{"id":7121,"date":"2016-09-26T10:55:18","date_gmt":"2016-09-26T08:55:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?page_id=7121"},"modified":"2016-09-26T10:55:18","modified_gmt":"2016-09-26T08:55:18","slug":"liberta-di-parola-il-silenzio-dei-colpevoli-di-luigi-viggiano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?page_id=7121","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di parola: il silenzio dei colpevoli. Di Luigi Viggiano"},"content":{"rendered":"<p>NEL SILENZIO DELLA POLITICA E DEI SINDACATI L\u2019ENEL CHIUDE VENTITRE\u2019 CENTRALI ED ALTRE NE SEGUIRANNO MA LA BOLLETTA RINCARA INVECE CHE DIMINUIRE PERCHE\u2019<\/p>\n<p>Cercando di capire cosa sta accadendo alla centrale di Vado Ligure ho scoperto che \u00e8 solo una delle ventitr\u00e9 destinate a chiudere. La cosa veramente sconcertante \u00e8 che non si tratta di un fulmine a ciel sereno perch\u00e9 dall\u2019ottobre del 2014 si sapeva di questa inversione di marcia dell\u2019ex monopolista elettrico, quando l\u2019amministratore lo annunci\u00f2 in una audizione al Senato, argomentando che in uno scenario cos\u00ec innovato, per restare concorrenziale sul mercato, l\u2019Enel doveva chiudere 25 mila MW di centrali termoelettriche\u00a0divenute un peso insostenibile. L\u2019eccesso di offerta di elettricit\u00e0, il calo dei consumi e l\u2019aumento della produzione d\u2019energie rinnovabili sono all\u2019origine della chiusura. L\u2019Enel intende cos\u00ec anticipare il cambiamento puntando sulla tecnologia e l\u2019innovazione per offrire al mercato un servizio con prodotti ad alta efficienza energetica e una gestione intelligente dei consumi.<br \/>\nIl settore elettrico dall\u2019inizio della crisi ha subito una trasformazione epocale e solo nel 2011 si prese piena coscienza dell\u2019inaspettata crescita del fotovoltaico che, combinato col calo dei consumi, avevano ridotto drasticamente il numero di ore di funzionamento delle centrali a gas rendendole antieconomiche; rispetto alle\u00a04.120 ore\u00a0di funzionamento del 2007 se era passati\u00a0a sole 2.633\u00a0nel 2011, mettendo cos\u00ec fuori mercato quelle ad olio combustibile. Altri effetti contro la termoelettrica, sono stati: il calo del prezzo dell\u2019energia all\u2019ingrosso e del prezzo del gas metano.<br \/>\nMa il ridimensionamento non si esaurisce con le 23 dismissioni anzidette perch\u00e9 prosegue e presto si avr\u00e0 un altro elenco. In discussione sono: la centrale di Brindisi di\u00a0A2A\u00a0(dove si smantelleranno le unit\u00e0 1 e 2), Sermide e Chivasso dove sono stati fermati due gruppi da 400 MW; Ponti sul Mincio, Monfalcone e San Filippo del Mela in Sicilia, destinato probabilmente ad una conversione nel settore dei rifiuti; infine\u00a0Cassano d\u2019Adda\u00a0per cui A2A ha chiesto l\u2019ok per la dismissione della unit\u00e0 ed entro la fine del mese di settembre si completer\u00e0 lo stop della storica centrale a carbone di Genova.<br \/>\nDi fatto si \u00e8 chiuso un ciclo\u00a0e per il futuro si va verso un modello elettrico\u00a0basato sulle fonti rinnovabili, supportato da una rete smart. Visto il numero di impianti coinvolti non sarebbe fuori luogo una riflessione politico-sindacale di livello nazionale,\u00a0in particolare per considerare i possibili effetti sull\u2019occupazione. Ma nel nostro Paese le priorit\u00e0 risultano sempre altre, compresa la sconsolante diatriba sulla necessit\u00e0 di riformare la Costituzione, il fertili day ecc. ecc.<br \/>\nLa domanda che mi faccio di continuo \u00e8: ma noi e gli altri sindacati mentre accadeva tutto ci\u00f2 dove eravamo sulla luna? Possibile che nessuno ha capito la portata di quello che si andava prefigurando? Non parliamo poi della politica e dei politici SILENZIO ASSOLUTO tutti bravi solo a sbraitare in televisione.<br \/>\nScoprire tutto questo mi ha amareggiato molto ma poi mi \u00e8 venuta spontanea la domanda che immagino si fa anche chi legge che \u00e8:<br \/>\nPERCHE\u2019 PUR CALANDO I CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA LE BOLLETTE AUMENTANO?<br \/>\nDa un articolo di Veronica Ulivieri dell\u2019otto settembre scorso su (LA STAMPA inchiesta) leggo che Un MW di elettricit\u00e0 da carbone \u00e9 pagato 800 euro anzich\u00e9 30. Le rinnovabili sono cresciute, ma le regole del mercato sono rimaste le stesse. E a pagare il prezzo di un sistema imperfetto e delle speculazioni sono sempre i cittadini. Gli ultimi aumenti sono stati, temporaneamente, bloccati dal Tar della Lombardia. In attesa di sapere se ci saranno sanzioni per i produttori e i grossisti di energia elettrica responsabili dei rincari in bolletta, rimane il problema di un\u00a0sistema non pi\u00f9 al passo con i tempi che continua ad applicare aumenti ingiustificati. Lo scenario in cui si sono consumati gli aumenti del 4,3% per la luce e dell\u20191,9% per il gas, deliberati dall\u2019Authority a giugno 2016 e poi bloccati il 20 luglio 2016 dal Tar della Lombardia, \u00e8 sempre lo stesso non ha subito alcun cambiamento nonostante lo scenario produttivo \u00e8 passato, in modo consistente dal carbone alle rinnovabili al punto che a luglio 2016 ha coperto quasi il 40% del fabbisogno nazionale.