Il portachiavi di Beppe

Pinuccio Rustioni ci manda questo ricordo di Giuseppe Pelli, morto ieri a Cremona, che volentieri pubblichiamo.

Ieri con due diversi messaggi gli amici Albino Gorini e Maurizio Ori mi comunicavano la morte
all’ospedale di Cremona del caro amico Giuseppe Pelli.

Una triste notizia, perché momenti come questi inevitabilmente rimandano a ricordi di vita
condivisa con l’amico che non è più qui con noi su questa terra. Ricordi che riempiono di
struggente nostalgia e ci fanno perciò soffrire.

In occasioni così, vorremmo che tutto si fermasse per poter “stare” in qualche modo con lui, con
Beppe, essere al suo fianco. Ma la vita continua. Allora nasce un grido, una supplica perché il
ricordo non finisca in se stesso,ma sia un segno che rimandi a qualcosa di più grande per cui
siamo venuti al mondo. Una speranza cristiana di rivederci un giorno in cielo e poter godere di
ricordi che non saranno più ricordi ma vita in pienezza. Con questa speranza, mi sento di
ringraziare Beppe che è stato un sindacalista “acquisito”, perché la sua originaria vocazione di
insegnante infatti l’ha sempre portata con sé anche quando ha deciso di dedicarsi a tempo
pieno all’attività sindacale.

Un uomo, che appunto nel suo lavoro, nelle sue relazioni ha sempre gettato “segni” di rara
finezza intellettuale e di grande attenzione umana. Ed ecco un solo fra i tanti ricordi, forse
nemmeno il più significativo, che voglio raccontare e che dice del suo garbo e della sua carità
silenziosa.

Tra la metà e la fine degli anni ’90 , il rapporto con Beppe era intenso, lui lasciava
l’incarico di segretario regionale lombardo della Fisba e passava il testimone al sottoscritto nella
fase delicata di accorpamento con la FAT con approdo finale alla FAI. Momenti sicuramente
delicati in cui la sua preziosa collaborazione mi era di grande aiuto. Un 21 ottobre non ricordo
più con precisione di quale di quegli anni venne da me e mi regalò un portachiavi in pelle. Era il
giorno del mio compleanno.

Caro Beppe, se il buon Dio avrà tanta misericordia di me, ti prometto che quando verrò in cielo
porterò con me il portachiavi che mi avevi regalato e che ora su questa terra porto sempre con
me come “segno” di un’amicizia e di una stima profonda e sincera.

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