Festa di compleanno

I nostri lettori ricorderanno che alcuni mesi fa, alla maniera del Manzoni nei Promessi Sposi, abbiamo raccontato la vicenda, che abbiamo letto in un vecchio manoscritto, del commissariamento della Fiba di Bolzano colpevole di aver votato una delibera congressuale – il 9 marzo 2013, bella data – in cui negava il proprio consenso ad essere accorpata in una macroregione con Veneto e Trentino.

Un commissariamento dura, come è noto, dodici mesi prorogabili di altri sei. I diciotto mesi per la Fiba di Bolzano si compiono quindi a settembre del 2014. Che, per una fortunata coincidenza, è anche il momento della storia in cui si compiono i cinquant’anni di “Giulio secondo” Romani, attuale segretario generale della First.

Il dirigente sindacale che ha presenziato al congresso della Fiba di Trento del 2013 passato alla storia per l’invenzione del “voto telefonico” e che ha voluto il commissariamento della Fiba di Bolzano dopo il “pasticcio di Santa Lucia”.

Il grande propulsore di Aletheia dove First e Cisl sono in società con gruppi attivi nel business del welfare aziendale,

L’autore di una campagna acquisti nelle fila del sindacalismo autonomo che lo ha portato quasi a centrare l’obiettivo di superare la Fabi come primo sindacato del settore (quasi…).

Uno che è fra i grandi sostenitori del commissariamento della Fp accusata di gonfiare il tesseramento dopo che, da responsabile organizzativo, non fece nulla quando la Ust di Treviso denunciò che la Fiba locale aveva gonfiato il tesseramento del 30 % .

Uno che si incavola e domanda “a chi giova” quando i giornali scrivono che una società di cui è partecipe al 25% un dirigente della First della Banca Popolare di Vicenza è fra i debitori deteriorati dell’istituto. Lasciando così il sospetto che lui, e qualcuno vicino a lui, sia fra coloro ai quali non giova che la notizia diventi nota.

Uno che ha aperto le porte a dirigenti di altre organizzazioni fra i quali c’è chi è stata condannata per appropriazione indebita, chi aveva lasciato all’improvviso la guida della propria organizzazione e chi non pubblica i propri redditi come dovrebbe fare un dirigente della Cisl.

Uno così, il primo fra i grandi favoriti ad entrare nella prossima segreteria confederale in forza di un simile curriculum, meritava quindi di festeggiare come si deve una tappa importante come i cinquant’anni assieme alla fine del commissariamento da lui voluto per la ribelle Bolzano.

Ed infatti il nostro manoscritto continua nel suo racconto, E ci dice che per i suoi cinquant’anni Giulio secondo ha avuto in Alto Adige-Südtirol (l’autore si attiene disciplinatamente alla regola del bilinguismo) festeggiamenti degni di un papa. Ma non del papa che c’è adesso, che è un tipo low cost, semmai degni di un papa rinascimentale proprio come Giulio II.

Ci racconta dunque l’autore del manoscritto che alla fine del commissariamento della Fiba di Bolzano si organizza una riunione di segreteria nazionale al Passo delle Erbe/Würzjoch, per una bella gita sulle Dolomiti ed una cena in onore del segretario generale nel rifugio Ütia de Börz.

C’è tutta la segreteria (un concetto che nella First è un po’ più largo di quel che dicono le regole della Cisl), ci sono segretari regionali e non solo regionali, importanti professionisti e collaboratori della struttura nazionale … insomma, comprese le mogli e i mariti, qualche decina di persone in base ad un calcolo prudente. Si dice anche che il menù sia stato all’altezza dell’importanza del festeggiato. Per non parlare dei doni offerti, visto che gli invitati, proprio come si usava nelle corti rinascimentali, hanno fatto a gara per offrire al signore il regalo più bello e conquistarne le grazie.

Fin qui il racconto del manoscritto. Che però risale ad un periodo anteriore alla vicenda della Uil, i cui massimi dirigenti sono finiti a processo per appropriazione indebita a causa di una crociera estiva nei mari del nord pagata con i soldi dell’organizzazione che sarebbe stata a “causa mista” (un po’ di lavoro e un po’ di turismo). Una causa mista che non è piaciuta alla Procura della Repubblica di Roma, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio ritenendo che la motivazione di lavoro, cioè discutere la linea sindacale in vista della ripresa autunnale, sarebbe stata una copertura fittizia.

Sarebbe interessante applicare lo stesso criterio ai festeggiamenti per i cinquant’anni di Giulio secondo. Ad esempio, quanto delle spese sono state a carico del festeggiato, quanto degli intervenuti e quanto eventualmente (data la causa mista dell’occasione, con qualcuno che era già lì per riunioni di segreteria) a carico della Federazione. Perché nel primo caso, Giulio secondo è un gran signore, che evidentemente guadagna tanto da potersi permettere tanta generosità, nel secondo è uno che fa lo splendido a spese dagli altri. E nel terzo caso, cioè di spese parzialmente a carico della Federazione ci sarebbe da vedere a quale voce di bilancio sia stato fatto riferimento: spese di segreteria o spese di rappresentanza? O alla voce “organismi”?

Insomma, qualche domanda è possibile. E allora noi la giriamo alla First, in modo che, se vuole, può scriverci. Se ritiene, anche attraverso il suo avvocato.

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44 Commenti - Scrivi un commento

  1. Pasqualino o marajà · Edit

    Le risposte possono essere tante: uso improprio di fondi del sindacato e quindi pubblici, appropriazione indebita, distrazione di fondi ecc. ma il risultato è sempre lo stesso Vivere da Pascià a spese del sindacato e degli iscritti fregandosene altamente dei loro problemi. In un paese degno di tale nome gente così sarebbe espulso dal sindacato e condannato ad un bel po’ di anni di carcere. Povera Cisl, Povera ITALIA
    Pasqualino o marajà

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  2. Un solo capitano Fausto · Edit

    chissà poi gli invitati a chi avranno chiesto il rimborso spese viaggio della gita?
    se avranno pagato qualcosa del soggiorno lo avranno pagato loro?
    Se erano presenti strutture da tutta italia avranno rimborsi di centinaia di euro ciascuno e chi avrà pagato.
    Ma esiste qualcuno che controlla o i sindaci sia locali che nazionali sono come i probiviri in Cisl diciamo così “accomodanti”?
    Gli iscritti/dirigenti seri dovrebbero chiedere conto a tutti sindaci compresi.
    Oltre alle macchine, oltre ai telefoni e cellulari, oltre agli appartamenti e alle super indennità anche le feste manca solo i rimborsi dei ristoranti stellati.
    Ma secondo voi esiste un regolamento economico dei rimborsi?
    Su che base i sindaci controllano?
    senza parole altro che i politici o i banchieri del Monte Paschi e Banche Venete

