L’investimento sul giovane

Quanto accaduto questa mattina riporta indietro di secoli l’orologio delle relazioni industriali  (Annamaria Furlan – Roberto Benaglia)

Mancavano due giorni al Natale scorso quando Andrea Donegà, giovane segretario generale della Fim lombarda, veniva investito (per fortuna senza gravi conseguenze) dall’auto dell’amministratore delegato di un’azienda di Lecco davanti alla quale era in corso un presidio.

Subito gli era arrivata la solidarietà della signora Anna Maria e dell’anziano operatore confederale messo da lei a capo della Fim, che scrivevano

Siamo vicini a lui e gli auguriamo una pronta guarigione

A dirla tutta, l’investimento da parte dell’azienda (cose auspicabili, ma in tutt’altro senso) non era stato l’unico problema che Donegà aveva dovuto affrontare in quel mese, e nei mesi precedenti. Anche la Cisl, da un po’ di tempo, veniva preparando un investimento sul giovane dirigente (anche questa sarebbe stata cosa auspicabile in un altro senso); un investimento meno improvviso ma anche, se possibile, ancor più doloroso.

Contro Donegà pendeva infatti un ricorso ai probiviri da parte di un suo collega, già salvato dai probiviri dopo un ricorso contro di lui, per storie che in parte abbiamo raccontato noi, e che poi ha raccontato meglio e più in profondità la puntata di Report dedicata alla Cisl (che potete rivedere a questo link, in particolare dal minuto 45 circa; e qui trovate la trascrizione integrale).

Si sa che quando pendono certi ricorsi, l’investimento è sicuro. Infatti, come veniamo a sapere dai commenti che ci arrivano, Donegà alla fine ha ceduto e si è dimesso da giovane segretario generale della Fim lombarda. E a nulla gli è valso l’essersi attenuto alla direttiva confederale di non collaborare in alcun modo all’inchiesta giornalistica di Report (salvo, a posteriori,accusare da Via Po 21 la trasmissione di non aver garantito il contraddittorio).

E così l’orologio della Fim lombarda viene rimesso in sintonia con il fuso orario di Via Po 21 e della sua filiale nel bel condominio di Corso Trieste. Come alla corte del Re Sole, quando si chiedeva “che ore sono”, si doveva rispondere “è l’ora che vuole Sua Maestà”. Solo che a Via Po 21, più che il Re Sole, c’è la “regina sòla” (detto alla romana, con la “o” aperta, a significare “suola di scarpa” e, in senso figurato, “fregatura” e, per estensione, “persona di cui non fidarsi, che dà fregature”).

A questo punto saremmo tentati di dire che siamo vicini a Donegà, ma ci accorgiamo che gliel’hanno già detto un mese fa quelli di Via Po 21 dopo l’investimento aziendale.

E allora quelle parole rischierebbero di suonare come la minaccia di un terzo investimento…

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101 Commenti - Scrivi un commento

  1. Tutto sommato era un bravo ragazzo e voleva bene alla sua gente: i lavoratori.
    Però, prima di immolarsi per una causa o delle persone, bisogna essere sicuri di aver scelto le migliori possibili, valutando anche tutti i compagni di viaggio: basta anche una sola mela marcia per guastare tutte le altre – e anche te che sei (eri?) sano.

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    1. Quindi se sei bravo ma sei “male accompagnato ” è giusto che ti asfaltino… Bel ragionamento! Peccato che non sia culturalmente Cisl

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      1. No. Non è per niente giusto, caro Nessuno. Sarebbe stato bello se tutti i bravi fossero stati sempre valorizzati in FIM negli ultimi anni (magari anche gli stessi “Donegà” non sarebbero rimasti soli, in tutta Italia). Purtroppo non è stato proprio così.. Forse la solidarietà e l’unità erano iniziate a mancare già da prima. Ma pochi se n’erano accorti… Ci consoli il fatto che i bravi ce la fanno comunque. Sono i mediocri – vecchi e nuovi – che continuano ancora a fare gli affaracci loro ed a rovinare (anche) il sindacato.
        Il problema è e resta antropologico e culturale; non di banali lotte di potere. Se questa analisi l’avessero fatta prima in FIM – invece di premiare gli adulatori -, non si sarebbe ridotta a questo punto.

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        1. Non hai torto nel dire che anche chi c’era prima tendeva ad usare l’asfaltatrice. Ma la Cisl ha cominciato a diventare così in tempi recenti, il gruppo D’Antoni è portatore di questa (in)cultura

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          1. Forse già dal passaggio da Carniti a Marini era iniziata l’involuzione (poi divenuta inarrestabile) della CISL.
            La FIM a seguire… Decente fino a Giorgio Caprioli (ottima persona); sebbene a livello locale, in alcuni territori, c’erano diverse cose che iniziavano a non andare..
            Negli ultimi anni sembrava che il suo unico problema fosse attaccare e dileggiare la FIOM CGIL, dalla mattina alla sera. Senza guardare a casa propria però!

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  2. Continuate a raccontare fatti a vostro piacimento, lontani da quello che è successo e dalla realtà, ed infatti come Report ha dimostrato incidete nella Cisl come Malgioglio con le donne .

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    1. Noi continuiamo a raccontare i fatti a nostro piacimento perché non ci piace raccontarli a piacimento degli altri. COme tu commenti a tuo piacimento; solo che potresti farlo senza ricorrere al cattivo gusto.

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      1. osservatore interessato · Edit

        infatti siete terrorizzati come mai la signora pretendeva un servizio d’ordine blindato se non aveva niente da nascondere perche scappava?

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    2. Beh la Cisl e’ ben bilndata e nessuno incide. Contemporaneamente la Cisl e’ sempre più succube della Cgil. Di cui firma le impostazioni contrattuali. Inesistente nei media. Non riconosciuta dai lavoratori ne dalle controparti. Solo scandali e persone cacciate. Dossieraggio.
      Benaglia obbedisce a Petteni e Duci non primeggia certo a coraggio.

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  3. Senza più speranza · Edit

    Non c’è più alcuna giustizia in cui credere. Scandola, Fai, Fim, Bentivogli, Report, Donegà … e tanto altro…loro restano sempre lì e continuano indisturbati la loro opera di distruzione. E tutti in silenzio, nessuna “ribellione”, tutti allineati con un veloce quanto vigliacco cambio di bandiera. Non c’è alcuna speranza per questa Cisl.

