Scandola: “i perché della mia denuncia”

“La Cisl è la mia casa”. Lo sottolinea Fausto Scandola in una lettera (che potete leggere per intero a questo link, o alla fine di questo post) in cui precisa i motivi della sua iniziativa, anche per evitare che possa essere usata da chi vuole alzare polemiche strumentali contro i sindacati o contro la Cisl. Perché “un paese senza sindacato, anzi, senza diversità sindacale, per me non è un paese pienamente democratico”

Il messaggio che questa lettera lancia all’esterno è che la Cisl è un’organizzazione fatta grande da tanta gente sul territorio, che lavora con abnegazione e dovendo fare i conti con risorse che spesso sono scarse. Per questo non è giusto parlare genericamente di “stipendi d’oro” nella Cisl, così come non è giusto che i redditi di alcuni dirigenti possano andare oltre i limiti. In un caso e nell’altro, c’è un patrimonio di “credibilità, coerenza e serietà” che va salvaguardato.

All’interno, Scandola risponde a chi lo accusa di essere il braccio di un complotto contro il segretario generale in carica (forse perché, ci permettiamo di aggiungere noi, chi è abituato ai complotti di palazzo pensa che tutti siano complottatori) e a chi sostiene che avrebbe dovuto sollevare il problema negli organismi della Cisl. Cosa quest’ultima che, come è facilmente dimostrabile, è esattamente ciò che ha fatto, e non una volta sola. Ottenendo un’espulsione come unica risposta.

In ogni caso, l’obiettivo di Scandola è uno solo: “cambiare la Cisl”. Rimettere ordine nella sua organizzazione, rimettendo al centro i molti “santi laici minori, che fanno grande la Cisl” nelle aziende e nei territori.

E dei quali, aggiungiamo noi, lui è un ottimo esempio. Anche perché, in una Cisl dove le lettere anonime sono usate talora come strumento di lotta politica (vedi Bonanni, vedi Cianfoni …) lui è uno che può dire: “ho sempre firmato le mie denunce e mi sono sempre assunto le relative responsabilità”.

————————————————————————

Verona, 24 Agosto 2015

CAMBIARE LA CISL – I perché della mia denuncia

La CISL è una grande organizzazione con ben 4.400.000 persone iscritte e rappresentata da alcune migliaia di sindacalisti ai diversi livelli: comunali, provinciali, regionali, nazionali.
Se questa è la CISL lo si deve alla credibilità, coerenza e serietà delle politiche che persegue ed ai risultati che consegue, ma anzitutto alle persone che la rappresentano sul territorio, che altro non sono se non santi laici minori, che fanno grande la CISL. Essi sono un saldo punto di riferimento per gli iscritti. Questo patrimonio di credibilità, coerenza e serietà, non può essere messo in discussione ma deve essere salvaguardato con azioni di profonda e trasparente pulizia interna.

Un paese senza sindacato, anzi, senza diversità sindacale, per me non è un paese pienamente democratico.

Nella mia azione di denuncia ho indicato la necessità di evitare “incompatibilità morale ed etica con chi rappresentiamo,” evidenziando come i nostri iscritti, tra i quali tanti pensionati al minimo e dipendenti con magri stipendi (magari con figli disoccupati), non possano trovare accettabili certi compensi da nababbi pagati coi loro sudati contributi. La mia iniziativa era in tutta evidenza indirizzata alla Segretaria Generale Annamaria Furlan, non per attaccarla gratuitamente ma in quanto massimo rappresentante della intera CISL e primo soggetto deputato ad evitare la predetta incompatibilità.
Servono precise distinzioni: ho parlato di moralità nell’ammontare dei compensi di alcuni sindacalisti ai massimi livelli (nazionali), di cui ho anche menzionato nome e cognome, ma non ho mai affermato, o lasciato intendere, che il fatto riguardasse tutti i sindacalisti o i dirigenti CISL.
ll Regolamento economico normativo nazionale stabilisce i tetti massimi dei compensi, però, poi, ad ogni livello dell’organizzazione si devono fare i conti con i propri bilanci; e siccome le suddivisioni delle quote provenienti dalle iscrizioni vengono stabilite dai vertici nazionali, Ie realtà territoriali hanno addirittura problemi di sopravvivenza e gli operatori sindacali di dette realtà territoriali meritano solo e soltanto rispetto e ammirazione perché sono loro i veri interpreti dello spirito della CISL.
Ecco perché non si devono dare disdette, ma cercare nuove adesioni e rimanere vicini ai nostri rappresentanti sindacali territoriali.
ll nuovo Regolamento economico normativo approvato all’unanimità dall’esecutivo nazionale CISL il 9.7.2015 presenta solamente due vere novità rispetto al precedente:

