Contro ogni pronostico

Chi ha detto che nella Cisl di oggi è facile fare pronostici, perché basta immaginare il peggio del peggio e questo poi succede puntualmente?

Ovviamente l’abbiamo detto noi, e più di una volta. Ad esempio nel post precedente sull’elezione a segretario dell’Unione di Belluno-Treviso, come da pronostico sul 9 marzo, di un dirigente dei bancari che, semmai, dovrebbe scontare qualche turno di squalifica per avere a suo tempo gonfiato il tesseramento della sua federazione territoriale, almeno a stare a quel che c’era scritto in una lettera formale della stessa Unione che oggi dirige.

Però non è sempre così, e lo vogliamo raccontare. Anche a rischio di creare problemi e perfino di risultare sgraditi anche a persone di cui, per una volta, non parliamo male.

La storia si svolge nella Fai del Piemonte, una delle regioni protagoniste della notte dell’Ergife che qualche commento incauto continua a raccontare come se fosse stata una rivolta di poltronisti mentre fu animata da gente che mise a rischio ben più della poltrona, cioè lo stipendio mensile; che poi alcuni hanno effettivamente perso perché tutti gli altri capissero e si adeguassero.

Prima o poi, le ritorsioni sono arrivate in tutte le regioni che avevano detto “no”, nonostante che nessuna avesse poi fatto la scelta di opporsi apertamente al commissariamento né di appoggiare il nostro ricorso in Tribunale.

La ritorsione più dura c’è stata in Campania, dove infami lettere anonime, e qualche meschinità ben firmata contro la sua amata famiglia, hanno ferito nel profondo l’animo nobile di Carmine Santese.  Ma il conto è stato presentato anche alla Fai della Sicilia, nonostante che Fabrizio Colonna fosse stato inizialmente promosso a segretario nazionale; salvo poi essere scaraventato fuori e privo di paracadute dal dottor Sbarra dell’Anas subito prima del congresso del 2017, quando la situazione a Via Po 21 lo consentiva e senza alcuna spiegazione politica come dovrebbe essere in democrazia. Per non parlare dell’Abruzzo, dove il dottor Sbarra dell’Anas è andato di persona a certificare il falso, cioè l’esistenza di un numero legale che non c’era nella votazione decisiva, per poter sostituire Alessandro Collevecchio senza passare dal congresso. Ricollocati fuori dalla federazione – chi meglio, chi peggio – anche i segretari di Sardegna ed Emilia-Romagna, sono sfuggite all’allontamanto, in quanto pesci piccoli, solo le province autonome e un po’ a statuto speciale di Trento e Bolzano/Bozen.

Risultato: tutto ora è sotto il controllo esercitato dai vassalli di Via Tevere sui valvassori regionali per conto dell’impero confederale.

Il copione recitato in Piemonte, fino a poco fa, era stato lo stesso e annunciava lo stesso finale: ad un certo punto il segretario regionale in carica nella notte dell’Ergife, Evaristo Ghia, si è trovato di fronte, da parte di alcune strutture provinciali, a contestazioni più o meno plausibili, ma che sono comunque servite a far leva per spingerlo alle dimissioni ed a favorire una lunga reggenza di un inviato da Roma di provenienza veneta (non ce ne scandalizziamo di certo, ogni segretario generale ha sempre preferito la propria terra).

A questo punto della storia, noi che pensiamo male eravamo sicuri che, al termine della reggenza, anche la Fai del Piemonte sarebbe stata piegata ad soluzione che, nella migliore delle ipotesi, avrebbe visto paracadutare qualcuno da fuori, magari bravo ma espressione della confederazione e non del territorio (tipo Benaglia alla Fim); oppure a fare la fine della Fai della Sicilia, già potente e gloriosa, dove oggi il segretario generale manca (parola che prima di essere un cognome è un verbo, soprattutto nel caso dell’attendente personale del dottor Sbarra dell’Anas).

E invece, con nostra sorpresa, alla fine è stato eletto Franco Ferria, uno che viene dal territorio e dalla fabbrica, cioè dalla categoria, e non è frutto dell’invadenza confederale.