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  4. osservatore interessato · Edit

    La “sola” di Via Po e’ talmente ossessionata dalla paura che nasca un minimo di dissenso da soffocare sul nascere qualsiasi possibilita’ che crescano quadri sindacali dotati di un minimo di autonomia e di capacita’ che possano mettere in discussione il potere costituito fonte di prebende e lauti compensi non giustificato dalla qualita’ dei percipiendi. Evidentemente Donega’ costituiva un pericolo emergente ed hanno preferito soffocarlo sul nascere. Sono curioso di capire se anche lui come tanti suoi colleghi trovera’ facile collocazione in organizzazioni sindacali concorrenti depauperando ulteriormente la federazione ma tanto a Via Po vige il motto meglio “sola ” che male accompagnata:

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  5. Pensavo che Benaglia fosse meglio di un semplice terminale stupido di via Po. Complimenti per avere fatto fuori uno dei (pochi) alti potenziali della Cisl! Questa pessima dirigenza promuove il grigiore e il fantozzismo organizzativo

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  6. Se Donegà o altri decidessero anche loro di fare le fortune di altre organizzazioni sarebbe ancora più evidente lo stato di salute in cui stagna l’attuale cisl. Che si sta fortemente candidando ad essere e rimanere la terza organizzazione tra i metalmeccanici.
    In bocca al lupo al giovane Donegà e adesso sotto a chi tocca?
    Prima la Puglia o la Sicilia?

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      1. Quindi tu da una parte giustifichi la cacciata di Donegà anche dove i problemi non c’erano e dall’altra invochi la “ giustizia confederale “ in Puglia perché le cose non vanno come dici tu. Faccio fatica a capire.
        Sarà divertente la seconda puntata di Report.

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        1. Anonimo, sarebbe bello se in FIM ed in CISL si tornasse a dibattere pubblicamente, coinvolgendo anche gli iscritti, dei problemi interni. Ad iniziate da quello della (inesistente) democrazia interna. Tu l’hai mai difesa o promossa, o sei solo parte di una delle due tifoserie?
          Avete stancato con questo vittimismo. Quando hanno sofferto altri bravi, onesti e competenti in FIM non avete mosso un dito! Anzi, eravate quasi infastiditi, così presi dai “vostri” obiettivi, per le segnalazioni che vi arrivavano dal “basso”. Avete davvero stancato. Report fa benissimo a fare le inchieste che fa, sono un bene per il sindacato ed i lavoratori, ma “voi” non siete mai stati la soluzione. O quanto meno non avete dimostrato di esserla. Smettetela ed iniziate a fare gli adulti!

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          1. Non so se il tuo commento era in risposta al mio. Eventualmente rispondo volentieri:
            Nella Fim di Bentivogli di democrazia c’è ne stata fin troppa. Di sindacalisti con le caratteristiche che dici tu non ne sono stati allontanati, non mi risulta proprio. Sono usciti e rientrati da finestra quelli alla Tartaglia, sono usciti tutti quelli che hanno raggiunto la pensione senza regalare altri incarichi, sono usciti anche dal CG per poi essere riammessi sotto dettatura della Cisl, vedi Alioti. In Fim di bravi ragazzi tanti, di bravi sindacalisti messi alla porta nessuno. Eccezion fatta per i cervelli in fuga del Veneto che furono lasciati al loro destino dalla segreteria con a capo Farina, per poi fare un’ottima carriera in Filca e nel Fistel. Poi con l’avvento di Benaglia si sta recuperando a tempo di record. Quello che chiami vittimismo è realismo. Non ci vuole un veggente per prevedere che la scure confederale si abbatterà su altri bravi sindacalisti in Lombardia, in Puglia, in Sicilia. Sul dibattito democratico con in testa gli iscritti ci metto la firma, ma scommetto che al prossimo congresso l’interesse a verificare cosa realmente pensano gli iscritti della mia azienda alla confederazione ed alla Fim nazionale non gli interesserà nulla. Avrebbe fatto tanta fatica per niente.
            PS: sono d’accordo con te sulla libertà di Report di fare le inchieste che ritiene utili, a via Po non sembrano pensarla così……. mi raccomando mantieni l’anonimato perché se mi scoprono a me al massimo non mi candidano nella Rsu ( ma forse non gli conviene), te rischi di più se da quello che ho capito sei un dirigente territoriale.
            Chiamala se vuoi DEMOCRAZIA

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            1. Si, rispondevo a te, caro “Anonimo”. Nella tua analisi, manca il Sud-Sud Est: non era esattamente la stessa realtà che hai rappresentato per il Nord. Forse in quella FIM interessava avere il supporto dei quadri e dei dirigenti (non tutti proprio dei gigli di campo), ma non ascoltavano sempre con la dovuta attenzione i lavoratori e le primissime linee, RSU ed RLS. Quando diventavano scomode, in taluni territori si è perpetrato un mobbing che tu non puoi nemmeno immaginare. Eppure le segnalazioni (con ogni mezzo) erano state fatte. Ignorate. Non tutti i dirigenti territoriali (cosa che IO non sono) sono stati così sensibili a ciò che avveniva (grave). Tutt’altro. C’era (e c’è) una zona grigio-nera nella FIM della precedente segreteria che forse non era così nota; o la si sottovalutava; o serviva anche quella, per la scalata al potere. Così non andava per niente. Il fine non giustifica MAI i mezzi. La precedente segreteria FIM è stata fatta fuori anche per grossi errori di gestione e attenzione a questi aspetti. Dispiace, perché c’era anche chi ci aveva creduto… Come me. Che, come te, sono solo una semplice RSU.

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  7. I giovani validi contrattualisti vengono marginalizzati mentre i vecchi tromboni incapaci di portare avanti qualsiasi trattativa vengono posti sui piedistalli.. A tal proposito ecco qua la dichiarazione della segretaria generale della Femca in merito al rinnovo scandaloso del ccnl lavanderie industriali :
    “Per Nora Garofalo, segretaria generale Femca-Cisl, “il rinnovo di questo contratto rappresenta una forte risposta al periodo di grave crisi provocata dal Covid. Nel settore delle lavanderie, in particolare, esiste una palese differenza tra chi ha continuato a lavorare, e mi riferisco alle lavanderie del settore sanitario, e chi invece ha visto letteralmente azzerare l’attività, come quelle del settore turistico. “.

