Tempo di bilanci

Nel sindacato c’è bisogno di una rifondazione. Da troppo tempo è legato ad una visione miope e ad un assetto organizzativo e di selezione della classe dirigente fondato sulla cooptazione. In questo modo ha perso la capacità di elaborare una visione strategica di promozione dei lavoratori, delle loro condizioni e del loro salario Per non parlare dei megastipendi nella Cisl, che portano i suoi dirigenti ad avere una superpensione.

Non lo diciamo noi oggi, lo scriveva Enrico Marro sul Corriere della sera del 31 ottobre 2014, poco dopo le dimissioni di Bonanni e la successiva elezione della signora Anna Maria; e, per puro caso, nello stesso giorno in cui Via Po 21, commissariando la Fai, sanciva l’inesistenza della democrazia associativa nella Cisl, visto che il libero voto di un’assemblea congressuale era addotto a motivo per sciogliere gli organi eletti e nominare al loro posto un commissario che ne assumeva tutti i poteri (nel diritto romano uno così si chiamava “dittatore”). Il tutto nel giro di 72 ore, e senza reale contraddittorio.

Peccato che allora gli autorevoli giornalisti non si siano accorti di quanto quella decisione fosse scandalosa. Forse, sarebbe stato meglio se avessero lavorato da cronisti su quel commissariamento illegittimo e antidemocratico, invece di fare i commentatori dei grandi scenari futuribili suggeriti dalla politica (all’epoca un giovane presidente del consiglio aveva appena annunciato che alla riforma dei sindacati ci avrebbe senz’altro pensato lui).

Sei anni e mezzo dopo, mentre la segreteria Furlan si avvia ad essere raccontata con i verbi al passato, ci sembra giusto portare elementi per un bilancio da fare in base anche agli oroscopi di sei anni e mezzo fa. La “rifondazione del sindacato” che nell’ottobre 2014 era così urgente, poi c’è stata? È stata superata la “cooptazione” come strumento per selezionare una classe dirigente (in modo da avere persone “fedeli” a chi comanda, come scriveva Enrico Marro il 6 giugno del 2016 parlando proprio della segretaria generale della Cisl)?

E il baricentro degli interessi rappresentati dai sindacati è stato spostato, o sono ancora le federazioni dei pensionati gli azionisti di maggioranza che muovono i fili? Nella Cisl, le retribuzioni al vertice sono state riportate ai livelli precedenti la violazione del regolamento, o è stato il regolamento ad adeguarsi ai livelli raggiunti? E ora, la pensione di un segretario generale della Cisl ora sarà super o normale, come la benzina di un tempo?

Di certo, la pensione della signora Anna Maria sarà meno super di quella che sarebbe stata calcolata in base ai contributi versati per errore all’Inps dalla Cisl che per alcuni anni li aveva aumentati del 18 per cento, applicando a questa parte della retribuzione una maggiorazione prevista solo per lo stipendio delle Poste. Ma questo è un argomento sul quale la signora Anna Maria non ha mai avuto alcuna intenzione di rispondere. Almeno finora.

Se cambiasse idea, le si potrebbe chiedere – al di là degli aspetti tecnici, sui quali è certamente ferratissima – se sia solo una coincidenza che questo errore a suo potenziale vantaggio (poi non concretizzatosi) sia avvenuto durante la segreteria Bonanni; cioè nel periodo in cui le retribuzioni crescevano e di conseguenza anche le pensioni, per tutta la segreteria confederale.

Condividi il Post

49 Commenti - Scrivi un commento

  1. sempre la stessa solfa…… ogni situazione è buona per parlare del “vs commissariamento”. E’ stato legittimo. E la pretesa illegittimità l’avete sostenuta in tribunale e dinanzi agli organi interni, con condanna alle spese sia in primo grado che in sede di reclamo. E basta dire che il giudice non è entrato nel merito……….. una decisione è legittima sino a quando un organo di giustizia (interno o esterno che sia ) non la rimuova. Poichè ciò non è avvenuto smettetela di fare i “paragiuristi”.
    Quanto alla Furlan, sicuramente avrà compiuto errori ma ha cercato di porre rimedio a tutte le problematiche che le sono state poste. Regolamento, Codice Etico, Federazioni. Errori – come qualsiasi umano – ne ha compiuti, ma ex post è semplicistico. Ovviamente poteva evitare l’espulsione di Scandola ed affrontarlo in un incontro. Certo che scrivere al Segretario Generale senza utilizzare toni pacati, non è corretto. Soprattutto da chi ha ricoperto cariche dentro l’organizzazione traendone i benefici (anche pensionistici). Ciò senza nulla togliere alle tematiche sollevate. Però occorre essere obiettivi. La Furlan ha lavorato (e dal mio punto di vista bene), con mille attacchi; di ogni genere. E non ha mai dichiarato di essere stata colpita dal male peggiore (si, come scandola e la toffa), uscendone fortunatamente con conseguenze non letali.
    Ora serve solo remare per la Cisl e non per interessi personali. Perchè se si vuole un sistema democratico, occorre rispettare lo statuto ed andare a controbattere in modo ordinato le tesi della maggioranza con i rimedi e le regole statutarie.
    Sovversioni non ne vuole nessuno, se non chi ha piacere solo a distruggere.
    Avete visto i “picconatori grillini”? Sono miseramente finiti, per via del loro diktat “gli altri sono feccia e noi siamo gli unici puliti”, salvo poi dimostrarsi attaccati alle poltrone.

