{"id":10878,"date":"2025-12-16T23:11:17","date_gmt":"2025-12-16T22:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10878"},"modified":"2025-12-16T23:11:17","modified_gmt":"2025-12-16T22:11:17","slug":"tra-serio-e-faceto-la-versione-di-albino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10878","title":{"rendered":"Tra serio e faceto, la versione di Albino"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Albino Gorini ci manda questa lettera, che volentieri pubblichiamo, con cui ricorda alcune vicende e commenta alcune delle cose scritte nei commenti di questo blog. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cari amici del 9 marzo,<\/p>\n\n\n\n<p>come sapete, pur avendo solidarizzato da subito con i ricorrenti al commissariamento della Fai dopo la nomina tirannica di Sbarra e poi con la nascita di Prendere parola, non sono solito intervenire su questo blog per rispondere ogni volta che si fanno battuta su di me e il mio ruolo passato nella federazione: \u00e8 vero, come dice BooKchin, c\u2019\u00e8 \u201cvita oltre il sindacato\u201d e io la sto percorrendo da pensionato che solo a volte si gira indietro a guardare la propria storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lo faccio, vedo il mio lavoro cominciato in un&#8217;industria multinazionale chimica dove ero stato eletto nella Commissione interna come iscritto alla Federchimici Cisl, per passare poi in un&#8217;industria alimentare, iscritto alla Fulpia; si trattava di settori che da sempre ottenevano buoni contratti e gi\u00e0 sperimentavano contratti aggiuntivi provinciali. La spiegazione dei risultati positivi per i lavoratori stava nel rendimento industriale nel contesto competitivo milanese, che ho poi trovato anche negli anni successivi quando nelle provincie lombarde si ottenevano ottimi Patti provinciali nel settore agricolo, anche grazie a un gruppo dirigente sindacale appassionato, pur se in parte insidiato dall\u2019ideologia con cui occorreva fare i conti.<\/p>\n\n\n\n<p>Venivo da una militanza politica giovanile democristiana, ero anche io un &#8220;migliolino&#8221; (da Guido Miglioli) come prima di me Zanibelli, Carniti, Sartori e altri. Ma ricordo che c&#8217;\u00e8 stato un Miglioli prima della candidatura con il Fronte popolare e un Miglioli dopo il Fronte popolare, una distinzione che aiuta a spiegare come tutti avevano potuto stare assieme nella Cisl, ma la divisione la ritrovai nelle due anime che causarono la scissione delle Acli.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1973 sono stato eletto segretario provinciale della Fisba (Liberterra) vincendo un congresso di scontro fra unitari ed antiunitari dopo il quale la USP (la Cisl provinciale di Cremona) si inchin\u00f2 davanti al verdetto congressuale che aveva premiato la tesi contraria all\u2019unit\u00e0: era il clima del tempo che pretendeva il rispetto delle regole ed il riconoscimento delle federazioni, dopo il congresso confederale del 1969, con un fermento nuovo nella democrazia interna confederale che si evidenzi\u00f2 nello scontro fra Storti e Scalia a Santa Monica di Spoleto che segn\u00f2 un momento cruciale nella storia della Cisl.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo voglio ricordare perch\u00e9 quando Storti sosteneva lo scioglimento veloce della confederazione per realizzare l\u2019unit\u00e0 sindacale venne clamorosamente sfiduciato; ma senza perdersi d\u2019animo riconvoc\u00f2 dopo qualche giorno il Consiglio generale ed ebbe la fiducia per la maggioranza di un solo voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero un giovane dirigente provinciale, il \u201csigillo del livellario\u201d lo avevo guadagnato (Gatta Panceri sa che non bisogna correre; sar\u00e0 una vecchia gatta che sa far fruttare la saggezza antica, potrebbe andare in quei talk show che ci dicono sempre cosa si deve fare) e ho sempre cercato di usare il mandato in libert\u00e0 ma con responsabilit\u00e0. Anche ora, quando mi si chiama in causa per cose sbagliate preferisco sentirmele elencare per spiegarle e, al limite, poterle andare a raccontare al confessore visti che per me l\u2019acqua benedetta ancora si trova.