{"id":10036,"date":"2024-07-11T13:09:37","date_gmt":"2024-07-11T11:09:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10036"},"modified":"2025-01-12T23:51:59","modified_gmt":"2025-01-12T22:51:59","slug":"burocrazia-senza-movimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=10036","title":{"rendered":"Burocrazia senza movimento"},"content":{"rendered":"\n<p>La Cgil \u00e8 una burocrazia, anche quando, come adesso con la gestione Landini, \u00e8 attraversata da forti ventate di movimentismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Che sia una burocrazia lo rivela, fra l\u2019altro, il percorso delle carriere dei suoi dirigenti: molti di loro, al pari dei prefetti spostati di volta in volta dove c\u2019\u00e8 bisogno per decisione governativa, sono passati da una categoria all\u2019altra in base alle dinamiche ed alle esigenze della confederazione centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa differenza la sentivamo forte ai tempi della Fisba, quando la divisione sulle scelte di politica contrattuale faceva emergere, nei territori, il diverso modo di ragionare fra i nostri dirigenti, che erano espressione del settore e del territorio, ed i loro che, anche quando erano bravi, esprimevano la linea centrale dell\u2019organizzazione. Anche per questo noi avevamo spinto, e avevamo vinto, per il decentramento della contrattazione a livello provinciale, e loro hanno remato contro, preferendo sempre l\u2019accentramento delle politiche attraverso il contratto nazionale: la stessa linea da applicare nelle fabbriche industriali, negli uffici pubblici, nei servizi o nei campi, sia nel Novecento che nel XXI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un\u2019organizzazione cos\u00ec, era impossibile nella Cgil mantenere l\u2019identit\u00e0 del settore agricolo (sepolta gi\u00e0 negli anni Ottanta con la transizione dalla Federbraccianti alla Flai); identit\u00e0 di settore che per noi, invece, era motivo di orgoglio e di difesa della specificit\u00e0 sia rispetto alle altre organizzazioni che dentro alla Cisl. E la nostra fusione agroalimentare aveva funzionato anche perch\u00e9 questa identit\u00e0 era abbastanza forte da sopravvivere all\u2019integrazione con il settore alimentare, un sindacato tipicamente industriale di fabbrica.<\/p>\n\n\n\n<p>Po c\u2019\u00e8 stato il commissariamento. E l\u2019identit\u00e0 sindacale del settore agricolo \u00e8 andata persa assieme alla libert\u00e0 della federazione cui \u00e8 stato negato il diritto di decidere il proprio destino.<\/p>\n\n\n\n<p>La riprova finale \u00e8 arrivata da una regione piccola, ma non banale, come la Basilicata. <a href=\"https:\/\/www.faicisl.it\/dal-territorio\/4413-fai-cisl-basilicata-raffaele-apetino-eletto-segretario-generale-nella-sua-squadra-elisabetta-dolce-e-sante-marzullo\">Dove il nuovo segretario generale della Fai viene dal settore auto della Fim.<\/a> Uno che ha trattato con Marchionne e che \u00e8 bravissimo, ma la cui storia di rappresentanza non c\u2019entra nulla con le specificit\u00e0 dell\u2019agricoltura.<\/p>\n\n\n\n<p>E che la scelta non sia stata un incidente casuale ma l\u2019espressione di una politica di burocratizzazione ed omogenizzazione lo conferma la presenza alla sua elezione dei segretari generali della federazione e della confederazione, Rota e Sbarra. Perch\u00e9 commissariare le federazioni ha portato a questo, a trasformare la rappresentanza sindacale che non \u00e8 pi\u00f9 espressione di settori e territori, ma \u00e8 una funzione svolta in rappresentanza del centro.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la Cisl, ormai, \u00e8 solo una burocrazia. E senza nemmeno le ventate di movimentismo che ogni tanto attraversano la Cgil (soprattutto quando la sinistra \u00e8 all\u2019opposizione; mentre la Cisl ormai \u00e8 sempre governista e non si muove per non disturbare).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>il9marzo.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cgil \u00e8 una burocrazia, anche quando, come adesso con la gestione Landini, \u00e8 attraversata da forti ventate di movimentismo. 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