La credibilità deteriorata di un’organizzazione sindacale

Di banche, soprattutto venete, si parla parecchio da un po’ di tempo a questa parte. Ne parla, a ottima ragione, anche Giulio secondo, appena riconfermato a furor di popolo alla guida della seconda organizzazione sindacale del settore (assieme ad una segreteria sovradimensionata e almeno in un caso sovraretribuita), spiegando come e cosa fare con i crediti deterioriati delle banche venete. Come quelli dei sindacalisti a cui è andato male qualche investimento in Maremma, patria natale di Giulio secondo.

Ma qual è stata la condotta dell’organizzazione che sotto la sua gestione è cresciuta fino ad arrivare al secondo posto della classifica nazionale, ad esempio in quel Veneto che è la seconda patria di Giulio secondo nonché regione di riferimento di un paio di banche coi crediti deteriorati?

Oggi raccontiamo una storia che ci è stata riferita e confermata sulla base di alcuni documenti; nell’impossibilità di verificare tutte le singole affermazioni, ma dopo aver constatato che quel che potevamo controllare risulta autentico, la raccontiamo a tutti i nostri lettori. Restando a piena disposizione di chiunque abbia qualcosa da rettificare, correggere, smentire, dire o contraddire. E senza neppure che ci sia bisogno di farci scrivere da qualche avvocato.

Il 3 maggio 2014 si tiene l’assemblea di Veneto Banca. E fra gli intervenuti c’è una persona che è al tempo stesso socio, dipendente e dirigente sindacale per la Fiba. Il cui intervento, poi ripreso in un volantino a tutti i lavoratori dell’istituto, a rileggerlo oggi fa, nella migliore delle interpretazioni, una certa tenerezza. Diciamo che, alla luce delle note vicende, il suo entusiasmo per come la banca era stata governata fino ad allora dimostra che non ci si trova davanti ad un fine analista.

Per carità, è facile parlare dopo, come stiamo facendo noi, ora che Veneto Banca si è dovuta trasformare in Spa sotto il controllo del Fondo Atlante per non finire male. Ed è facile sorridere di questo “fine analista” ora, leggendo i suoi elogi a come la banca era stata amministrata e le critiche all’attività di controllo della Banca d’Italia. E si può pensare che sia stato solo per scarsa cautela se il “fine analista” non è stato attento a distinguere ciò che si dice come socio, che sono affari personali del socio, e ciò che si dice da sindacalista; perché il sindacalista deve tutelare gli interessi dei dipendenti e deve avere un mandato chiaro prima di schierare l’organizzazione che rappresenta sulla linea dell’azienda.

Ma forse c’è dell’altro. Forse c’è, come dire, un modello sindacale, proprio nel Veneto e nell’organizzazione oggi guidata da Giulio secondo, che produce questi frutti di scarsa capacità di analisi, questa incapacità di vedere le questioni con gli occhi del dipendente e non di quello che ha degli interessi in comune con l’amministrazione.

Una lettera di sei anni prima, spedita a varie strutture venete della Cisl fra cui l’Unione di Treviso e quella regionale, già muoveva delle critiche al percorso che aveva portato il “fine analista” a lavorare per Veneto Banca. Si sarebbe trattato infatti, ci si lamentava giò nel 2008, di un’operazione gestita dall’allora segretario provinciale della Fiba di Treviso in accordo con rappresentanti della direzione aziendale. Il “fine analista”, che aveva già un incarico sindacale esterno alla banca, sarebbe stato cioè assunto presso Veneto Banca per fare un favore alla dirigenza sindacale. E qui la lettera faceva qualche domanda:

“allora, qual è il ruolo del sindacato? Magari andare a patti con l’azienda per portare curriculum e far assumere i propri uomini, e con quali compromessi? Dov’è finita la rappresentanza del lavoratore? Qual è il prezzo che deve pagare il sindacato?”.

In poche parole, il modello sindacale che ne emerge è quello dell’inciucio: tu assumi persone a me gradite, e io poi collaboro. Se poi cambia il padrone, mi scordo quello vecchio e collaboro col nuovo. Come in effetti pare sia accaduto anche al fine analista dopo il cambio di gestione.

