Tanti, tanti iscritti

Il giorno dopo diverse categorie mi hanno chiamato per dirmi che hanno fatto tanti, tanti iscritti

(Anna Maria Furlan)

 

La signora Anna Maria Furlan, che parla sempre volentieri con i giornalisti, ha risposto senza problemi (ma è solo uno degli esempi) all’incalzante fuoco di fila del conduttore di una trasmissione su La7. Che sui titoli di coda gli ha chiesto, senza alcun timore reverenziale:

“Abbiamo visto la trasmissione, volevo sentire la vostra replica”.

La trasmissione, ovviamente, era Report. Senza scomporsi di fronte a tanto impeto polemico, la signora ha riattaccato la nota tiritera: i bilanci sono certificati, il quadro C, eccetera eccetera (tutte cose che quando qualcune le va a vedere e poi le chiede spiegazioni, lei scappa dicendo “state facendo una cosa brutta”. E allora che li pubblicate a fare?).

Non contento, l’incalzante e coraggioso giornalista ha piazzato la seconda domanda, l’asso nella manica, la questione per cercare di mettere alle corde l’interlocutrice e verificare se sta dicendo la verità secondo i canoni del miglior giornalismo d’inchiesta di scuola anglosassone:

“Ma tutto questo poi incide sulla percezione degli italiani?”

Ma la signora non ha traballato; ed ha potuto dire (vicendo gioco, partita e incontro come si dice nel tennis) che anzi, già il giorno dopo ci sono stati “tanti, tanti iscritti”. E qui l’intervistatore è rimasto senza altre questioni da porre.

L’affermazione della signora sui “tanti, tanti iscritti” il giorno dopo Report ha solo tre spiegazioni possibili:

spiegazione A: alla signora è stata raccontata una balla, e lei ci ha creduto

spiegazione B: la signora racconta una balla, e noi dovremmo crederci

spiegazione C: la signora dice la verità, e il giorno dopo in tante e tanti si sono messi in coda davanti alle sedi locali della federazione per iscriversi subito alla Cisl, senza passar lasciare neanche dodici ore dall’infame attacco di Report, correndo perfino il rischio di creare assembramenti pericolosi per la propria salute pur di solidarizzare con la “casa di vetro”. Magari c’è stata gente che ha passato una notte insonne per correre al primo mattino a dare il proprio contributo, addirittura qualcuno avrà pernottato davanti alla serranda chiusa della sede per avere il privilegio di essere il primo a sottoscrivere la tessera anti-Report, o non correre il rischio di stare in fila per tutta la mattinata senza poter entrare perché all’ora di pranzo si chiude (come una volta alle Poste).

Se la spiegazione C è quella vera, allora la Cisl può cominciare a revocare il mandato agli avvocati per la richiesta danni: perché se la puntata di Report ha portato adesioni e risorse all’organizzazione il danno non c’è, anzi.

E la signora dovrebbe ringraziare Report anche per il vantaggio che ne ha lei stessa, visto che finché può dire di essere sotto attacco, lei ha una scusa per non lasciare la cadrega. E lasciare a friggere il dottor Sbarra dell’Anas (mentre aumenta di numero il gruppetto di chi spera e aspira).

Post Scriptum – Non vogliamo dare certo consigli ai coraggiosi intervistatori dei talk show di tutte le reti, ma saremmo curiosi di vedere la reazione della signora se qualcuno le dovesse chiedere un commento alle parole del suo predecessore Bonanni sulla “gestione informale” che ha permesso a tutta la segreteria confederale (quindi anche a lei) di avere per una retribuzione che non rispettava il regolamento (che quindi, secondo Bonanni, non è vero che fosse solo indicativo). E magari se la busta paga del 2014 a conferma delle parole di Bonanni mostrata da Report (che ha omesso i dati che avrebbero reso riconoscibile il beneficiario) fosse simile alla sua.

Saremmo proprio curiosi di capire se l’amore fra i due è ancora quello della famosa foto del passaggio delle consegne nel 2014…

 

e baci

 

 

(estratto dal testo della trasmissione, scaricabile all’indirizzo https://www.report.rai.it/dl/doc/1608059855067_insindacabili_report_pdf.pdf)

CLAUDIA DI PASQUALE – C’era un regolamento, prevedeva un limite lordo previdenziale?

