{"id":2830,"date":"2015-10-26T13:05:38","date_gmt":"2015-10-26T12:05:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ttip-un-trattato-che-abolir\u00e0-la-democrazia-e-la-sovranit\u00e0-popolare.rtf"},"modified":"2015-10-26T13:11:30","modified_gmt":"2015-10-26T12:11:30","slug":"ttip-un-trattato-che-abolira-la-democrazia-e-la-sovranita-popolare","status":"inherit","type":"attachment","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?attachment_id=2830","title":{"rendered":"Ttip un trattato che abolir\u00e0 la democrazia e la sovranit\u00e0 popolare"},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"class_list":["post-2830","attachment","type-attachment","status-inherit","hentry","no-post-thumbnail","entry"],"description":{"rendered":"<p class=\"attachment\"><a href='https:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Ttip-un-trattato-che-abolir\u00e0-la-democrazia-e-la-sovranit\u00e0-popolare.rtf'>Ttip un trattato che abolir\u00e0 la democrazia e la sovranit\u00e0 popolare<\/a><\/p>\n<p>Ttip un trattato che abolir\u00e0 la democrazia e la sovranit\u00e0 popolare: Cisl (se ci sei batti un colpo)<br \/>\nLa maggioranza degli italiani non sa minimamente di cosa si tratta. Eppure la trattativa, in corso tra Nord America ed Unione Europea, ci cambier\u00e0 la vita.<\/p>\n<p>                  Luned\u00ec 5 ottobre \u00e8 stato firmato il Trans-Pacific Partnership (Tpp) tra Usa, Giappone e altre 10 nazioni che si affacciano sull\u2019Oceano Pacifico. Questo trattato segue il Nafta (un accordo tra USA, Canada e Messico per eliminare le dogane e le altre barriere interne e facilitare il commercio nel continente nordamericano) ed anticipa il Ttip. Questa triade di trattati, per il loro carattere dirompente sul piano della democrazia, avranno un rilievo enorme per i destini dell\u2019umanit\u00e0. Di fatto costituiscono un completo azzeramento di quanto sancito dalla Rivoluzione francese in merito alla sovranit\u00e0 dei popoli e il diritto a decidere del proprio destino.<br \/>\n      Diciamo questo perch\u00e9, se la Rivoluzione francese apr\u00ec la fase della democrazia borghese e della sovranit\u00e0 popolare, questi trattati la chiudono.  Con essi si torna a prima della Rivoluzione con, al posto dei monarchi assoluti le multinazionali.<br \/>\n        L\u2019accordo del citato Tpp far\u00e0 da traino alla firma del Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra Unione Europea e Stati Uniti. In tal senso si sono espressi non solo il presidente Obama, sostenitore del Tpp e del Ttip, ma anche i governanti europei compreso quello Italiano. Cos\u00ec dopo aver svuotata la sovranit\u00e0 popolare nell\u2019area del Pacifico col tpp adesso si vuol fare altrettanto con l\u2019Europa sottoscrivendo il Ttpi; un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che abbatte dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti. L\u2019idea apparentemente sembrerebbe buona. Ma se cos\u00ec \u00e8 perch\u00e9 viene negoziata in segreto tra commissione UE e Governo USA. Si vuole costruire un mercato interno tra noi e gli Stati Uniti (le cui regole, caratteristiche e priorit\u00e0 non verranno pi\u00f9 determinate dai nostri Governi e sistemi democratici) ma da organismi tecnici sovranazionali sulle esigenze dei grandi gruppi.<br \/>\n           Di conseguenza, ogni norma che pone vincoli a commercio ed investimenti sar\u00e0 considerata illegale. In pratica la libert\u00e0 di commercio e di investimenti diventeranno il punto fondamentale a cui qualunque altro diritto e volont\u00e0 dovr\u00e0 sottostare.<br \/>\nNon pi\u00f9 dunque i diritti umani o il diritto al lavoro o al welfare bens\u00ec la libert\u00e0 di commercio e di investimento diventeranno i diritti attorno a cui tutto il mondo dovr\u00e0 ruotare.<br \/>\nGli strumenti che renderanno cogente questa nuova norma saranno le corti arbitrali internazionali private che dovranno dirimere i contenziosi tra le multinazionali e gli Stati. Questo vuol dire che ogni impresa multinazionale potr\u00e0 denunciare direttamente uno Stato (o una regione o un comune) che se ritenuti colpevoli di aver violato la libert\u00e0 di commercio e d\u2019investimento obbligheranno gli Stati a cancellare le norme in contrasto con la legge fondamentale, comminando multe salate nel caso si ritenga che le leggi abbiano danneggiato le multinazionali.