    Reply
    1. Quando dici che il commissariamento della Fai è stato legittimo in un blog che ne sostiene l’illegittimità (e la antidemocraticità assoluta, e ci basta allegare la delibera di commissariamento per dimostrare che abbiamo ragione) eserciti il diritto di manifestare liberamente il tuo pensiero. E noi siamo contenti di dartene occasione.
      Quando ci dai dei “paragiusristi” non ci tocchi (qualcuno è giurista laureato, qualcuno no) perché qui non si fanno ragionamento di diritto, ma di politica sindacale (sconosciuta oggi nella Cisl).
      Quando ci paragoni ai “picconatori grillini” fai una buffa sintesi fra Cossiga e il M5s nella quale non ci riconosciamo.
      Quando citi il pagamento delle spese processuali ragioni come un mediocre avvocaticchio. Ma ancora ragioni.
      Ma quando insinui che Fausto Scandola non avrebbe avuto il diritto di dire quel che ha raccontato perché avrebbe avuto dei “benefici pensionistici”, e non dici quali, stai facendo un’opera di avvelenamento del dibattito con insinuazioni che, anche se fossero fondate, non cambierebbero nulla della verità di quel che ha rivelato. E cioè che le retribuzioni del gruppo dirigente sono cresciute al di fuori di ogni regolamento. Ed il regolamento successivo è servito a rendere definitivo quell’abuso e ad estenderne i benefici ai livelli intermedi dell’organizzazione, in modo da far cessare le proteste.
      E comunque ti ricordiamo che Fausto Scandola ha precisato l’importo della propria pensione (eur. 54.125,00 lordi all’anno) nella prima lettera alla Furlan il 13 aprile 2015. Aspettiamo di vedere se la Furlan farà lo stesso con la sua pensione (più o meno meritata). Vogliamo scommettere che sarà un po’ più alta di quella di Scandola pur essendo Fausto andato in pensione quando le regole per il calcolo erano ben più favorevoli di oggi?
      Infine, la cosa più grave: ci dispiace che tu abbia sollevato un argomento delicato, ma della sua malattia la Furlan ne ha parlato pubblicamente, ad esempio al consiglio generale quando Petteni uscì dalla segreteri, ringraziandolo per averla sostituita nel periodo in cui fu sottoscritto il (non storico) accordo del gennaio 2016 con Cgil e Uil sulla contrattazione.
      Chi non ne ha mai parlato siamo stati noi (come non ne parlammo per Fausto Scandola e Nadia Toffa), che sentiamo il dovere di non confondere mai la politica con le cose personali. E che per questo non pubblicheremo più alcun intervento su questo tema, e censureremo qualsiasi cosa vi faccia riferimento in un modo o nell’altro.
      Punto e basta.

      Reply
    2. Non vorrei prendermi del “paragiurista” dall’autorevole interlocutore/trice che sicuramente ha frequentato più di me giudici e avvocati (categorie dai quali se posso mi tengo lontano. salvo gli amici dell’università), ma ai tempi in cui sfogliavo le riviste giuridiche (attualmente faccio altro) mi sembra di ricordare che venissero pubblicate decisioni di giudici, tutte egualmente legittime, con note a commento che qualche volte erano critiche, in tutto o in parte. A volte se ne pubblicavano un paio, di diverso parere fra di loro. E a volte erano conformi, ma sempre dicendo il perché, e mai dicendo “perché così è stato deciso”.
      O erano tutti “paragiuristi”, o il diritto è una scienza, per cui la critica alla decisione è legittima e necessaria. A meno che per diritto non si intenda il nudo esercizio del potere come criterio di verità. Il che ha una sua logica in una Cisl dove l’attuale dirigenza ragiona effettivamente così. Ma così, appunto, non è diritto.

      Reply
  2. Io l’ho vissuta sulla mia pelle la mancata unificazione fai-filca. Insisto, come è possibile dopo un percorso durato oltre due anni con riunioni dei organismi nazionali fai e filca, delibere, ordini del giorno approvati all’unanimità a favore dell’unificazione, si arrivi al congresso si butta tutto all’aria solo perché qualcuno non voleva perdere la sua seggiola e dopo pochi giorni che Bonanni si era dimesso! Assurdo e illogico! Bastava non approvare i documenti ho scrivere che non si era favorevoli, a tempo debito e con la necessaria maggioranza! Io mi vergogno ancora per i soldi spesi per quel mancato congresso, con la quale di sarebbe potuto fare tanta attività sindacale nei territori!

