Dov’è il contraddittorio?

Al termine della puntata di Report, dove uno degli intervistati ha ritenuto di poter parlare solo nascondendo la propria identità perché, essendo dipendente della Cisl, rischia delle ritorsioni (e basta quest’immagine a far capire tante cose), il sito della confederazione ha pubblicato un commento. Che, al primo punto, domanda; “Dov’è il contraddittorio?”

Anche noi avevamo chiesto al Tribunale di Roma dove fosse il contraddittorio previsto dallo statuto prima della delibera di commissariamento della Fai, arrivata tre giorni dopo il voto del congresso senza che nessuno potesse dedurre o controdedurre alcunché. Purtroppo il Tribunale di Roma ritenne di non dover esaminare la richiesta per ragioni procedurali, ma la questione rimane: dov’era il contraddittorio necessario a rendere legittima la delibera di commissariamento?

E dov’era il contraddittorio quando il collegio confederale dei probiviri ha espulso Fausto Scandola senza averlo ascoltato, inventandosi una procedura d’urgenza?

E dov’era il contraddittorio quando la Cisl interveniva in questi anni sugli organi di informazione per fermare notizie o inchieste (perché è successo anche questo)?

E dov’era il contraddittorio quando la signora Anna Maria raccontava che “la Cisl è una casa di vetro” con interviste a giornali che la Cisl finanziava comprando pagine per reclamare i propri servizi (ad esempio l’Avvenire)?

Oggi, finalmente, c’è il contraddittorio fra due tesi opposte: da una parte la narrazione della “casa di vetro”, dall’altra quella del servizio di Report. E chiunque ora può decidere da che parte stare. Ora non c’è più solo qualche blog come il nostro, che Via Po 21 ha potuto far finta che non esistesse; ora lo scandalo di quel che è diventata la Cisl, la nostra Cisl, è di fronte all’opinione pubblica. E tutti, se vogliono, possono giudicare.

E allora noi ringraziamo Report per un lavoro fatto con rigore per mesi, che ha contraddetto la tesi ufficiale e aperto il contraddittorio.

E  ringraziamo, fra tutti, le due persone che il comunicato della Cisl cita in modo canagliesco: Emilio Lonati, un sindacalista esemplare per attaccamento alla Cisl al quale ci stringiamo; e Lina Lucci, perché, al netto di quale sarà l’esito del giudizio che la vede imputata, la sua tenacia (assieme al diritto al contraddittorio garantito dalla legge nel processo penale) ha trasformato la sua vicenda in un’occasione per cercare e trovare cose che la Cisl ha cercato di tenere nascoste sotto il tappeto. Fino al ritiro della querela contro un coimputato.

E ringraziamo Fausto Scandola che ci ha lasciato una consegna: “bisogna combattere, bisogna impegnarsi”.

PS Se quello di Report è un attacco al sindacato, chiedetevi come mai Cgil e Uil tacciono…

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33 Commenti - Scrivi un commento

    1. Sei un po’ strano: un giorno citi Pastore e Romani e il giorno dopo screditi qualcun altro perché non è nuovo. O la differenza sta nel fatto che Pastore e Romani, essendo morti, non possono difendersi dall’accusa di pensarla come te?
      PS Gli altri due commenti che mandi sono impubblicabili e li censuriamo.

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    2. A questo impacciato Anonimo che commenta :” Pezzotta guerisoli trere bentivogli scandola bombieri e lonati..graziani.. il nuovo che avanza ahahhahahah” voglio domandare se sono quindi questi gli unici argomenti di cui dispone e che possono scardinare il servizio di verità svolto da Report? Aggiungo, perché lo so per certo, che vi sono tante altre testimonianze che confutano l’intero servizio di Report ?!

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  1. #Report usa come fonte un blog che da anni diffama la Cisl e i suoi dirigenti. Blog contro il quale Cisl ha già presentato una denuncia penale e una richiesta di risarcimento danni in sede civile.