<br \/>\n          Da notare che la magistratura privata \u00e8 formata da tre parti; una di nomina delle multinazionali, una di nomina degli Stati e una \u201ctecnica\u201d nominata tra i grandi avvocati che si occupano di diritto commerciale internazionale vale a dire che lavorano per le multinazionali. Questa costruzione giuridica produce una gabbia destinata ad imprigionare ogni democrazia. E\u2019 infatti evidente che ogni scelta Statale che ponga limiti alla volont\u00e0 e agli interessi delle multinazionali potr\u00e0 essere impugnata, dichiarata illegale e cancellata (essendo due delle tre parti in interesse con la multinazionale).  Se uno Stato decide che non si possono coltivare organismi ogm sul suo territorio \u00e8 una scelta che cozza contro la libert\u00e0 di investimento delle imprese; oppure decide di non estrarre il petrolio da una determinata area \u00e8 una scelta che cozza contro la libert\u00e0 di investimento delle imprese e cos\u00ec via. Con questa logica, anche una Nazione che decide di mantenere un Sistema Sanitario Nazionale pubblico lede la libert\u00e0 di investimento delle imprese.<br \/>\nQuanto appena paventato \u00e8 gi\u00e0 accaduto allo Stato del Quebec in Canada che, in applicazione del trattato Nafta (accordo simile al Ttip in vigore tra USA, Messico e Canada) dal 1992 \u00e8 stato portato davanti ad un tribunale arbitrale da una impresa di estrazione statunitense, perch\u00e9 ha votato una moratoria nell\u2019estrazione dello shale gas in quanto questa estrazione \u00e8 distruttiva dell\u2019ambiente e pericolosa per la salute.<br \/>\n       E\u2019 dunque, del tutto evidente l&#8217;importanza dell&#8217;accordo firmato il 5 ottobre scorso almeno per due motivi: il primo perch\u00e9 sposta il baricentro del commercio mondiale dall&#8217;atlantico al pacifico, ridimensionando il polo europeo ed il secondo conseguente al primo perch\u00e9 apre la strada alla firma del Ttpi. Nonostante per\u00f2 la rilevante importanza, la stampa nazionale, eccetto qualche trafiletto non ha dato alcun risalto alla notizia eppure la posta in gioco \u00e8 enorme perch\u00e9 regala la sovranit\u00e0 dell&#8217;Europa alle multinazionali americane.<br \/>\n              Che si tratti di una fregatura planetaria lo dimostra il fatto che Renzi l\u2019ha definito \u201cun buono accordo\u201d senza sapere e spiegare n\u00e9 per chi, n\u00e9 il perch\u00e9. I tedeschi invece, organizzati anche dal Dgb, (federazione dei sindacati tedeschi) lo scorso 5 ottobre a Berlino hanno manifestato in 300mila; (dei nostri condottieri non si ha notizia) loro hanno altre priorit\u00e0 rispetto a \u201cqueste bazzecole\u201d. Mi domando (seriamente e non per celia) quanti nostri dirigenti conoscono la problematica? Penso pochi, perch\u00e9 diversamente sarebbero omertosi rispetto ad un esproprio sociale di inimmaginabile portata, da parte di societ\u00e0 private.<br \/>\n           La firma dunque del Ttip comporter\u00e0 che, ogni vincolo al commercio ed investimenti sar\u00e0 da considerarsi illegale. In pratica questi trattati fissano, per le aree geografiche interessate, una sorta di Costituzione generale in cui la libert\u00e0 di commercio e di investimenti diventano il punto fondamentale a cui qualunque altro diritto e volont\u00e0 dovr\u00e0 piegarsi.<br \/>\nNon pi\u00f9 i diritti umani o il diritto al lavoro o al welfare dunque ma la libert\u00e0 di commercio e di investimento diventano i diritti attorno a cui tutto deve ruotare.<br \/>\n    Con la sottoscrizione del Ttip si creer\u00e0 un mercato di 830 milioni di persone pari al 67% del pil mondiale.<br \/>\n Il piccolo particolare che dovrebbe allarmare tutti \u00e8 che a decidere: i prezzi, cosa produrre e come produrlo saranno le multinazionali (in funzione dei loro esclusivi interessi).<br \/>\nIl trattato prevede l\u2019istituzione di due organismi tecnici molto potenti e fuori da ogni controllo da parte degli Stati e dunque dei cittadini.