    Da dirigente di un territorio del centro Italia ho avuto palese difficoltà nel proporre tale rinnovo ai lavoratori i quali giustamente schifati dal merito hanno quasi disertato le assemblee. É vero che le lavanderie industriali hanno un doppio binario, sanità e turismo, il primo sotto pressione e il secondo in crisi profonda durante il covid. É per questo che rinnovare un ccnl in questo settore vincolando un intero triennio ad una situazione di crisi temporanea é stata una grossa fesseria. Il risultato : 63 euro lordi di aumento a regime calcolati su un livello fatto passare per quello medio (ma in realtà superiore, per cui potete immaginare gli aumenti dei piu’ ai livelli inferiori) e suddivisi in tre tranches impercettibili. Oltre un anno di cosiddetta vacanza contrattuale senza alcuna compensazione economica, nemmeno sotto forma di una tantum, cosa che alcuni anni fa pareva certa e piena secondo gli accordi interconfederali. Meglio era rimandare il rinnovo a tempi migliori e ripristinare una sorta di cosiddetta indennità di vacanza contrattuale. L’emergenza covid si spera sia temporanea, il rinnovo triennale a queste condizioni i lavoratori se lo porteranno dietro fino alla, sospirata e non certo lauta come quella dei nostri vertici sindacali, pensione. Dimenticavo…, pare che in giro per l’Italia le assemblee dove i lavoratori dovrebbero votare non si facciano neppure. E questo la dice lunga rispetto alle parole della segretaria nazionale che rappresenta bene la signora casa di vetro.

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    1. Benaglia quando lascio la fim lombardia andò in Segreteria Cisl Lombardia. A Donega’ offriranno qualche posto da operatore per mortificarlo e portarlo a cercarsi un lavoro.
      Questo e’ ennesimo episodio di puro mobbing che solo la cattiveria di chi si rivolge ad una maga può mettere in campo. Ma Duci dirà ancora di essere cattolico?

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  8. Benaglia lascerà il posto a Uliano · Edit

    Tra un po’ anche a Benaglia gli chiederanno di far posto magari riportandolo a Via po o in Cisl lombardia per far strada a Uliano (a 2 anni dalla pensione). Dolzadelli pronto per andare in Fim a Roma e Zanocco a Venezia. Donega’ e’ stato fatto fuori perché la lombardia non avrebbe mai votato uliano. La cosa bella e’ che Benaglia ha mandato avanti Duci per dare il ben servito ad Andrea. Duci si è liberato di Dolzadelli. Tutto per preparare il congresso.
    Più che i contratti e i lavoratori questi giocano a scacchi e pure male perché vedrete, han fatto i conti male… La gdf inizia ad andare nelle sedi sindacali che non sono più zona franca. Report lo hanno visto in diretta e in replica quasi 9 mln di italiani. 1 su 5 adulti.
    E la Cisl non ha smentito nulla e non ha querelato su nessuna ricostruzione bensì sul twitter.

    Una persona tenuta per 6 mesi in attesa del lodo dovrebbe denunciarli per mobbing. Si sono approfittati che ha 3 figli e anche la moglie rischia. Neanche i peggiori padroni fanno così schifo.
    Non avranno mai la Fim, ma un ectoplasma di una grande organizzazione di categoria.

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    1. Zanocco a Venezia risulterà divisivo. È inviso a circa 6 grosse categorie. Con il suo nome la Ust si spaccherà sicuramente. È più probabile un commissariamento e avverrà molto presto. Bacioni

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  9. Quando in Veneto , Bentivogli insieme ai suoi faceva fuori Maurizio Geron attraverso i soliti meccanismi , non scrivevate nulla qui dentro , andava tutto bene ….
    Quando l’ormai ex segretario della Fim Lombardia voleva la testa del seg di Venezia e diceva NON FAREMO PRIGIONIERI andava tutto bene .
    Quando lo stesso , che non ha mai fatto il provinciale, mai un accordo e voi definite grande contrattualista a caso , si vantava sui social ( poi ha cancellato i post ma scritta manent ) che avrebbero fatto pulizia in Fim tutto bene …
    In Fim poi qualcuno ha pure aperto il suo telefono e le chat segrete .
    Meditate un po , almeno un po

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    1. Solo alcune puntualizzazioni, perché scrivi cose inesatte sulle cose che questo blog ha scritto. I giudizi sono tuoi e li rispettiamo, dei commenti che pubblichiamo non rispondiamo pèerché sono liberi come è libero il tuo.
      Tu scrivi:
      “Quando in Veneto, Bentivogli insieme ai suoi faceva fuori Maurizio Geron attraverso i soliti meccanismi , non scrivevate nulla qui dentro”..
      Per la verità di Geron abbiamo scritto (puoi controllare usando il motore di ricerca del sito, in alto a destra sopra la foto di Fausto Scandola e il numero delle visite al sito, scrivendo “Fim Padova” o “Geron”). Ma non perché venne fatto fuori da Bentivogli (e, ci sembra, da qualcuno/a altro/a) bensì perché fu salvato da Rota, allora segretario generale del Veneto; lo stesso Rota che da segretario generale della Fai, lo ha mandato a Latina a gestire la situazione più difficile che ci potesse essere. Una scelta discutibile, visto che le irregolarità nella gestione ella Fim di Padova erano documentate. Come si può leggere da questo link

      http://www.il9marzo.it/wp-content/uploads/2017/09/fim-02-Copia.pdf

      E poi scrivi
      “Quando lo stesso, che non ha mai fatto il provinciale, mai un accordo e voi definite grande contrattualista…”. Qui il blog non ha mai definito Donegà “grande contrattualista”. Anzi, oggi è la prima volta che ne abbiamo fatto il nome (prova con il motore di ricerca, se non ci credi).

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    2. Geron si è dimesso da solo. Nessuno glielo ha mai chiesto dopo che furono riscontrate numerose violazioni tra cui 3 dirigenti con stipendi sopra il regolamento.
      Donega’ aveva uno stipendio più basso. A geron fu proposto un incarico nazionale per un anno e mezzo che gli mancava alla pensione. In Fai non ha più dichiarato tale scadenza. La segr cisl di padova di allora fu cacciata dalla furlan e da Giulio Onofrio Rota.