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  2. Ma se è la cisl a non volere il contraddittorio sottraendosi alle telecamere… Strategia sbagliata ma comprensibile perché avrebbero nulla da replicare

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  3. Quindi è vero che la Fim Lazio ha pagato la collaboratrice di BARETTA. Dice lo stesso segretario che sta nel bilancio…… E perché la Fim Lazio paga la stessa persona con i soldi della Fnp? E perché questo non viene considerata una grave violazione dello statuto, del codice etico e direi anche della legge da parte della Fim nazionale? Probiviri uhh, ci siete? Oh oh?

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  4. Non ho visto la trasmissione di Report ma, in ogni caso, non è questa che determina o modifica il mio giudizio sul gruppo dirigente che ancora oggi rappresenta la CISL, cioè sostanzialmente lo stesso che ha costretto alle dimissioni da Segretario Generale Savino Pezzotta ed eletto al suo posto Raffaele Bonanni, rendendosi partecipe e responsabile, ieri come oggi, del grave discredito causato all’immagine e alla reputazione della CISL.
    Nonostante la “confraternita”, non certo “religiosa” che governa la CISL, alla CISL resto iscritto perché non ho altro sindacato a cui iscrivermi, ma mi auguro che questo gruppo dirigente venga rapidamente sostituito da uomini nuovi e validi, che pure nella CISL ci sono, che sappiano riportare la CISL nella dimensione e prospettiva indicati dai suoi uomini migliori: Pastore, Storti, Carniti, D’Antoni, Pezzotta.

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  5. Ma Alla fine la Furlan non l’ha voluta neanche la Maggioni ? O la cisl non era pronta con i testi preconfezionati di Twitter… che vergogna ! Almeno molti avranno chiaro cos è veramente oggi la CISL terrore , manipolazione di idee , dialettica zero, dossier anonimi e tanto fango per chi non è del loro cerchio e non si allinea .
    Ieri tutti a twittare come non ci fosse un domani … qualcuno ben noto alla tv avrebbe detto “ CAPRE”

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  6. La cisl invece di pensare al contraddittorio che non vi è mai stato per nessuno da anni m, pensasse a venire con me in Fabbrica!!! per la prima volta mi vergogno di pagare la tessera e di dover rappresentare gente che scappa e minaccia querele

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  7. oggi la CISL terrore , manipolazione di idee , dialettica zero, dossier anonimi e tanto fango per chi non è del loro cerchio .
    Ieri tutti a twittare come non ci fosse un domani e oggi la resa dei conti per chi non lo ha fatto … qualcuno ben noto alla tv avrebbe detto “ CAPRE” .

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  8. Per la prima volta dopo anni di vita nell organizzazione mi sono vergognato , colleghi Cgil , Uil e delegati che mi scrivono messaggi se fosse veramente così , avrei voluto dire è una fake come il video che subito dopo ha fatto girare la dirigenza cisl ma purtroppo e a malincuore è tutto vero! La cisl risorgerà deve farlo !!!!

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  9. come mai ci sono fonti interne cisl che hanno avuto il coraggio di parlare ??? costrette all’anonimato per non essere cacciate. Grande chi dall interno cisl ha inviato i testi Twitter alla redazione report che vi ha aperto la puntata !!!! gaffe assurda non si parla di altro sui social … ma dai ste figure evitatele ma anche le altre però !!!!!

