L’importanza del dibattito

Il sito https://www.startmag.it/ ospita alcuni commenti sul significato delle dimissioni di Marco Bentivogli da segretario generale della Fim. Dimissioni presentate, lo ricordiamo, all’esito di un pressing – per non dire mobbing – contro di lui da parte del gruppo di sessantenni-settantenni che controlla i palazzi di Via Po, culminato nella sua sostituzione con un bravo operatore confederale di dieci anni più vecchio.

Dopo aver pubblicato i commenti pro-Bentivogli di Giuliano Cazzola, di Mario Sassi e Savino Pezzotta (ripresi dai blog mariosassi.it e da sindacalmente.org), il sito ospita un intervento di segno opposto a firma Pietro Bertoli, precisando che si tratta dello “pseudonimo di un dirigente Fim.

Nel salutare con favore il dibattito, perché come ha osservato correttamente Giuseppe Bianchi dell’Isril, il silenzio sulla sostituzione di Bentivogli “nuoce alla reputazione della Cisl”, ci permettiamo di intervenire su di un aspetto che sta molto a cuore al dirigente che si firma Pietro Bertoli. E cioè il bilancio dell’azione contrattuale di Bentivogli come segretario generale. Ad esempio, il contratto nazionale firmato unitariamente nel 2016, esaltato da Cazzola e giudicato invece da Pietro Bertoli una “fotocopia del precedente ma con parte salariale talmente irrisoria da dover far leva su welfare e formazione per renderlo accettabile”.

Si tratta di un giudizio ampiamente condivisibile, visto che riecheggia involontariamente quello espresso all’epoca da noi del 9 marzo quando, ironizzando su Bentivogli che aveva parlato di contratto “storico“, scrivevamo

Poi uno cerca di capire cosa ci sia di “storico” in un contratto che aumenta le retribuzioni in base a criteri predeterminati ed in misura piuttosto modesta, e si rende conto che di storico c’è che questa volta ha firmato anche Landini. Il quale, forse, un giorno sarà anche ricordato come un personaggio storico, una specie di Garibaldi ferito nell’eroico scontro di Pomigliano, ma per ora è solo un simpatico e inconcludente massimalista.

Un giudizio sostanzialmente uguale a quello che dà oggi Pietro Bertoli. Ma scritto quando nessun dirgente della Fim diceva queste cose, né con il proprio nome né sotto pseudonimo. E il valore delle critiche dipende anche dalla loro tempestività; una critica giusta quattro anni dopo porta con sé lo sgradevole odore della strumentalità.

Ma l‘aspetto più importante, e sul quale ancora una volta c’è un “sì, ma” da aggiungere alla constatazione che ha ragione il dirigente Fim sotto pseudonimo, riguarda gli accordi di Pomigliano e Mirafiori. Che furono sottoscritti prima che Marco Bentivogli diventasse segretario generale, e quindi non possono essere ascritti alla sua azione di grande leader innovatore delle relazioni industriali che Cazzola gli attribuisce.

Ricordiamo che per tutti gli anni Cinquanta, poi i Sessanta, i Settanta e almeno fino alla metà degli anni Ottanta, la Cisl era sempre stata all’avanguardia dell’innovazione. Con idee giuste o sbagliate, e a volte opposte fra di loro, con la Fim spesso in polemica con la Cisl, ad esempio negli anni Sessanta – basti citare le politiche salariali o le regole sul sistema contrattuale - ma sempre in posizione di avanguardia.

Poi però la spinta propulsiva si è andata affievolendo. Tanto che anche gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, certamente le esperienze di maggior innovazione degli ultimi anni, non sono nati dall’iniziativa della Fim e/o della Cisl, ma da quella di Marchionne. Iniziativa rispetto alla quale la Fim e la Cisl scelsero giustamente di essere interlocutrici, senza chiamarsi fuori come fece la Fiom perdendo questa occasione. Ma si trattò sempre e comunque di un accettare l’iniziativa della controparte, non di una dimostrazione di capacità innovativa in proprio. Tanto è vero che, Bentivogli o Benaglia o Farina che ci fosse, quell’esperienza di innovazione si è esaurita all’esaurirsi dell’iniziativa della controparte.