<br \/>\nIl primo \u00e8 un meccanismo di protezione-investimenti (Investor-State Dispute Settlement-ISDS), consentir\u00e0 alle imprese italiane o usa di citare i Governi, qualora democraticamente introducessero normative anche importanti per i propri cittadini, che ledessero i loro interessi passati, presenti e futuri. Le aziende citerebbero gli Stati in tribunale e le vertenze non verrebbero giudicate da tribunali ordinari che ragionano in virt\u00f9 di tutta la normativa vigente, come \u00e8 gi\u00e0 possibile oggi, ma da un consesso riservato di avvocati commerciali superspecializzati che giudicherebbero sulla base del trattato stesso se uno Stato, magari introducendo una regola a salvaguardia del clima, o della salute, sta creando un danno a una impresa. Se venisse riconosciuto colpevole, quello Stato o Comune o Regione, potrebbe essere costretto a ritirare il provvedimento o ad indennizzare l&#8217;impresa. Pensiamo ad un caso come quello dell&#8217;Ilva a Taranto, o della diossina a Seveso, e l&#8217;ingiustizia \u00e8 servita. Si istaurerebbe cos\u00ec una giustizia \u201cprivatizzata\u201d.<br \/>\n        Un altro organismo previsto \u00e8 il Regulatory Cooperation Council, un organo dove esperti nominati dalla Commissione UE e dal Ministero USA competente valuterebbero l&#8217;impatto commerciale di ogni marchio, regola, etichetta, ma anche contratto di lavoro o standard di sicurezza operativi a livello nazionale, federale o europeo. A sua discrezione sarebbero ascoltati imprese, sindacati e societ\u00e0 civile e sempre a sua discrezione sarebbe valutato il rapporto costo\/benefici di ogni misura e livello di conciliazione e uniformit\u00e0 tra USA e UE da raggiungere, e quindi la loro effettiva introduzione o mantenimento.<br \/>\n      In parole povere, potremmo trovarci invasi da prodotti USA a prezzi stracciati che porterebbero danni all&#8217;economia diffusa, e soprattutto all&#8217;occupazione, molto pi\u00f9 ingenti dei presunti guadagni per i soliti noti.<br \/>\nIl Parlamento Europeo, dopo aver votato nel 2013 il mandato a negoziare esclusivo alla Commissione, come richiede il Trattato di Lisbona, pu\u00f2 soltanto porre dei quesiti circostanziati, cui la Commissione potr\u00e0 rispondere ma nel rispetto della riservatezza obbligatoria in tutti i negoziati commerciali bilaterali, sempre secondo il Trattato, e poi avr\u00e0 diritto di voto finale \u201cprendere o lasciare\u201d, quando il negoziato sar\u00e0 completato. Nel frattempo non ha diritto n\u00e9 di accesso n\u00e9 d&#8217;intervento sul testo. I Governi stessi dell&#8217;unione, se vorranno avere visione delle proposte USA, dovranno accedere a sale di sola lettura approntate nelle ambasciate USA (non si capisce se in quelle di tutti gli stati UE o solo a Bruxelles), e non potranno prendere appunti o farne copia; questo \u00e9 assurdo se si considera la tecnicit\u00e0 e complessit\u00e0 dei testi negoziali. Tutti i settori di produzione e consumo come: cibo, farmaci, energia, chimica, ma anche i nostri diritti connessi all&#8217;accesso ai servizi essenziali come: scuola, sanit\u00e0, acqua, previdenza e pensioni, sarebbero tutti esposti a ulteriori privatizzazioni e alla potenziale acquisizione da parte delle imprese e dei gruppi economico-finanziari pi\u00f9 attrezzati, e dunque pi\u00f9 competitivi. Senza pensare che misure protettive come i contratti di lavoro, misure di salvaguardia o protezione sociale e ambientale, potrebbero essere spazzati letteralmente via semplicemente affidandosi ad un buon studio legale.<br \/>\n       Per dare una idea dei rischi per i cittadini che questo trattato comporta di seguito si riporta parte dell\u2019intervento di Tom Jenkins della confederazione sindacale europea (ETUC), nell\u2019incontro con la commissione dove ha ricordato che gli Stati Uniti non hanno ratificato diverse convenzioni e impegni internazionali in materia di diritti del lavoro, diritti umani e ambiente. Questo rende, ad esempio, il loro costo del lavoro pi\u00f9 basso e il comportamento delle imprese nazionali pi\u00f9 disinvolto e competitivo, in termini puramente economici, anche se pi\u00f9 irresponsabile.<br \/>\n    A sorvegliare gli impatti ambientali e sociali del Ttpi, ha assicurato la Commissione, come nei pi\u00f9 recenti accordi di liberalizzazione siglati dall\u2019UE, ci sar\u00e0 un apposito capitolo dedicato allo sviluppo sostenibile che metter\u00e0 in piedi un meccanismo di monitoraggio specifico, partecipato da sindacati e societ\u00e0 civile d\u2019ambo le parti.  