    Reply
    1. I soldi spesi non vanno in conto a noi, ma a chi ha voluto festeggiare prima che la cosa fosse fatta. Il resto sono tue libere opinioni, ma ti facciamo solo presente che per l’unificazione Fisba-Fat di anni ce ne sono voluti ben più di due, più altri quattro anni tenendo in vita le federazioni come sindacati di seconda affiliazione. E forse è riuscita anche per questo.

      Reply
    2. Accorpare i territori non ha portato nessun beneficio né economico l né politico alle federazioni ma al contrario è servito solo ad affossare quelli che arrivavano a pareggio.
      Accorpare le federazioni avrebbe significato ancora peggio.
      Il prossimo che verrà dovra avere il coraggio di prendere scelte contro corrente oggi ma per il bene del sindacato nel prossimo futuro : le federazioni con veri iscritti e capacità economiche non reggono più le canalizzazioni in favore dei sindacalisti della politica nelle segreterie inutili regionali mente i romani iniziassero con vendere palazzi e liberare scrivanie dalla polvere. Tra poco lascerà una generazione intera e quando sarà liquidata, le casse saranno così vuote che non si potrà rinnovare la classe dirigente del futuro.
      Allora qualcuno dirà che occorre dare più spazio ai delegati. Viva il 730, viva colf e badanti e viva l isee.

      Reply
  3. Vedo che c’è gente che ancora racconta storie poco credibili per scaricare sul voto del congresso della Fai tutte le colpe. Come se poi, dopo il commissariamento, la fusione fosse stata fatta davvero. E come se le altre fusioni per le quali il percorso era stato avviato da anni siano state fatte. E lì il dissenso della Fai non c’entra niente.
    O ci vuoi raccontare che Sbarra ha bloccato tutto per rispettare la volontà democratica del congresso?

    Reply
  4. La FAI é stata come quello sposo che dopo tre anni di fidanzamento e arrivato davanti all’altare per sposarsi ha detto no .
    Tutto legittimo ma che non si pretenda che la sposa sia contenta.

    Reply
    1. La Fai è stata come quello che non si voleva sposare, ma i genitori volevano costringerlo. Se la sposina non è contenta, se la prenda con Sbarra che è stato mandato lì con il pretesto di far celebrare il matrimonio lo stesso. E poi ha pensato che non gli conveniva.

      Reply
  5. Perché la femca non fu commissariata ? · Edit

    La Femca fece lo stesso. c’è ancora il documento dell esecutivo nazionale fatto a cuneo con il dispositivo scritto di suo pugno della Furlan. Poi in quell estate lo scandalo degli stipendi fece fare le stesse cose. La Fim rimase ad aspettare e la Femca smonto’ tutto e non solo non fu commissariata ma Colombini per aver bloccato l’accorpamento fu premiato con la segreteria confederale. Vedrete quando ci saranno i dati inps quanti iscritti ha oggi la Femca. Colombini e’ pensionabile da 4 anni ma non esce perché sarebbe toccato alla Fim e Crudelia con la sua maga avevano giurato di non farlo entrare. Ps. anche la femca aveva votato tutti i documenti all unanimità.

    Reply
    1. Infatti! I due percorsi di accorpamento della fai filca e della femca fim furono pilotati dalla confederazione in maniera totalmente opposta senza una logica di principio o di statuto, se non la logica del potere derivante dalla loro prevaricazione. E chi guarda ai dettagli non ha capito purtroppo niente dell’ operazione messa a punto dalla signora e Petteni.

      Reply
    2. Quindi mi stai descrivendo uno sposo con poca personalità. Che si fa condizionare dai genitori fin davanti all’altare e solo all’ultimo minuto scappa dalle sue responsabilità.

      Reply
      1. [Premessa: Il tuo commento appare in risposta ad un altro commento che parla della vinceda Fim-Fmca, quindi sarebbe da intendere riferito a questa. Se invece, come pare dal contenuto, si riferisce al nostro intervento sulla fusione fai-filca (ma la prossima volta usa meglio la funzione reply) allora la risposta è quella che segue]
        Esatto, un ragazzino immaturo che non aveva avuto il coraggio di farsi valere prima. Ma che quando ha dato prova di essere cresciuto, rivendicando il diritto a fare le proprie scelte in autonomia, è stato punito per questo dalla mammina castrante di Via Po 21.
        C’è chi ha accettato la castrazione, ed oggi sta a via Tevere 20, e c’è chi, come noi, non l’ha accettata Ed oggi è libero di dire quel che pensa e di raccontare le cose come sono andate.
        E la sposina che, invece di portare la dote al maritino, pretendeva di fare tutte a spese della famiglia dello sposo come ce la definisci?