Ma allora ciò su cui riflettere non è “Bentivogli sì/Bentivogli no”, ma perché la Fim e la Cisl hanno perso spinta innovativa. Una spinta che nasceva anche dal fatto che dentro all’organizzazione, invece di esserci un “non pensiero unico” amministrato da Via Po 21 – fosse anche la Via Po 21 di Pastore, Storti o Carniti – c’era un dibattito fra posizioni diverse con i dirigenti che intervenivano con il proprio nome e in rappresentanza della propria federazione, ognuna delle quali aveva un’identità propria anche nella comune identità Cisl. E spesso con dibattiti e divisioni anche dentro alle federazioni, con posizioni che alla fine dovevano trovare punti di sintesi.

Oggi invece il dibattito è considerato qualcosa di sconveniente, tanto che anche chi deve sostenere le posizioni di Via Po 21 preferisce farlo sotto pseudonimo.

Ed i risultati si vedono anche nello scadimento dell’azione di rappresentanza, della Fim e della Cisl, chiunque sia il leader pro tempore.

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31 Commenti - Scrivi un commento

  1. Bellissima riflessione, che condivido in pieno! Se non sarà letta ed incarnata da chi ha responsabilità in FIM ed in CISL, si potra avere solo una lenta (e non so quanto lunga) agonia. Bisogna ridare voce e vero protagonismo alle RSU, i militanti, gli iscritti… i lavoratori! Il Segretario provinciale (come a tutti i livelli) deve avere soprattutto un ruolo di sintesi e garanzia, e non fare il boss o il Pilato di turno (come spesso al Sud – e a Ba.. – capita). Ma questa gente non se ne andrà mai con le loro gambe: per loro il sindacato è come un posto di lavoro nello Stato. Che schifo! Una tristezza profondissima…

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  2. PS: Ma, se c’è stato “un pressing – per non dire mobbing – contro di lui da parte del gruppo di sessantenni-settantenni che controlla i palazzi di Via Po”, quali carte o evidenze – a questo punto scottanti – avevano in mano quest’ultimi per indurlo a cedere ed a dimettersi?

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  3. Perché la Cisl ha perso la spinta innovativa? Almeno tre sono i motivi:
    1 la formazione dei quadri Cisl é stata implementata negli ultimi quindici anni ma ha perso spessore in quanto si è appiattita, uniformata e non ha permesso ai talenti di emergere .
    2 Gli ultimi grandi contrattualisti e pensatori sono stati posti in naftalina con la gestione Furlan . Senza il loro supporto il centro studi non ha senso di esistere
    3 se anche tra le nuove leve ci fossero elementi con idee innovative sarebbero appiattiti e uniformati dal sistema confederale a pensiero unico, per cui è molto piu’ probabile che tali elementi se ne guardano bene dall’ aspirare alla carriera sindacale privilegiando altri percorsi.

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    1. Caro anonimo, anche nella FIM degli ultimi anni, forse dal dopo Caprioli (ultimo grande segretario FIM), c’è stato un lento ed inesorabile appiattimento. Hai voglia nei corsi di formazione (inclusi i COD) al Romitorio di Amelia a dire agli allievi di essere coraggiosi, innovativi ed “anticonformisti” se poi nei territori comandano certi boss perlopiù ignoranti ed arroganti!

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  4. Syn dike… Se sono così ignoranti come dici spesso e non hai incarichi di nessun genere, o fai i nomi oppure stai solo difendendo il tuo orticello, come già qualcuno ha scritto in proposito su di te…P. S. Senza offesa.

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    1. Anonimo… io sono solo una RSU che ad un certo punto si è appassionato di sindacato, lavoratori e ha maturato, forse ingenuamente, la voglia di cambiare le cose..
      Quale orticello??

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    2. Per tutti i cari “anonimi” – forse tutt’ora dirigenti della FIM e della CISL – che scrivono su questo blog e che fanno dietrologie pure sui commenti di semplici militanti ed RSU, che hanno il difetto di essere solo disgustati dall’attuale situazione nel sindacato e nel quale MAI hanno avuto responsabilità (e retribuzione) dirette, vi invito a leggere e rileggete, nel giorno del suo compleanno, questa affermazione di Nanni Moretti di qualche anno fa…

      “Ci aspettavamo un’autocritica degli errori che hanno commesso. Invece la burocrazia che sta alle nostre spalle non ha capito nulla. Con questi dirigenti non vinceremo mai. Hanno mostrato scarso rispetto per le opinioni dell’elettore e dell’elettrice: i vertici non sanno parlare alla testa e all’anima delle persone.”

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  5. PS: Mi stupisce che ti stupisca che in questa attuale FIM CISL gli ignoranti abbiano la meglio sui preparati ed onesti… O sei fesso o sei ingenuo o sei in malafede.