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  10. Esprimo la mia solidarietà a Lonati che ho conosciuto come persona per bene e sempre attento ai problemi dei lavoratori metalmeccanici. Prendersela contro Lonati, quando nella trasmissione si è parlato di commissariamenti politici, di poca trasparenza nella pubblicazione dei bilanci (vedi circolare della FNP nazionale), di assunzioni strane etc. etc. è una piccineria. Ma poi tutta questa rabbia contro Report, solo perché Ranucci ha espresso solidarietà a Bentivogli, non dimostra che alcuni nella cisl sono mossi solo da invidia personale verso chi è più televisivo ?
    Infine, tra le tante cose giuste dette, ve ne è una che è fondamentale: Report ha accennato allo strapotere dei pensionati (la cassaforte, 1700000 iscritti su 4 milioni). Il problema è questo, finchè il segretario confederale ( a tutti i livelli) potrà essere eletto solo con il consenso della FNP e poi in cambio quello della FNP sarà scelto dalla segreteria confederale, si stringe un nodo gordiano impossibile da sciogliere.
    Sappiamo tutti che i congressi della FNP sono un simulacro di democrazia, perché vi partecipano solo quelli che sono chiamati dalle segreterie uscenti ed in una percentuale bassissima rispetto agli iscritti, con regolamenti che consentono, di fatto, di emarginare o di cacciare via tutti gli “eventuali” antagonisti.
    Intanto ai molti ex sostenitori di Bonanni che oggi leggo scatenati sui social contro di lui, chiederei un pò più di coerenza.
    Dispiace comunque che l’opinione pubblica (i post che si pubblicano sui social lo dimostrano) travisi il servizio di Report. Le migliaia di delegati sindacali di base e segretari delle categorie che lavorano generosamente per i lavoratori e gli iscritti, fornendo servizi e assistenza qualificata, non possono essere confusi con l’opacità della gestione. Non si può fare di ogni erba un fascio, perché altrimenti passa l’idea che il sindacato e non solo la CISL non serve a niente. La CISL è il migliore sindacato, nonostante tutto, e noi iscritti non dobbiamo permettere che sia rovinato da gestioni poco chiare e trasparenti. La cisl è di tutti noi e non solo di alcuni, presunti depositari delle verità rivelate.

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  11. Ori, Bianche e Graziani hanno la memoria corta!
    Dopo due anni di delibere votate all’unanimità, riunioni Fai-Filca, delibera di convocazione del congresso Fai-Filca, si arriva al congresso ad ottobre 2014 per dire che l’unificazione non si deve fare.
    La democrazia si sviluppa con i documenti e nei consigli generali nazionali, non in TV a Report!

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  12. Io, come tutti, invecchiando perdo la memoria a breve, per cui ricordo male le cose recenti e meglio quelle passate.
    Ma ricordo abbastanza bene che all’epoca dei documenti votati all’unanimità (che dicevano cose diverse da quello respinto alla fine, e che comunque non potevano vincolare la deliberazione congressuale perché il congresso è superiore alle riunioni congiunte di altri organi e non viceversa) io ero presidente del collegio dei probiviri della Fai e, come tale, non avevo titolo a dire la mia ed a votare nei consigli generali congiunti (ai quali, peraltro, non ero neppure presente). Quindi la tua accusa di non aver parlato e agito in quelle sedi non è appropriata.
    Proprio in quanto presidente dei probiviri, ho presentato in data 1 dicembre 2014 un ricorso contro il commissariamento della Fai. Quello potevo e dovevo fare per la mia posizione, e quello ho fatto. Ma il collegio confederale ha risposto di non aver alcun potere di decidere al riguardo (e allora chi ce l’ha?).
    Una volta esaurito il mio ruolo, sono tornato uno qualunque, ed ho solo la libertà di parola. E la esercito per difendere il diritto di chi quel giorno ha votato contro lo scioglimento in una votazione che aveva senso solo se si poteva votare sì o no (forse non te ne sei accorto, ma il senso del tuo commento è che il congresso doveva essere una parodia e non, come prevede lo statuto, il momento in cui si decide sovranamente a nome dell’associazione).
    Certo, mi fa un po’ effetto che quel voto debba difenderlo io che non ne ho tratto alcun vantaggio personale mentre tanti che hanno votato no e ne hanno tratto vantaggio conservando il posto (al pari di chi aveva votato sì) si siano fulmineamente allineati al commissario e mi abbiano lasciato quasi solo (pur se in ottima compagnia di Galavotti, Pelli e Mulser nell’azione in Tribunale). Ma il fatto di essere invecchiato, oltre a farmi perdere la memoria a breve per cui è più facile perdonare cose che non ricordo bene, mi fa conoscere il mondo abbastanza da sapere come vanno le cose.
    L’importante è aver fatto quel che consideravo il mio dovere. Anche per gratitudine per le tante e i tanti (e fra tutti cito Anita Carini, perché me lo ha insegnato con l’esempio e non a parole) che mi hanno insegnato cosa vuol dire la Cisl, cosa la Fisba e poi la Fai. E cosa sia il dovere verso l’associazione in cui ci si riconosce.