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  3. Scusate l’intrusione ma non posso tacere rispetto all’ennesima uscita del Bentivogli alias il renzino nostrano.
    L’oracolo quotidiano a cui gli italiani tutti, dobbiamo rassegnare a sorbirsc fino ai primi giorni di luglio e forse oltre, oggi ci propone alcuni pensieri profondamente democratici che fa suoi il marcolino bentivogli, aspirante segretario nazionale cisl, per contrastare la disintermediazione che avanza. Lo fa richiamando i “luoghi di democrazia sostanziale” dei quali parlava Giulio Pastore, fondatore della Cisl, e “perdono di vista la ricchezza delle relazioni tra persone e il significato profondamente democratico dell’azione sociale” organizzata dice mil marchetto. Intanto c’è da chiedersi come osa paragonarsi a Pastore uno come lui, che della democrazia ne ha fatto l’uso che sappiamo; comunque la risposta semplicissima che finge d’ignorare è che la disintermediazione che tanto paventa è voluta da una marea di cittadini italiani che hanno capito come detto e sentito più volte un concetto semplicissimo che la democrazia predicata e praticata da Pastore vedeva il sindacato come strumento per conquistare e difendere i diritti dei lavoratori diversamente oggi LA CASTA CISLINA guidata dalla Furlan, Bentivogli,Sbarra, Bonfanti, Petriccioli, Ventura ecc.ecc. predica e pratica una democrazia il cui obiettivo NON E’ IL BENESSERE DEI LAVORATORI e più in generale i cittadini, bensì di SE STESSI usando il sindacato per ri i propri fini e privilegi.
    Non è mai sfiorato loro l’idea che forse i lavoratori a questo punto ne hanno le scatole piene di essere presi per il XXXX?
    Un incazzato nero

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    1. hai ragione da vendere! Prima il sostegno al SI al referendum costituzionale senza aver mai interpellato nessuno, poi il sostegno alle primarie del PD. Guardate i profili FB e Twitter della FIM e di marcolino Bentivogli, tutta propaganda PD. Almeno si decida e liberi la FIM e la CISL dalla sua presenza, tanto di sindacale non arriva nulla da lui solo la brutta copia di tanti originali, Renzi, la FIOM, ecc ecc.

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      1. Giù. Avete fatto caso che il partito democratico è taggato in quasi tutte le foto che pubblica FIM CISL Stampa su twitter? Specie quelle in cui compare il “leader” Bentivogli?

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  4. E il matrimonio di Giulio secondo, di qualche anno fa, subito dopo la nomina a segretario generale, a cui partecipo tutto il consiglio generale della Fiba, casualmente convocato (sempre in nord Italia) il giorno prima, dove lo mettiamo?

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  5. Loro: spendono, spandono e sperperano i soldi dei lavoratori e trovano anche il coraggio di festeggiare invece di presentarsi tutti svergognati e dimissionari ?
    1 MAGGIO, I SINDACATI FESTEGGIANO CIO’ CHE HANNO UCCISO: IL LAVOR0
    L’occupazione italiana é il fanalino di coda dell’Europa. Ha preso il posto di Spagna e Grecia. E questo grazie ai cialtroni sindacalisti. Hanno distrutto tutto il tessuto produttivo.
    Sono una delle maggiori vergogne del paese. Forse è proprio per questo che ora il paese deve sorbirsi un’invasione di loro consimili che hanno imparato da loro come vivere alle spalle del lavoro altrui. Dimenticavamo: una parte dei problemi sono da ascrivere anche agli industriali che troppo li hanno sopportati e spesso coccolati invece di difendere i veri lavoratori.
    Ai sindacati il prelievo fiscale non ha mai interessato, tanto il loro piccolo guadagno dai lavoratori ce l’hanno avuto sempre assicurato. Comunque il caso Alitalia è l’ultimo dei fallimenti. Ma poi cosa avranno da festeggiare? I

    Se i sindacati festeggiano ciò che hanno ucciso Nove milioni di italiani a rischio povertà. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza
    I dati diffusi nell’imminenza della festa dei lavoratori offrono una rappresentazione eloquente dei disastri conseguenti a decenni di alta tassazione e regolazione. Lo studio realizzato da Unimpresa, in effetti, mette il dito nella piaga, ricordando come ben nove milioni di italiani siano a rischio povertà. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, allora, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza e rivedere le proprie linee di condotta.
    Se manca il lavoro e se anche quanti hanno un’occupazione spesso possono contare su retribuzioni modeste, questo si deve al fatto che lo Stato pesa come un macigno sull’economia: esso sottrae un’enorme quantità di risorse e, oltre a ciò, impedisce quello sviluppo dei rapporti contrattuali che è alla base di ogni crescita. Avere eliminato i voucher, ad esempio, renderà ancora più difficile la vita di tante imprese e ostacolerà ancor più quanti cercano di guadagnarsi da vivere.
    Se il miglioramento delle condizioni di vita deriva sempre e soltanto dalla libera inventiva, dall’impegno e dal moltiplicarsi degli scambi, in questi anni i governi (spesso subendo i diktat sindacali) hanno fatto quasi tutto il possibile per impedire la crescita. E se ora l’esecutivo salverà 13mila posti di Alitalia, sarà solo per bruciare risorse che – qualora lasciate nelle tasche di chi le ha prodotte – con ogni probabilità potrebbero crearne molti di più. Una delle ultime battaglie di retroguardia è stato il «no» al lavoro festivo, conseguente alla pretesa d’imporre a tutti come devono vivere. Ma questa logica autoritaria, nei fatti, può solo aumentare la disoccupazione.
    Le strutture corporative che condizionano la vita produttiva (la Cgil e non solo), ogni Primo maggio scendono in piazza in nome dei lavoratori e a «difesa del lavoro», ma sono impegnate in attività che impediscono a molti giovani e meno giovani di costruirsi un futuro. Il sistema di tutele che è stato costruito spesso nega la possibilità d’interrompere un rapporto di lavoro anche quando il dipendente non è giudicato interessante dall’azienda. Tutto ciò, unito al prelievo fiscale esorbitante, frena molte imprese dall’assumere e spinge pure a trasferire fuori dalle frontiere i propri impianti. Statalismo e demagogia sono all’origine del disastro italiano. Se i sindacati non lo comprendono e non cambiano rotta, sperare in un futuro migliore è proprio da ingenui o da sprovveduti.
    un populista qualunque

