“Peccato per i peccati” / Seconda puntata – Una vecchia circolare

Nella prima puntata, Comma 22 ha cominciato a smontare la narrazione sulla Cisl fatta da chi dice che nel 2014, con le dimissioni di Bonanni, c’è stata una svolta dall’opacità assoluta all’assoluta trasparenza.

In questa seconda puntata lo dimostra ulteriormente, grazie anche a documenti non segreti ma troppo facilmente dimenticati. Come certe circolari del segretario amministrativo del 2008 che dice chiaramente cosa voleva dire “regolamento di indirizzo” .

Buona lettura

 

Seconda puntata

La denuncia di Scandola e la vecchia circolare Bonfanti

Con le dimissioni di Bonanni e la sua collocazione per due anni  gli (amici) organizzatori del complotto  pensavano che la partita fosse chiusa, poichè nessuno si aspettava la lettera riservata del 13 aprile 2015 di Fausto Scandola, che invitava alle dimissioni il Segretario Generale Annamaria Furlan per “rompere il sistema”.

Lettera  inviata successivamente  (1 maggio ) ai componenti del Consiglio Generale CISL.

Anche in questo caso fiorirono (come sempre) interessate e strumentali narrative sindacali.

I fatti invece più semplicemente erano rappresentati dalla documentazione in possesso di Fausto Scandola relativa ai redditi percepiti dal 2009 al 2015 dal gruppo dirigente CISL (Sbarra, Petriccioli,Furlan, Ragazzini, Bonfanti, Bonanni, Sorgi, Mezzio, Cerrito, Giacomassi Fulvio,ecc. ) in grave violazione del Regolamento Economico, fino a triplicare per alcuni l’importo previsto dallo stesso Regolamento, proprio come per Bonanni.

Documentazione facente parte della denuncia presentata da Scandola dopo la sua espulsione.

Tra l’altro leggendo attentamente i verbali del  processo Weiss, dipendente Inps condannato di recente in primo grado  a Verona per aver sbirciato i redditi di alcuni dirigenti apicali Cisl, si ha un’ulteriore conferma che le cose rivelate da Fausto Standola erano tutte vere.

Fausto Scandola moriva il 19 marzo 2016 mentre si accingeva a presentare a Roma la stessa denuncia oltre al ricorso contro la sua espulsione, sulla quale il Tribunale di Verona, il 25 gennaio 2016, dichiarava la propria incompetenza per territorio e indicava competente  il tribunale di Roma.

Precedentemente “Il Fatto Quotidiano” del 20 settembre 2015 aveva  pubblicato: “CISL , il mistero dei compensi della  Furlan“  articolo che riprendeva un documento inviato dallo stesso Scandola che dichiarava di  averlo ricevuto per via anonima.

Tutto diventava più chiaro e trasparente, però, quando Nadia Toffa in una puntata delle “Iene” del marzo 2016 portava a conoscenza parte dell’estratto contributivo di Anna Maria Furlan .

Documento…… non narrazioni.

Dall’estratto contributivo                                                                      Reddito  Fiscale dalla denuncia Scandola

2010       cisl   122.934    Poste I. 25.751,64      Tot.  148.685,64                                 130.247,00

2011         ”     145.062           ”      26.777,20         ”    171.839,20                                 128.223.00

2012          ”    147.388           ”      27.613,00         ”    175.001,00                                 129.473,00

2013           ”    149.416          ”      28.023,72         ”    177.439,72                                 131.120,00

2014            ”   128.544          ”      28.024, 90         ”    156.568,90                                137.910,00

Due prime considerazioni: a differenza del caso Bonanni, nessuno si scandalizzò anche se per gli anni  2011-2012-2013 i redditi previdenziali della Furlan erano più del doppio di quanto previsto dal regolamento.

A giustificazione di quegli importi  si affermò che il regolamento 2008 era di indirizzo, poiché solo dal 9 luglio 2015 con il nuovo regolamento la retribuzione era vincolante.

Ma se in quegli anni precedenti era di indirizzo per la Furlan, allora era di indirizzo anche per  Bonanni, insieme in segreteria negli stessi anni .

Peccato però che molti hanno la memoria corta o addirittura non  leggono attentamente le circolari, poiché in tempi non sospetti proprio il segretario confederale Bonfanti aveva inviato a tutte le strutture la circolare 49/MG/mg del 4 agosto 2008 con gli opportuni  chiarimenti sui massimali retributivi :

“ che rispettando i riferimenti massimi di orientamento……”      

 

Peccato  !

COMMA 22

(2 – continua)

 

Bonfanti

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9 Commenti - Scrivi un commento

  1. Regolamento di indirizzo dovrebbe significare che i trattamenti economici non potevano essere superiori agli importi limite, ma potevano essere inferiori, dopo una delibera della Struttura di categoria o confederale, nazionale, regionale o territoriale. Questo soprattutto nei casi in cui la struttura non avesse la disponibilità di applicarlo per intero e per evitare, per il futuro, cause civili mosse da chi, ricoprendo quella carica, avrebbe dovuto avere quel compenso.
    D’altronde in periferia si faceva così e gli importi delle indennità erano sempre più bassi del limite consentito.
    Ma concedersi indennità superiori era ed è contro il regolamento e quindi comportamento da punire con sanzioni disciplinari (espulsione ?) o commissariamento. Così almeno capisco io.

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    1. L’unica cosa certa che si può dire è che se sulle retribuzioni la sua posizione era uguale a quella degli altri, allora ci deve essere stato qualche altro motivo

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  2. Grandi
    È sempre stato così da sempre vedi stipendio pezzotta, chi andava o tentava di andare oltre veniva punito sia di fatto che moralmente.
    Infatti alcune federazioni non si facevano il regolamento per non avere vincoli stringenti.
    Un esempio la fiba ora first che ha adottato il regolamento solo nel 2014.
    Fatti fatti fatti non parole …..

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  3. regolamento "indicativo" · Edit

    Quella del regolamento “indicativo” prima del 2015 e’ una delle balle più grandi del secolo. Sono le bufale che il vigile passava alla Segretaria per tentare di difendere l’indifendibile. Perché la maggioranza era sotto quei limiti e proprio loro erano almeno 3 volte i limiti?

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  4. come sempre cè chi puo e chi non può….conosco fior di sindacalisti,compreso il sottoscritto(scusate l’anonimo ma tengo famiglia)….che si sono ritrovati in categorie o strutture dove si lavora tanto e si prende meno del regolamento perchè come sempre le risorse sono poche,alla faccia di piu risorse alle periferie…allora per favore ognitanto provate a difendere,a distinguere,tra cialtroni e persone per bene….e se per caso vi và provate anche a spendere delle buone parole per questi….e sono sempre figli della cisl…..

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  5. Ma perché qualche operatore e delegato di azienda crede alla frottola che report, il blog etc sono contro di loro?

    E’ chi ha distrutto la Cisl e’ contro di loro. Difendersi dalla Cgil e dalle furbizie della Uil, dal padrone e anche da dirigenti nazionali confederali indifendibili. via Po 21 e’ il nostro problema. Non chi lo mette in luce. La circolare in cui il segretario naz della fai invoca una risposta della periferia “marziale” la dice lunga… sulla sua cultura sindacale e democratica.
    Lui che stava con Faverin e Bonanni

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