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  6. PPS: Facciamo così, scrivo solo le iniziali dei nomi e cognomi. Ma non chiedetemi di più adesso, perchè come ha scritto qualcun’altro a proposito, anche se impossibili, le battaglie andrebbero fatte all’interno dei territori, utilizzando tutti gli strumenti previsti dallo Statuto. Comunque i nomi e cognomi, per il mio territorio, sono: D.P. e G.G.. E poi c’è Ponzio Pilato…

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  7. Tra pochi giorni il 2 settembre saranno 4 anni da quando ci ha lasciato PIETRO MERLI BRANDINI. Ricordo un uomo integro e un sindacalista dalla rara intelligenza e di una sconfinata cultura. Le sue lezioni furono sempre straordinarie : comprese dagli intelligenti e sottovalutate dai tromboni e clarinetti intenti soltanto alle scorciatoie di carriere dannose per la CISL. Negli ultimi anni vide la desolazione che stava stagnando in via Po e avvertì non ascoltato un decadimento aggravatosi dal giorno in cui Pezzotta fu costretto a scegliere tra il comodo compromesso e la dignità propria e della CISL. Ora lui fa parte di quel cielo dove siedono Pastore, Romani, Carniti, Paolo Sartori, Silvio Costantini e tanti altri che oggi sarebbero imbarazzati al vedere i barbari saccheggiare gli altari e le chiese in ogni parte d’Italia.

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  8. La verità è che la Cisl si sta uilizzando. Ci vorrebbe un gruppo dirigente coraggioso per il cambiamento radicale. Abbiamo dirigenti cooptati e a cui si richiede solo fedeltà canina ….

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    1. Esatto, “nessuno”… È un dato di fatto, ormai, che le altre organizzazioni, in questo momento, hanno meno questo problema.
      Poi, sbagliando, chi va via (e negli ultimi mesi, in FIM, sono tanti) viene etichettato come “traditore”..
      Troppo comodo per alcuni “dirigenti” risolvere così la questione, quando dovrebbero essere loro i primi a doversi mettere in discussione. Ma loro sono infallibili!

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  9. Dibattito deriva dal latino “batuere ” che significa muovere, agitare, ecc. Mi pare che in via Po e circondario sia diventata una palude e nessuno ne smuove le acque.

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  10. Bisogna rassegnarsi al fatto che l’idea di sindacato e partecipazione tipica degli anni passati non esiste più. Evitiamo di dire o sperare che nuovi illuminati dirigenti possano cambiare qualcosa. Questo è impossibile in quanto l’utilizzo improprio degli organismi di tutela e democrazia, statutariamente previsti, non sono più una garanzia. Siamo in una fase gerontocratica, gli ex giovani hanno rottamato gli anziani ed adesso stanno rottamando i giovani. Le tessere ed i lavoratori sono stati soppiantati dai fondi assicurativi, dai fondi pensione e dagli enti bilaterali. Rendono di più e creano meno problemi. La figura del pensionato una volta di garanzia e istituzionale, di solito escluso dall’attività dei lavoratori attivi, adesso è predominante e sostenuto da quei comparti che posso avere iscritti “flessibilmente ed economicamente sostenibili”. L’appartenenza e la partecipazione è stata sostituita con l’autoconservazione. Ogni cosa ha un inizio ed una fine, il sindacato inteso come una volta soprattutto in certi comparti è alla fine. Non credo che a breve nascerà qualcosa di simile o di nuovo, semmai i lavoratori troveranno altri percorsi che evolveranno in un’idea diversa di rappresentanza partecipazione e tutela con caratteristiche più individuali che collettive. Solo l’applicazione dell’articolo 39 della costituzione potrebbe cambiare le cose, ma credo che non avverrà mai.

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  11. Basta con questa cisl · Edit

    Grazie amico bel vecchio
    Hai ragione e noi come cislini od ex dovremmo capire la tua ultima frase.
    È difficile per noi nati e cresciuti nel segno dell’autonomia , ma ora tutto è divrrso e i dirigenti cisl sono solo burocrati privilegiati.
    Facciamo una proposta semplice un art. 39 semplice che preveda la rendicontazione come le società quotate e che preveda la responsabilità petsonale sia civile che penale.
    Mi piange il cuore ma o così o fuffa.