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  6. Loro: banchettano, spendono, spandono e sperperano e i lavoratori lo prendono in quel posto.
    1 MAGGIO, I SINDACATI FESTEGGIANO CIO’ CHE HANNO UCCISO: IL LAVOR0
    L’occupazione italiana é il fanalino di coda dell’Europa. Ha preso il posto di Spagna e Grecia. E questo grazie ai cialtroni sindacalisti. Hanno distrutto tutto il tessuto produttivo.
    Sono una delle maggiori vergogne del paese. Forse è proprio per questo che ora il paese deve sorbirsi un’invasione di loro consimili che hanno imparato da loro come vivere alle spalle del lavoro altrui. Dimenticavamo: una parte dei problemi sono da ascrivere anche agli industriali che troppo li hanno sopportati e spesso coccolati invece di difendere i veri lavoratori.
    Ai sindacati il prelievo fiscale non ha mai interessato, tanto il loro piccolo guadagno dai lavoratori ce l’hanno avuto sempre assicurato. Comunque il caso Alitalia è l’ultimo dei fallimenti. Ma poi cosa avranno da festeggiare? I

    Se i sindacati festeggiano ciò che hanno ucciso Nove milioni di italiani a rischio povertà. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza
    I dati diffusi nell’imminenza della festa dei lavoratori offrono una rappresentazione eloquente dei disastri conseguenti a decenni di alta tassazione e regolazione. Lo studio realizzato da Unimpresa, in effetti, mette il dito nella piaga, ricordando come ben nove milioni di italiani siano a rischio povertà. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, allora, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza e rivedere le proprie linee di condotta.
    Se manca il lavoro e se anche quanti hanno un’occupazione spesso possono contare su retribuzioni modeste, questo si deve al fatto che lo Stato pesa come un macigno sull’economia: esso sottrae un’enorme quantità di risorse e, oltre a ciò, impedisce quello sviluppo dei rapporti contrattuali che è alla base di ogni crescita. Avere eliminato i voucher, ad esempio, renderà ancora più difficile la vita di tante imprese e ostacolerà ancor più quanti cercano di guadagnarsi da vivere.
    Se il miglioramento delle condizioni di vita deriva sempre e soltanto dalla libera inventiva, dall’impegno e dal moltiplicarsi degli scambi, in questi anni i governi (spesso subendo i diktat sindacali) hanno fatto quasi tutto il possibile per impedire la crescita. E se ora l’esecutivo salverà 13mila posti di Alitalia, sarà solo per bruciare risorse che – qualora lasciate nelle tasche di chi le ha prodotte – con ogni probabilità potrebbero crearne molti di più. Una delle ultime battaglie di retroguardia è stato il «no» al lavoro festivo, conseguente alla pretesa d’imporre a tutti come devono vivere. Ma questa logica autoritaria, nei fatti, può solo aumentare la disoccupazione.
    Le strutture corporative che condizionano la vita produttiva (la Cgil e non solo), ogni Primo maggio scendono in piazza in nome dei lavoratori e a «difesa del lavoro», ma sono impegnate in attività che impediscono a molti giovani e meno giovani di costruirsi un futuro. Il sistema di tutele che è stato costruito spesso nega la possibilità d’interrompere un rapporto di lavoro anche quando il dipendente non è giudicato interessante dall’azienda. Tutto ciò, unito al prelievo fiscale esorbitante, frena molte imprese dall’assumere e spinge pure a trasferire fuori dalle frontiere i propri impianti. Statalismo e demagogia sono all’origine del disastro italiano. Se i sindacati non lo comprendono e non cambiano rotta, sperare in un futuro migliore è proprio da ingenui o da sprovveduti.
    Il populista

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  7. Mi associo al populista dopo aver letto qualche titolo di giornale che riporto:
    1 MAGGIO, I SINDACATI FESTEGGIANO CIO’ CHE HANNO UCCISO: IL LAVOR0
    L’occupazione italiana é il fanalino di coda dell’Europa. Ha preso il posto di Spagna e Grecia. E questo grazie ai cialtroni sindacalisti. Hanno distrutto tutto il tessuto produttivo.
    Sono una delle maggiori vergogne del paese. Forse è proprio per questo che ora il paese deve sorbirsi un’invasione di loro consimili che hanno imparato da loro come vivere alle spalle del lavoro altrui. Dimenticavamo: una parte dei problemi sono da ascrivere anche agli industriali che troppo li hanno sopportati e spesso coccolati invece di difendere i veri lavoratori.
    Ai sindacati il prelievo fiscale non ha mai interessato, tanto il loro piccolo guadagno dai lavoratori ce l’hanno avuto sempre assicurato. Comunque il caso Alitalia è l’ultimo dei fallimenti. Ma poi cosa avranno da festeggiare? I

    Se i sindacati festeggiano ciò che hanno ucciso Nove milioni di italiani a rischio povertà. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza
    I dati diffusi nell’imminenza della festa dei lavoratori offrono una rappresentazione eloquente dei disastri conseguenti a decenni di alta tassazione e regolazione. Lo studio realizzato da Unimpresa, in effetti, mette il dito nella piaga, ricordando come ben nove milioni di italiani siano a rischio povertà. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, allora, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza e rivedere le proprie linee di condotta.
    Se manca il lavoro e se anche quanti hanno un’occupazione spesso possono contare su retribuzioni modeste, questo si deve al fatto che lo Stato pesa come un macigno sull’economia: esso sottrae un’enorme quantità di risorse e, oltre a ciò, impedisce quello sviluppo dei rapporti contrattuali che è alla base di ogni crescita. Avere eliminato i voucher, ad esempio, renderà ancora più difficile la vita di tante imprese e ostacolerà ancor più quanti cercano di guadagnarsi da vivere.
    Se il miglioramento delle condizioni di vita deriva sempre e soltanto dalla libera inventiva, dall’impegno e dal moltiplicarsi degli scambi, in questi anni i governi (spesso subendo i diktat sindacali) hanno fatto quasi tutto il possibile per impedire la crescita. E se ora l’esecutivo salverà 13mila posti di Alitalia, sarà solo per bruciare risorse che – qualora lasciate nelle tasche di chi le ha prodotte – con ogni probabilità potrebbero crearne molti di più. Una delle ultime battaglie di retroguardia è stato il «no» al lavoro festivo, conseguente alla pretesa d’imporre a tutti come devono vivere. Ma questa logica autoritaria, nei fatti, può solo aumentare la disoccupazione.
    Le strutture corporative che condizionano la vita produttiva (la Cgil e non solo), ogni Primo maggio scendono in piazza in nome dei lavoratori e a «difesa del lavoro», ma sono impegnate in attività che impediscono a molti giovani e meno giovani di costruirsi un futuro. Il sistema di tutele che è stato costruito spesso nega la possibilità d’interrompere un rapporto di lavoro anche quando il dipendente non è giudicato interessante dall’azienda. Tutto ciò, unito al prelievo fiscale esorbitante, frena molte imprese dall’assumere e spinge pure a trasferire fuori dalle frontiere i propri impianti. Statalismo e demagogia sono all’origine del disastro italiano. Se i sindacati non lo comprendono e non cambiano rotta, sperare in un futuro migliore è proprio da ingenui o da sprovveduti.