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  13. Ma la CISL che per essere intervista voleva andare in studio ? Ma era una battuta ? Neanche il presidente del consiglio o Renzi o Meloni sono mai arrivati a chiedere certe idiozie … ma sono collegati con la realtà ? Tornare sul pianeta Terra

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  14. MEMORIA CORTA? si vede che non eri in FAI in quegli anni. Ricordo al Cons Gen. di Cagliari il segretario generale che tirò fuori per la prima volta la proposta lo stupore generale, e tutti gli interventi che dicevano che era folle, non logico, assurdo e anche ….pericoloso …data la disastrosa situazione organizzativa e finanziaria della FILCA. Il segretario generale allora interruppe di fatto la discussione e (per la prima volta, mai vista una cosa simile) avocò a sé il documeto finale …e cosi si ripetè nei mesi /anni successivi in ,senza votazioni vere e con un verbale/documento fatto giorni dopo che “a voce” il segretario generale prometteva di mandarlo a tutti “fra qualche giorno”… Ricordo un giorno ad un convegno/consiglio generale il prof.Sapelli che buttò lì la frase “e poi non fatela questa unificazione” con un generale applauso/ovazione liberatorio davanti ai confederali e poi gli interventi successivi di conferma…Ricordo il congresso di Perugia quando il BONANNI chiese dal palco per l’unificazione (“la volete? su fate un bell’applauso”) e fu gelo totale e una delegata di Firenze intervenne dopo parlando invece della politica della “tartaruga” (cioè calma….vediamo) e così si votò nel documento finale, modificato ad hoc diceva sì ma dava tempo…e invece subito dopo Bonanni, sempre lui, volle l’accelerata, subito, senza vie di mezzo. Ricordo che ogni volta ti dicevano tutti “si hai regione, è orribile, è folle MA LA VUOLE BONANNI, la vuole VIA PO” RicoRdo infine l’accelerata finale, improvvisa e definitiva e le risate e gli schezi dei dirigenti Filca “avanti, avanti, che li asfaltiamo”disse qualcuno davanti a me. Ricordo le minacce palesi della Furlan ad ORI quella notte…”chi sei”? “nome e cognome! ” …”e poi il voto segreto non si può fare perché è tardi.”.. MEMORIA CORTA? SCHERZI ?