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  12. Bel vecchio ha ragione · Edit

    CHIEDERE APPLICAZIONE ART. 39
    – bilanci certificati per legge di sindacati, enti e fondazioni collegate
    – quadro c con tutti i redditi di tutti compresi enti (INAS CAAAF ISCOS SICET, etc) e operatori confederali
    – RSU SOLO ELETTIVE basta con le nomine come in fisascat e altre federazioni.
    – certificazioni entrate enti bilaterali
    – incompatibilità con cda enti bilaterali e qualsiasi incarico politico (probiviri inclusi)
    – dichiarazione obbligatoria della
    maturazione dei requisiti per la pensione
    – estratto contributivo annuale dopo i 50 anni

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  13. ” scritto quando nessun dirgente della Fim diceva queste cose, né con il proprio nome né sotto pseudonimo”…admin ma cosa ne sai? Le cose sono state dette e sono costate care a più di qualcuno, altro che strumentalità.
    L’accordo di Pomigliano è stato fatto perché c’era Marchionne e perché lo ha voluto, certamente. Gli accordi si fanno in due e se la controparte (come si diceva una volta ) è scarsa anche il sindacato è debole. Buoni accordi si fanno con controparti che ti sfidano e si fanno sfidare. Al di là di questo, Bentivogli allora fu contrario non perché gli interessasse il merito sindacale ma per dare addosso a Farina. Per Bentivogli Marco il sindacato sembra essere stato solo uno strumento di promozione personale.
    Sono d’accordo, si è perso il carattere innovativo della fim e della cisl. Dirigenti cooptati perché fedeli e senza competenza e senza aver neanche mai conosciuto una fabbrica hanno trasformato il libero confronto nella caccia al nemico perché incapaci di far altro che osannare il leader di turno. Il problema non è Bentivogli che semmai è il prodotto di un sistema già malato da decenni. In una cisl sana Bentivogli mai sarebbe potuto diventare segretario generale, uno che non ha mai lavorato e non ha neanche mai fatto il delegato sindacale. Come lui, purtroppo, tanti, troppi sedicenti sindacalisti che hanno trasformato il sindacato in un poltronificio, pronti a tutto pur di mantenersi stretta la poltrona.
    Il punto è se si è già raggiunto il punto di non ritorno o se si potrà provare a rifondare questo sindacato. In questo panorama socio-politico mi sembra arduo.

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    1. Ti ringraziamo per i retroscena interessanti su Pomigliano che ci racconti. Ma ti facciamo presente che il nostro giudizio si riferiva a cose dette e scritte pubblicamente, come abbiamo fatto noi. Anche perché il dibattito pubblico è l’unico che abbia valore in democrazia. I dissensi che restano nel foro interiore o che diventano spunto di lotte intestine non fanno dibattito né democrazia, ma preparano solo i colpi di mano nelle guerre fra cordate. Guerre nelle quali, come speriamo si sia capito, noi siamo neutrali per principio.
      E lo stesso vale anche per il giudizio che dai su Bentivogli. Giudizio che per avere valore democratico doveva farsi dissenso, non restare malumore in attesa dell’intervento di Via Po 21.
      Quanto al futuro, ci sembra difficile che a prepararne uno mlgliore sia la generazione dei sessantenni e oltre.

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      1. Una domanda da lettore curioso: ma gli amministratori di questo blog fanno per caso parte di qualche consiglio generale fim? Mi sembra che ne sappiano più di quelli che ne fanno parte. Sempre pronti con il giudizio di chi sa. Io leggendo i vari commenti mi sono fatto l’idea che c’è stato in fim chi ha democraticamente dissentito e altrettanto democraticamente è stato messo alla porta. Faide, lotte intestine, cordate…magari anche chi ha creduto nella possibilità di un confronto ma si è trovato davanti lestofanti (vedere cosa scrive Syn Dike) e un bel calcio in c… non credo che tutti quelli che non condividevano Bentivogli attendessero l’intervento di via Po. Magari sbaglio e admin ha ragione.

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        1. Chi gestisce questo blog viene dalla Fai; e le esperienze, nostri errori compresi, della federazione protomartire ci fanno dare oggi i giudizi che diamo. A cominciare dal fatto che nel dibattito pubblico, e sottolineiamo pubblico, le posizioni di Bentivogli non erano messe in discussione da nessuno della Fim. Il che, evidentemente, è stato un errore sosì come fu un errore, parlando con il senno del poi, che chi nella Fai non voleva essere accorpato alla Filca non abbia mai formalizzato pubblicamente quella posizione fino alla notte dell’Ergife, rispettando la prassi dell’unanimismo.
          Perché è l’unanimismo che genera patologie come faide, lotte intestine e cordate invece di un confronto aperto fra posizioni diverse. Ed è in questa situazione che Via Po 21 può giocare per imporre le proprie soluzioni. Così, più o meno, è andata nella Fai. E così, a naso, potrebbe essere andata anche nella Fim.
          Ma magari ci sbagliamo e hai ragione tu.