      Il Paolo Roberto Cotechino del Valdarno si dovrebbe informare meglio e in quanto a Venezia. Ci raccontasse del suo sostegno a Baretta

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    3. Geron si era dimesso per palesi irregolarità ed al suo posto ha fatto eleggere il suo segr amministrativo, mettendo sotto le ali protettrici di Rota e non solo…. Donegà e Bentivogli purtroppo non hanno fatto pulizia altrimenti il conciliatore più bravo del mondo starebbe in fabbrica e Zanocco e Uliano pure. E sarebbe stata tutta un’altra Fim. C’è da aggiungere che la federazione che la CISL si è presa non è la Fim, è un’altra cosa che entro giugno sarà piena di gente utile solo a dire si. Per poi farli confluire nella ctg. Industria in modo che via po abbia ulteriori poltrone da poter indirizzare. Auguri a chi rimarrà e complimenti a chi lo ha permesso. Ci sarebbe da vergognarsi.

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  10. Mi pare di poter dire ancora una volta il rimedio sia peggiore del male…ma voi siete così populismo …puro.. populismo puro Se ti va pubblica admin seno uguale me ne faccio una ragione

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    1. Noi pubblichiamo tutto, tranne gli insulti gratuiti e cose simili. Poi può darsi che hai ragione tu, può darsi che abbiamo ragione noi. Ognuno può giudicare con la sua testa.

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  11. I verbali della Fim di Padova sono ancora in giro. Meglio tacere anche perché l’amministrativo di Geron e’ l’attuale segretario regionale Fim

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  12. In Cisl se sei fedele ti fanno un lavoro retribuito anche raggiunta la pensione.
    Se non sei fedele ti cacciano da Giovane.

    Gli unici giovani che tengono sono quelli senza alcuna esperienza contrattuale e che un tempo non gli avremmo fatto fare neanche il ciclostile: coppotellli, dolzadelli, rota.
    Fedeli dell ultimo che comanda e inutili per i lavoratori

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    1. Francamente questa retorica dei “ggiovani” ha un po’ stancato. Anche perché ho conosciuto giovani che dentro erano già vecchi e, purtroppo, marci, però comodi ai manovratori. Mentre ho conosciuto anziani puliti, onesti e coerenti, che non hanno mai smesso di lottare, la cui Storia parla da sola. E parlo io che sono ancora un “giovane”. Finitela di strumentalizzare i giovani; e se proprio volete valorizzarli scegliete quelli con un più alto senso critico e con dei veri valori, non solo fedeli “addetti ai servizi”, utili solo a farvi da coro. Siete patetici. Non potevate che perdere con la Confederazione. Anche la peggiore di tutte. Semplicemente perché non siete mai stati migliori… Che tristezza.

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  13. Dolzadelli ha ha ha quello che girava i soldi in nero alla FLAEI di Sondrio

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    Questo commento attribuisce ad una persona un comportamento che non siamo in grado di verificare. Offriamo ampia facoltà di replica a chiunque si senta chiamato in causa.
    il9marzo.it

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  14. Ma cosa dite in Fim il dibattito regna sovrano… non ci sono vendette… basta guardare la Lombardia, dopo Donegà fatti fuori anche Carini e Gambarelli.

    A Roma fatto letteralmente fuori Lombardi e portati alle dimissioni tutti quelli di buona volontà, sono di oggi le dimissioni della Responsabile alla Formazione Sindacale che collaborava anche con il Nazionale, ed anche qui la UILM ringrazia commossa.

    Aspettiamo ora quello che succederà ai “guerrieri” Pugliesi che non si sono accorti di non aver mai cominciato la guerra […]
    Dei Campani meglio non commentare […]

    Che pena…

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  15. Report aveva torto? era una macchinazione? · Edit

    Han contestato le cose che ha messo in evidenza Report. Han detto che dietro report c era la regia di qualcuno.
    E poi vanno avanti esattamente come Report ha descritto.

    Il tutto per assecondare una pazza che si fa consigliare da una maga e da una corte di arricchiti.

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  16. Landini segr anche Cisl? · Edit

    Mentre la Cisl si occupa in piena pandemia e crisi di Governo delle epurazioni in Fim.
    Dopo 7 mesi dalla sua uscita dicono che parla ancora a chiunque ossessionata da Bentivogli.
    E in tv c è solo Landini. Che si intesta gli accordi del 93 che la sua Fiom boccio’.

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  17. https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/mio-figlio-ingannato-con-uno-stage-troppi-abusi-vanno-fortemente-limitati
    Cara signora Furlan, invece di occuparsi a tempo pieno delle questioni interne alla Cisl si faccia da parte e lasci a qualcuno che oltre ai proclami urlati si rimbocchi veramente le maniche per risolvere i problemi dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati, come tra i mille esempi evidenziato dall’ articolo dell’ Avvenire. E succede nella sua regione come un po’ ovunque. Non basta scandalizzarsi con belle parole, ci vuole… come direbbe lei… altra roba.

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    1. Alcuni siti web danno Bentivogli al MISE (sia in caso di governo tecnico che politico). Chissà se è vero. Ma se lo fosse, ve li immaginate Furlan, Sbarra e compagnia, nonché tutti i segretari nazionali di categoria chiedono di essere ascoltati al Ministero, in caso di vertenze o problemi produttivi ? Proprio quelli che hanno firmato la letteraccia contro Bentivogli !! Situazione imbarazzante…….

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      1. Pensa te che cervello avrebbe chi mette una persona con tali screzi passati in un posto simile, credo siano più intelligenti di te.
        Altri danni la Furlan in un governo di Draghi

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        1. a prescindere dall’intelligenza che è superiore alla mia ma sicuramente anche alla tua, non so se ti riferisci ad “altri danni” della Furlan in un governo Draghi (voce dal sen fuggita),, oppure se è un semplice errore di battuta. Occorre un’interpretazione autentica.

