La paga di un segretario generale (2006-2016)

Fausto Scandola l’aveva detto con grande chiarezza già cinque anni e mezzo fa.

Parlando al consiglio generale dell’Unione di Verona il 30 giugno 2015, una delle ultime occasione che ha avuto di prender la parola dentro alla Cisl prima di esserne espulso, aveva ricordato in termini semplici e chiari che in Italia la questione salariale era legata anche al fatto che le retribuzioni dei dirigenti negli ultimi anni erano andate crescendo mentre quelle dei dipendenti restavano ferme. Contemporaneamente, notava Fausto, le retribuzione dei vertici della Cisl erano cresciute mentre quelle di lavoratrici e lavoratori ristagnavano ed erano sempre meno sufficienti in termini reali.

Insomma, chi guidava la Cisl si era agganciato alle élite anche in termini di andamenti retributivo, staccandosi dal mondo del lavoro che avrebbe dovuto rappresentare.

Di questa dinamica Fausto aveva visto e denunciato gli effetti. Oggi possiamo dire anche come e quando è nata sulla base di una ricostruzione dei fatti ormai certa: nella seconda metà del primo decennio del Duemila è cominciata al vertice della Cisl una “gestione informale”, senza mettere niente per iscritto e gestita dai due segretari amministrativi che si sono succeduti nell’incarico, producendo aumenti di stipendio non previsti dal regolamento. Non sono illazioni, come è stato detto per anni a chi chiedeva chiarezza, lo ha raccontato lo stesso Raffaele Bonanni a Report.

Un’altra testimonianza, relativa a quel che c’era prima di questa trasformazione, viene da Savino Pezzotta che, in uno scambio su Facebook con Adriano Serafino di sindacalmente.org, ha precisato quella che era la sua situazione al momento di lasciare la Cisl nel 2006. Riportiamo di seguito il passaggio che riguarda questo aspetto, mentre l’intero scambio lo trovate in “copia e incolla” in fondo; leggetelo perché Savino lì dice cose interessanti anche sul senso dell’azione sindacale e sulla necessità di “restaurare e costruire”.

“Caro Adriano , la mia retribuzione era la seguente e ti indico gli ultimi mesi di permanenza come Segretario generale: Gennaio 2006 = 3.331 euro netti; febbraio 2006 = 3.312 euro netti; marzo 2006 = 3.183 euro netti. La mia retribuzione annuale ammontava nel 2005 a circa 45.000 euro netti a questi va aggiunto l’affitto dell’appartamento che mi ha fornito l’organizzazione. Come vedi si tratta di una buona retribuzione, in regola con il regolamento in vigore allora”.

Dunque il regolamento c’era e veniva applicato, di indirizzo o meno che fosse. E l’indennità di alloggio non c’era perché c’era l’affitto dell’appartamento in uso; sarà introdotta, ha raccontato Bonanni, come una maniera surrettizia per aumentare lo stipendio.Come Report ha dimostrato con questa immagine

Schermata del 2020-12-21 12-27-57

Ma per arrivare dallo stipendio di Pezzotta a quello della Furlan (l’ultima busta paga pubblicata nel marzo 2016, dopo il primo servizio delle Iene e subito prima che andasse in onda il secondo, vedeva: 1.161 dalle Poste più 3.964 dalla Cisl uguale 5.125 netti) per produrre cioè un aumento superiore al 30% in dieci anni mentre i redditi da lavoro dipendente restavano fermi, non bastava la “gestione informale”, ci voleva il regolamento del 2015 con il trucco di far sparire l’indebita indennità di alloggio all’interno di una maggiorazione complessiva (che a norma di regolamento potrebbe essere ancora aumentata, fino al 40% mentre per ora è “solo” al 25%) comprensiva dei vari elementi in essa disciolti.

In questo modo, l’improprio aumento sotto le mentite spoglie dell’indennità di alloggio invece di essere tolto di mezzo è stato reso definitivo e contemporaneamente nascosto agli occhi dei curiosi prima di “fare trasparenza” e “pubblicare tutto”.