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    1. Caro Giampiero,
      lunedi sera ti ho ascoltato a Report. Ho provato due sentimenti opposti: rinnovata solidarietà per la tua vicenda umana che tu sai essere stata sincera e un riemergere nella memoria il disappunto che provai quando esultasti per le dimissioni di Bonanni.
      Una esternazione di stampo (absit iniuria) un po” sanculotta. Non era mica caduto Napoleone o Mussolini…Con tutte le critiche che si potevano fare a Bonanni per le sue scelte degli ultimi anni quella tua esultanza la considerai fuori luogo. Senza contare che la “liberazione” fu – come spesso capita – da riconsiderare alla luce degli eventi successivi.
      Riguardo al progetto Fai Filca, di cui da anni tratta il9marzo e in questi giorni tu e lo stimato dr Giovanni Graziani (voluto da me come Presidente dei PPVV), ho sempre detto che l’idea fu mia e Bonanni ebbe solo il ruolo di condividerla, peraltro all’interno di una riforma più ampia, che riguardava le Federazioni ma ancor più le Unioni Territoriali e Regionali. Verso queste ultime – come tu forse ricordi – io e i documenti della Fai più volte esprimemmo perplessità e contrarietà. (Anche in Fai silenzi prudentissimi dei soliti in carriera, tuttora nella manovalanza silente per endemica afonia.) : (il tengo famiglia ha sempre tutelato i reticenti mentre uccide la democrazia e l’Organizzazione.)
      Quanto alle tue memorie su Cagliari e Perugia le cose non furono del tutto come tu le racconti. Le tue cronache mantengono la passione di un tempo mentre sarebbe utile avessero quel carattere neutrale proprio di chi come te non è estraneo al rigore della Storia. In tutta la stagione dei Congressi del 2013 e fino a quello nazionale di Perugia i documenti approvati all’unanimità, pur non esprimendo ovazioni entusiastiche, non palesarono un categorico dissenso sul progetto che invece andava serpeggiando fuori dal dibattito ufficiale e i cui motivi non per tutti furono la nobile difesa della libertà nella autonomia delle Categorie. (Non per postumo narcisismo cito la mia rielezione in quel Congresso all’unanimità. Dov’erano quelli che mi consideravano uno scriteriato, un dittatorello e un servo sciocco di Bonanni?).
      Sui documenti politici – come tu ricordi – relativi ai lavori dei nostri Esecutivi o del CG è vero che i testi finali vennero in più occasioni redatti dalla Segreteria ma su mandato votato dagli stessi Organismi. Ciò per poter ricomprendere in essi con precisione tutti i contributi dell’avvenuto dibattito. Era questa una prassi da sempre adottata. Il testo finale di quei documenti lo redigevo sempre io personalmente – è vero – ma ne condividevo il contenuto con la mia Segreteria e non avemmo MAI una qualsiasi lamentela per reticenze, incompletezze o inesattezze. (A volte anche tu collaboravi a riguardo per quella tua preziosa abitudine a registrare tutti gli interventi).
      Neppure al Consiglio generale di Fiuggi nel maggio 2014, che mi dette mandato alla condivisa convocazione di quelli riuniti di Fai e Filca nel luglio seguente a Chianciano, si manifestò quel democratico dissenso che invece si palesò all’Ergife.
      È giusto dire e condivido che – al di là dei documenti approvati negli Organismi – il Congresso è sempre sovrano. Anche i Congressi del 2013 lo erano. Comunque ne presi atto e mi dimisi come era mio dovere. Ma non può essere eluso il silenzio di tanti Dirigenti nei tre anni precedenti salvo le perplessità manifestate dal povero Santese, da Ori e Colonna e forse da pochi altri. Nè si può dimenticare che quel progetto era sì intestabile a me Segretario generale, ma fu sempre condiviso da tutta la mia Segreteria. Che poi alcuni dei miei colleghi parlassero con lingua di legno è vero, ma ciò fu il segno di tempi ove dire il contrario di quanto si pensi attesta di Dirigenti fragili non solo nel pensiero ma in quella etica della responsabilità che è il male del mondo in cui ci è toccato vivere e agire.
      Pertanto, caro Giampiero, pur sapendo che su quella vicenda tu ed io continueremo a pensarla diversamente, la cosa che più mi duole è che essa abbia avuto le conseguenze drammatiche su alcune persone e sui loro affetti familiari. E non meno vedere Dirigenti di altissimo profilo finire in esperienze sindacali tanto lontane dalla loro formazione e dalla loro idea di Sindacato.
      Infine, poichè non potremo cambiare gli eventi così come avvennero, mi auguro che – attenuatesi le passioni di allora – possa restare almeno la reciproca stima verso la retta intenzione che tutti mettemmo nelle azioni giuste o sbagliate che siano state.
      Un’ultima domanda: se fosse passato il progetto Fai Filca oggi, dopo sei anni, nel panorama del sindacalismo italiano la nuova Federazione sarebbe nelle retrovie o all’avanguardia rispetto a Flai e Uila? Resto convinto che, al di là di certe sbruffonate di piccoli uomini da cantiere, i Dirigenti della Fai possedevano risorse identitarie maggiori che avrebbero condizionato positivamente tutto il Gruppo dirigente come già avvenuto dal 2001 al 2014: la nostra scuola di Formazione, ammirata da tutti, non era l’accademia dei Vandeani, come un sedicente sindacalista ebbe un giorno a dire a Firenze, ma rappresentava il “cartello” di quel Sindacato nuovo del quale purtroppo si sono perse le tracce.