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    1. Populista sì, reazionario no · Edit

      Scusate, ma che senso ha usare questo blog per riciclare gli articoli della stampa di destra che parla male dei sindacati a prescindere, sia quando se lo meritano che quando non se lo meritano?

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  8. Un solo capitano scandola · Edit

    Geazie Amico di cui sopra. È vero il matrimonio dove lo mettiamo?
    Forse nel sistema misto si convoca il consiglio qualche giorno prima poi il giono dopo la segreteria e il giorno dopo mi sposo.
    Così i vari ospiti della federazione amici e consulenti con mogli hanno viaggio pagato da chi ? E l’alloggio essendo sistema misto pagato anche quello da chi?
    Riportate anche queste domande in un vostro articolo.
    Grazie

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  9. un vecchio amico · Edit

    I colleghi ci dicono che Giulio Secondo è un noto frequentatore di ristoranti stellati che come sappiamo tutti vanno dai 100 euro e oltre a persona, una domanda la dovete fare come quella del compleanno: Giulio II guadagna così tanto o qualcuno gli rimborsa? sotto che voce?
    Ma i sindaci, in First ci dicono vecchissime volpi dai tempi di Ammannati, su che base fanno i controlli? esiste un regolamento dei rimborsi?
    La Casa di Vetro risponderà?
    O i furlaniani parlano e non rispondono, vedi Iene ecc.

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  10. Ristoranti stellati, macchine , case… e tutti sanno, nessuno parla altrimenti perde la poltroncina. Il sistema è’ andato via via peggiorando, ora con giulio secondo si è’ arrivati a livelli veramente vergognosi. Un sindacato di padroncini narcisi, gonfi di ego che usano il sindacato per la propria personale sete di potere. Potrei aggiungere che ormai è’ persino vietato dibattere e contrariare il Capo. Possibile che nessuno intervenga, o perlomeno denunci, a parte voi?

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  11. Manca la donna…
    Questo è quanto si sono trovati a discutere in fase di Congresso gli amici della FP Toscana.
    Da quello che emerge dal comunicato stampa della USR Toscana, a seguito del V congresso, la Segreteria è composta da soli uomini.
    Quindi, sorge un problema, che fine ha fatto l’articolo 21 del Regolamento d’attuazione dello Statuto Confederarle approvato il 31 gennaio 2017? che recita testualmente
    “Nelle stesse strutture di Federazione di categoria e confederali a tutti i livelli che contino, nella rispettiva base associativa, una percentuale di iscritte alla CISL superiore o pari al 20%, la composizione delle Segreterie dovrà prevedere almeno una presenza femminile assicurando, in
    ogni caso, la presenza dei due generi”
    Come sanare questo incidente che rischia di impattare con le pareti della “casa di vetro”? Sarà un incidente o una cosa voluta?
    Potrebbe rispondere a questo quesito il commissario della FP, che guarda caso una soluzione preventiva l’aveva già trovata in data 2 febbraio 2017, giorno in cui ha modificato il regolamento di attuazione della categoria, andando ad inserire un articolo, il 20-bis, che riporta quanto stabilito dal confederale all’articolo 21, ma aggiunge un capoverso, che posticipa l’entrata in vigore di tutto l’articolo con lo svolgimento del XVIII° congresso confederale. Il puntino rosso ha tradito le intenzioni del commissario.

    Come da nota di accompagnamento del commissario, il Regolammo in FP è stato recepito in ogni congresso territoriale e regionale ad oggi svoltosi…….. peccato che la modifica di entrata in vigore dell’articolo 20-bis non è stata evidenziata, a differenza delle altre modifiche.
    Con questa maldestra modifica si è tentato di sospendere l’efficacia della norma che stabilisce la obbligatorietà della presenza di genere Femminile in ogni segreteria; pertanto siamo tornati indietro di 8 anni!!!
    Ma Qual’è l’obbiettivo? Permettere alle segreterie di evitare la presenza delle donne?
    Evidentemente il commissario non si è reso conto che con il procrastinare l’entrata in vigore del 20 bis ha reso di fatto ultrattivo l’articolo della versione precedente, che già prevedeva la necessaria presenza femminile.
    Ma è mai possibile che su un consiglio di 50 elementi, la rappresentanza femminile sia ferma al 30% (soglia minima), e che in questa percentuale non ci fosse nessuna donna all’altezza dell’incarico?… quindi la segretaria eletta con tre componenti maschili è legittima?
    ma come possono tollerare che tale scempio politico e morale si sia potuto verificare sia la Furlan che la Ventura?
    …. non sono forse loro le garanti del genere femminile e delle regole nella casa di vetro?
    Attendiamo fiduciosi.
    ECCO LE NORME:
    ART. 20 – bis
    La composizione delle segreterie sarà la seguente:
    a) la Federazione nazionale potrà avere da tre a cinque componenti compreso il Segretario Generale. E’ possibile affidare incarichi esterni alla Segreteria su specifici progetti;
    b) le Federazioni regionali potranno avere tre componenti compreso il Segretario Generale. Le federazioni regionalizzate o interregionalizzate potranno avere da tre a cinque componenti, compreso il segretario generale.
    E’ possibile affidare incarichi esterni alla Segreteria su specifici progetti.
    c) le Federazioni territoriali potranno avere tre componenti compreso il Segretario Generale.
    E’ possibile affidare incarichi esterni alla Segreteria su specifici progetti.
    d) Per le Federazioni regionali e territoriali interessate da processi di accorpamento le Segreterie saranno composte da un minimo di 3 ad un massimo di 5 componenti, compresa/o la/il Segretaria/o generale, per il periodo corrispondente ad un mandato congressuale (4 anni). Superato il periodo di 4 anni il numero dei componenti della Segreteria dovrà adeguarsi a quanto previsto nei commi precedenti.
    e) Per le Federazioni regionali e territoriali monocomposte interessate da processi di accorpamento da 3 a 5 componenti compresa/o la/il Segretaria/o Generale per il periodo corrispondente ad un mandato congressuale (4 anni). Superato il periodo di 4 anni il numero dei componenti della Segreteria dovrà adeguarsi a quanto previsto nei commi precedenti. Nelle strutture di Federazione a tutti i livelli che contino, nella rispettiva base associativa, una percentuale di iscritte alla Cisl superiore o pari al venti per cento, la composizione delle Segreterie dovrà prevedere almeno una presenza femminile assicurando, in ogni caso, la presenza dei due generi. Il presente articolo entrerà in vigore con lo svolgimento del XVIII Congresso.