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  18. Non vorrei creare imbarazzo solo perché, in questa discussione surreale sulla Fim Cisl tra “anonimi e nickname”, mi firmo con nome e cognome. D’altra parte “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, come il Manzoni fa dire a Don Abbondio al termine del colloquio con il Cardinale Borromeo nel romanzo storico “I promessi sposi”.
    Mi sembra tempo sprecato e del tutto inutile, discutere sulla Fim Cisl in un blog dove l’anonimato è la “regola”. Sono, al contrario, disponibile – in privato e in pubblico – a qualsiasi confronto (anche polemico) sulle vicende degli ultimi anni. Ma solo con persone che non se la facciano sotto e che non nascondono la loro identità. Nella scuola di “pensiero e azione” in cui mi sono formato i mezzi utilizzati devono essere coerenti con il fine. Non si può, pertanto, dal mio punto di vista affermare l’etica, il valore della libertà e del pluralismo, il bisogno di democrazia (nel sindacalismo come nella politica e nella società), nascosti dall’anonimato. L’anonimato – fuori o dentro i social – non è mai né onesto, né sincero. A meno che si debba parlare sotto copertura per proteggere la propria vita (e non il proprio opportunismo).
    Sapendo che ci sono molti (tra i quali anche miei amici) che per curiosità o, peggio, per morbosità frequentano questo blog, farò un’eccezione. L’unica. C’è un Anonimo che, nel suo commento del 31 gennaio 2021 alle 18.06, mi chiama in causa a sproposito.
    Senza timore di essere smentito, confermo che le mie dimissioni dalla Fim Cisl nazionale dal primo settembre 2018, contestualmente alla mia domanda di pensione (nonostante ci fosse un contenzioso ancora aperto con l’INPS) furono solo e unicamente una mia scelta. Marco, con il quale ero in disaccordo da anni su molte cose, nonostante questo cercò di dissuadermi e mi chiese di restare nel ruolo che ricoprivo, non essendo incompatibile con la pensione. La mia scelta, per motivi esistenziali e familiari, era irreversibile. Diedi, pertanto, solo la disponibilità a lavorare fino alla fine dell’anno, gestendo il passaggio di consegne all’ufficio internazionale (senza peraltro percepire nei 4 mesi alcun salario).
    Ci furono dei “qua qua ra qua” che fecero delle illazioni e non esitarono a denigrarmi, come se i miei problemi, evidenti e alla luce del sole, con la gestione politica e organizzativa della Fim Cisl derivassero solo da interessi economici e/o da chissà quale pretesa d’incarichi futuri.
    A questi ignobili e all’Anonimo che scrive che “sono usciti tutti quelli che hanno raggiunto la pensione senza regalare altri incarichi”, dico solo una cosa. Sia io che altri miei colleghi della Fim Cisl nazionale andati in pensione a fine 2018, l’abbiamo fatto per nostra scelta, non abbiamo chiesto nessun altro incarico e non c’è stata neppure regalata una “biro” ricordo.
    Rispetto al Consiglio Generale, chiedo all’Anonimo in questione di leggersi e rileggersi lo Statuto e il Regolamento applicativo della Fim Cisl e scoprirà che i componenti eletti al Congresso nazionale restano in carica fino al congresso successivo. E il passaggio alla pensione in Fim Cisl (a differenza di altre categorie) non costituisce alcuna interruzione del mandato congressuale, tranne nel caso in cui la persona è cooptata o eletta in altri organismi di categoria o confederali. Questa norma, voluta dai padri fondatori, è a garanzia e salvaguardia della democrazia e della volontà del Congresso.
    Quindi la decisione di dimettere me e Giuseppe Terracciano (Fim Cisl Campania) dal CG nazionale (non quando siamo andati in pensione), ma a giugno del 2020 è stata un atto arbitrario in violazione dello Statuto ed entrambi siamo stati riammessi nel CG nazionale non “sotto dettatura della CISL”, ma sotto una mia minaccia scritta di ricorrere al Collegio dei Probiviri.

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      1. A 68 anni uno chiede di stare nel consiglio generale dei metalmeccanici mentre lavora da pensionato all Iscos e’ indecoroso. La Cisl aveva scritto espressamente che si sta negli organismi di cui si e’ tesserati. Se lo si e della Fnp non si può stare in una categoria di attivi, dal primo giorno di percepimento del trattamento di quiescienza. Caro Alioti lasci spazio ai tanti giovani che ci sono. Restare solo per assecondare il rancore della Furlan e’ miserevole.

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        1. A qualsiasi età (anche appena 50enni) non è bello avere sempre rancore verso i propri ex amici. Soprattutto quando si ritiene di essere persone intelligenti e che vogliono innovare. Alioti è una di quelle persone che è sempre stato disponibile a dare serio e competente supporto professionale a chiunque si rivolgesse a lui, senza mai tirarsela. Finiamola di attaccare una persona perbene e onesta, che ha sempre fatto più che decorosamente e onestamente il proprio lavoro di Sindacalista. Non è che il rancore ce l’hai TU? Basta.

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    1. Provo a far capire meglio il mio pensiero di prima, credo che gli screzi siano acqua passata , chi è fuori dalla cisl è giusto faccia il suo miglior percorso qualunque esso sia , senza che nessuno interferisca .
      Cosa diversa sarebbe se ancora gli screzi fossero attuali.

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  19. A 70 anni riammesso in Cg Fim · Edit

    La Cisl aveva scritto che Alioti era incompatibile in quanto iscritto ai pensionati. Ma lo Statuto non vale più. A 70 anni pretendere di discutere linea e gruppo
    dirigente della Fim non fa tenerezza f vergogna.
    Al momento della pensione tutti han lasciato. Ma Alioti è insostituibile, non sa come passare il tempo. Se dove lavorano i figli qualche pensionato ne impedisse la riconferma si accorgerebbe di che brutta fine ha fatto

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    1. Naturalmente noi, che siamo per l’autogoverno delle categorie, riteniamo che debba essere la Fim, e non la Cisl, a giudicare sulle eventuali incompatibilità. Questo a prescindere dalle persone coinvolte.

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    2. Vi da proprio fastidio... · Edit

      Se faceste un sondaggio tra gli iscritti, i militanti, le RSU e buona parte dei dirigenti su Alioti, scoprireste quanto sia stimato e rispettato da tutti. Persona, peraltro, molto stimata anche da FIOM e UILM, pur nella divergenza di idee e storie. Peccato che un pezzo importante della FIM di questi ultimi anni lo tratti in questo modo… Non lo merita. Finitela. Non sarà che avrà pensato sempre con la propria testa ed ha mantenuto una sua propria autonomia e libertà interiore rispetto alla “massa”?
      Brutta bestia il conformismo e chi, di fatto, lo favorisce nel sindacato.

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  20. Una vita a cacciare e mettere veti · Edit

    La Furlan non accettata per nessuna della sua candidatura sta passando il tempo a telefonare e far telefonare
    per porre un veto a Bentivogli nel Governo.

    Come mai la Furlan non è mai in nessuna rosa di candidature? qualche domanda lei e tutta la nostra organizzazione se le dovrebbe porre.