RAFFAELE BONANNI – In parte non era applicato. È così evidente. Non è che sto affermando una verità svelata, no? In parte non veniva rispettato. Ci sono delle cose che non erano regolamentari, parlo innanzitutto per me. Perché c’era questa gestione informale.

DI PASQUALE – E questa scelta di aumento degli stipendi era stata presa informalmente lei mi ha detto, che significa?

BONANNI – Si prendevano informalmente con gli uffici, insomma è chiaro che poi non è che uno si faceva lo stipendio lui. Si prendevano delle decisioni informalmente, non si metteva su per iscritto, no?

DI PASQUALE – Invece questa indennità di alloggio cos’era? Di questi circa mille euro al mese? Chi è che aveva diritto a questa indennità?

BONANNI – Allora fu una indennità diciamo così aggiuntiva di stipendio sotto mentite spoglie. che riguardava un aumento di stipendio parliamoci chiaro.

DI PASQUALE – E poi in più però prendevano in busta paga più di quanto era previsto dal regolamento?

BONANNI – Sì, si prendeva di più, certo, certo.

DI PASQUALE (FUORICAMPO) –  A distanza di 5 anni dalla denuncia di Scandola, Report ha scoperto che prima del 2015 i vertici potevano ricevere dalla Cisl in un mese una retribuzione aggiuntiva fino a 8.139 euro, più un’indennità di alloggio di 1.040 per un totale di 9.179 euro lordi. Più eventuale stipendio del datore di lavoro originario in caso di distacco retribuito. Certo è che secondo il regolamento del 2008 sarebbero spettati massimo poco più di 6mila euro lordi.

DI PASQUALE Chi gestiva questa roba?

BONANNI – Bonfanti. Poi Ragazzini, sì.

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10 Commenti - Scrivi un commento

  1. Spiegazione 4: si tratta di un Miracolo. In pieno semi lock down in cui i sindacalisti manco si fanno vedere nei luoghi di lavoro, anche perché sono vietate le riunioni e le assemblee, fioccano tessere come la manna dal cielo. Oppure sarà stata la moltiplicazione dei pani e dei pesci operata dalla signora Annamaria di Nazareth ?

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  2. Ma sapete l’ultima? La signora ha costituito una task force capitanata dal cinghialotto calabrese al fine di studiare la calligrafia di tutti quelli che scrivono sul blog per individuarne le generalità attraverso una perizia di confronto con la firma apposta sulle tessere sindacali in loro possesso. Dopo aver visionato 4 milioni di tessere, le deduzioni del gruppo di lavoro sono state : le calligrafie sono tutte simili tra loro e dunque le conclusioni non possono che essere le seguenti.
    1) o c’è una sola persona che scrive sul sito ,
    2) o nella cisl c’è una sola persona iscritta oltre a noi
    3) oppure non ci sono altri iscritti oltre a noi e uno di noi stessi é quello che scrive sul blog.
    Pare che la signora, non fidandosi pienamente del cinghialotto, abbia istituito una seconda task force capitanata dall’emiliano di Honolulu per indagare a fondo .

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  3. Lei, signora può dire ciò che vuole anche riguardo agli iscritti. Purtroppo per lei la sua credibilità è come quella di alcuni suoi colleghi, asserragliati a coorte in un silenzio imbarazzante fino alla ridicola figura di chi dice “non sono io”. Ma del resto che dovrebbero dire Raineri e Ragazzini ? È la stessa loro postura che ne fa il simbolo di questa dirigenza senza dignità.
    Intanto dopo Report arriva una brutta notizia per tutti voi di via Po: Lina Lucci a Napoli è stata assolta con formula piena. Anche di questo vi dovreste solo vergognare. Ma le vostre guance non arrossiranno perchè quello è il colore che si imprime quando ci stesse ancora un minimo di dignità che lei e alcuni dei suoi fedeli complici non avete mai nè conosciuto nè coltivato.