        Reply
  6. Buongiorno, anche se un po’ in ritardo, vorrei replicare all’anonimo di ieri 19 febbraio alle 13.09 che con tanta lingua pensa di mettere per iscritto cose che non corrispondono assolutamente alla realtà.
    Per quanto riguarda la pensione del Signor Fausto Scandola, tengo a precisare, che essa è stata maturata con 37 anni di onorato servizio per la NATO come lavoratore civile a Statuto Locale.
    Si mio padre ha sempre avuto due lavori ed è sempre stato un sindacalista dentro e fuori dalla NATO. Per tutto il corso della sua carriera lavorativa ha ricoperto anche il ruolo di rappresentante nazionale dei lavoratori civili a Statuto Locale della NATO in Italia.
    Lavorando “a turni” di 8 e 16 ore, egli ha avuto la possibilità di dedicarsi alla sua passione, il Sindacato a cui si è accostato con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prima, e collaborazione occasionale poi, che non hanno dato diritto ad alcun tipo di trattamento pensionistico.
    Tanto dovevo poichè sembra che in molti pronti ad accusare senza il minimo di conoscenza di ciò che vanno a scrivere.
    Matteo Scandola

    Reply
  7. Crudelia purtroppo aveva capito che i progetti di fusione avrebbero portato Marcolino a capo della Cisl. L’accorpamento Filca-Fai serviva a sostenere quello più complicato Femca-Fim. Quando la Signora ha capito che appena fatti i due accorpamenti avrebbe dovuto sloggiare, ha lavorato prima per far saltare quello Filca-Fai e poi il trampolino di lancio per Bentivogli alla segreteria generale. La Furlan ha sempre operato per mettere in discussione i progetti Bonaniani e alla luce dei fatti ci sovviene dire che ci è riuscita. Anche se in giro per l’Italia ha combinato solo disastri. Una Cisl in mano a somari e gente senza spina dorsale. Una Cisl ormai divenuta il water della Cgil. Poveri Noi. E per i prossimi due congressi nulla cambierà. Auguri!

    Reply
    1. Ancora dubbi sugli accorpamenti · Edit

      E’ vero. A parte la deriva morale di Bonanni il suo progetto di accorpare le categorie avrebbe spostato l’asse da Fnp e Usr verso le categorie. Oggi le categorie sono piccole e senza soldi. Le sedi operative sono poche.
      E anche questo blog dovrebbe fare qualche riflessione in più che immolarsi ancora contro gli accorpamenti. Dovrebbero riflettere sulla convergenza con le idee di crudelia. Piccole categorie innocue.
      Ora porteranno Benaglia in Cisl per lasciar spazio a Uliano che in Fim e’ amato solo dal Cotechigno del Valdarno

      Reply
      1. Questo blog non si immola, questo blog difende il voto legittimo del congresso della Fai (e se quel voto era legittimo, come era, il commissariamento era illegittimo checché ne dicano gli avvocaticchi).
        Quanto al fatto che le grandi federazioni (non “categorie”, il concetto di categoria richiede omogeneità o almeno vicinanza settoriale, cosa che non ci sarebbe stata nella Fai-Filca e neanche nella Fim-Femca) sarebbero state la soluzione allo strapotere della Fnp, a noi continua a sembrare una pia illusione. La risposta sarebbe stata dare la possibilità a chi va in pensione di restare iscritto alla sua federazione; questo sì che avrebbe fatto saltare il banco. La Fai ci provò nel 2004, ed è probabile che dieci anni dopo le cose siano andate inun certo modo anche per punire quel precedente.
        Ad ogni modo, mancando la controprova (ma altrove, ad es. in Germania, le fusioni ci sono state e non hanno funzionato) noi restiamo della nostra opinione.

        Reply
        1. Che che ne dicano gli avvocaticchi……..
          Forse lo erano i Vostri che hanno totalmente errato nella procedura ricevendo una sonora sconfitta ed il pagamento delle spese processuali, poichè in netto contrasto con quanto la giurisprudenza dice da anni.
          E, ripeto, il pagamento delle spese processuali, oltre che un principio di diritto (si, proprio quello che Voi richiamate tante volte) ha avuto quale controaltare la Vostra decisione di non avviare l’azione ritualmente prevista dall’articolo 23 del codice civile.
          E cioè l’iniziativa di chiunque lamenti una deliberazione illegittima.
          Ma Voi, nonostante esistesse il termine di 6 mesi non ancora scaduto, avete deciso di non agire.
          Mi chiedo: ma se EFFETTIVAMENTE ritenevate il commissariamento illegittimo, perchè non lo avete impugnato con l’azione necessaria? E perchè ci avete rinunciato, nonostante il rigetto?
          Semplice: perchè volevate solo farne una battaglia politica……. di fatto impraticabile qualora un Giudice (come sarebbe accaduto) Vi avesse sentenziato che il provvedimento era legittimo.
          Avete creato un caso che non esiste. E un blog basato sul nulla. Su un commissariamento male impugnato e su due ricorsi RIGETTATI.
          Parlate come se aveste la verità. Voi, che in quanto interni alle Federazione avete sempre condiviso le linee della Cisl (si la stessa organizzazione che aveva i regolamenti che oggi ripudiate e agiva con condotte che ora non rammentate, pur avendole appoggiate). Voi che da iscritti potevate ovviamente avviare tutte le iniziative ma che rimanevate silenti in quanto parte della Organizzazione.
          Mi sembra assurdo tutto ciò.
          Dite sempre la verità e non strumentalizzate, se effettivamente per Voi perseguite il bene della organizzazione.
          E comunque siete assolutamente allineabili ai grillini.
          Opposizione senza idee…… Contestazione senza soluzione…..
          Come tanti italiani. Ci si lamenta sempre degli altri, senza mai colpevolizzare se stessi