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    1. in una categoria in cui il commissario è un segretario confederale, del calibro di Petriccioli, oltretutto Toscano, quindi nella sua Regione, si è verificato un tale gravissimo episodio di inadempimento normativo? Non è possibile, non posso credere che sia potuto accadere, siete come sempre di parte.

      Reply
  12. Le regole e la trasparenza in cisl valgono sempre quando a “comandare” ci sono altri. credo che un altro abuso dell’era petri-ccioli sia lo smodato incontrollato e inutile utilizzo di pensionati e non in forma di volontariato che ci starebbe pure ma in forma strutturale. e mi fremo qui. w la cisl di chi sta fuori la cisl

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  13. Se davvero in sede di congresso fp Toscana si fossero dimenticati di mettere “la donna”, come si dice in gergo, magari potrebbe significare soltanto che non avevano donne preparate per rappresentare la segreteria. Ci potrebbe stare. Certo poi ci sono le norme dello statuto, ma pazienza, quelle ormai non vengono più rispettate. Certo poi ci sono i proclami dell’assemblea organizzativa sul valore delle donne e sulla necessità del riconoscimento di genere. Certo in ogni federazione abbiamo il coordinamento donne, ma quello va bene…tanto si parlano addosso e non disturbano quasi mai.
    E se invece non fosse proprio così e non si fossero dimenticati di dovere rispettare lo statuto, o non avessero trovato donne capaci e meritevoli, ma piuttosto non ne avessero trovate…disponibili a baciare l’anello?
    Chi sa parli. È importante farlo…e non certo per le donne. È giusto farlo per ciò che resta della CISL…una barca alla deriva che imbarca parole vuote e perde iscritti nello stagno delle cattive azioni.

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    1. la Fp, rispetto ad altre categorie, ha una percentuale iscritte, molto superiore a quanto stabilito nel regolamento, pertanto non può essere una dimenticanza.
      la Fp Toscana di DONNE ne aveva e ne ha ancora di capaci, certo non valorizzate dal generale neo-rieletto. 3 erano generali di territori importanti per la Toscana quali : santa caterina da Siena; santa margherita da cortona (Arezzo); Beata Chiara Gambacorti da Pisa, e con nomi di questo spessore un timorato di Dio, si permette di non adempiere? certo il commissario è il nuovo Messia, quindi rottamare il regolamento è d’obbligo, e poi tutto sommato sono solo DONNE? qualcuno avverta la FURLAN, che in Toscana, la fp voluta e imposta del commissario è ribelle e mette tende, nella casa di vetro.

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      1. Pier Luigi Trivelli · Edit

        Ciao, probabilmente ci conosciamo bene. Il tuo dente avvelenato forse non lo era qualche anno fa. Nella Segreteria FP della Toscana c’era una segretaria, che però non andava bene a Daniela e Giovanni, qualcuno dice a Daniela. Nel congresso che sancì segretario Bucci, le regole erano le stesse di oggi, la segreteria era formata da tre maschietti. Al posto dello Spotti o di Del Pia poteva essere indicata la Pontremoli o la Brizzi, ma così non fu. Se dovete raccontarla raccontatela bene. Negli esecutivi l’unico a porre questioni sulla politica sindacale fu il sottoscritto e nessun altro segretario mi sostenne. Fra questi anche due donne. Quando fu messa all’angolo una segretaria di un territorio non vi fu quella solidarietà femminile che forse meritava, non solo perchè donna. Questi i fatti se poi li conosci meglio di me avanti.

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  14. 1977 _ Berlinguer ti voglio bene
    “Sospensione di ricreativo, principia a avviare i’ curturale……
    Ecco i tema: pole la donna permettisi di pareggiare con l’omo?
    NO!!!!!!”
    Mi pare che in Toscana i rappresentanti della FP , compreso il commissario, siano rimasti (o tornati) agli anni ’70.
    Oppure dovrebbe spiegarcelo Freud…

    Reply
  15. la psicologia, non basta. È necessaria la psichiatria. i toscani Cisl sono a differenza delle Donne Cisl in Toscana, delle mezze… cartuccie, Salvo alcuni casi di Generali Ust , il resto sono pavidi e ignavi.

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  16. Adesso sono tanto di moda in cisl le parole, inclusione; per la persona; partecipazione; la base; i delegati…per non parlare della casa di vetro…
    tutto perfetto, ma dove sono le risorse promesse dopo l’insediamento della furlan, il 60% (di cosa???) ai territori, bello…. ma non abbiamo visto niente, intanto i servizi aumentano le tariffe, andando così ad allontanare iscritti e utenti.
    Dovremmo, sempre se volessimo tornare ad essere credibili, essere aperti, con sistemi di congresso liberi da riserve indiane e influenza, con giochi e sgambetti… Utopico …. certo, ma vivendo in una categoria Commissariata che sta tornando alla divisione tra comparti centralizzati e il resto del mondo, per una sola logica di potere economico, e per estromettere i territori nella gestione di questi comparti, inizio a essere stanco, come i tanti iscritti che in questo caos, lasciano la tessera, perché non ci capiscono… e la faccia per certa gente… Non me la gioco.

    girano le nomine dei coordinatori nazionali, e il nome di Calcara… svetta su tutti. l’inclusione, certo… direi anche riciclaggio e collusione, ma la trasparenza vale solo per alcuni..
    Dovremmo esigere che tutti i verbali di tutte le ispezioni fatte di ogni Categoria, fossero pubblicati, così da uscire dalla logica di quelli da uccidere e quelli da salvare comunque, come attendiamo la pubblicazione dei redditi e buste aggiornati dei confederali, commissario incluso.

    possiamo ancora Essere un grande Sindacato, e non la decomposta carcassa di una organizzazione piena di debiti e di piccoli despoti, che con i lavoratori e gli iscritti non ha più canali di comunicazione.