Fausto Scandola lo aveva spiegato bene in quel discorso alla Ust di Verona il 30 giugno 2015: in un periodo nel quale chi lavora ha subito le conseguenze di varie crisi, con perdite reali della retribuzione anche maggiori di quelle nominali, chi avrebbe dovuto rappresentarne gli interessi si è concepito come parte della élite dei dirigenti, ed ha trovato normale allineare le proprie retribuzioni alla tendenza alla concentrazione della ricchezza in questo ceto privilegiato.

Ecco perché nella Cisl non c’è solo la questione di trasparenza che Report ha raccontato in maniera incontrovertibile: al fondo c’è una questione di rappresentanza, e cioè una questione democratica. Qualcosa che i vertici della confederazione non possono liquidare con la relazione di un commercialista o architettando una campagna contro Report sui social (peraltro con il successo che si è visto).

Qualcosa che chiama a farsi sentire chi vuole “restaurare e costruire” una presenza sindacale in continuità con quel che la Cisl è stata ed attualmente, purtroppo, non è.

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 Adriano Serafino

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Carissimo Savino, dopo la puntata Gli insindacabili di Report, ho ricevuto più telefonate da iscritti o ex-iscritti Cisl di Torino rivolgendomi specifiche domande che ti giro. Le cose dette da Raffaele Bonanni a Report erano già in atto quando tu eri segretario generale della Cisl? E poi, quanto tu percepivi allora come segretario generale (come retribuzione e indennità)? Infine volevano saperne di più su quanti hanno partecipato alla “cordata” capeggiata da Bonanni-Bonfanti, che ti hanno “spintonato” alle dimisioni nel 2006. Ciao un grande abbraccio Adriano Serafino

Commenti: 2

Savino Pezzotta

Caro Adriano , la mia retribuzione era la seguente e ti indico gli ultimi mesi di permanenza come Segretario generale: Gennaio 2006 = 3.331 euro netti; febbraio 2006 = 3.312 euro netti; marzo 2006 = 3.183 euro netti. La mia retribuzione annuale ammontava nel 2005 a circa 45.000 euro netti a questi va aggiunto l’affitto dell’appartamento che mi ha fornito l’organizzazione. Come vedi si tratta di una  buona retribuzione, in regola con il regolamento in vigore allora.

Un regolamento che non prevedeva elementi di informalità. Non credo di essere stato migliore ma solo di essermi attenuto ai regolamenti, anche se resto convinto che la trasparenza non deriva dai codici etici, ma dalla regolarità con cui si rispettano le norme in vigore. Nessuna persona può pretendere di essere migliore di altri, ma tutti siamo tenuti a perseguire il meglio anche se poi non sempre ci si riesce. Ma questa tensione va mantenuta e alimentata e poi come cristiani ci dobbiamo sempre ricordare che tutti siamo lambiti dall’imperfezione. Nel mio fare sindacato ci sono cose buone che si mescolano con errori e, forse, non sempre sono stato rigoroso come avrei dovuto essere, anche se vi ho provato.

Oggi noi vecchietti abbiamo il dovere , soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, di rammentare cosa è stato e cosa deve essere una libera associazione sindacale. In un vecchio libro di storia del sindacato ho trovato una descrizione del sindacato che ti riporto e che vale anche per l’oggi : “” il processo storico della riabilitazione del lavoro nel secolo XIX E nel secolo XX , quale f affermata e conseguita dai lavoratori per mezzo della loro azione sindacale … fu ben più vasta e più radicalmente trasformatrice di quelle che si combatterono per le unità nazionali”. La storia del sindacalismo non l’hanno fatta i teorici, i banditori di rigenerazioni sociali, ma i sindacati , la gente che lavora, mossi da un anzia di giustizia sociale che spinse e spinge a conquiste graduali, in piani sempre più vasti, a mano a mano che il lavoro si rende capace di emancipazione sempre più vasta” . A queste idee restiamo fedeli e se avanziamo delle critiche non lo facciamo per demolire ma per restaurare e costruire. CIAO Savino

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13 Commenti - Scrivi un commento

  1. A proposito, in questo periodo nel quale migliaia e migliaia di lavoratori iscritti anche alla cisl, sono stati messi in cassa integrazione in deroga, con perdite economiche pesanti, qualcuno dei dirigenti di alto livello e’ stato messo anche lui in CIG, o tutto prosegue come prima ?

