{"id":10653,"date":"2025-09-18T11:02:22","date_gmt":"2025-09-18T09:02:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10653"},"modified":"2025-09-18T11:02:26","modified_gmt":"2025-09-18T09:02:26","slug":"il-vecchio-e-il-nuovo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10653","title":{"rendered":"Il vecchio \u00e8 il nuovo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/agricolae.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-15-at-20.16.00-700x479.jpeg\" alt=\"\" style=\"width:813px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando Eizenstein, il regista sovietico autore della ben nota &#8220;Corazzata Potemkin&#8221;, gir\u00f2 un film per esaltare la collettivizzazione delle campagne (una follia che cost\u00f2 milioni di morti per fame) aveva scelto come titolo &#8220;La linea generale&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma Stalin, che sapeva quel che faceva (milioni di morti da nascondere dietro ad una narrazione gloriosa) impose alcune modifiche al film e soprattutto ne cambi\u00f2 il titolo, che fu &#8220;Il vecchio e il nuovo&#8221;: i contadini attaccati alla terra da coltivare era il &#8220;vecchio&#8221; da spazzare via, perch\u00e9 il &#8220;nuovo&#8221; era la costruzione del &#8220;socialismo in un solo paese&#8221;. E pazienza per i danni collaterali, come qualcuno chiamerebbe oggi i milioni di morti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la retorica delle narrazioni che esaltano il &#8220;nuovo che avanza&#8221;, \u00e8 una foglia di fico avvizzita: chi vuole, pu\u00f2 vedere tutto, chi non vuol vedere l&#8217;evidenza, crede a qualsiasi cosa venga raccontata. E allora vale la massima biblica secondo la quale di veramente nuovo sotto il sole non c&#8217;\u00e8 mai niente. <\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, il nuovo \u00e8 vecchio, ed il vecchio \u00e8 il nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, quando si legge che <a href=\"https:\/\/agricolae.eu\/sindacati-stefano-faiotto-nuovo-presidente-della-fondazione-fai-cisl-studi-e-ricerche\/\">Stefano Faiotto \u00e8 il &#8220;nuovo&#8221; presidente della Fondazione Fai-Cisl<\/a> pu\u00f2 scappare un sorriso: con tutto l&#8217;affetto per Stefano, a via Tevere 20 lui non \u00e8 certo il nuovo che avanza (e neppure &#8220;gli avanzi del nuovo&#8221;, come diceva la battuta cara a Franco Orsomando negli anni &#8217;90). <\/p>\n\n\n\n<p>Al massimo lui pu\u00f2 essere l&#8217;usato sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il sorriso, c&#8217;\u00e8 poi da riflettere su un errore piccolo, eppure significativo come un lapsus freudiano: nel comunicato sul lieto evento, si legge che Stefano nella Fai &#8220;ha esercitato anche il ruolo di segretario nazionale dal 2004 al 2013&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 2013 &#8220;de che?&#8221;, come si dice a Roma. Ma chi scrive queste cose lo sa che cosa \u00e8 successo nella Fai nel 2014? E non c&#8217;\u00e8 nessuno che controlla quel che si manda in giro? Oppure l&#8217;errore \u00e8 una falsificazione intenzionale, in stile stalinista?<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano, se si sta ai fatti e non alle narrazioni di comodo, \u00e8 stato nella segreteria nazionale <strong>fino al 31 ottobre 2014, cio\u00e8 fino al giorno dell&#8217;illegittimo commissariamento della Federazione<\/strong>; e questo ne fa un compartecipe del disegno della fusione con la Filca, che fu bocciato nella notte dell&#8217;Ergife. Quindi, era uno degli ufficiali della nave guidata da Augusto Cianfoni che \u00e8 affondata sugli scogli del voto segreto; eppure \u00e8 sopravvissuto, e ora con questa nomina raccoglie i frutti dell&#8217;aver sempre esercitato la prudenza pi\u00f9 del coraggio (due virt\u00f9, per carit\u00e0, entrambe stimabili). Mentre chi ha impedito lo scioglimento della Fai (perch\u00e9 questo era in gioco, e la fusione con la Filca era una cosa conseguente ma distinta) non \u00e8 sopravvissuto perch\u00e9, come nell&#8217;Unione sovietica, quel che conta non \u00e8 la verit\u00e0 o chi ha avuto ragione dai fatti, ma chi si impone sul piano politico con la forza. E chi soccombe \u00e8 un traditore da eliminare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora per\u00f2 a Via Tevere 20 qualcosa \u00e8 cambiato: e per questo \u00e8 stata smantellato (ci riferiamo anche, ma non solo, a presidente e vicepresidente della fondazione messi da parte) quell&#8217;asse &#8220;Calabria pi\u00f9 vecchia Fat&#8221;, ovvero &#8220;forestali compatti pi\u00f9 alimentaristi sparsi&#8221;, che era stato imposto da Sbarra per governare la Fai nel proprio interesse e contemporaneamente liquidare la vecchia Fisba e la sua storia gloriosa (perch\u00e9 il dottore dell&#8217;Anas \u00e8 rancoroso e vendicattivo, con due t). <\/p>\n\n\n\n<p>Nel nuovo corso, possono ora tornare a galla anche pezzi di vecchia Fisba, come Stefano. E magari attraverso la &#8220;Fondazione Fai studi e ricerche&#8221; possono pensare che sia l&#8217;ora di riscrivere la storia della Fai e della mancata fusione con la Filca, facendo finta che questa era gi\u00e0 da allora la linea voluta dal gruppo veneto che guida ora la federazione. Proprio come si faceva nell&#8217;Urss, la politica decide della verit\u00e0 da raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la verit\u00e0, invece, \u00e8 nei fatti. E la storia c&#8217;\u00e8 chi la fa e la pu\u00f2 raccontare in diretta, come abbiamo fatto noi opponendoci al commissariamento e creando questo blog, e c&#8217;\u00e8 chi invece la racconta a posteriori per giustificare le scelte di allora. Chi esercita il coraggio, e ne paga il prezzo, fa la storia; altri, al massimo, raccolgono i frutti della loro prudenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo sotto il sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Ex Fai per il9marzo.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Eizenstein, il regista sovietico autore della ben nota &#8220;Corazzata Potemkin&#8221;, gir\u00f2 un film per esaltare la collettivizzazione delle campagne (una follia che cost\u00f2 milioni di morti per fame) aveva scelto come titolo &#8220;La linea generale&#8221;. 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