Franco Archibugi

Quando si parla della “Cisl di Pastore e Romani” si incorre spesso nell’equivoco di pensare a due grandi figure che giganteggiavano in solitudine. E invece la costruzione del “sindacato nuovo” fu opera collettiva di molti, che provenivano da esprienze in partenza molto lontane.

Franco Archibugi, morto ieri a 94 anni, era stato, fra questi molti, forse il più importante. Attraverso l’ufficio studi della Cisl (dove aveva come braccio destro Pietro Merli Brandini, amico di una vita) ebbe un ruolo importante nell’introduzione di elementi forti di modernità nella cultura economica del sindacato italiano. La sua collaborazione con una figura così diversa da lui come Mario Romani esprimeva la sintesi che la Cisl voleva realizzare fra chi veniva dalle tradizioni del sindacalismo cattolico e chi era legato ad una cultura progressista, legata alle tradizioni del socialismo. L’uno e l’altro convinti che il compito della Cisl fosse quello di portare il sindacalismo e i lavoratori italiani nella contemporaneità, aprendosi alla cultura delle relazioni industriali attraverso il confronto con i sistemi più maturi.

Dopo aver svolto questo ruolo negli anni Cinquanta, Archibugi, ha avuto una lunga carriera di studioso e docente, soprattutto sui problemi della pianificazione, anche se è difficile incasellarlo in una definizione accademica come economista, sociologo o quant’altro. Basta guardare il sul suo sito per capire l’importanza dei ruoli che ha ricoperto e come sia stato un pensatore prolifico fino agli ultimi giorni di vita.

Un percorso nel quale il passaggio dalla Cisl era stato un momento cruciale per lui e per la confederazione.

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5 Commenti - Scrivi un commento

    1. Abbiano censurato due commenti; uno perché insultava te (e qui non si insulta nessuno) e uno tuo che non si capiva se era pieno di insulti o di semplici farfugliamenti sconnessi.
      Ad ogni modo qui è casa nostra e decidiamo noi cosa pubblicare.

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  1. Tanto per la precisione chi mi ha insultato…semmai potrebbe farlo anche di persona non ho problemi a confrontarmi con chiunque cmq..io in quel post non ho insultato nessuno…in quanto ho parlato come in altri del modello associativo che alla fine prevede la sintesi confederale non l anarchia categoriale o sedicente tale……e non mi pare di avere farfugliato alcunché anzi.. e ho detto
    tutto… e mi fermo qua.. cmq che dire…buona continuazione..arrivederci..

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  2. Franco Archibugi non l’ho conosciuto di persona ma ne ho sentito parlare tante volte dal compianto Pietro Merli Brandini che mi onorava della sua stima e di una commovente amicizia.
    Archibugi…Merli Brandini…Nicola Cacace…Giuseppe Bianchi quattro giganti sulle cui spalle pochi di quelli di oggi possono dichiararsi eredi. C’è da sperare che il seme di quelle nobili menti torni a produrre frutti nel deserto ove oggi proliferano i cactus dei sedicenti franchi e degli esteti pseudonimi.

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    1. Precisiamo soltanto, poiché l’elenco dei quattro giganti potrebbe indurre qualcuno in errore, che Giuseppe Bianchi è vivo e ben attivo. E cogliamo anzi l’occasione per invitare a visitare il sito dell’Isril dove pubblica regolarmente i suoi contributi per la newsletter.

      http://www.isril.it/

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