      Un caro saluto
      Augusto

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      1. No Augusto, mi spiace, ma non riesco a perdonarti del terribile disastro, sindacale e umano, che con le tue idee, la tua ostinazione e le tue azioni hai provocato. E non è, credimi la “passione di un tempo” a farmelo dire ma è, purtroppo, proprio quello che tu chiami il “rigore dello storico” che poi non è nient’altro che il mettere in fila i fatti e interpretarli nel loro contesto.
        Non mi è facile, ripeto, perché anch’io ricordo quanto ti sei interessato alle mie principesse, l’unica cosa che per me conta più della mia vita, e te ne sarò sempre grato.
        Che dirti dunque? Che la nostra memoria è diversa? Diciamo così. Che da Segretario generale non ti sei mai accorto che nessuno appoggiava la “tua” folle idea ? E che solo nei miei ricordi c’è la costruzione – pezzo dopo pezzo, mese dopo mese – di un consenso formale e impaurito (dallo “spettro” Bonanni) proprio utilizzando quelle debolezze umane di ciascuno, che tu nomini: le ambizioni dei “soliti in carriera” , il conformismo della “manovalanza sempre silente”, i timori del “tengo famiglia”….?
        Ok diciamo così.
        Ti auguro un Buon Natale e ti prometto una preghiera nella Notte Santa ma nulla di più
        Giampiero

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  15. Vergogna vergogna vergogna
    È vero la cisl è una associazione privata ma, con i caf e i patronati ha una funzione pubblica, infatti sottoscrive delle convenzioni con ministero del lavoro e delle finanze.
    Dovrebbe avere le stesse regole dei funzionari pubblici in tema penale, svolge funzioni di pubblico ufficiale(dichiarazioni isee, affitti, buoni studio, reddito cittadinanza, pensioni, certificazioni ecc.)
    44 milioni annui ai caf su 400 totali dei costi dello stato per tutti i caf.
    Costi che lo stato può risparmiare inviando a casa(cosa che succede in tanti stati avanzati europei) la denuncia dei redditi già fatta.
    Con quei soldi quanti ristori alle attività commerciali o aiuti alla gente in difficoltà potremmo dare?
    La cisl tornerebbe a vivere solo con i soldi degli iscritti e dovrebbero giustamente tirare e di molto la cinghia.
    Vergogna per i bugiardi sbugiardati.

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  16. Le memorie lunghe e corte devono prendere atto che le contraddizioni di quel periodo furono molte, per cui le ragioni non riconducono ad unica verità.
    Certo che quel “colpo di coda” dell’Ergife è stato un toccasana, ma è il modo in cui si è arrivati che è stato silente per l’intera Fai dei favorevoli e contrari, perché nel gioco delle “cadreghe” qualcuno si era anche entusiasmato per i nuovi numeri.
    Graziani dai, la tua squadra l’hai guidata bene per ottenere il risultato, il recupero in extremis di una partita persa.
    Ma come succede spesso l’arbitro poi fischia un rigore che nn ti aspetti nel recupero e non serve più a niente lamentarsi con i giornali e la giustizia sportiva.
    Il mio rammarico più grande poi della vicenda di Report è che tutti voi, delle malefatte che sono emerse e sono state denunciate, ne eravate a conoscenza da anni ed anni, ma fino a quel momento non eravate interessati a farle emergere come ora in questo blog, perché stavate bene così.
    Comunque il 90% della Cisl è fatto di gente onesta e laboriosa, peccato che in un programma come quello di ieri questo non sia stato detto, anzi..

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    1. Dire a una giornalista che non si è occupata della maggioranza di onesti dentro alla Cisl ma della minoranza è come dire a un medico che si occupa solo della malattia di una persona e non della maggioranza degli organi che sono sani (anche Gesù aveva detto qualcosa al riguardo). E chiedere a uno che solleva un problema perché non lo ha sollevato prima vuol dire che quel problema lo si vuol tenere nascosto, forse perchè “sta bene così”.
      Quanto al signor Giovanni Graziani, al quale abbiamo chiesto in diretta se ha qualcosa da replicare, si limita a far presente di aver già detto di non aver avuto alcun ruolo politico, anche solo indiretto, riguardo alla fusione Fai-Filca finché aveva la responsabilità di presidente de probiviri della Fai. La sua partita è cominciata dopo il commissariamento. E aggiunge che, anche in quanto juventino, non ha l’abitudine di piangere per come è andata la partita; semmai ha quella di vincerla.

