Piccoli numeri, grandi interrogativi

Se Gesù si sbagliava quando disse “chi è fedele nel poco lo è anche nel molto”, la storia di stranezze sul tesseramento che raccontiamo oggi non ha molto senso. Perché è una storia di piccoli numeri, di qualche centinaia di iscritti in una federazione provinciale di un’unione di medie dimensioni, non certo i 73 mila di cui si è parlato a proposito della Fp commissariata. Ma se Gesù diceva il vero, allora la storia di oggi è un test interessante sull’attendibilità dello slogan “casa di vetro” lanciato dall’autoproclamata moralizzatrice degli altri, la signora Anna Maria, e delle federazioni “a lei fedeli”.

Risulta, ad esempio, che nel 2013 la Fiba di Treviso ha dichiarato 423 iscritti fittizi, pari al 32 per cento del totale, e che l’anno dopo i fittizi fossero 475, cioè il 33,5 per cento (quindi i “piccoli numeri” sono comunque grandi per la categoria e per l’unione territoriale; perché con gli iscritti fittizi Treviso diventa il decimo territoriale nazionale Fiba e il primo del Veneto; con tutti i vantaggi del caso in termini di permessi sindacali, delegati ai congressi e posti nei vari direttivi).

Citiamo questi numeri così precisi perché ci risulta che siano stati contestati formalmente, e che la stessa confederazione ne fosse stata resa edotta. Anzi, per essere più precisi, proprio l’Unione Cisl di Treviso aveva sollecitato interventi che non ci sono stati né da parte della Fiba nazionale, né da parte di Via Po 21, nonostante il caso fosse stato portato a conoscenza, in maniera formale, di Giovannona Ventura, responsabile dell’organizzazione (o disorganizzazione che dir si voglia) nella segreteria confederale.

In una “casa di vetro”, ci sarebbe stata un’azione da parte dei livelli superiori per ripristinare la legalità. Invece, per quello che se sappiamo, non è successo niente. E allora ci si devono porre tre domande.

a) perché non è stata commissariata la struttura territoriale di Treviso? Eppure la Fiba-First è nota per i vari commissariamenti di: Alto Adige, come abbiamo raccontato anche noi, Bergamo, Trapani, per la reggenza di Padova eccetera; ed i motivi addotti erano tutti, per quello che sappiamo, meno gravi di un tesseramento fittizio per un terzo;

b) perché i responsabili della situazione sono ancora al loro posto? Il segretario generale di allora, oggi è il segretario generale della First di Treviso-Belluno, nonché, a quanto risulta, responsabile First anche in Veneto Banca (sono compatibili le due cariche in base allo statuto-regolamento della federazione dei bancari? Un uccellino ci dice di no…)

c) come mai la Cisl, informata di tutto nelle persone della Segretaria Organizzativa e del Responsabile Tesseramento sin dal primo momento, non ha preso provvedimenti nei confronti dei responsabili inadempienti della Fiba Nazionale come previsto dall’art.16 dello statuto Cisl? Eppure chi non agisce quando conosce una situazione irregolare, come c’è scritto nello statuto, è a sua volta passibile di sanzione.

Queste le domande. Per le risposte, forse vale la pena seguire il consiglio di Andreotti quando diceva che a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca. E allora le risposte stanno in altre domande.

Forse la Cisl non ha agito perché la Fiba, ora First, è categoria “amica”, avendo avuto come riferimenti confederali la Signora Anna Maria e il dottor Sbarra dell’Anas, mentre il suo ex Segretario generale Gallo, ora responsabile di tutta la produzione culturale e formativa confederale, è da anni collaboratore fidato della Signora? O perché la Fiba/First è socia della Confederazione nella galassia della Holding Aletheia in particolare nella Aletheia Broker spa? (51% a 49% del capitale sociale)? O perché la Fiba ha fornito servizi legali alla Cisl e alla Fai tramite un avvocato socio in “Aletheia assicurazioni srl” della stessa holding (vedasi i 4 articoli pubblicati da questo sito sulla Galassia Aletheia Holding)?

O forse per tutte queste cose messe insieme?