In proposito ricordiamo che un meccanismo simile \u00e8 entrato in vigore da meno di un anno tra UE e Corea, con la quale l\u2019Europa ha sottoscritto un trattato di liberalizzazione commerciale molto simile anche strutturalmente al Ttip, facendo finta di non ricordare che come gli Usa la Corea si \u00e8 sottratta a gran parte delle convenzioni ILO e ONU. Imprese, sindacati e ONG che fanno parte dell\u2019analogo organo creato per monitorare la sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale del trattato UE-Corea, hanno protestato con la Commissione affinch\u00e9 avvii una procedura di infrazione contro la Corea per comportamento antisindacale, e ancora aspettano una risposta. Con questi precedenti e considerato che gli USA sono la prima potenza mondiale, che non si sono mai piegati a impegni di salvaguardia della salute o dell\u2019ambiente come dimostra il protocollo di Kyoto, archiviato anche grazie alla loro ferma opposizione diventa davvero difficile sperare in un ravvedimento.  Un esempio in tal senso si ebbe ne 1988 quando l\u2019UE viet\u00f2 l\u2019importazione di carni bovine trattate con ormoni della crescita cancerogeni. Ebbene, per questo \u00e8 stata obbligata a pagare a USA e Canada dal tribunale delle dispute dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (WTO) oltre 250 milioni di dollari l\u2019anno di sanzioni commerciali, nonostante le evidenze scientifiche e le tante vittime.  Solo nel 2013 la ritorsione \u00e8 finita quando l\u2019Europa si \u00e8 impegnata ad acquistare dai due concorrenti carne di alta qualit\u00e0 fino 48.200 l\u2019anno.<br \/>\n     Sar\u00e0 una coincidenza, ma in un documento congiunto dell\u2019ottobre 2012 Business Europe e US Chamber of Commerce, le due pi\u00f9 potenti lobby d\u2019impresa delle due sponde dell\u2019oceano, avevano chiesto ai rispettivi Governi di avviare una \u201ccooperazione sui meccanismi di regolazione\u201d, che consentisse alle imprese di contribuire alla loro stesura. Oggi, alla luce di quanto detto abbiamo motivo di credere che l&#8217;obiettivo vero della richiesta fosse di contrastare i movimenti, associazioni, reti sindacali ma anche istituzioni internazionali come FAO e UNCTAD, le agenzie ONU che lavorano su Agricoltura, Commercio e Sviluppo. Perch\u00e9 esse proponevano di rafforzare i mercati locali, con programmazioni territoriali regionali e locali basate su quanto ci resta delle risorse principali per la vita e quanti bisogni primari dobbiamo soddisfare per far vivere dignitosamente pi\u00f9 abitanti della terra possibili. Nella convinzione che questo potrebbe aiutarci ad uscire dalla crisi economica, ambientale, ma soprattutto sociale che stiamo vivendo da tanti anni; altro che percorrere strade, come quella della iper liberalizzazione forzata stile Ttip, che fanno male non solo al pianeta e all\u2019umanit\u00e0, ma allo stesso commercio che \u00e8 in contrazione dal 2009 e non si sta pi\u00f9 espandendo. Da quando la piena occupazione europea e statunitense, che con redditi veri e capienti sosteneva produzione e consumi, sono diventate una chimera; anche la crescita dei paesi emergenti non \u00e8 riuscita a sostenere l&#8217;insensato paradigma della crescita infinita. L\u2019unica crescita purtroppo \u00e8 quella dei poveri che devono lavorare sempre di pi\u00f9 e guadagnare di meno; anche i ricchi diminuiscono ma diventano sempre pi\u00f9 ricchi senza creare alcun benessere diffuso. Ecco perch\u00e9 siamo spaventati e preoccupati dalla sordina messa su un accordo che potrebbe rappresentare l\u2019ultima grande opportunit\u00e0 per tentare di dare ancora un po di speranza ai nostri figli, rimettendo al centro della politica i beni comuni e i diritti.  Concludiamo con un invito alla Arbore ovvero molto scherzoso ma allo stesso tempo estremamente serio   \u201cmeditate gente, meditate.\u201d<br \/>\nSavona, 20 ottobre 2015<br \/>\n                                Luigi Viggiano FNP Savona                                                  <\/p>\n"},"caption":{"rendered":"<p>Ttip un trattato che abolir\u00e0 la democrazia e la sovranit\u00e0 popolare Ttip un trattato che abolir\u00e0 la democrazia e la sovranit\u00e0 popolare: Cisl (se ci sei batti un colpo) La maggioranza degli italiani non sa minimamente di cosa si tratta. 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