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  17. Il problema non è minoranza o maggioranza, ma la strumentalizzazione e la generalizzazione che ne esce da un’inchiesta giornalistica con un obiettivo già definito..
    Quanti sono dieci, venti, trenta gli ipotetici colpevoli.
    Quanti sono 100, 200, 1000 quelli che sapevano, compresi voi.
    Quanti sono invece quelli che lavorano onestamente, con impegno e passione nei territori e nelle aziende.
    No la vera Cisl forse non sono loro, ma non lo siete neanche voi che per ricercare giustizia ad personam create l’illusione di un sindacato migliore attraverso la ghigliottina mediatica nei confronti vostri nemici.
    Ma questo gioco in realtà è un gioco di pochi che rischia di condizionare la maggioranza; una partita tra “oligarchie” sindacali giocata tra l’nconsapevolezza dei più, che di problemi ne ha ben altri.
    Non vi dico che eticamente non sia corretto e neanche che non avete delle ragioni, ma siete sicuri che la battaglia che state portando avanti, con queste modalità faccia il bene della maggioranza di questa Organizzazione??
    Ma a voi in fondo che vi importa dei bravi operatori/trici, dei bravi delegati/te costretti a difendersi dalle generalizzazioni e dagli attacchi..
    Ve la cavate dicendo che la colpa non è vostra ma delle Annamarie, dei Gigi, dei Raffaeli e dei Peri; voi state facendo e chiedendo solo giustizia.
    Ma il servizio ripete più volte la Cisl e quello fa male, soprattutto a chi la vive dal basso e nel basso, dove i problemi son ben altri dal porsi la questione di chi più in alto sia Santo o sia Demone.

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    1. Quanti sono quelli che sapevano, hanno parlato e sono stati espulsi, licenziati, commissariati? Pochi, anche perché colpirne uno è bastato ad avvertirne cento. Il che è una ragione in più, ora, per non remare assieme a chi li ha espulsi, licenziati, commissariati. E per non credere che fa meglio chi ora resta nel suo guscio, aggiungendo alla colpa del silanzio prima dello scandalo quella più grave del silenzio dopo lo scandalo.
      Bravi operatori che pedalano per mandare avanti la macchina senza preoccuparsi del fatto che chi è al volante la sta guidando verso il nulla.

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  18. Caro Topo Gigio, certo che ci si preoccupa; pensa te che io mi sto preoccupando anche di chi (cislino) sta godendo dell’immagine della Cisl che ne sta uscendo visto che la simpatica faccina la sto mettendo io nelle aziende e nel territorio, come tanti delegati e operatori.
    Dispiace anche la tua macrovisione del nulla, che però fa capire alla fine quanto ve ne importi di chi invece ha costruito e sta costruendo, ha tutelato e sta tutelando quotidianamente in giro per l’Italia.
    Come ho detto in altri messaggi, capisco le ragioni ma non condivido il metodo, non perché pensi che si debba nascondere, ma perché penso che “una gamba malata non cura un’altra gamba malata” anzi: il rischio è che si ammali tutto il corpo..

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    1. L’unica colpa che hanno gli iscritti è di accettare tutto supinamente. Stessa cosa i delegati di ogni livello. Tutti ci rimettono la faccia senza nessun beneficio. Mi sembra normale che le persone vittime del sistema possano quantomeno trarne soddisfazione del fatto di essersi schierate dalla parte giusta e aver fatto la cosa giusta. Ma se in CISL si è sviluppata negli anni una situazione patologica che è degenerata in cancro, l’indifferenza non ha circoscritto il problema ma ha dato la possibilità alle metastasi di colonizzare tutto il corpo. Nessuno può ritenersi al sicuro, è solo una questione di tempo e il corpo cisl così come lo conosciamo tutti morirà. La malattia avanza da tempo ma il cancro è stato diagnosticato da poco. Purtroppo non esiste un percorso indolore è asintomatico di guarigione. Rimango tristemente convinto che questa cisl non è più in grado di guarire. Può solo farsi un maquillage alla clinica del Gattopardo.

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  19. Ecco..centrato il punto, mancano i medici, ne abbiamo solo presunti tali, bravi a diagnosticare ma decisamente disinteressati alla cura..
    Meglio abbattere, mettendosi al pari della malattia.
    Confido, da una parte e dall’altra, nel ruolo degli “invisibili” anticorpi..

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