I due partiti

Celebrata la rituale apertura di stagione per dire le stesse cose che si dicono da anni (il governo ci deve ascoltare, occorre un nuovo patto sociale, bisogna ripartire dal lavoro … e tutte le litanie giuste e inutili che si ripetono senza fede in questi anni di declino) a Via Po 21 sono tornati ad occuparsi del problema di questi giorni.

Che però non è, come molti pensano, chi sarà, e quando, il prossimo segretario generale della Cisl. Perché questo, in fondo, è un po’ come gli slogan delle manifestazioni che inaugurano l’anno sociale, qualcosa che non cambia la storia. Sia che dovesse restare la signora Anna Maria, sia che dovesse prevalere uno degli altri aspiranti al titolo, per la rappresentanza degli interessi di chi vive del lavoro vale la stessa considerazione: irrilevante lei, irrilevanti loro.

La vera questione che divide l’organizzazione, determina alleanze e inimicizie, agita gli animi e occupa le menti come pensiero dominante è ben altra: a chi va affidata la gestione dei fondi previsti dalla contrattazione collettiva? Qui ballano i milioni, e qui si creano i due partiti, i guelfi e i ghibellini, i bartaliani e i coppiani che tirano la corda per l’uno o per l’altro grande gruppo assicurativo (dei quali non facciamo i nomi, che tutti conoscono, per non fare pubblicità, neanche negativa, all’uno o all’altro essendoci indifferente questo ballottaggio).

Per questo, il prossimo segretario generale potrà essere l’uno, l’altro o ancora lei ma la cosa non cambierà nulla. Perché per ripetere “ci vuole un nuovo patto sociale”, “il governo ci deve ascoltare”, “bisogna ripartire dal lavoro”, e tutte le litanie consunte dall’uso, uno/a vale l’altro/a. Mentre per affidare la gestione di grandi risorse – una parte delle quali rifluirà verso le organizzazioni – bisogna fare delle scelte che avranno vinti e vincitori.

Intanto le questioni sindacali, come quella bazzecola del tempo di lavoro da ridurre o meno in epoca di pandemia, restano in attesa di essere risolte da qualcuno che non abbia la mente e il cuore impegnato nello scontro sui soldi da affidare all’uno o all’altro gruppo. Ed anche la scelta del prossimo segretario generale della Cisl sarà, verosimilmente, un banale sottoprodotto della vera partita in corso.

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Il livello della piattaforma unitaria presentata nelle manifestazioni di venerdì è sconfortante e rappresentativa dei gruppi dirigenti odierni. Che dolore!

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    1. Sono perfettamente d’accordo! Una Piattaforma unitaria piena di retorica landiniana e il nulla delle altre due confederazioni. Penoso e purtroppo in continuo abbandono rimane la rappresentanza dei lavoratori e dei disoccupati di questo nostro Paese.

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  2. Una che da anni lavora dal martedì sera al giovedi mattina per tornare a Genova a giocare a carte e andare dalla sua maga chiromante che parla di “ripartire dal lavoro” e’ singolare.

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  3. Paul un tessile deluso · Edit

    Ma quale 35 ore… Le controparti del tessile vogliono togliere il6x6 retribuito 40 ore per pagarne solo 36. Tutto fumo perché le aziende fanno quello che vogliono.

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  4. La Cisl Universita con Califano · Edit

    La Cisl non parla di referendum non dice nulla sul Governo.

    Ma la Cisl universita di napoli tramite il suo segretario Mastantuono si schiera nell elezione del Rettore del Federico II appoggiando con un comunicato, tal Califano.

    Ma che c’entra la Cisl?

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  5. Di cosa parlate?? · Edit

    Caro admin, si dà per scontato che si sappia di cosa state parlando… un post stracolmo di insinuazioni ma…… perché non dire chiaramente di cosa diamine si sta parlando??? Io non l’ho capito …….

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    1. Purtroppo più chiari di così non riusciamo ad essere. Ma prova tu a fare delle domande su cosa non capisci in questo post e noi proviamo a spiegarlo.

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