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019esperienza di zona, poi quella nel nascente settore agroforestale del Consiglio Regionale Cisl (precursore delle attuali Segreterie Regionali), sono stato chiamato alla Fisba nazionale, ultimo degli eletti in un congresso di scontro fra sud e nord. Qui ho sempre lavorato per l\u2019unit\u00e0 interna ed ho trovato condivisione e amicizie, come situazioni di cui ancora ho sofferenza. Pochi conoscevano le problematiche sindacali dell\u2019agricoltura stretta dalla rete poderale fitta e minuta poco incline alla modernizzazione favorita dalla Pac, una situazione a tutto vantaggio dell\u2019industria e della cooperazione; poi c\u2019erano stati i fatti di Avola che avevano portato alla legge sul collocamento agricolo contro il caporalato (abolita per varare la nuova legge generale sul collocamento rivelatrice di una mentalit\u00e0 generale propria di un sindacato del lavoro e non di categorie; erano noti il nostro dissenso con la linea rappresentata da Crea nella Cisl) che \u00e8 un tema ancora di attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono anche gli anni degli elenchi bloccati nati da un&#8217;annata di siccit\u00e0 in tanta parte del Sud che si trasformavano di anno in anno, per volont\u00e0 unanime dei partiti politici, in sinecura elettorale: un lavoro duro, superato con l\u2019abolizione dello Scau ottenuto con un&#8217;intesa con l\u2019Inps di Colombo e Billia; e ricordo la separazione degli operai agricoli e degli impiegati agricoli che disponevano di un sistema separato assicurativo pubblico ereditato dal riconoscimento corporativo e che abbiamo riformato (a proposito ho visto dal <a href=\"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10868#comment-54138\">commento anonimo del 5.12 ore 20.08 che non si parla della vicepresidenza Enpaia<\/a>: che fine ha fatto? \u00c8 stata regalata?).<\/p>\n\n\n\n<p>Questi alcuni temi che ci hanno coinvolti ottenendo risultati per i lavoratori assieme a tutte le attivit\u00e0 generalmente riconosciute svolte dal sindacato quale autorit\u00e0 economica in tutti i settori. Negli anni del nazionale ho potuto collaborare con tanti amici, la federazione nazionale era un grande porto di mare aperto che poteva contare con molteplici competenze, alcuni hanno avuto il riconoscimento dei meriti in altri incarichi ma mantenevano un rapporto quasi familiare nei momenti significativi. Fra tanti (troppi) vorrei citare Marcone e Cattaneo e poi Mantovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Idolo Marcone fu fondatore della Fulpia e poi segretario confederale ed aveva in testa il comparto agroalimentare che per la macellazione \u201cdeve arrivare fino al preimpacco\u201d anticipando quello che avviene ora nella GDO, idea pienamente condivisa da Renzo Cattaneo che lo aveva trovato applicato nei paesi europei del Nord; e poi Giovanni Mantovani che dopo la Fisba ha eleborato il progetto Aquila antesignano dell\u2019origine del Km Zero: tre nomi che mi hanno indicato la costruzione dell\u2019agroalimentare nel mondo Cisl. Nella Cgil era stato realizzato con un colpo congressuale, mentre nella Uila \u00e8 stato fatto con un protocollo notarile, nella Cisl \u00e8 stato un percorso complicatissimo: la Fulpia era diventata la Fat di Crea e dei suoi successori, con una impronta esclusivamente industriale e una visione pienamente condivisa nell\u2019idea di settore unico dell\u2019industria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i destini non li dettiamo noi e cos\u00ec alla fine si apri il dialogo con la Fat che agli occhi di tutti appariva ricca di un&#8217;efficienza difficilmente riscontrabile nella pesantezza organizzativa e ingiustamente chiacchierata della nostra federazione. Nei primi approcci organizzativi con l\u2019alimentare ci siamo trovati di fronte a federazioni provinciali passate armi e bagagli ad altre organizzazioni, a