{"id":10153,"date":"2024-10-18T22:02:59","date_gmt":"2024-10-18T20:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10153"},"modified":"2024-11-13T20:41:22","modified_gmt":"2024-11-13T19:41:22","slug":"gli-arretrati-di-de-bortoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10153","title":{"rendered":"Gli arretrati di De Bortoli"},"content":{"rendered":"\n<p>Gioved\u00ec 17 ottobre tre fonti autorevoli hanno sottolineato l\u2019importanza cruciale della questione salariale in Italia. Che non \u00e8 pi\u00f9 solamente lo scandalo di retribuzioni ferme da trent\u2019anni, di cui tutti sanno tutto ma pochi parlano, perch\u00e9 nel frattempo \u00e8 diventato un problema strutturale per il sistema Italia in tutte le sue componenti. Un <em>problema sociale, <\/em>perch\u00e9 il rapporto dell\u2019Istat ha confermato che in Italia anche quest\u2019anno <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/rapporto-istat-2024\/819036\/\">i lavoratori sono sempre pi\u00f9 poveri<\/a> (e questo significa che i costi risparmiati dalle aziende ricadono sulle casse pubbliche); un <em>problema di welfare<\/em>, perch\u00e9 i bassi salari e quindi i bassi contributi sono <a href=\"https:\/\/www.inps.it\/content\/dam\/inps-site\/it\/scorporati\/comunicati-stampa\/2024\/10\/Allegati\/3604_CS_Audizione-Fava.pdf\">un guaio anche per l\u2019Inps come ha detto il presidente Fava<\/a> che chiede di garantire \u201cil flusso delle entrate\u201d; un <em>problema politico<\/em>, perch\u00e9 i rapporti di lavoro senza stabilit\u00e0 alimentano <a href=\"https:\/\/youtu.be\/i-hH1kNO5Bg?t=43\">\u201csacche di salari insufficienti\u201d e dividono in due la societ\u00e0, come ha detto il presidente della Repubblica<\/a>. Ed \u00e8 anche, si pu\u00f2 aggiungere per completezza, un <em>problema per il sistema produttivo<\/em>, perch\u00e9 se i salari sono bassi poi i giovani vanno ad impiegare all\u2019estero le loro capacit\u00e0 e la loro produttivit\u00e0 (che infatti in Italia \u00e8 ferma quanto i salari, e le due cose sono correlate).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la presa di posizione pi\u00f9 significativa, per certi versi, era arrivata luned\u00ec scorso, sul supplemento economico del Corriere della Sera. Il giornale della borghesia italiana, o di quel che ne resta, ha addirittura lanciato uno slogan a sostegno della classe operaia: <a href=\"https:\/\/www.msn.com\/it-it\/money\/storie-principali\/gli-stipendi-bassi-degli-italiani-perch%C3%A9-siamo-l-unico-paese-ocse-dove-sono-scesi\/ar-AA1shh0K\">\u201cfatevi dare gli arretrati\u201d, ha urlato ai lavoratori Ferruccio De Bortoli<\/a>. Il quale, rispetto all\u2019afonia dell\u2019attuale classe dirigente sindacale su quello che dovrebbe essere il suo compito primario, sembra quasi un Che Guevara invece del bravo conservatore che \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragionamento del \u201cChe\u201d De Bortoli \u00e8 semplice: se l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese dell\u2019Ocse (e ricordiamo che sono 38) dove i lavoratori sono stati impoveriti dalla mancata crescita dei salari per decenni, e se i soldi che non sono andati nelle buste paga sono serviti pi\u00f9 ad interessi privati (dividendi e accumulazione di patrimoni) che agli investimenti, allora \u00e8 meglio dare per conclusa la stagione della moderazione salariale, quando si disse, pi\u00f9 o meno, \u201cfermiamo il costo del lavoro per frenare l\u2019inflazione, aumentare la competitivit\u00e0 delle imprese e attirare gli investimenti\u201d. Meglio per