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  17. Pier Luigi Trivelli · Edit

    La Lunigiana è una terra antica più di Firenze, tant’è che i Liguri Apuani abitanti da sempre in queste terre, sono stati temibili nemici dei romani. Scriveva una storico romano, tale Diodoro Siculo, che il più gracile dei Liguri (Apuani) teneva testa al più corpulento dei Galli. Il disprezzo del toscano vero (sarà vero?) che colgo nel definire non uno della Lunigiana (ovvero più comunemente lunigianese) il segretario nonché commissario, è veramente disgustoso. A tanto arrivano i vostri commenti? Certo la Lunigiana, terra di confine ha peculiarità che i toscani veri non hanno. Essendo confinanti con Emilia e Liguria dovremmo essere bastardi? Comunque ribadisco quello che ho scritto in un altro commento: la segreteria della Toscana era formata da tre maschi anche prima di questo congresso (Bucci, Spotti e Del Pia) a meno che il Toscano d.o.c. abbia elementi per dire che il segretario uscente era di altro genere. Il genere doveva essere garantito anche dai regolamenti/statuti precedenti. Sonio profondamente deluso, tanto che eviterò in futuro di leggere questo Blog. Adieu

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      1. Pier Luigi Trivelli · Edit

        La mia era una precisazione storica, poi è del tutto evidente che di liguri/apuani se ne son perse le tracce nel corso dei millenni, anche perchè dopo la disfatta nel 241 a.c., 50.000 Liguri/Apuani furono deportati nel Sannio. Quindi Petriccioli non può tenere testa a Obelix, anche perchè non possiede la pozione magica del druido.

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  18. Avete voluto “fare fuori Giovanni”
    Adesso potevate dimostrare di essere migliori, ma purtroppo non é successo avete perso la vostra occasione.

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  19. Non è importante l’origine, figuriamoci, ma il metodo e l’idea di sindacato. abbiamo un segretario in uscita come Bernava che non si capisce quando parla, non si può dire che in CISL i pregiudizi sulla Regione di origine siano Mai stati vincolati per certe carriere. Mi dispiace dirlo, speravo che petriccioli si dimostrasse più abile nel gestire la categoria. lo scivolone in Toscana è evidente. certo coprire il vuoto di Daniela non è semplice, ma adesso effettivamente sta a lui, e sono già passati 5 mesi, un tempo breve nel sindacato, ma molto lungo per una categoria come la fp. I malumori ci sono, inutile negare, e dopo un golpe, non basta prendere il Palazzo reale, per controllare il paese, serve la visione e la capacità di coinvolgere tutti, se si ha la Cisl come priorità. Ma se l’unica proposta fatta dal commisario è diminuire i tempi di erogazione per il Tfr dei dipendenti della P.A, mancano le basi, per affrontare il tema del rinnovo contrattuale, e come su queste basi costruire un percorso comune? Una visione nuova non inizia con stravolgere i regolamentari, per poi disattendere le parti non gradite, non inizia con la vendetta… perché sono sintomi di bramosia e di onnipotenza, che spesso la storia insegna…finiscono male, chiudo dicendo che il commissario, deve necessariamente essere rieletto segretario confederale, e i suoi nuovi discepoli in fp, accuratamente selezionati , andranno a votare in base alle sue indicazioni, in maniera “libera” come da stile CISL, per lui e per la postina.. Non ci resta che sperare che qualcuno intervenga… e fermi il degrado e la progressione verso la fine di questa nostra casa.

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  20. Ferrarotti Agostino · Edit

    Scrivo e seguo questo sito quasi dalla sua nascita appassionato alla discussione, alle denunce che aumentano sempre in maniera crescente. Mi sono sempre firmato con nome e cognome per convinzione, sono però circondato da una maggioranza quasi assoluta (che si firmano fino a oggi non superano le cinque unità) di “anonimi” o con “pseudonimo” per necessità mi è stato detto, per sicurezza, per comodo e, ultimamente, per provocazione, che comunque rispetto perché comprendo le loro ragioni.. Le mie idee sulla CISL e sul tumore maligno che la distrugge, sulla vicenda Scandola, ecc…. le ho scritte in diverse occasioni e sono note a tutti perché pubbliche. Non ho mai accusato gli iscritti CISL di nessuna Regione , ne tantomeno i veneti, gli abruzzesi, i liguri, seppur per qualche loro cittadino ne avessi ragione (non certo per Fausto Scandola).
    Fino alla lettura di alcuni post precedenti, che ho visto solo oggi, dove gli “uomini toscani” ( naturalmente sindacalmente parlando) e i lunigianesi vengono definiti “pavidi e ignavi”, ” mezze cartucce” e la Lunigiana come terra di confine, di poco conto (“anonimo” 6 maggio 2017 ore 13,23 e un “toscano vero, non della lunigiana” 6 maggio 2017 ore 12,28).
    Caro ANONIMO/I (o forse anonima), come toscano e lunigianese, io la faccia ce l’ho sempre messa da 30 anni nel sindacato, con gli iscritti, con i segretari, nei congressi , su questo sito e altrove; sarei io il vigliacco, il codardo o il mancante di coraggio. Sarei io quello che ha vissuto senza infamia e senza lode (detta alla Dante Alighieri maniera). Forse tu caro signore/a che ti nascondi dietro l’anonimato (femmina o maschio che tu sia), che non hai il coraggio di mostrare il tuo volto, il tuo nome e cognome, che probabilmente ti esprimi solo per provocare, sei migliore di tutti i sindacalisti toscani e non, uomini o donne, che tutti i giorni girano i posti di lavoro per tenere in vita questo Sindacato in cui credono. Chi tra noi non ha il coraggio di ardire.
    Caro “ADMIN” si può venire offesi in tante maniere, con parole volgari che vengono censurate o con parole fini che passano impunemente attraverso i controlli. Se conoscessi i miei interlocutori saprei adeguatamente rispondere per le rime, anche solo verbalmente ma sono tutti “anonimi” e per questo impuniti.
    Viva la CISL quella vera e non quella dei provocatori per scopi personali, dei lupi travestiti, oggi da agnelli, ma domani pronti a divorarti per riprendere e mantenere il loro potere.
    Ferrarotti Agostino iscritto cisl toscano e orgogliosamente lunigianese

