Assolta con formula piena

È il caso di Lina Lucci, ex Segretaria della Cisl Campania, denunciata nel dicembre 2016 presso il Tribunale di Napoli per irregolarità nell’uso e nella gestione delle risorse. Rinviata a giudizio dalla Magistratura Ordinaria per appropriazione indebita e tutt’ora sotto processo.

(dal comunicato della Cisl dopo la puntata di Report)

 

Era terminata da poco la puntata di Report e la Cisl rispondeva con un comunicato in cui, per squalificare il lavoro della giornalista Claudia Di Pasquale, si accusava la trasmissione di aver dato credito a persone senza credibilità. E si citava ad esempio Lina Lucci, in quanto imputata in un processo a Napoli (e che, per la verità nella puntata noon è apparsa se non con qualche immagine della sua deposizione ripresa in Tribunale).

Passano tre giorni, e arriva l’assoluzione di Lina Lucci. Con formula piena, come dicono i giornalisti, perché il fatto non sussiste. Ora aspettiamo le motivazioni, che potrebbero essere molto interessanti.

La notizia, come sempre, è buona per qualcuno e meno buona per qualcun altro. Buona lo è per Lina Lucci, che si è battuta con valore ed ha fatto emergere la contraddittorietà del comportamento di chi ha presentato la denuncia ma poi ha fatto in modo che a processo ci fosse lei e non l’altra persona rinviata a giudizio ma nei cui confronti è stata ritirata la querela della Cisl (per cui non sapremo mai se era innocente come Lina Lucci o no).

Una cattiva notizia lo è per la signora Anna Maria “lacislèunacasadivetro” Furlan. Perché al processo di Napoli era in ballo la credibilità dell’operazione che ha portato al commissariamento della Usr della Campania, il secondo grande commissariamento dopo quello della Fai e prima di quello della Fp con cui il comitato di Via Po 21 ha posto sotto controllo l’organizzazione. Un commissariamento fatto inizialmente in maniera consensuale e poi esercitato con la protervia tipica di un gruppo di comando che ha perso il ben dell’intelletto.

L’operato del commissario Ragazzini, che ha presentato la denuncia per cui era stata rinviata a giudizio Lina Lucci, appare ora in tutt’altra luce rispetto alla filastrocca del “diamo fastidio perché stiamo facendo pulizia”. Sia per il tentativo di far condannare Lina Lucci con argomenti respinti in Tribunale; sia perché resta da chiarire lo spionaggio clandestino, cioè illecito, operato ai danni di Lina Lucci nella sede della Cisl della Campania, all’origine della denuncia; sia per l’atteggiamento processuale di Ragazzini che, non essendo andato a testimoniare nel giorno in cui era stato citato, aveva addotto come legittimo impedimento una convocazione ricevuta dal governo, in particolare dal sottosegretario all’economia.

Cioè il suo amico Pierpaolo Baretta.

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9 Commenti - Scrivi un commento

  1. La CISL è un’organizzazione ottocentesca, piena di gente che si fa la guerra. La Furlan e i suoi discepoli sono odiati perchè hanno il potere, è il loro turno. I motivi per cacciarli sarebbero altri: il malaffare, la gestione personale del patrimonio del sindacato, la spartizione e l’assegnazione dei posti di lavoro, nelle aziende e nel sindacato stesso, a soggetti che dovrebbero avere la pensione di invalidità per un QI sotto il minimo. La costituzione di un soggetto come il sindacato come la CISL resta un mistero spiegabile solo sulla base della grande miseria umana che ci circonda.

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  2. Prima grande dimostrazione che la casa di vetro è stata costruita per fare fuori i dissidenti, persone oneste e perbene con l’amica Lina Lucci. Speriamo che da questa vittoria inizio la rivoluzione contro la vera colpa…impersonata dalla genovese e dallo stradino!!!

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    1. Lina ha chiesto che Furlan chieda scusa a lei ed ai lavoratori e lavoratrici campani. Se non dovesse farlo dimostrerebbe mala fede e di aver colpito gli avversari con i probiviri che non fanno giustizia e con i tribunali di Stato che comunque da sentenze dopo molti anni( per lucci 4 anni). E che comunque costa molti soldi in avvocati che la Furlan si fa pagare dalla CISL e chi viene colpito deve pagarsi da solo e viene scoraggiato.

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  3. Sono uno di quelli che si è schierato con la dott. Lucci, facendo la denuncia alla Cisl contro l’accusatore di Lucci il Denza, che fu rinviato a giudizio dalla magistratura, e la Cisl con lui non si è presentato parte lesa, ho pagato e sto pagando ancora il prezzo x il coraggio di andare contro i collusi, ho abbandonato il sindacato, meglio fare un adozione a distanza che riempire le tasche a quelli che dalla camera di reporter scappavano via, sono fiero di essere rimasto amico della dottoressa Lucci, gli faccio gli auguri perchè merita il meglio di questo mondo.

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  5. Certo che, se fossero seri ed onesti, in Cisl dovrebbero modificare il commento che appare ancora sul sito CISL, dove si definisce la Lucci inattendibile per essere stata rinviata a giudizio. Ma, a proposito, conosco anche altre persone della CISL, rinviate a giudizio, che continuano imperterrite a ricoprire cariche sindacali. Due pesi e due misure ? o è una balla di Report ?

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  6. C’è un giudice a Berlino. Poi ci sono i giustizieri come braccio armato ..probi cavalieri…utili per eseguire ma inutili per giudicare.

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  7. Adesso il calunniatore Ragazzini dovrà far bloccare gli ascensori di via Po per non mostrare la faccia, come faceva il suo predecessore Bonfanti che disprezzava i suoi collaboratori?
    Ma dove si puó andare con questi individui se non nelle aule di tribunale?

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