          Reply
          1. Ora ti spieghiamo la cosa punto per punto, ma t fermati un attimo e concentrati bene perché, anche se il concetto non è difficile, se pensi di saper già le cose non lo capisci nonostante la tua intelligenza.
            1. Il comitato esecutivo della Cisl aveva nominato un commissario per dodici mesi, rinnovabili di sei, al termine del quale si sarebbe dovuto tenere un congresso (o qualcosa con quel nome); e dopo il congresso qualsiasi decisione, anche quella giusta, sarebbe arivata tardi.
            2. Noi abbiamo fatto quindi un ricorso d’urgenza, e l’unico modo per avere una decisione che arrivasse in tempo, cioè prima della celebrazione del congresso, era tentare il 700 c.p.c., che non è inibito da alcuna legge (quel che la giurisprudenza, sbagliando, viene dicendo da anni, non è legge perché non siamo in un sistema di common law. Checché ne pensino avvocaticchi e avvocatoni).
            3. Se avessimo avviato il ricorso ex art 23 c.c. (a parte ammettere che ai sindacati si applicano direttamente le regole per le persone giuridiche riconosciute, cosa che nel pensiero originario della Cisl è una bestemmia) la decisione, giusta o sbagliata, sarebbe arrivata dopo il congresso. Come è successo alla Fp. E così se avessimo avviato l’inutile azione di merito “a babbo morto”.
            4. Il nostro ricorso aveva ovviamente una motivazione politica (tu lo dici come se fosse una colpa…), che per definizione non è valutabile sul piano del diritto da parte di avvocaticchi o avvocatoni che vantino, più o meno a buon diritto, titoli accademici: ossia contestare in ogni sede l’atto protervo e antidemocratico di commissariare una federazione per aver assunto una decisione che era di propria competenza e non di altri. Aveva cioè anche valore di testimonianza, il cui valore non si valuta sulla giurisprudenza né è sminuito dalla mancata attivazione dell’azione di merito. La cui mancata attivazione lascia peraltro non giudicata nel merito la controversia.
            5. Per dimostrare che abbiamo ragione noi a definire il commissariamwento illegittimo e antidemocratico basta rileggere quel che c’è scritto nella delibera. Buona lettura a tutti
            http://www.il9marzo.it/wp-content/uploads/2015/04/DeliberaCommtoFAI.pdf

            Reply
            1. Solo per precisione… L’articolo 23 prevede la sospensione della delibera in via anticipata. Ed è per questo che vi è stato rigettato il ricorso ex art. 700 che è residuale.
              L’articolo 700, infatti, ha natura residuale ed è ammissibile solo qualora manchi una misura cautelare tipica. Misura cautelare tipica che è inserita all’interno dell’articolo 23

              qui di seguito ricopio il 3 comma
              Il presidente del tribunale o il giudice istruttore, sentiti gli amministratori dell’associazione, può sospendere, su istanza di colui che ha proposto l’impugnazione, l’esecuzione della deliberazione impugnata, quando sussistono gravi motivi. Il decreto di sospensione deve essere motivato ed è notificato agli amministratori.

              Pertanto, non si tratta di “interpretazione giurisprudenziale” ma di esplicita previsione di legge.
              Quanto alla “iniziativa di matrice politica”, la stessa è condivisibile a condizione che non sfoci in iniziative giudiziarie.
              La sede opportuna è altra.
              Non è questione di intelligenza. Ma di essere corretti nelle rappresentazioni

              Reply
              1. Tu ne sai troppe per noi, che sappiamo solo una cosa: quando, come per decenni è stata giurisprudenza non contestata, l’articolo 700 veniva applicato senza problemi ad associazioni non riconosciute come partiti e sindacati, le decisioni d’urgenza erano tempestive, giuste o sbagliate che fossero. Quando la giurisprudenza ha inventato che il rimedio tipico per l’impugnazione delle delibere assembleari da parte del socio di un’associazione con personalità giuridica era improvvisamente diventata tipica anche per le associazioni non riconosciute, per deliberazioni non assemnbleari e per chi non fosse tecnicamente socio, le decisioni arrivano “a babbo morto”. Semplificando il lavoro ai giudici e lasciando senza giustizia gli istanti.
                Che poi, se ci pensi bene, si è scelto di usare la tecnica dell’interpretazione estensiva non per estendere ma per escludere l’accesso alla giustizia in tempi rapidi. Quindi di una contraddizione logica. Sempre che la logica abbia ancora un valore nella giurisprudenza di oggi, cosa della quale non siamo sicurissimi.