Ma si può dire, in base a questa storia, che questo è il modello sindacale della oggi seconda organizzazione del settore? Forse sì, visto che il “fine analista” si chiama Massimiliano Paglini ed è attualmente segretario della First Treviso-Belluno; e che ha fatto la sua carriera sindacale col pieno sostegno della dirigenza nazionale nonostante la Ust di Treviso ne avesse rilevato il tesseramento gonfiato di un terzo nel 2013 e nel 2014.

Insomma, di deteriorato in questa vicenda non ci sono solo i crediti delle banche; c’è anche la credibilità di un certo modo di fare sindacato.

Condividi il Post

3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Bene bene ecco perchè a quel tempo a qualcuno girarono le ……………………….
    un amico mi ha mandato il testo dell’intervento è da leggere eccolo

    Buongiorno, socio Massimiliano Paglini socio, dipendente e Segretario della Fiba Cisl di Veneto Banca. Non posso scindermi e parlerò prima di tutto come socio poi come dipendente.
    Ciò che sta accadendo in Veneto Banca deve far riflettere.
    La Banca Centrale, a seguito di ispezioni che ormai si stanno susseguendo da mesi, rileva delle anomalie nella gestione della nostra banca. Fin qui nulla di che dal momento che è compito della Vigilanza effettuare verifiche….. magari in tutte le banche e non solo in alcune…..
    Però è andata oltre perché ha chiesto e ottenuto un ricambio ai vertici
    Ma, ci chiediamo, a che titolo tutto questo?
    Queste decisioni spettano eventualmente ai soci e debbono essere prese in una regolare assemblea.
    Sia chiaro non parteggiamo per nessuno ma vogliamo difendere il principio che la TITOLARITA’ DI QUALUNQUE SCELTA APPARTIENE AI SOCI E A QUESTA ASSEMBLEA come è stato rappresentato da tutti gli interventi fin qui sentiti.
    Infatti pensiamo che:
    Se fossero state commesse cose gravi la banca sarebbe stata commissariata come altre 3 banche venete.
    La colpa del CdA (almeno di una parte) è di essere in sella da 17 anni?
    E’ un reato, questo, in una Italia in cui persino il presidente Napolitano a 90 anni viene rieletto?
    Ci sono altri 100 esempi che si potrebbero portare.
    Ripeto non vogliamo parteggiare per nessuno ma difendere un principio di democrazia e di rispetto delle regole. L’accusa pare essere quella del “non ricambio”. Della non-discontinuità?
    Scindiamo allora le questioni tra una valutazione di opportunità e le norme di diritto.
    Ma quale norma sarebbe stata violata?
    Per quanti anni Ciampi, Dini, Fazio hanno governato Bankitalia?
    Certamente noi non siamo per gli incarichi a vita ma le durate debbono essere previste dagli statuti.     Non dagli ispettori.      Dalle leggi non dai “vigilantes”.
    nostri manager le rispetteranno!
    Ma quante sono le banche in cui il presidente siede stabilmente nel C.d.a. da lustri?
    A Vicenza Zonin da quanti anni è Presidente?
    E a Verona da quanti anno siede nella stanza dei bottoni Carlo Fratta Pasini? Eravamo ancora nell’altro millennio!
    Per non dire di Banca Popolare di Cividale (40 anni lo stesso Presidente) o di Sondrio.
    Allora, pensiamo, o lo statuto della Banca prevede il ricambio DOPO “X” MANDATI o Banca d’Italia sta sbagliando occupandosi di cose che non la riguardano!.
    Sono state commesse irregolarità così gravi nella nostra banca? Che Visco ci commissari!  MA DOVREBBE FARLO ANCHE ALTROVE A COMINCIARE DAL MPS! e da molte altre banche….
    Bankitalia chiede ciò che può chiedere SOLO l’assemblea.
    Solo i soci possono chiedere il ricambio del CdA.
    E Bankitalia, per chiedere ciò che sta chiedendo, deve essere un’azionista e non lo è.
     Si ha quasi la sensazione che “il regolatore” stia avvantaggiando qualcuno FORSE VICENZA? e scapito di altri (Veneto Banca?) per creare chissà quali cordate? Non è che si sta combattendo contro una casta per crearne un’altra?