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10 Commenti - Scrivi un commento

  1. La confederazione è molto edotta sulla questione tanto che, a detta di molti segretari di categoria, pare che nel presentare gli iscritti annuali venissero invitati, dal livello confederale, a rivederli ovviamente mai al ribasso. Ve l’ho scritta come l’ho sentita da più persone di categorie diverse e a mio modesto avviso degne di fede. La cosa in un primo momento mi lasciò incredulo poi pensai ad un fatto locale in realtà col passar del tempo il fenomeno mi è stato confermato più volte anche di regione diverse (del sud come del nord); ecco perché penso che mai come in questa occasione il detto evangelico di Gesù sia valido.

    Che squallore, che delusione, non ci resta che cantare
    Come è triste la Cisl – guidata da un gondoliere che pensa solo a se e ai suoi sodali -e tutti insieme se ne fregano di noi iscritti
    Povera cisl Onore a Fausto

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  2. Caio mi ha detto che Anonimo qui sopra pare che fosse al bar di via Sempronio a ritagliare tessere false assieme a Prisco della segreteria. Siamo oramai a questi livelli.

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  3. Certo che siamo ridotti a questi livelli. Ognuno si difende e dice la VERITA’ come può. Che si tratti di verità lo conferma il tuo piccato intervento che mi ricorda la storiella del tizio preso col sorcio in bocca; ma d’altra parte come cantava la Caselli “la verità vi fa male lo so….”
    Ve ne dovete annà a casa prima che arriva er carcere lo volte capì o no
    Onore alla memoria di Fausto

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  4. I toni del dibattito si elevano ora dopo ora e la ragione e’ chiara: la manifesta partigianeria assunta da qualche settimana dal blog. Peccato un’altra occasione sprecata e non usate la memoria dei morti che non possono esprimersi.

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    1. Ripetiamo per l’ennesima volta: questo blog è dichiaratamente partigiano dalla sua nascita, e non da qualche settimana. Ma quel che scrivono i commentatori non impegna la linea del blog, perché tutti sono liberi di esprimere posizioni anche opposte alla nostra.

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  5. Chi? Cosa ? Quando? Perché? Non c’è una notizia in nessuno dei mille commenti al giorno che fai. La butti sempre in caciara e basta.

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  6. Giovanni Guerisoli · Edit

    Da vecchio segretario amministrativo responsabile del tesseramento confederale negli anni a cavallo del millennio ricordo che l’introduzione del riparto automatico incontro’ molte resistenze da parte delle categorie
    con tesseramento decentrato , in particolare edili allora rappresentati dall’amico Reggenzi , poprio perche’ a quel tempo il tesseramento era oggetto di trattative a livello di u.s.t. con le categorie che normalmente denunciavano meno iscritti di quelli reali proprio per risparmiare il costo della tessera. Questo accadeva soprattutto per i nuovi iscritti dipendenti di aziende private ma anche pubbliche come gli enti locali e la sanita’ ma molto meno per le categorie con tesseramento centralizzato come statali ,parastatali elettrici. Siccome di norma gli iscritti crescevano l’anno del congresso fu introdotta la media dei quattro anni. Proprio per mettere alcune regole Sergio D’Antoni decise di avviare la sperimentazione. E evidente che in primis le unioni territoriali che hanno tutti gli strumenti per controllare periodicamente i flussi di cassa e la correttezza del tesseramento delle categorie. Dove cio’ non accade o sono disattente o conniventi ma e’ altrettanto evidente che per alcune categorie la base associativa e’piu’ complicata da controllare e spesso il risultato dipende dalle risorse a disposizione delle categorie decentrate.

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    1. Su questo blog tutti non solo possono esprimere, ma effettivamente esprimono il loro pensiero. Come fai tu e come fa l’animoso anonimo al quale replichi, usando entrambi della libertà di parola che qui abbiamo garantito ad entrambi.
      Ci sembrano quindi fuori luogo, ma resti comunque libero di esprimerli, i dubbi sul fatto che il blog possa sanzionare chicchessia per quel che afferma.

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  7. Amico caro ancora una volta, cerchi di uscire dalla brutta situazione in cui ti sei cacciato, e che provo a spiegarti con due pillole di saggezza popolare; una è Italiana e l’altra Cinese:
    la nostra dice “chi per primo sente la puzza è quello che l’ha fatta” visto che te la prendi tanto evidentemente hai la coda di paglia
    L’altra recita “ quando pensi di averlo in quel posto è meglio star fermo se non vuoi farti male di più.

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