                Reply
                1. Mi permetto di aggiungere almeno una cosa, fra le molte che potrei dire, riguardo all’argomento della condanna alle spese citata come se fosse una cosa speciale, decisa apposta per punire noi ricorrenti, invece che una cosa normale in caso di soccombenza.
                  Se i giudici avessero voluto colpire i ricorrenti, avrebbero accolto la richiesta degli avvocati della Cisl di condannare contestualmente noi per “lite temeraria”. Questa richiesta, fatta a nome della Cisl, è stata respinta.
                  Quindi è scorretto far credere che i ricorrenti siano stati puniti per la loro iniziativa. Ed è uno degli inconvenienti della libertà di parola garantita a tutti da questo blog che ci sia ancora qualche sprovveduto (se invece si trattasse di un avvocato non sarebbe uno sprovveduto, ma qualcuno in mala fede e quindi, lui sì, temerario), che vuol screditare le ragioni di un’iniziativa come la nostra presentando simili pseudoargomenti.
                  Nel merito, e sul perché l’applicazione ai sindacati dell’articolo 23 di un codice scritto sotto il regime fascista sia una cosa grave (e tre volte grave se a sostenerlo è la Cisl, sia pure attraverso la rappresentanza processuale), non mancherà occasione di dibatterne, sine ira ac studio. Ma non con chi usa l’argomento della condanna alle spese, ché, così facendo, dimostra di non meritare nemmeno di essere mandato a quel paese.
                  PS Se un uomo non fosse disposto a rischiare di dover pagare le spese giudiziarie per difendere le proprie idee, dimostrerebbe che né lui né le sue idee valgono qualcosa.
                  Io valgo. E le mie idee valgono molto di più di quel che ho pagato senza un secondo di rimpianto, e anzi con un po’ di compatimento per la frettolosità con cui è stato presentato il conto da parte di quanti, così facendo, hanno fatto la figura di quelli che a Roma chiamerebbero “minestrari”.

                  Reply
                  1. Né si dee chiamare vero filosofo colui che è amico di sapienza per utilitade, sì come sono li legisti, li medici e quasi tutti li religiosi, che non per sapere studiano ma per acquistare moneta o dignitade; e chi desse loro quello che acquistare intendono, non sovrastarebbero a lo studio.

                    Reply
                2. l’interpretazione estensiva è esclusa dalla “lettera” dell’articolo 700 (che fa salve le azioni tipiche).
                  Una curiosità: mi citate queste decisioni che hanno ritenuto applicabile l’articolo 700 per sospendere le decisioni assembleari delle Organizzazioni Sindacali (riferite di decessi di applicazione……..)?

                  Reply
                  1. La tua domanda è mal posta: la delibera del comitato esecutivo non è una delibera assembleare (essendo l’esecutivo espresso da organi a loro volta derivati dalla volontà dei soci).

                    Reply
                    1. Ma stai scherzando?????
                      Vedi…. o fingi di non sapere o evidentemente sei in malafede.
                      Tra le tante, tribunale di roma 23.02.2015 n. 4233 che ha statuito che “per giurisprudenza costante, in materia di invalidità delle deliberazioni assunte da un organo
                      dell’associazione, si applicano, nei limiti della compatibilità, quelle disposizioni codicistiche, dettate in materia di società di capitali,
                      che disciplinano i singoli vizi che afferiscono alle deliberazioni
                      dell’assemblea”.
                      Quindi, inizia a consultare le pronunce e gli orientamenti, prima di rifugiarti in interpretazioni totalmente sbagliate.

                    2. Tu l’hai detto: se si applicano le stesse regole previste per altro caso, vuol dire che il caso non è regolato direttamente, e si procede per analogia (“nei limiti della compatibilità”). Solo che la fattispecie del 23 c.c. riguarda l’impugnazione di una deibera assembleare da parte di chi sia socio, quindi avente diritto a partecipare all’assemblea. Nessuno dei ricorrenti aveva diritto a partecipare all’esecutivo che ha deliberato. Quindi il caso è diverso.
                      Prego, a te.