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  4. Ho guardato con trepidazione e dolore i servizi di Report, pur sapendo che era quasi tutto vero, anche per aver vissuto personalmente vicende analoghe. Il giorno dopo, ho ricevuto tante telefonate di amici, iscritti e di delegati che volevano dimettersi. Ho fatto come Scandola ( non l’ho mai conosciuto), gli ho detto: non dimettetevi, ma battetevi nei vostri posti di lavoro e dovunque sia possibile. La CISL non è “loro” ma è anche “nostra” e di tutti gli associati, non solo di quelli che detengono il potere di approvare regolamenti “indicativi” (ma un regolamento può essere indicativo?) di commissariare ingiustamente, di espellere, di farsi eleggere in congressi poco democratici, come quelli dei Pensionati, dove, se va bene, partecipa solo il 4% degli iscritti e solo quelli chiamati dalla segreteria o dai suoi accoliti per votare alla bulgara. Durante un congresso fnp regionale, ho sentito dire dal segretario nazionale vecchio: abbiamo cambiato lo statuto e il regolamento, così possiamo mandare via quando vogliamo i capilega e – ha aggiunto – ai delegati ai congressi faremo l’esame del DNA !!! E giù tutti a ridere ed applaudire….
    Ma poi, quante volte abbiamo sentito usare la frase: i regolamenti, anche quelli indicativi, si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici ? Capisco le difese d’ufficio, anche se a volte sono fatte in cattiva fede ed in modo ridicolo e subalterno, ma guardandoci allo specchio, onestamente, dovremmo dire che molte cose dette da Report sono verissime.
    Ho vissuto nella CISL per oltre quaranta anni, quando avevo qualche carica e non ero d’accordo con la linea ufficiale, ho espresso il mio pensiero a voce durante le riunioni, con comunicati e lettere scritte, perfino su Conquiste del Lavoro (quando vi si poteva scrivere anche dalla periferia) Naturalmente nel mio piccolo e in modestia perché magari avevo torto io. Eppure mai, qualcuno si è permesso di minacciarmi, né di sospendermi o espellermi, neanche durante la gestione del tanto vituperato Bonanni. Con le ultime gestioni non è più così.
    E’ anche vero poi che, se tocchi, il tasto finanziario, le suscettibilità si manifestano subito e tutta la pletora non può che seguire i capi. Una volta si diceva: 3 mandati non sono il numero massimo, ma è il minimo e poi, anche per chi è sindacalista distaccato dall’azienda e perciò tutelato, si deve cercare un proseguimento da qualche parte, perchè l’indennità sindacale aggiuntiva può cambiare il tenore di vita e toglierla sarebbe dannoso per l’interessato. Così si costruisce il consenso e, state certi che, dai livelli intermedi non possiamo aspettare rivolte, purtroppo. Da qui nascono i post telecomandati su facebook o su twitter: leggendo i nomi si capisce che sono persone magari in scadenza di mandato…….
    Infine, sono d’accordo con quanto voi dite, forse scherzosamente: se è vero che tanti si sono iscritti in tre giorni, allora la CISL dovrebbe augurarsi un Report alla settimana su di essa !!! Finalmente qualcuno ne parla. !!! Insomma la CISL, come Gesù, dopo tre giorni risorge !!!
    Che poi gli iscritti rimangano può essere anche vero, ma solo per l’esistenza dei servizi di intermediazione con una pubblica amministrazione distante ed impossibile da raggiungere anche per lo sviluppo dei servizi on line e per divario digitale che interessa proprio le fasce deboli della popolazione e per l’impegno dei delegati e non certo per le politiche sindacali o per la bontà del quadro dirigente sindacale nazionale.
    Saluti.

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  5. Ha imparato a memoria la risposta e da due giorni la ripropone a tutte le trasmissione dove naturalmente le inviano domande in anticipo.
    Nel frattempo lei e tutta la banda continuano a scappare senza vergogna, gestendo malissimo la comunicazione e tutta la situazione. Si risponde a suon di denunce e attacchi .
    Da una donna mi sarei aspettato meno veleno ma indipendente da donna o uomo tutto è determinato da come sei dentro. Sicuro non è più la CISL di Pastore, Romani e Carniti ma quella della postina di via Po 21.

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  6. In Cgil girano i dati della rappresentatività delle confederazioni. Ci sono delle sorprese non belle per gran parte delle categorie cisl.

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  7. Tessere volontarie o soldi da enti bilaterali? · Edit

    La canalizzazione del conto cieco che va in banca. Soprattutto per chi ha solo tessere solo decentrate, fa vedere chi bara o no col tesseramento.
    Tra un po’ usciranno gli exploit di questi ultimi anni di categorie che crescevano sempre ma con canalizzazione bassissima.
    Col conto cieco il taglio tessera, gli stagionali etc sono tutte bugie.
    E 10 anni di congressi taroccati, in cui i primi a chiedere di tenere alto il tesseramento erano le Unioni Territoriali.

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