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    1. Caro Agostino, caro Pier Luigi
      ci dispiace sinceramente che due persone che ci seguono e partecipano alle nostre discussioni con nome e cognome fin dai primi tempi si siano sentite offese per lo pseudonimo adottato da un commentatore. Per questo, abbiamo provveduto a cassare il riferimento alla Lunigiana da commento, che da oggi appare firmato come “un toscano”. E ci dispiace non esserci resi conto, quando lo abbiamo visionato, che la cosa risultava non rispettosa.
      Ci teniamo però a far presente perché quello pseudonimo ci era sembrato discutibile, ma non offensivo. Il fatto è che in Toscana ci risulta sia di uso corrente la polemica, per così dire, geografica. E non da oggi, visto che Dante, oltre che con i suoi concittadini fiorentini, se la prendeva con i lucchesi, bigotti quanto corrotti (“ogn’uom v’è barattier, fuorché Bonturo”), i senesi “gente vana”, per non parlare di Pistoia “degna tana” di “bestie” che la abitano. O di Pisa “vituperio delle genti”. Si salva Livorno, solo perché all’epoca non esisteva.
      Ci era quindi sembrato che lo spirito polemico, se ammesso per Dante, potesse esserlo anche per chi non sia poeta. Prendiamo invece atto che per voi è risultato offensivo e ci regoliamo di conseguenza, in questo caso come per il futuro.
      Quanto ad espressioni come “pavidi” o “mezze calzette”, in quanto esprimono giudizi su dirigenti sindacali e non su tutti i toscani in quanto tali – nel caso citato di Lunigiana non si parla – si tratta di un linguaggio colorito e non elegante, ma che riteniamo di non dover correggere, perché ognuno si esprime come può e come sa.
      Speriamo che vogliate considerare chiuso questo incidente, e che continuerete a seguirci con i vostri commenti.

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  21. Pier Luigi Trivelli · Edit

    Ad anonimo insonne. Credo che ragionare in termini di politica sindacale oggi sia complicato. E’ complicato ancor di più perchè abbiamo lasciato il sindacato al suo destino, da almeno 10 anni. Quello che mi sforzo di far capire agli scrittori di questo blog è che bisogna uscire dalle bande armate e creare i presupposti per un dibattito serio. In Toscana, purtroppo, l’eredità della Volpato è stata a dir poco nefasta, e se vogliamo ne possiamo parlare a tu per tu, non nel segreto del confessionale (dove tu vedi la mia faccia e io non vedo la tua). Non sono un illuso, ne un romantico incallito, perciò non credo nelle favole e sopratutto nei miti moderni. Petriccioli, il pontremolese se proprio lo vogliamo collocare geograficamente in modo preciso, ha sul suo curriculum molti pregi e molti difetti; un difetto in particolare lo ha segnato ed è quello di essere stato alla corte di Bonanni. Ovvio che fra congressi e ruolo confederale 5 mesi non sono molti per dare risposte concrete alle tante vertenze aperte, ma i metodi utilizzati sono quelli di Giovanni e Daniela, sono metodi utilizzati da Bonanni (anche lui non si capiva molto) e per questo se volete essere credibili e non tifosi dovete capire prima di additare. Perchè mi risento quando viene usato l’appellativo di Lunigiana? Io sono lunigianese come Petriccioli e come Agostino, ma lungi da me essere appiattito sull’uomo “forte”, non è nel mio carattere asservirmi a questo o quello, ma in Cisl di servi sciocchi ne ho conosciuti molti e molti sono ancora lì che dirigono. Pensando al Segretario Toscano “doc” Bucci (non che lui sia servo sciocco, magari qualcun altro lo era) che da grande amico di Daniela e Giovanni qual’era, tanto da sfilare a Roma contro il commissariamento, ha votato nell’esecutivo confederale la giustezza del commissariamento stesso, mi viene in mente più che Dante Machiavelli. Questi sono i Toscani, e le differenze nella Toscana moderna sono differenze storiche, di città che se le suonavano di santa ragione, ma che poi soccombettero allo strapotere Fiorentino. La Lunigiana no. La Lunigiana, salvo Fivizzano e Caprigliola, non furono toscane. Tentò un medici di conquistarla, un tale Giovanni dalle Bande Nere, che scorazzò per tutta la regione e poi si fece pagare per tornarsene a casa. Quando si parla di Storia e di cultura, si deve fare molta attenzione. La nostra è anche terra di anarchici, e ne andiamo fieri. Comunque credo che non ci siano alternative allo strumento da utilizzare per fare sindacato, ma qualcuno ha deciso di farlo in modo carbonaro e qualcuno no, e non credo nemmeno che tutti gli anonimi di questo blog siano anonimi per necessità, forso lo sono di più per opportunismo.

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  22. Non sono solito rispondere a polemiche o a spigolature, soprattutto se non nascono da riflessioni mie, ma visto che qualcuno si offende per collocazioni geografiche/caratteriali legate ai campanili della Toscana, da non toscano-anonimo, mi permetto con rispetto ed educazione, di chiedere rispetto ed educazione da chi preferisce firmare ciò che scrive.
    Non credo che in un momento così complesso e confuso ci possa essere qualcuno che, solo per il fatto di firmarsi, possa attribuirsi maggiore lungimiranza o maggiore conoscenza della storia passata in una federazione o nella organizzazione tutta. C’è chi si affida al l’anonimato per scelta e chi per necessità e chi firma. Tutti meritiamo pari rispetto! L’unica riflessione storica è che mai prima di questa triste stagione tanti iscritti hanno avuto bisogno di celare la propria identità per potere esprimere il proprio pensiero.
    Su questo dovremmo riflettere e non certo sul fatto che petriccioli è figlio della cultura di Bonanni o di Faverin e della Volpato.
    Forse prima poteva circolare qualche lettera anonima…ma dall’era dei dossier tutto è cambiato. Per dialogare abbiamo dovuto cercare un luogo immateriale fuori dall’organizzazione, e per non essere espulsi abbiamo dovuto omettere la nostra identità. E allora, a parte il profilo storico/culturale, il problema vero è e rimane quello che Fausto ha sempre sottolineato nella sua battaglia di ideali: la mancanza di regole e di democrazia, ovvero l’uso illegittimo e personale dell’organizzazione.
    Ed è per questo motivo che bisogna concentrarsi sugli obiettivi comuni e non su vecchi e personali rancori. Ed è per questo che l’assenza della donna nella segreteria fp della toscana è un problema serio. È l’ennesima buona predica a fronte di un cattivo razzolamento.
    È l’ennesimo uso di comodo delle regole. È il sonno della ragione…e il sonno della ragione ha generato mostri…la storia nè è piena.