                  2. Per quello che vale il mio parere (non sono avvocato, ho scelto di non esserlo, e non ho mai condiviso la confusione che gli avvocati fanno fra la “giurisprudenza costante” e la verità; una giurisprudenza può essere costante per pigrizia degli interpreti), mi sembra rilevante un passaggio della decisione in cui il Tribunale di Roma respingeva il nostro reclamo contro la prima decisione.
                    “L’assunto degli odierni reclamanti – invero condivisibile – di non essere tra i soggetti legittimati a norma dell’art. 23 c.c. non vale a fondare il ricorso da parte degli stessi al rimedio cautelare atipico di cui all’art. 700 c.p.c.”, Cioè, ha detto il Tribunale (e a me sembra strano), se io non avevo accesso al rimedio cautelare “tipico”, questo non mi dava accesso a quello “atipico”. In pratica, i presidenti degli organi di garanzia di una federazione e due iscritti non possono impugnare la decisione che li coinvolge, come organi e come persone, in alcun modo.
                    Alla luce di questo passo (che io trovo sconvolgente), tutto quel che dice l’anonimo commentatore per sostenere che avremmo dovuto agire con l’art. 23, di fatto non ha alcun pregio (come direbbe un avvocato, quale sono contento di non essere).

                    Reply
                    1. L’avvocato era un saputello che sapeva tutto di tutto, Però poi non sapeva nulla della cosa di cui si stava parlando.

                    2. Ma secondo voi, ogni interpretazione data da commentatori di questo sito, da admin e da Graziani, totalmente in contrasto con la giurisprudenza del tribunale di roma e di milano, deve essere commentata? Una cosa è certa: quando si impugna una delibera dell’assemblea o di qualsiasi organo di un’associazione non riconosciuta, deve utilizzarsi l’articolo 23 del codice civile. Non è stato attivato questo rimedio (contrariamente a quanto invece ha fatto – ad esempio – la Volpato contro il commissariamento della FP – anche lei perdendo) ed ora si continua a sostenere che, nonostante la delibera sia stata male impugnata, vi è stata la condanna alle spese, i ricorrenti abbiano deciso di non proporre l’azione corretta (art. 23), comunque quel commissariamento era illegittimo? Un provvedimento, o viene invalidato o rimane legittimo. Ed è inutile parlare di questioni di lana caprina o politiche……
                      Il commissariamento è rimasto valido ed efficace anche dopo l’impugnativa.
                      Il resto sono chiacchiere da …… blog…….

                    3. Sei tu che non hai capito: nella decisione sul commissariamento della Fai c’è scritto chiaramente, e il signor Graziani lo ha riportato testualmente, che i ricorrenti non avevano (ripetiamo; non avevano; lo ripetiamo ancora: non avevano. E sottolineiamo “non”) diritto al ricorso ex articolo 23 c.c. Solo che, invece di concludere che lo strumento corretto era l’articolo 700, il tribunale ne ha concluso che la delibera non poteva essere impugnata (!).
                      Chiacchiere da Tribunale. Peccato solo che abbiamo il sigillo della giurisprudenza (la qual cosa non la rende meno sballata).
                      Meglio allora le chiacchiere da blog, dove anche tu sei libero di dire la tua, anche se non hai capito nulla della cosa di cui si sta parlando, Cioè di una decisione nella quale la via dell’articolo 23, che tu sostieni, è stata esplicitamente negata dal Tribunale.

          2. Si nota che sulle questioni Fim rete 9 marzo permette di attaccare sempre i soliti nomi.
            Siamo consapevoli dei collegamenti che avete avuto con una parte di Fim ma così raccontate una verità artefatta.
            In Fim in questo momento si son tutti dimenticati delle guerre intestine .
            A parte i pugliesi che stanno lì ancora fissi a far guerra alla Cisl insieme a qualcuno in Emilia gli altri sono uniti e compatti.
            E anche l’ex reuccio si è sistemato a fare il ministro….ah no !
            Il sottosegretario….ah no !
            Il giullare del circo ….ah si !!

            Reply
            1. Si nota che non sai cos’è il 9 marzo, Che si chiama così perché abbiamo cominciato il 9 marzo 2015 e siamo andati avanti per anni senza aiuti da nessuno, tanto meno dalla Fim di Bentivogli, che voleva l’unificazione con la Femca e quindi non era solidale con chi ha detto no agli accorpamenti. La “rete 9 marzo” è una tua fantasia.

              Reply
              1. io lo so: uno strumento per destabilizzare.
                Ma non ci siete riusciti……. non avendo la possibilità di avere i numeri per DEMOCRATICAMENTE ottenere la vittoria politica, vi agganciate a definizioni, improperi, valutazioni metagiuridiche.
                Continuate…..avrete soddisfazioni