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  2. Apprendo solo in questi giorni che il regolamento economico Nazionale era indicativo. Ma allora mi chiedo perché per tanti anni abbiamo dovuto ratificarlo con voto all’interno degli esecutivi regionali e territoriali ?
    Gli unici due vincolI era di non superare il limite massimo e la compatibilità con la situazione economica della struttura di appartenenza.

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  3. Condivido. Gli unici veri vincolI erano due: di non superare il limite massimo e la compatibilità con la situazione economica della federazione di appartenenza. Quest’ultima renderebbe decisamente inspiegabile il commissariamento di quella federazione che per mancanze di risorse le retribuzioni erano inferiori. Anziché lodarli per il senso di responsabilità li hanno cacciati.

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  4. Vi sono delle colpe che non si estinguono
    mai come il falso e l’arbitrio verso i deboli
    o come il far finta di niente di fronte a quelli
    che hanno il coltello dalla parte del manico.
    Ma in una società (o associazione) giusta
    l’essersi ridotto lo stipendio in carenza di
    risorse dovrebbe non soltanto essere fonte
    di orgoglio per l’intera comunità ma pure
    nobile motivo per cancellare ogni eventuale “colpa” per qualche omissione o leggerezza. Questo in una comunità di uomini probi. Non accade invece in un serraglio dove – come dicevano i Latini – asinus asinum fricat.
    Buon Natale agli uomini che Dio ama, a
    Lonati e Lucci insieme a tanti altri finiti
    sotto la ghigliottina per aver mangiato
    una mela dal cesto di Crudelia.

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    1. Condivido il tutto ma con una precisazione: tutto il cesto di mele lo ha mangiato la postina e la sua corte. Tutto il cesto e pure il prossimo raccolto.

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    1. Per quel che possiamo dire, fion a qualche anno fa non c’era una regola valida per tutta la Cisl e molti lo facevano gratis. Oggi non se sappianmo nulla.

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  5. Ora lo fa la signora del porto che dopo i lauti stipendi a non far nulla, 50.000 di buonuscita si becca pure uno stipendio oltre la pensione per mandare a casa dirigenti territoriali che si tagliano la paga e che se prendono 1500 euro mese va ancora bene.

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  6. Per calcolare correttamente lo stipendio è necessario conoscere l’importo delle pensioni percepite e rendere visibile il quadro C del proprio 730.

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  7. Comunque Report ha fatto una gran confusione. Io non ho capito quale sia il reddito annuo (Cisl+Poste) del
    Segretario Generale. Qualcuno ha notizie precise ? sul sito della Cisl non ci sono, lo stipendio delle Poste e’ fermo ad anni fa

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    1. Report non si è occupata dei redditi attuali, ma di quelli precedenti rispetto ai quali non è mai stata fatta la chiarezza promessa. Chiarezza che ha fatto ora l’ammissione di Bonanni quando ha riconosciuto che il regolamento non veniva rispettato e che in particolare l’indennità di alloggio era una maniera surrettizia per aumentare lo stipendio (e, aggiungiamo noi, in prospettiva anche la pensione).
      In particolare per la Furlan resta poi da chiarire come sia potuto succedere che, per un errore grossolano, i contributi per la sua pensione siano stati aumentati del 18% anche per la parte di competenza della Cisl per alcuni anni, cosa che avrebbe in prospettiva aumentato (ulteriormente, oltre all’effetto dell’aumento della retribuzione al di là del regolamento) la sua pensione.
      Quanto al reddito attuale, il quadro C sul sito della Cisl riporta due voci: è ragionevole presumere che la prima (21.915) corrisponda alla retribuzione ricevuta dalle Poste; e la seconda (109.280) sia la retribuzione aggiuntiva che viene pagata dalla Cisl, per un totale di 131.195. Il che è in linea con un regolamento che ha regolarizzato gli aumenti irregolari degli anni precedenti (compresa il trucco dell’indemniità di alloggio).

      https://www.cisl.it/images/buste_paga/FURLAN_Redditi_2019.pdf

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  8. Ma se i redditi precedenti delle poste erano oltre i 28.000€ come può essere che sono scesi ?
    comunque Landini guadagna 98.700€

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