    Cosa dovrebbe limitarsi a fare Bankitalia? R: Dovrebbe assicurare la stabilità monetaria e la stabilità finanziaria, requisiti indispensabili per un duraturo sviluppo dell’economia.
    La Banca d’Italia svolge una intensa attività di analisi e ricerca in campo economico-finanziario e giuridico. Come Autorità di Vigilanza, l’Istituto persegue la sana e prudente gestione degli intermediari, la stabilità complessiva e l’efficienza del sistema finanziario PUNTO
    Concedetemi una battuta.
    In una fase delicata della nostra economia vi offro tre semplici definizioni di stagnazione, recessione e ripresa.
    La stagnazione e quando il nostro vicino di casa VIENE LICENZIATO;
    La recessione è quando, purtroppo, AD ESSERE LICENZIATI SIAMO NOI;
    La ripresa è quando AD ESSERE LICENZIATA E’ BANKITALIA! Che vada via e ci lasci lavorare!  
    Nel frattempo Bankit si è già preso 2  schiaffi
    la marostica ha reintegrato gasparotto nella compagine sociale (era il nemico n°1 di bankit)
    pop milano ha bocciato il nuovo piano di governance imposto da bankit
    il terzo schiaffo diamoglielo noi rimanendo autonomi!!!!
    Detto tutto ciò e per concludere, una riflessione sul futuro della nostra Veneto Banca.
    Il CdA uscente che ha governato per 17 anni ci ha portato dove nessuno avrebbe mai pensato di arrivare…… da una piccola Popolare di Provincia ne è nato il 10° Gruppo italiano.
    E’ stata creata occupazione e salvaguardata la territorialità di tutte le banche via via incorporate …… merito anche del Sindacato!  Fiba Cisl e Fabi sono state capaci da ultimo di rinnovare il Contratto Integrativo Aziendale così da salvaguardare i diritti e le tutele dei dipendenti!  …. Nel resto del mondo bancario o non si rinnova o si rinnova a perdere.
    Al management i meriti per ciò che ha fatto ma anche le critiche per ciò che non è andato.  Noi siamo liberi …. sia quando apprezziamo e riconosciamo se si fanno le cose giuste, sia quando non le mandiamo a dire se ci sono cose che non condividiamo.
    Sappiamo apprezzare se le scelte sono a favore dei lavoratori come nel caso del mantenimento dei posti di lavoro a Verbania, come a Fabriano, a Bari come a Montebelluna
    Al nuovo CdA segnaliamo che in un periodo di crisi economica e sociale…. e di spending rewiew …. anche nella nostra Banca…. sarebbe un ottimo segnale di sobrietà e di giustizia sociale se vi fosse un forte contenimento delle remunerazioni degli amministratori.
    Al dott. Consoli spetterà il compito di traghettare la nave oltre la tempesta!
    …….avremmo preferito se avesse mantenuto il ruolo di Amministratore Delegato…. ma fa uguale, saprà comandare la nave come nei tempi migliori!  
    Non stiamo facendo sindacato di comodo ma stiamo valutando, mettendoci la faccia, l’opzione più adeguata a questa fase della vita della Banca.
    Un ultimo appello al nuovo CdA:
    abbiamo apprezzato la decisione del CdA uscente di investire in nuovo management con rilevanti professionalità e competenze…. allo stesso modo dobbiamo segnalare che se si è andati all’esterno a reclutare nuovi professionisti probabilmente perché o non ce ne erano a sufficienza all’interno o una parte di quello interno non era più adeguato…. Fateci sapere!!!!
    Diciamo solo una cosa, anche per una questione di razionalizzazione e contenimento dei costi, se si esce dalla porta non si può rientrare dalla finestra.
     
    Viva Veneto Banca
     
    della serie da Grosseto a Montebelluna via Vicenza
    scrivete agli azionisti

    Reply
  2. ci scommetto che c’entra anche con Aletheia e Previbank e il relativo conflitto di interessi visto che era consigliere del fondo al tempo del passaggio?

    Reply
  3. Un solo capitano scandola · Edit

    Chissà se lo hanno anche promosso senza aver mai lavorato in una filiale ufficio
    Se qualcuno lo sa si faccia presente

    Reply

Rispondi a anonima Annulla risposta