                Reply
      2. Se posso permettermi una considerazione inutile (questa discussione sarebbe stata utile farla apertameante ai tempi in cui Bonanni spingeva per gli accorpamenti, oggi è un po’ tardi) dietro alle due posizioni ci sono due idee diverse, non la stessa idea declinata in diversi modi.
        Da una parte l’idea di restringere il numero delle federazioni, in modo da cambiare la mappa del governo interno alla Cisl (che poi, detto senza offesa, era la posizione espressa da Petteni il giorno dell’elezione della Furlan); dall’altra l’idea dell’autonomia di ciascuna federazione.
        Nel primo caso il rapporto fra confederazione e federazioni rimane di sovraordinazione gerarchica, salvo diminuire relativamente (ma non cancellare) il peso della federazione dei pensionati nel governo della confederazione; nell’altro caso a diminuire (se non ad essere cancellato) sarebbe stato il rapporto gerarchico di subordinazione delle federazioni alla confederazione.
        La prima posizione era quella dei bonanniani; la seconda, purtroppo, di fatto non la sosteneva più nessuno.
        Che poi alla fine i bonanniani che hanno fatto fuori Bonanni si siano accorti che a loro stava bene lasciare le cose come stavano mi sembra dimostrare – evidente il caso della Fai, commissariata per aver votato contro delibere della confederazione e poi tenuta in vita dalla stessa confederazione contraddicendo le stesse delibere – quale fosse la vera posta in gioco.
        Senza quel commissariamento Sbarra sarebbe stato a rischio di uscire per scadenza dei mandati invece di essere oggi sul punto di diventare segretario generale.
        E quel giorno, mi perdonino gli amici bonanniani, non potremo ringraziare chi a suo tempo lo portò dalla Calabria nella segreteria confederale. Al massimo lo potremo perdonare, ricordandoci che tutti abbiamo peccato, prima o poi, per essere puniti con la tristezza di vedere in quali mani finisce la un tempo gloriosa Cisl.

        Reply
        1. Graziani indietro sempre di 3 turni · Edit

          La furlan conquisto’ pensionati e gli orizzontali proprio perché la sua posizione CONTRO gli accorpamenti già dal 2012 quando Bonanni si schierò a favore.
          Bonanni non voleva avere i pensionati contro che come oggi in periferia vorrebbero cambiare tutto ma ai vertici nazionali e regionali hanno quanto di peggio sia utile a custodire lo status quo. Il sindaco di Forlì è sollecitato ovunque e dall opposizione a porre un problema sul “commando” del vigile urbano e in Parlamento presto arriverà in interpellanza parlamentare su Anas.

          Reply
          1. Per quel che ne sappiamo noi, e al netto di quel che vorrà rispondere il signor Graziani, la Furlan venne al congresso della Fai per convincere tutti a votare per l’accorpamento. Anzi, fu molto sgradevole tentando di intimidire chi si era alzato a chiedere la votazione a scrutino segreto. E dopo che la proposta fu bocciata, se andò urlando che avrebbe commissariato la Fai. Del resto, pochi giorni prima, il giorno della sua elezione, aveva detto che gli accorpamenti dovevano essere fatti “celermente”.
            Se questo vuol dire che era contro gli accorpamenti dal 2012, non osiamo immaginare cosa avrebbe detto se fosse stata sempre a favore.
            PS Lo spazio da riempire prima del commento serve a indicare il nome o lo pseudonimo: per favore, non usatelo come se fosse l’oggetto dell’intervento, perché così fate confusione.

            Reply
      3. La deriva di Bonanni… Chi è senza colpe scagli la prima pietra direbbero ai farisei sepolcri imbiancati. La deriva in un sindacato è l’ignavia, la vendita della identità, pretendere cariche che non si è in grado di esercitare, la calunnia come arma politica, la intolleranza come segno distintivo.

        Reply
  8. Arrivare al potere e soprattutto mantenerlo con metodi che vanno contro il bene dell’organizzazione e’ davvero intollerabile. Come sono potuti salire cosi’ in alto questi personaggi? Altra cosa era il cercare consenso dialetticamente e attraverso le idee e le proposte, vinca il migliore, questa era la vera Cisl.

    Reply
  9. Quello della FAI sarà stato il primo commissariamento fatto dalla Furlan, ma è servito da spartiacque. Il commissariamento è diventato, lo strumento per eliminare sindacalmente le voci contrarie, le persone scomode o le minoranze. Non solo per la confederazione (vedi FP), ma per tutte le categorie e a tutti i livelli, seguendo gli illustri esempi della Confederazione, Una spada di Damocle che pende sulla testa e fatta roteare come memento. Insomma tutti ci hanno preso gusto. Un tempo, invece, i congressi si vincevano con i voti.

    Reply
  10. Altre uscite nella Fim di Roma…… questa volta si tratta di iscritti a Leonardo….. che capolavoro che ha fatto la cisl….. Comunque si vede che il reggente è uno che ha in mano la situazione….. e nel frattempo Fiom e Uilm ringraziano

    Reply
  11. sindacato senza iscritti · Edit

    Del numero degli iscritti a questa cisl non interessa nulla. Quelli di fisascat e fai sono… Qualcuno ha visto i dati adan sul tesseramento Fp? o l’Inps sull Fnp?

    E Benaglia per quanti anni potrà dire che perde iscritti perché prima erano “gonfiati” quando i metalmeccanici hanno salari bassi e la Fim tra le contribuzioni più alte?

    Il nuovo ministro Orlando ha parlato di certificazione della rappresentanza. Ne vedremo delle belle…

    Zanocco e Uliano sono una garanzia, portare la Fim come terza organizzazione in Fiat e Finmeccanica.

    Reply

Rispondi a Anonimo Annulla risposta