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          1. più che giudizi li chiamerei pregiudizi. L’esperienza in FAI non vi autorizza a giudicare le vicende FIM di cui non conoscete nulla. Non credo foste presenti in ogni consiglio generale, in ogni segreteria e in ogni territorio. Bentivogli ha purgato per bene la FIM togliendo di mezzo chi dissentiva, anche pubblicamente. Potete difendere le vostre posizioni anche senza piegare quanto successo ai vostri desideri. La FIM non era un luogo di confronto libero e democratico.

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            1. Invece questo blog è un luogo di confronto libero e democratico, dove tu puoi esprimere i tuoi giudizi e noi i nostri. Anche sulla Fim. Lo facevamo quando c’era Bentivogli e continueremo a farlo anche ora che Via Po 21 lo ha sostituito con un bravo ma un po’ anziano operatore confederale.
              O per far presente, solo per fare un esempio, che la composizione della nuova segreteria viola la regola statutaria sulla presenza femminile bisogna essere stati presenti alle vostre riunioni di segreteria o consiglio generale?

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              1. Un lettore ci manda un commento provocatore, perché vorrebbe che perdessimo le staffe e lo mandassimo a quel paese. E noi invece non ce lo mandiamo ma rispondiamo nel merito alla questione posta, ossia dove sta scritta nello statuto della Cisl la regola sulla presenza femminile rispetto alla quale la nuova segreteria della Fim è in palese difetto.
                Premesso che lo statuto da applicare nella Fim è quello della Fim, che ora non abbiamo sotto mano, rispondiamo leggendo quello della Cisl.
                La regola si trova formulata nell’articolo 2 dello statuto, come novellato, laddove si afferma che la Cisl, persegue “una politica di pari opportunità tra uomini e donne al fine di garantire una piena partecipazione alla vita democratica dell’organizzazione con particolare attenzione alla parte sotto rappresentata”. “Tale obiettivo – prosegue la disposizione statutaria – dovrà concretizzarsi attraverso un’equilibrata presenza organizzativa di entrambi i sessi a tutti i livelli e in tutti i settori”. E zero donne su cinque non è un’equilibrata presenza. Anzi, è un’assenza. Altre norme di dettaglio si trovano nei regolamenti.
                Questa è la risposta alla questione posta. Il commento maleducato, ovviamente, non lo pubblichiamo perché non ci interessa alimentare la rissa cercata dai provocatori.

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                1. Cari admin, lo Statuto della FIM CISL è a questo link: https://www.fim-cisl.it/statuto/
                  Tutto sommato un bello Statuto (come un po’ tutti gli Statuti).
                  Peccato venga in grandissima parte disapplicato!
                  Addirittura un segretario provinciale aggiunto in Puglia, con la sua solita arroganza e prepotenza, un giorno disse che con lo Statuto della FIM CISL “ci si poteva incartare il pesce!”. Uno che continua a farne di tutti i colori, umiliando parecchie RSU – proprio le più motivate e preparate – ed inducendole a lasciare l’organizzazione (con gli iscritti che fuggono con loro).
                  Cose che sapevano anche al nazionale, ma dove nessuno è intervenuto, perchè c’era sempre il solito boss G.G. a coprire tutto…
                  Personaggi imbarazzanti, che sono arrivati perfino a copiarsi integralmente i discorsi ai vari congressi del 2017, provinciali e regionali! Verificare sulle varie pagine FB (prima che tolgano i video) per credere! Che schifo.

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                1. Anonimo, se pioverà, pioverà (finalmente) su quei “dirigenti” (e le loro clientele) che hanno fatto il loro tempo e dovrebbero fare altro (anche tornare in azienda, perchè no), non su quei poveri lavoratori ed RSU da tempo abbandonati ed alla mercé degli oppressori.

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                  1. il riferimento era alla risposta di admin del 23 agosto alle 20:05 ma è stato pubblicato come seguito di un altro commento così da perderne il senso. Diciamo che è stato un errore.

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                    1. Una precisazione tecnica, ove ce ne fosse bisogno: le risposte vengono pubblicate come ci arrivano, e sono i commentatori a scegliere se inserirle in risposta a commenti precedenti e a quali.

        2. Esatto, caro Anonimo.
          Parlo per la FIM (in cui ancora milito da RSU-delegato)…
          Talvolta penso che non ci sia più alcuna speranza. Vedremo da settembre come si metteranno le cose…

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