consigli di fabbrica che gestivano aziende di livello internazionale dove in una notte il pacchetto di tessere sindacali passava ad altre organizzazioni. Cose sconosciute nella nostra pur complessa esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordo un monito di un grande personaggio confederale che ha destinato gli anni precedenti alla sua morte alla nostra federazione: il mitico Prof.Silvio Costantini responsabile della formazione alla quale lavoravano Bianchi e Graziani, un Maestro e ancor di pi\u00f9 una Guida, amico e collega di Fratel Carretto nell\u2019Azione Cattolica di cui condivideva la profondit\u00e0 spirituale ma con un forte senso pratico fondamentale nel mondo sindacale. Costantini ci dettava una regola semplice ma significativa \u201cnoi nei mulini ci dobbiamo andare per lavoro, ma non dobbiamo infarinarci\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019unificazione delle due federazioni capii che la farina \u00e8 come il cemento, \u00e8 facile impolverarsi!<\/p>\n\n\n\n<p>Se per\u00f2 di declino vogliamo parlare bisogna partire da un fatto: la Fisba prima e la Fai poi erano guardate dall\u2019esterno come una bella realt\u00e0 per come era stata costruita, per le prospettive, per le reciproche ricchezze esperienziali e per le potenzialit\u00e0 di sviluppo organizzativo pi\u00f9 selettive che potevano essere trovate in un paniere pi\u00f9 ampio sia di risorse materiali che umane. Tutto era stato sperimentato nel mandato di federazione pluricomposta concluso con il Congresso di Parma 2001 costitutivo della nuova federazione FAAI Federazione Agricola Alimentare Italiana con la nomina a Segretario Generale Aggiunto di Uliano Stendardi, elezione non scontata nelle previsioni e dai numeri, ma voluta fortemente da me e che coronava un equilibrio delle dirigenze regionali individuate nei relativi congressi.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia posizione non fu un inchino ai potenti del tempo, Savino, Raffaele, altri che risparmio pi\u00f9 attenti ai loro equilibri che alla efficienza cercata assieme nella nuova realt\u00e0 a garanzia della necessaria unit\u00e0 interna per tutto il mandato. Sono stati anni faticosi ma che si conclusero bene quando ho prospettato l\u2019intenzione di normalizzare la nostra federazione senza l\u2019Aggiunto e con una segreteria in cui Uliano poteva onorevolmente essere il primo. L\u2019alternativa era di presentarci in liste diverse, cosa che Uliano scart\u00f2 preferendo un suo ritorno in Confederazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo mio mandato si \u00e8 concluso a met\u00e0 e sui particolari non entro se non accidentalmente nel seguito per il periodo successivo della dittatura Furlan-Sbarra imposta alla Fai di Cianfoni. Tutta colpa del voto segreto dell\u2019Ergife che Augusto continua ad alimentare con la tesi del 90mo calcistico, agitando come in musica classica un tema variato ma simile, &#8220;gli ignavi&#8221;, &#8220;i perfidi&#8221;, &#8220;i traditori&#8221;, e lanciando il sasso nell&#8217;acqua ci fa intravedere solo i cerchi cercando di farceli riconoscere. No, Augusto, ti sbagli, non ne indovini uno perch\u00e9 tu eri sordo, o meglio, avevi il tuo progetto mai dichiarato fino in fondo e che \u00e8 stato scoperto solo al 90mo minuto.<\/p>\n\n\n\n<p>I mugugni da tempo si sentivano nella federazione ma io non mettevo becco, e solo quando mi hai dato la parola ho detto come la pensavo, al congresso di Salerno, al congresso di Perugia (seguito dalla condivisione dall\u2019intervento della Segretaria di Latina che ti fece arrabbiare), al convegno con la Fisascat alla Domus Pacis.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi sono venuto al Congresso dell\u2019Ergife, dove qualche amico mi si \u00e8 avvicinato e l\u00ec ho capito il clima e quanto era successo. Pesenti mi affront\u00f2 duramente per accusarmi di essere il Cardinale de RETZ, l\u2019artefice della congiura. Potrei dire ora con furbizia di esserlo stato, facendomi passare per l&#8217;eroe che alla fine ha avuto ragione. Ma io non ho mai messo mano a quanto stava avvenendo al di fuori di qualche sorriso di compiacimento per tutti, magari con qualche ironia come quella fatta in treno al bergamasco, dimenticando purtroppo che non bisogna dare le perle agli asini.