    Come vive una persona che passa la vita a cacciare sindacalisti e non voluta da nessuno si occupa di mettere veti? che tristezza

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  21. Sembra che la notizia di Bentivogli in quota governo Draghi stia trovando sempre più conferme. Ma secondo voi sarà possibile?
    Chiedo per nonno vigile ed una mia amica postina.

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  22. I “gallusci anonimi” che continuano a impartire lezioni di moralità agli altri coperti dall’anonimato e che vorrebbero cambiare la Cisl “facendosela sotto” (altro che autogoverno delle categorie), mi danno la possibilità di rincarare la dose.
    Alioti, se non avesse lavorato come precario per quasi 7 anni, avrebbe volentieri lasciato spazio ai giovani nel 2007 (con quota 90) e appena ho maturato il diritto alla pensione non ho esitato un istante ad andarmene. Ho deciso di restare nel CG naz. fino al prossimo congresso, come prevede l’ Statuto della Fim Cisl e del Regolamento Attuativo voluto dai padri fondatori e mai modificato negli anni dai Pierre Carniti, dai Franco Bentivogli, dai Raffaele Morese, dai Gianni Italia ecc. per principio e per vedere come sarebbe andata… Gli Statuti e i regolamenti attuativi se non vanno più bene li cambiano i congressi. Non certo le “circolari” confederali né tantomeno i “pruriti” del nick name “Al 68″. E fino a prova contraria la FIM CISL non è un social network in cui le persone non gradite possono essere “bannate” dal proprietario dell’account.
    Al contrario di quanto sostiene l’altro “galluscio anonimo” con nick name “A 70 anni riammesso in CG Fim”, in questo specifico caso, lo Statuto si è fatto valere. Se ci sono persone che sostengono il contrario, sono disponibile a dimettermi domani, se mi dimostrano che – in base allo Statuto della FIM CISL – andando in pensione si decade automaticamente dall’organismo. Se non lo fanno abbiano almeno il pudore di stare zitti.
    Infine, il fatto che abbia iniziato a collaborare a tempo (dal maggio 2019 al congresso 2021) e in modo parziale con l’ISCOS, in un contesto in cui l’istituto rischiava di essere chiuso e aveva bisogno di essere rilanciato, non sottrae alcuna opportunità di lavoro e di ruolo ai giovani, che a diverso titolo lavorano nella rete ISCOS (al nazionale, all’estero, negli ISCOS regionali).

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    1. Caro Gianni, l’autogoverno delle categorie è la nostra posizione, e non è anonima (il nostro nome è “il 9 marzo”, e se è diventato famoso è perché non ce la siamo mai fatta sotto). Poi, per quanto ci riguarda, hai ragione tu a dire che la federazione deve applicare il proprio statuto e il proprio regolamento, e non le circolari confederali. Ed è esattamente quanto avevamo detto noi parlando appunto di “autogoverno delle categorie”.

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        1. Noi diamo voce a tutti, ma in questo caso ci permettiamo di dire che a noi risulta una storia un po’ diversa: Farina era già in uscita ma non si trovava un nuovo presidente per l’Iscos, ridotto a una scatola vuota. Via Po 21 offrì a molti, e fra questi a Gianni Alioti, la presidenza, e Gianni non la accettò. Non sappiamo se fu un gesto amichevole o ostile verso Farina, ma a noi risulta che sia andata così

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        2. Se sia stato un gesto amichevole o ostile lo può giudicare solo Giuseppe Farina. Non certo i “complottisti” pieni di sé, che pensano di essere l’ombelico del mondo!

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    2. Beh non è che in pensione ci si debba per forza andare lavorando in Cisl… c’è pure dell’altro nella vita. Comunque non è una bella presentazione dare dei galusci a destra e a manca. Stile Cisl dopo una vita dentro?

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  23. mettono veti?
    che figura meschina

    proporranno Baretta nonostante quello che e’ uscito a Report sui soldi degli iscritti pensionati per pagare il suo staff politico. Sai che figuraccia Franceschini ?

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  24. Sarebbe stato interessante capire se Alioti, riammesso legittimamente nel C.G. della Fim Cisl, con una decisione che di fatto sconfessa una circolare della Cisl sulla partecipazione agli organismi dei pensionati, è d’accordo con la linea politica della Fim attuale, ossia la linea che sta di fatto cacciando Donegà dalla Fim Lombardia. Almeno per non pensare che tutto questo suo scrivere sia un tentativo spegnere la luce sul tema dell’articolo e quindi su come stanno cacciando Donegà. Occasione persa.

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  25. good morning vietnam · Edit

    Certo sui giovani stanno investendo in molti, alla FIM di Brescia i risulta abbiano fatto un contratto di collaborazione ad Alessandra Damiani e uno a Sandro Pasotti. Rispettivamente una espulsa dalla CISL da organizzativa di categoria, l’altro dopo aver massacrato i nemici da provibiro FIM.
    Un bel modo di valorizzare i giovani ma anche di rispettare le decisioni nazionali e confederali. In questi casi che dicono i regolamenti?


    Come sempre, offriamo ampia facoltà di replica alle persone qui chiamate in causa, non potendo verificare le informazioni contenute in questo commento
    il9marzo.it

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    1. Alessandra Damiani · Edit

      Buonasera. Mi hanno segnalato questo commento ed è mio dovere oltre che diritto replicare a quanto di falso riportato in esso. Ho dato le dimissioni dalla fim il 14 luglio 2020. Il mio ultimo giorno di lavoro in fim è stato il 31 luglio 2020. A dimissioni avvenute i probiviri della cisl hanno decretato una sospensione di 3 mesi e non l’espulsione dalla cisl. Ma ovviamente sono dettagli. Sono attualmente in disoccupazione, anche se impegnata a costruire un nuovo percorso lavorativo. Dal 1^ agosto non ho mai intercorso nessun rapporto di collaborazione con la Fim di Brescia, ne con altre strutture sindacali. Poiché come al solito i lupi da tastiera si nascondono dietro pseudonimi per non essere querelati, non mi è possibile togliermi questa piccola soddisfazione. Ma se anziché “preoccuparsi” del mio destino infangando il mio nome e cosa ancora più grave l’onorabilità della fim di Brescia ed implicitamente chi la dirige, vi concentraste ad agire con onestà e coerenza tutto il movimento sindacale ne gioverebbe. Chiunque voi siate e chiunque voi rappresentiate.

