenti sulla crisi del sindacato, sempre pi\u00f9 fornitore di servizi e sempre meno rappresentanza di lavoratori. Come nel caso delle centinaia di organismi previsti dai contratti collettivi, che maneggiano milioni e conferiscono incarichi, ma spesso non sono neppure conosciuti da chi li finanzia con le trattenute in busta paga<br \/>Enti bilaterali, la tassa occulta sui lavoratori, l\u2019inchiesta su FQ MillenniuM in edicola. Il caso: 22 poltrone e zero dipendenti <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507&amp;replytocom=31349#respond\">Reply<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Anonimo<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507#comment-31373\"><time datetime=\"2019-06-09T00:07:37+00:00\">9 giugno 2019 at 0:07<\/time><\/a> <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190826080309\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=12507\">\u00b7 Edit<\/a> \u201d Il che, lungi dall\u2019essere illecito, d\u00e0 l\u2019idea di un ambiente un po\u2019 chiuso, dove le cariche passano di padre in figlio, se non di padrino in figlioccio.\u201d<br \/>Non \u00e8 certo prerogativa della FIT: \u00e8 pieno di cariche ereditarie, esempio la filca, la fim (a ogni livello). Le caste nelle caste.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>admin 3 giugno 2019 4 Commenti La Voce dei Trasporti, periodico della Fit-Cisl, pubblica una nota di chiarimento, a firma di Remo Di Fiore, su questioni delle quali ci siamo occupati anche noi (Finch\u00e9 la barca va\u00a0 e L\u2019articolo 17 non si tocca). 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