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo so molte cose, la mia vita nella federazione non era sta una meteora, godevo di una fiducia che era servita anche nella mia successione per convincere e forzare tante strutture in tutta Italia ad accettare la soluzione prospettata per scongiurare il ritorno a una lotta fra sud e nord che la gestione confederale era pronta, forse anche con successo, a scatenare: tu hai gestito una operazione da solo e forse la storia della federazione non ti ha aiutato, o forse \u00e8 mancato il coraggio che, per uno che ha studiato sotto il Resegone, \u00e8 una cosa grave. Mi riferisco al voto congressuale dell\u2019Ergife per definizione \u201csegreto\u201d a seguito del quale dovevi annunciare la prassi da seguire in questi casi (hai letto Storti a Spoleto?) di convocare il Consiglio Generale per le decisioni di competenza, annullando preventivamente gli effetti di una decisione confederale palesemente illegittima. Biffi, nella sua prudenza, ti aveva avvertito, te ne aveva dato notizia anche Maurizio che la stessa notte avrebbe potuto diramare le convocazioni, Te l\u2019ho detto anch\u2019io nella telefonata mentre eri in macchina alle dieci di sera\u2026nulla, non l\u2019hai fatto. E cos\u00ec pensi ai traditori individuati nei \u201cpremiati che non furon mai gratuiti\u201d, che ci sono sicuramente stati; ma imputandoli a tanti incolpevoli \u00e8 un pensar male, \u00e8, il tuo, il frutto di un dolore sterile che ti tormenta e che pu\u00f2 invece tramutarsi, con la tua volont\u00e0, in contrizione che porta al perdono che gi\u00e0 c\u2019\u00e8 nel fatto che ti si legge, ti si commenta, ti si contrasta come si faceva ai vecchi tempi e si fa ancora in famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora mi spiace quanto sta avvenendo a Rota e lo dico senza secondi fini, anche se dalla sua gestione mi sarei aspettato una capacit\u00e0 di recupero. Anche dopo i colpi di Stato pi\u00f9 cruenti c\u2019\u00e8 il tentativo di un recupero dell\u2019unit\u00e0 nazionale e a maggior ragione sarebbe doveroso in una identit\u00e0 politica dove la coesione \u00e8 stata il motivo di vita per tanti. Il commissariamento ha comportato accuse gratuite, infondate, ingiuriose, licenziamenti e dolori a persone e famiglie, accompagnate dalla mia espulsione (ad Augusto la giustizia parziale probivirale ha riservato un percorso meno doloroso). Le accuse riguardavano presunte appropriazioni, opinioni indebite espresse in pubblico, risultate del tutto infondate. E\u2019 la storia dolorosa che, quando conosciuta all\u2019esterno non illumina di prestigio la nostra federazione: mi auguro che la nuova gestione faccia chiarezza anche sul giallo delle risorse della ex fondazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, ho concluso: negli antichi sigilli livellati, quelli veri, il livellato aveva il compito di conservare il fondo agrario ricevuto in dotazione. Dove sono passato, io ho sempre acquistato immobili per sedi sindacali, ho sempre aiutato le federazioni che volevano acquistare sedi, e il mio primo obiettivo \u00e8 sempre stato il peso politico e organizzativo, non la cura della mia immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;immagine che oggi posso dire \u00e8 quella della mia storia, di cui qui ho provato a raccontare qualcosa, fra serio e faceto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Albino Gorini<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TRASPARENZA \u2013 Questo blog \u00e8 stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albino Gorini ci manda questa lettera, che volentieri pubblichiamo, con cui ricorda alcune vicende e commenta alcune delle cose scritte nei commenti di questo blog. 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