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    2. Come spesso accade si raccontano frottole e bugie. La Damiani ha lasciato la Fim per fare altro ma nonostante tutto è stato sospesa per tre mesi, sospesa una non iscritta, per “educare”la Fim. Pasotti non ha ricevuto nessuna espulsione, credo abbia dato le sue dimissioni anche da Probiviro, dimissioni che confermano lo spessore dell’uomo e del dirigente, che in funzione del suo ruolo ha espulso chi aveva commesso il fatto.
      E visto il livore dei commenti credo che le epurazioni non si fermeranno a Donegà……..
      basta solo aspettare.

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    3. MI HANNO ora segnalato questo commento: contiene per quanto mi riguarda 2 informazioni sbagliate. La prima : sono stato proboviro cercando di essere rigoroso e applicando lo statuto senza distinguere tra amici e nemici che francamente pensavo di non avere.
      Ho dato le dimissioni da proboviro dopo aver visto lo scempio dello statuto fatto dai probiviri confederali.
      La seconda informazione sbagliata riguarda il presunto contratto di collaborazione con la FIM di Brescia. Non ho nessun contratto di collaborazione con la FIM di Brescia. Con la FIM nazionale e regionale ho avuto 4 anni di collaborazione gratuita fino a settembre 2020. Non so chi sia l’anonimo che sparge notizie diffamatorie

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  26. il gran fermento tra gli ex fim sta tutto per trovare posti alla corte di Ragazzini e una paghetta. Terracciano in campania e Faccoli in Lombardia.

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    1. Angelo Faccoli non ha mai chiesto nulla e mai lo chiederà. Non accostare il suo nome a quello
      di Gianni Nino Sorgi Alioti.
      E comunque nelle leghe dei pensionati converrebbe a ragazzini di legittimarsi lui. Perché gli ex fim che ha portato dentro dal piemonte in giù non sono molto graditi

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  27. Volevano epurare mezza fim e pure con mezzi giochetti.
    Mettono la foto con gente come gli ex segretari nazionali Alberta e seg. Lombardia Civillini, che loro stessi hanno costretto a lasciare per la loro bramosia, il loro vedere ombre ovunque.
    Poi però
    #hastatounagrandeavventura

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  28. Civilini e Alberta erano in pensione e si son dimessi da soli e da tutti gli organismi. Mica come l’insostituibile Alioti, l’erede di Nino Sorgi.

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  29. Cari admin del blog, il “facendosela sotto” non era certo riferito a voi, ma alla distanza esistente tra qualsiasi volontà di autogoverno e il nascondersi dietro l’anonimato.
    È vero che, a differenza dello Statuto, il Regolamento attuativo puo’ essere cambiato dal Consiglio Generale e non dal Congresso, come ho erroneamente scritto. La sostanza di quanto ho detto non cambia…
    Infine, sul caso di Andrea Donegà e sulla Fim Cisl in generale, ribadisco quanto ho già scritto: sono disponibile a parlarne in pubblico e privato, ma solo sapendo con chi sto parlando. Non voglio “spegnere la luce sul tema dell’articolo”, ma neppure prestarmi a logiche meschine. Se non mi avessero tirato in ballo, non avrei scritto nulla.

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    1. Il “farsela sotto” non era riferito a noi, ma siccome lo hai accostato al tema dell’ “autogoverno delle categorie”, che ci identifica, l’equivoco era possibile. Ed abbiamo preferito chiarirlo.

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    2. Ancora ha il coraggio di parlare Alioti? · Edit

      “Andava dietro alla Boschi con i soldi dell organizzazione” ci auguriamo che Bentivogli lo quereli.

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      1. Siccome si parla di querele, rispondiamo noi perché, nel caaso, dovremmo essere oggetto della querela per aver ospitato l’affermazione. Ma, francamente, ci sembra chiaro che quella di Gianni Alioti era un’affermazione politica, cioè la critica al sostegno dato al Sì al referendum, con iniziative pubbliche che, ovviamente, avranno avuto dei costi. Un’opinione liberamente espressa, che può essere condivisa o meno ma che non è offensiva.

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        1. Andare “dietro alla Boschi con i soldi dell’organizzazione” non è proprio un’affermazione politica. Insinua da una parte un rapporto chissà di che tipo con la Boschi e dall’altra insinua che sono stati usati per questo (cioè per “andare dietro alla Boschi”) soldi dell’organizzazione! Speriamo davvero che Bentivogli quereli. Le “affermazioni politiche” e il dissenso si esprimono in altro modo. A proposito: il dissenso è stato manifestato nello stesso modo anche contro il “sì” della Cisl?

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          1. Ci dispiace, ma ci sembra che l’affermazione “andare dietro alla Boschi” (lo diciamo per averla pubblicata, non per difendere chi l’ha detta) non sia affatto da intendere come la dici tu. Altrimenti sarebbe come dire che a Maria Elena Boschi, che in quel momento era ministra per le riforme ed era impegnata per il Sì, si possa “andare dietro” solo in un senso che non è politico. E questo sarebbe sessismo.
            Quanto a Bentivogli, speriamo che abbia altro da fare che pensare a querele.

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              1. Rispondiamo per quanto ci compete, in quanto pubblicando il commento potremmo essere oggetto della (improbabile) querela di cui parli: perché era Maria Elena Boschi, e non Matteo Renzi, che partecipava alle iniziative, tanto della Fim che della Cisl, per sostenere il Sì al referendum. Peraltro con i risultati che questo blog aveva pronosticato già quando i sondaggi dicevano tutt’altro. Scrivevamo infatti, in data 30 giugno 2016; “Stando così le cose, siamo preoccupati per Renzi; che già non è messo bene, come hanno dimostrato i risultati delle elezioni amministrative. E che rischia davvero di non sopravvivere politicamente al sostegno della Cisl nel referendum”. Come poi è successo.
                Se non ci credete, potete rileggere il post “Un sì pericoloso” a questo indirizzo
                http://www.il9marzo.it/?p=6345

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  30. Nei miei incarichi in Fim Cisl nazionale sono stato sostituito dal primo gennaio 2019 e in CG naz resto fino al congresso, non essendo più ricandidabile come pensionato. Stiano tranquilli, quindi, i “vermiciattoli” ex-miei colleghi che strisciano con il nickname “informazioni”. Prima o poi la storia dimostrerà se abbiamo perso più iscritti come Fim Cisl perché Gianni Alioti non ha voluto dare le dimissioni dal CG nazionale fino al congresso del 2021 o per correre dietro alla Boschi con i soldi dell’organizzazione durante il referendum costituzionale di Renzi…

