{"id":10476,"date":"2025-06-04T08:08:00","date_gmt":"2025-06-04T06:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10476"},"modified":"2025-06-04T08:09:11","modified_gmt":"2025-06-04T06:09:11","slug":"meglio-di-si-cinque-volte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10476","title":{"rendered":"Meglio di s\u00ec, cinque volte"},"content":{"rendered":"\n<p><em>In vista dei referendum di domenica e luned\u00ec, pubblichiamo un breve quanto chiaro intervento di Luca Nogler, professore di diritto del lavoro nell\u2019universt\u00e0 di Trento. apparso su un giornale locale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli argomenti e gli esempi proposti da Nogler &#8211; uno studioso che conosciamo anche per aver partecipato ad alcune iniziative promosse dall&#8217;associazione Prendere parola &#8211; ci convincono e ci portano a concludere che (al netto di significati politici che interessano a chi guarda alla politica e non al merito delle questioni) \u00e8 meglio andare a votare, ritirare cinque schede e votare cinque s\u00ec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>il9marzo.it<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>I diritti da difendere votando S\u00ec ai referendum<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di Luca Nogler<\/p>\n\n\n\n<p>Della prossima tornata referendaria dell\u20198-9 giugno si \u00e8 finora discusso poco e male. Molti hanno la sensazione che abbia una connotazione molto ideologica e faticano ancora a capire il rilievo pratico dei quesiti. Purtroppo, sono poi per lo pi\u00f9 gli stessi sostenitori del s\u00ec che dinnanzi a quesiti necessariamente tecnici, non riescono a soddisfare le due esigenze che sono necessarie per un&#8217;efficace comunicazione pubblica: semplificare ed esprimere comunque la posta in gioco concreta dei quesiti stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La posta che mette in gioco <em>il primo quesito<\/em> \u00e8, in breve, questa: se un lavoratore (o una lavoratrice) arriva in ritardo di pochi minuti sul posto di lavoro ed il datore di lavoro, dopo avergli contestato l&#8217;addebito e averne sentito le ragioni, decide comunque di licenziarlo, il lavoratore, <em>se \u00e8 stato assunto dopo il 7 marzo del 2015, non pu\u00f2 chiedere di essere reintegrato<\/em> ovvero che il suo ritardo andava sanzionato con una <em>misura disciplinare meno grave del licenziamento<\/em>. Secondo la Corte costituzionale il lavoratore potrebbe chiedere il reintegro solo nelle limitatissime ipotesi in cui al suo rapporto di lavoro si applichi un contratto collettivo che preveda in modo specifico che il ritardo di pochi minuti sia sanzionato solo con una multa o un rimprovero verbale. Il lettore tenga, infine, presente, che il ragionamento resta il medesimo se al ritardo sostituiamo qualsiasi altra infrazione di lieve entit\u00e0. <em>Votando per il s\u00ec, il lavoratore in questione pu\u00f2 chiedere il reintegro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>secondo quesito<\/em> riguarda l\u2019importo dell\u2019<em>indennit\u00e0 monetaria<\/em> \u2014 qui il reintegro non \u00e8 comunque possibile per ragioni organizzative \u2014 in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato inotivo. Se vince il no il lavoratore ottiene pi\u00f9 o meno tre mensilit\u00e0 di retribuzione; se vince il s\u00ec il giudice pu\u00f2 personalizzare l&#8217;indennit\u00e0 stessa. Invero, l\u2019indubbia limitatezza dell&#8217;attuale importo \u00e8, in realt\u00e0, gi\u00e0 <em>sub iudice<\/em>. Se non lo faranno i cittadini, <em>a fine giugno sar\u00e0, infatti, la Corte costituzionale a rispondere di s\u00ec al quesito referendario<\/em> perch\u00e9 negli anni scorsi essa aveva gi\u00e0 censurato una prima volta la relativa disposizione di legge invitando il legislatore a modificarla. Non essendo avvenuto, la Corte dichiarer\u00e0 ora incostituzionale la disposizione. Votando s\u00ec possiamo dimostrare di avere la stessa saggezza dei giudici costituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>terzo quesito<\/em> riguarda il contratto di lavoro a termine. Occorre ragionare in questo modo: se in passato questo era il contratto d\u2019ingresso nel mercato del lavoro, al tempo d\u2019oggi il lavoro a termine \u00e8 stato scalzato, in questa funzione, da altri strumenti temporanei quali il contratto di apprendistato professionalizzante, lo stage, il contratto di lavoro autonomo, la somministrazione di manodopera. <em>Come nel gioco dell&#8217;oca, oggi giorno il datore di lavoro se poi assume il lavoratore anche a termine, lo rispedisce, per cos\u00ec dire, nella casella iniziale del mercato del lavoro<\/em>. Con il s\u00ec possiamo <em>evitargli questa retrocessione<\/em> se non \u00e8 giustificata da ragioni intrinseche al tipo di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>quarto quesito<\/em> \u00e8 il pi\u00f9 tecnico di tutti. Se subisco un incidente sul lavoro che mi causa un danno fisico temporaneo, ad esempio una frattura alla gamba guaribile in un mese, e il mio datore di lavoro si rifiuta di risarcire il danno biologico, se vince il s\u00ec, <em>posso chiedere che lo faccia l\u2019impresa che gli ha commissionato il lavoro<\/em> per il quale mi sono fratturato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quanto all\u2019<em>ultimo quesito<\/em>, <em>l\u2019Italia \u00e8 tra i paesi che richiedono allo straniero il periodo pi\u00f9 lungo<\/em> di residenza legale nel paese prima che possa chiedere la cittadinanza: ben dieci anni. Il figlio di questo straniero che nasce e vive in Italia deve, addirittura, aspettare il compimento del 18\u00b0 anno. Con il voto dell\u20198 e 9 giugno possiamo consentire a queste persone di diventare cittadini dopo cinque anni e cos\u00ec facendo contribuire ad arrestare il declino del nostro amato paese.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(da \u201cIl T quotidiano\u201d, 25 maggio 2025, p. 4)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista dei referendum di domenica e luned\u00ec, pubblichiamo un breve quanto chiaro intervento di Luca Nogler, professore di diritto del lavoro nell\u2019universt\u00e0 di Trento. apparso su un giornale locale. 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