tutti, anche per il sistema produttivo, rimettere i soldi in tasca a chi crea ricchezza con il lavoro invece di perpetuare un blocco salariale che dura dal secolo scorso e che negli ultimi anni, invece di essere superato, si \u00e8 inasprito negli effetti visto che dal 2020, citiamo dall\u2019articolo, <em>\u201cla quota di valore aggiunto che ha remunerato il lavoro \u00e8 calata di ben 12 punti \u2026mentre quella dell\u2019utile netto \u00e8 aumentata di 14 punti\u201d<\/em>. Il che, a ben vedere, dimostra come la redistribuzione del reddito funzioni perfettamente; solo che \u00e8 stata impostata dal basso verso l\u2019alto. E allora, finch\u00e9 non si cambia impostazione il risultato sar\u00e0 lo stesso: togliere ai poveri per dare ai ricchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora ci sono sei milioni di lavoratori nelle imprese confindustriali il cui contratto scade o sta per scadere; e allora, suggerisce De Bortoli (forse alle imprese che leggono il Corriere pi\u00f9 che agli inutili sindacati) meglio cambiare musica nell\u2019interesse del sistema paese. Altro che parlare dell\u2019Ipca o di qualche pannicello caldo, si pu\u00f2 tradurre cos\u00ec l\u2019invito del giornalista, nei prossimi contratti \u00e8 urgente ridare a chi vive del lavoro almeno una parte di quello che i loro colleghi delle economie concorrenti hanno avuto in questi anni (e quindi la scusa della competitivit\u00e0 non regge).<\/p>\n\n\n\n<p>Peccato solo che, quando si passa alle proposte operative, il \u201cChe\u201d De Bortoli smetta i panni del rivoluzionario e torni il buon conservatore che \u00e8, riproponendo ricette di cui parlerebbe uno Sbarra qualsiasi o anche un Landini pi\u00f9 bravo ad abbaiare che a mordere sugli elementi strutturali del sistema (forse il segretario della Cgil dovrebbe studiare un po\u2019 di Marx).<\/p>\n\n\n\n<p>Citando le conclusioni di uno studio dell\u2019universit\u00e0 La Sapienza intitolato \u201c<a href=\"https:\/\/www.ing.uniroma1.it\/sites\/default\/files\/Dinamica%20dei%20Redditi%2C%20recenti%20squilibri%20nell%27industria%20italiana.pdf\">Dinamica dei redditi, recenti squilibri nell\u2019industria italiana<\/a>\u201d, De Bortoli cita idee e proposte che sono le stesse degli ultimi trent\u2019anni. Come \u201cfar partecipare di pi\u00f9 i lavoratori ai destini aziendali\u201d (e qui basterebbe un po\u2019 di sana contrattazione aziendale o territoriale integrativa, senza arrampicarsi agli specchi di leggi fantasma sulla partecipazione) e come una legge sulla rappresentativit\u00e0 sindacale di cui si parla e su cui si fanno proposte di legge da quando c\u2019era ancora la prima repubblica. Eppure, se le energie sprecate a parlare di rappresentativit\u00e0 le avessimo impegnate per la giusta ripartizione della ricchezza, oggi non avremmo nessuno dei due problemi: perch\u00e9 i lavoratori sarebbero pagati meglio e perch\u00e9 i sindacati avrebbero mostrato con i fatti la loro capacit\u00e0 rappresentativa senza bisogno di certificazioni burocratiche. <\/p>\n\n\n\n<p>Questi sono i veri \u201carretrati\u201d, coloro che insistono su giudizi e proposte che guardano all\u2019indietro, a cose vecchie, che da tren\u2019annivengono usate per distrarre sindacati e sindacalisti dalla loro funzione primaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Giovanni M. per il9marzo.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 17 ottobre tre fonti autorevoli hanno sottolineato l\u2019importanza cruciale della questione salariale in Italia. 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