Non sappiamo quale congiunzione astrale abbia prodotto questo risultato per noi inatteso, e neppure se si tratti di effetti collaterali della pandemia che, purtroppo, è passata anche da via Tevere 20 (a proposito, mandiamo un saluto a tutte e tutti quelli che stanno vivendo questo momento antipatico). E d’altra parte un solo fatto non basta certo, contro centro altri di segno contrario, a parlare di una resipiscenza della federazione un tempo orgogliosa della propria autonomia.

Quel che possiamo dire, oggi, è che c’è qualcuno di quelli che all’Ergife si erano fatti sentire che riesce ancora a fare il suo lavoro nella Fai ed a far pesare il consenso democratico costruito con il proprio lavoro di rappresentante delle persone che vivono del proprio lavoro. O almeno, vedendola da molto lontano, ci sembra e ci piace sperare che le cose stiano così.

Prendiamo dunque atto che a pensar male, come facciamo noi, a volte non solo si fa peccato ma non ci si azzecca neppure.

Più o meno, in un caso su mille.

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13 Commenti - Scrivi un commento

  1. Complimenti a Franco, bravo sindacalista e ottima persona..
    Se il riferimento alla facilità dei pronostici era alla sottoscritta ( se e solo se), preciso 2 cose:
    1) quando voi avete pronosticato il Paglini a Belluno-Treviso, la cosa era più o meno decisa già da mesi e girava nei corridoi con cui voi avete sicuramente dei contatti.
    2) sì tendenzialmente è facile pronosticare in Cisl, ma anche in Cgil e Uil, poiché quando si è dentro alle Organizzazioni i meccanismi su cui si “dirotta” il consenso sono più o meno sempre gli stessi.
    Ma voi queste cose le conoscete bene, non sono invenzioni degli anni 2000.
    I migliori auguri a Franco!!

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  2. Complimenti a questa “Gatta” che dice di avere un ruolo marginale, quasi una semplice lavoratrice iscritta, e dimostra di avere una visione macro e micro dell’intero mondo cislino. Brava! potresti ben sostituire l’eterno responsabile dell’ufficio stampa che invece non ha mai conosciuto la periferia. Ma forse in qualche modo ci sei già. Comunque brava per aver utilizzato questo blog aperto per fare gli auguri a Franco.

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    1. Quando mai ho detto di essere solo una lavoratrice iscritta??
      Beh in realtà lo sono e vivo “sui tetti” ai confini della città, dove la vista periferica è bellissima….

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  3. Grazie per aver raccontato, ancora una volta, quella importante notte vissuta all’ergife. Le cose sono accadute a quelli che non si sono piegati del tutto fino alla fine, sono quelle raccontate magnificamente dall’admin. Auguri a Franco Ferria, uomo e sindacalista degno di quella Fai.

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    1. Non sicuramente quello delle mele…
      Poi perché dovrebbe essere diverso da quello che c’è in Fisascat o in FaiFilca?? (dichiarazione rilasciata il 27 ottobre 2014)

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  4. Difendete la cricca per difendere la Cisl · Edit

    Speriamo vada in onda prima di Natale e già tutto scritto:

    gli scandali di questi anni, chiederanno di serrare i ranghi. Per difendere la Cisl. IN REALTÀ e’ per difendere un gruppo dirigente volgare e mediocre di arricchiti coi soldi di lavoratori e pensionati.

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  5. Commissariata Cisl Scuola Napoli · Edit

    Anche oggi… Commissariata la Cisl Scuola Napoli e espulsa la Segretaria generale Maria Romano.

    Dopo aver votato contro il commissariamento dell FP, Lena Gissi ha dato le chiavi della Cisl scuola al Crudelia per normalizzare. In questo caso il segr Cisl Napoli, sodale di Cerrito il cantiniere. Qualcuno gli chiederà di restituire i soldi cisl spesi nella sua tenuta e nell agriturismo di famiglia?

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    1. Questo commento fa riferimento, in conclusione, ad una vicenda della quale ci siamo occupati anche noi. Come abbiamo fatto allora, e come facciamo sempre, offriamo ampia facoltà di replica a Pietro Cerrito se volesse smentire, precisare, correggere o comunque dire qualsiasi cosa.
      Noi lo offriamo a tutti, ma finora nessuno lo ha voluto fare…

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