- la prima riguarda la decadenza dall’incarico per gravi inadempienze nell’applicazione del Regolamento (ma chi controlla l’applicazione di tale norma? Coloro che avrebbero dovuto farlo fino ad ora?);
- la seconda, molto più chiara, prevede una indennità forfettaria di funzione per incarichi di Segreteria Nazionale Confederale e di Federazione. Tale indennità rappresenta una maggiorazione (in aggiunta all’aumento relativo all’inflazione del +12.94) dell’indennità base tabellare del 40% (non è per caso una maggiorazione dello stipendio riservata alle sole Segreterie Nazionali?).

Alcune puntualizzazioni.

C’e’ stato chi mi ha definito “bonanniano” al servizio di un complotto contro la Segretaria Generale Anna Maria Furlan e, solo per caso, a sostenere tali tesi è proprio il Dr Ermenegildo Bonfanti (Repubblica del 12 agosto 2015, pag. 15). Egli faceva parte della Segreteria Nazionale Confederale di Raffaele Bonanni, con delega di Segretario Amministrativo nella stessa Segreteria Bonanni, proprio nel periodo in cui quest’ultimo Bonanni si preparava ad andare in pensione; infine, Bonanni lo volle Segretario Generale della FNP CISL.
Allora, sono io o è Bonfanti ad essere un “bonanniano”?
Bonfanti ha detto di andar fiero dell’ammontare della propria pensione, ma mi chiedo se sia eticamente e moralmente adatto a rappresentare i pensionati nostri associati guadagnando lui quanto la somma delle pensioni medie di 250-300 pensionati italiani (con tutto il rispetto dei legittimi Organismi che lo hanno eletto).
Avrei molto da dire anche a proposito della gestione delle risorse della FNP CISL nazionale:
- N.4 auto a disposizione della Segreteria Nazionale con relativi autisti;
- Presenza di 60-70 persone non facenti volontariato nella sede Nazionale FNP.
Cosa si dovrebbe pensare a proposito dell’aumento dei compensi, per la sola segreteria nazionale FNP, del 86.41% tra il Regolamento 2008 e quello 2015 approvato all’unanimità dall’esecutivo FNP il 21.7.2015 ?

La Segretaria Generale USR-CISL Veneto Franca Porto non ha condiviso il mio metodo utilizzato poiché “d’improvviso fa questa denuncia’. . … avrei preferito che affrontasse l’argomento a viso aperto, al nostro interno”. Eppure ella assieme ad altri 47 componenti dell’Esecutivo Nazionale Confederale CISL (includendo la Segreteria Confederale al completo) sin dal 1 maggio 2015 avesse ricevuto la mia prima denuncia seguita da quelle datate 20.5.2015; 22.6.2015; 30.6.2015; 14.7.2015 seguite da quelle datate 21 e 27.7.2015 in forma più allargata ma sempre interne all’organizzazione.
Mi sono trovato davanti ad un muro di gomma. Le mie denunce hanno ottenuto come riscontro prima un religioso silenzio dei vertici dall’Organizzazione poi un prowedimento di espulsione.
Signora Franca Porto: chi ha evitato il confronto a viso aperto all’interno dell’Organizzazione?
Sia chiaro: la CISL è la mia casa.
Non rientrerò dalla porta di servizio, spero di rientrare grazie ad un cambiamento della situazione.
Ho sempre firmato le mie denunce e mi sono sempre assunto le relative responsabilità. Le mie iniziative sono sempre state prese per il bene del sindacato, che non merita di continuare a subire storture non in sintonia con le sue alte finalità morali, etiche e politiche.

In fede 

 

firma 24 agosto

 

 

Condividi il Post

Un Commento - Scrivi un commento

Commenti