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    1. Non per rispondere a Gianni, ma per ricordare quale è stata la linea di questo blog ai tempi del referendum di Renzi (sul quale la posizione di Bentivogli era la stessa della Cisl, solo più esplicita) invitamo gli interessati a leggere una delle cose che scrivemmo allora. Solo per evitare che qualcuno ci scriva dicendoci di essere noi i bentivogliani, mentre lui (o lei) all’epoca o gli batteva le mani, o mugugnava in silenzio (e non parliamo di Gianni) salvo alzare la voce oggi che Bentivogli non c’è più.
      Chi non era d’accordo con lo schierarsi per il Sì (ma sarebbe stata la stessa cosa schierarsi per il No), aveva il dovere di parlare allora. Oggi non vale.
      http://www.il9marzo.it/?p=7075

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  31. La Cisl era per il si · Edit

    La FIm in un consiglio generale, all’unanimità voto’ il sostegno al referendum poi fu sostenuta da un’iniziativa con irene tinagli su referendum e titolo 5.
    Analoga iniziativa nazionale con 500 persone fece la CIsl proprio con la boschi:
    qui un link che risponde ad alioti:
    https://formiche.net/gallerie/furlan-boschi-riforma-costituzione/

    tra l’altro Renzi ricorda ancora che la Cisl aveva promesso sostegno con appositi gazebo.

    oggi Alioti a 70 anni pretende senza lavorare in fim ne avendone la tessera di stare negli organismi. Questa cosa che “comunque si resta fino al congresso” era una bufala che Bonanni utilizzava per tenere gli amici e ampiamente chiarita dal congresso del 2013.

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    1. Il fatto che la Fim come la Cisl fossero per il SI non l’ha messo nessuno in dubbio. Altra cosa è pretendere di vincolare l’insieme di dirigenti, operatori, rappresentanti sindacali, attivisti e, finanche, gli iscritti a una indicazione di voto. Ancora più grave è impegnare persone, tempo e risorse nella partecipazione alle iniziative del “Comitato nazionale per il SI” guidato dalla Boschi. Sfido chiunque a dimostrarmi che questa sia stata una decisione presa dal Consiglio Generale e/o dal Comitato Esecutivo. Lo Statuto della Fim Cisl è molto chiaro a questo proposito: “[…] La FIM-CISL distingue il ruolo proprio del sindacato rispetto a istituzioni, partiti , datori di lavoro ed altre associazioni di interesse; tale ruolo si esplica in una costante autonomia di elaborazione, di proposta e di iniziativa contrattuale, in una costante autonomia finanziaria che deve essere caratterizzata da comportamenti individuali e collettivi improntati a forti valori etici che si concretizzano nella trasparenza degli atti dei propri aderenti ed in
      particolare dei propri dirigenti, nel rispetto di statuti, leggi, regolamenti e contratti, amministrando
      le risorse dell’Organizzazione con imparzialità, rigore e sobrietà. […]”.

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      1. Che solfa. Abbiamo capito che ce l’hai con quello che non c’è piu’. Ma mi disturba che non hai la stessa caparbietà nel criticare la Cisl complessivamente su questioni molto piu’ gravi che anche tu conosci. Un galuscio anonimo

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    2. Ai 70 anni spero di arrivarci in salute, conservando la memoria e mantenendo la mia promessa di fedeltà alla causa dei lavoratori e al sindacalismo libero e autentico. Non pensavo assolutamente, quando ho dato le dimissioni dalla Fim Cisl nazionale, di avvalermi delle norme statutarie per restare nel Consiglio Generale. Se ho cambiato idea è perché, di fronte all’arbitrio e l’arroganza, pretendere il rispetto dello Statuto era un ultimo gesto di amore verso il mio sindacato. Un atto simbolico di resilienza. Sostenere che sia una “bufala” una regola sancita dallo Statuto, è un preoccupante indicatore dello stato di degrado dell’organizzazione.

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      1. Hai fatto benissimo a fare quello che hai fatto (correttamente e legittimamente), restando nel Consiglio Generale. Non ti fare intimidire o condizionare da certi soggetti. Che poco hanno da insegnarti in termini di etica, coerenza e rispetto – sempre vero, concreto e non strumentale – dei lavoratori. Se molti di loro non hanno ancora lasciato la FIM, è anche grazie al fatto che una bandiera come te ha deciso di combattere fino all’ultimo minuto, restando al suo posto. Avresti potuto benissimo goderti il meritato riposo, ma so, sappiamo, che sei rimasto anche perché ascoltavi i tanti gridi di dolore che partivano dal basso, che non ti lasciavano indifferente… Come non ti hanno lasciato indifferente (a differenza di altri) alcune grandi ingiustizie che si sono perpetrate in alcuni territori… Non mollare e tieni duro. Ti vogliamo bene.

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  32. 2 notizie false da anonimo per quel che mi riguarda . Ho fatto il proboviro con coscienza e nel rigoroso rispetto della statuto. Non avevo e non ho amici e nemici nella FIM in cui ho militato per 40 anni. Ho continuato a servire la FIM dopo la pensione per 5 anni e fino a settembre 2020 gratuitamente (e me ne vanto). Ho dato le dimissioni da proboviro nel settembre 2020.
    Non ho nessun contratto di collaborazione con la FIM di Brescia.
    Non capisco perchè infangare le persone e nascondersi dietro l’anonimato

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    1. Sandro Pasotti è una delle più belle persone che ho conosciuto nel sindacato… Di una forza etica e di un rigore unico. Un ex-sindacalista competente e capace, ancorato ai valori migliori dell’autonomia e del pluralismo della Fim e della Cisl, che avrebbe potuto ricoprire meglio di altri ruoli e incarichi in segreteria nazionale, ma non ha mai sgomitato per arrivare . Se si vuole esprimere un’opinione e restare nell’anonimato, non lo condivido, ma posso accettarlo. Se, invece, ci si nasconde dietro l’anonimato “per infangare le persone” (chiunque siano), lo ripeto: questo è un metodo vile, mafioso e da infami.

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  33. Io ricordo ancora la carriola piena di firme per la riforma fiscale. A chi spingeva la carriola oggi bisognerebbe dare cesoie e zappetta perché farebbe meglio a darsi alla botanica (o meglio all’ippica?)

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  34. E intanto il Giovane Donegà si è accasato all’anolf lombarda. Una carriera esplosiva verso il basso. E una vendetta dal sapore di Report.

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