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    1. Pier Luigi Trivelli · Edit

      Per non sbagliare interlocutore replico direttamente.
      Vedo un limite in questi commenti, non c’è un programma su cui discutere, solo inevettive ed una elencazione infinita di cose che non vanno bene. Corretto evidenziare le storture e le aberrazioni, ma alla fine per migliorare ci vogliono proposte. Va bene anche l’analisi, ma alla fine bisogna tracciare una nuova strada. In questi commenti non la vedo. Tutti bravi a scrivere a a dare stilettate, ma dopo? Il nome del Blog è semplicemente l’autogoverno delle categorie, bene, sono il principio cardine della Cisl, già dalla sua nascita, allora proviamo a capire se abbiamo voglia di far crescere un nuovo progetto di Cisl che torni a valorizzare le categorie. Ci sono due punti che dobbiamo cercare di affrontare prima di tutto:
      1) ridare voce ai lavoratori, attraverso congressi veri, magari cambiando modo di votare. Non avere più come riferimento la delega, ma il voto diretto.
      2) riorganizzare la Cisl, proprio partendo dalle categorie e ridimensionando il livello confederale a semplice coordinamento. Non più organo elettivo “diretto”, ma di secondo livello.
      Solo in questo modo si potranno cambiare realmente le cose, ci potrà essere un vero rinnovamento dei quadri, che quindi non siano legati per l’eternità al mandato.
      Fatto questo abbiamo fatto il 90% del lavoro.
      Unità sindacale.
      Certo i tempi non sono maturi, ma non li sono anche perchè ognuno vanga il suo orticello, che diventa sempre più piccolo e più sterile.
      Dovrebbe essere invece il faro del nuovo modo di fare sindacato.
      Andiamo avanti?

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      1. perfettamente d’accordo, sul tuo ragionamento, tranne il fatto che petriccioli sia un ingenuo, e che nella segreteria di bonanni ci sia arrivato per caso. l’unica certezza è che questa cisl non può andare avanti ancora molto con questo assetto, con questi costi generali e con queste liturgie, che non rispondono più alle esigenze della organizzazione. senza contare la trasparenza sulle risorse e su retribuzione dei funzionari a tutti i livelli. ma quello che veramente servirebbe una è una “costituente” per revisionare la nostra cisl che i suoi 60 anni gli dimostra tutti, sotto il profilo delle idee e della organizzazione, per non parlare della politica.
        se non cambiamo il paradigma sul lavoro, continueremo ad essere visti come coloro che difendono dei “privilegiati” quelli che un lavoro, magari pre-jobact e pre fornero lo hanno.
        manca il dialogo in cisl, da anni e questo blog ne è la rappresentazione, e dovremmo riuscire a smettere di gioire, metaforicamente alla “morte sindacale ” di alcuni semplicemente perché di una fazione, possibile che siamo ancora a Guelfi e Ghibellini, e poi si sa, le congiure (vedi quella dei pazzi) non finiscono mai bene, per nessuno.

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        1. Non ho detto che Petriccioli sia ingenuo, anzi…. sul resto condivido, ma non vedo all’orizzonte personalità in grado di guidare fuori dal pantano questa organizzazione. Proviamoci, ma per fare questo qualcuno deve uscire allo scoperto e fare rete, magari preparando il prossimo congresso. Io ci sono, nonostante l’età che avanza.

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  23. Una precisazione rispetto ai ricordi dell’amico Trivelli sulla composizione della precedente segreteria della FP Toscana…
    Una precisazione che, a onor del vero prescinde dalle valutazioni politiche ma rende merito ad una persona che ha lasciato un vuoto profondo in tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerla. Mi riferisco a Giuliana Guidoni, componente della segreteria della Toscana fino al giorno della sua morte.
    La componente donna c’era e la sua assenza ha lasciato attoniti tutti.
    Ovviamente, e questa sì è una valutazione politica, gli eventuali, e nel caso di specie non veri, errori degli altri, non sanano gli errori di chi c’è adesso.
    Ovviamente…fuor di polemica…e a mero titolo di ricordo…

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    1. Pier Luigi Trivelli · Edit

      Caro amico sei disinformato. La povera Giuliana era nella Segreteria fine Firenze/Prato ed aveva un ruolo di coordinamento regionale per le centralizzate. I segretari erano Lando Del Pia, Spotti Mauro e Marco Bucci. Non vado oltre perché se vuoi tirarmi in ballo almeno devi essere corretto/a. E credo che dovreste parlare di altre regioni e non della mia. Se poi siete toscani e siete tanto disinformati allora capisco perché negli ultimi anni, a parte due province, le altre hanno un bel meno davanti.

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  24. Caro Trivelli, nell’essere spudoratamente diretto (come tutti i “maledetti toscani”) hai sollevato IL PROBLEMA.
    Mi spiego.
    I punti che tu hai posto come prioritari sono tra quelli che Daniela e Giovanni avevano posto alla base del rinnovamento della FP.
    Una piccola parte, il ragionamento era molto più complesso e profondo (ma non avete colto l’importanza).
    Detto ciò e purtroppo a riprova che non esisteva una linea “politica” alternativa, ma solo la brama di soldi e potere, come fazione opposta , avete voluto “ammazzare” Giovanni MA non esiste una linea!
    NON C’È NIENTE DELLA CISL FP.
    Negli ultimi cinque mesi le uniche note/circolari interne sono i comunicati dell’inps!!!!!
    O note unitarie scritte dalla cgil.
    SIAMO IN PIENA RIFORMA DELLA PA E LA CISL FP NON ESISTE!
    Caro Trivelli è questa la grande organizzazione sindacale fondata sulle CATEGORIE?
    È una vergogna.
    Anzi in ogni caso è uno schifo:
    1) se non esiste una politica sociale/sindacale del pubblico impiego;
    2) se “assecondiamo” il governo per opportunismo (volendo si può sostenere anche l’associazione a delinquere di stampo mafioso).
    Caro Trivelli hai detto il vero…..ma non hai guardato più avanti dei debiti della tua federazione….

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    1. Pier Luigi Trivelli · Edit

      Grazie dello spudorato toscano. Fino a qualche giorno fa ero un ignobile e insignificante lunigianase. Mi dai meriti che non ho, se mi associ a quelli che hanno spodestato Giovanni. Io detti le dimissioni dagli organi la sera stessa della seconda trasmissione delle iene, quando la Furlan disse cose incredibili per le mie orecchie. Favero e la sua nobile corte invece di chiedere perché dopo 15 anni mi fossi ritirato mi ha tolto la sera del 5 aprile a far data dal 7 aprile. Ripeto senza una telefonata. Se tu appartieni a una banda anziché ad un’altra mi dispiace. La Cisl non può essere governata da bande, ed io non appartengo a nessuna, per questo credo che dovreste cappuccio e gonnellino ed avere un approccio diverso. Mi dispiace che mi si appiccica un’etichetta addosso, non è la mia, e se hai letto un post precedente avrai capito che la nostra terra è anche la patria degli anarchici e forse io sono un po’ questo. Ad Maiora sempe, e sempre pronto ad un leale confronto.

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