<br \/>\nIn mancanza dello stop del Tar, i costi lievitati per centinaia di milioni di euro sarebbero andati a pesare, sulle tasche dei consumatori che hanno deciso di rimanere nel mercato di maggior tutela, illudendosi di essere pi\u00f9 protetti.<br \/>\nIl segno pi\u00f9, dicono sia dovuto ad un\u00a0aumento dei costi per il dispacciamento, l\u2019attivit\u00e0 con cui Terna, aggiusta il sistema in tempo reale,\u00a0tenendo in equilibrio domanda e offerta. Queste operazioni, spiegano gli esperti \u201cdiventano sempre pi\u00f9 importanti di pari passo con la crescente diffusione delle rinnovabili, che per loro natura non garantiscono energia in continuo\u201d. A rispondere alle richieste di aiuto di Terna sono i grossi impianti idroelettrici o alimentati a fonti fossili. E sono proprio le\u00a0centrali termiche\u00a0le principali imputate perch\u00e9,\u00a0in molti casi presentano offerte di vendita solo quando per loro \u00e8 pi\u00f9 conveniente. Cio\u00e8 non il giorno prima, quando si negozia il grosso dell\u2019energia per l\u2019indomani con prezzi oggi molto bassi, ma il giorno stesso per il dispacciamento, mercato su cui i prezzi sono decisamente pi\u00f9 alti. \u201cGli impianti termoelettrici che come visto sono fuori mercato per la diffusione delle rinnovabili: oggi riescono a coprire i costi proprio con il dispacciamento. Servizi che, quando c\u2019\u00e8 il bisogno urgente di tenere in equilibrio la rete, le centrali forniscono anche a peso d\u2019oro: \u201cAlla centrale a carbone di Brindisi Sud, per esempio, Terna \u00e8 arrivata a pagare 800 euro per MW, contro i circa 30 euro a cui un MW veniva scambiato sul mercato del giorno prima\u201d.<br \/>\nI costi, lievitano anche \u201cperch\u00e9, trattandosi di impianti termici, Terna non paga solo per l\u2019ora in cui la centrale viene in soccorso, ma anche per il tempo necessario ad avviare l\u2019impianto\u201d. Se differenze di prezzo cos\u00ec alte siano giustificabili dovr\u00e0 appurarlo l\u2019Authority, ma certo \u00e8 che questi extra-costi sono una grossa anomalia. Il mercato dell\u2019energia va riformato per far s\u00ec che l\u2019aumento delle rinnovabili possa avere il suo spazio\u00a0senza il formarsi di picchi di prezzo sul mercato del dispacciamento\u201d. Che, poteva essere giustificato quando la domanda energetica era alta e le fonti rinnovabili intermittenti erano una piccola parte ma oggi siamo in condizioni opposte e nonostante ci\u00f2: se, come si prevede, continuer\u00e0 la crescita delle rinnovabili e rimarr\u00e0 il ritardo nelle tecnologie di stoccaggio, l\u2019intermittenza dell\u2019energia continuer\u00e0 a essere un problema per niente trascurabile. \u00a0\u00a0 Per completare l&#8217;informazione diciamo anche che le centrali a fonti fossili non sono le uniche attenzionate dall\u2019Autorit\u00e0 per l\u2019energia perch\u00e9 lo sono anche: i\u00a0grossisti\u00a0e gli\u00a0impianti di produzione da fonti rinnovabili. In entrambi i casi si mette in dubbio la correttezza di\u00a0atteggiamenti speculativi abbastanza diffusi: per esempio \u201cEra diventato facile capire se il giorno dopo il mercato avrebbe avuto necessit\u00e0 o sovrabbondanza di energia e gli operatori cercavano di mettersi sempre in posizione di vantaggio. I trader, quando prevedevano che il giorno dopo ci sarebbe stata una domanda maggiore del previsto, acquistavano pi\u00f9 energia il giorno prima a prezzi inferiori per rivenderla l\u2019indomani a prezzi pi\u00f9 alti, nei momenti in cui era necessario bilanciare il sistema\u201d. Anche gli impianti alimentati a rinnovabili intermittenti, per riequilibrare il mercato ottenevano un premio, che l\u2019Authority ha deciso di ridimensionare per scoraggiare\u00a0 simili comportamenti.<br \/>\nConcludo con una domanda: ma questa Italia dove nasce prima l&#8217;inganno\/frode\u00a0 e poi la legge \u00e8\u00a0\u00a0 quella che solo qualche decennio fa si fregiava di essere tra i primi cinque Stati pi\u00f9 evoluti del mondo?\u00a0 Se si non sarebbe di chiedersi il perch\u00e9 e agire di conseguenza.<\/p>\n<p>S a v o n a, 24 Settembre 2016<\/p>\n<p>L u i g i\u00a0\u00a0 V i g g i a n o<\/p>\n<p>F n p\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S a v o n a<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEL SILENZIO DELLA POLITICA E DEI SINDACATI L\u2019ENEL CHIUDE VENTITRE\u2019 CENTRALI ED ALTRE NE SEGUIRANNO MA LA BOLLETTA RINCARA INVECE CHE DIMINUIRE PERCHE\u2019 Cercando di capire cosa sta accadendo alla centrale di Vado Ligure ho scoperto che \u00e8 solo una delle ventitr\u00e9 destinate a chiudere. 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