Perché i Bentivogli lasciano, e i Di Vico arrivano in ritardo

Sul Corriere Economia di ieri, Dario Di Vico produce un’analisi sullo “stato di salute del sindacato” a partire dalle dimissioni di Marco Bentivogli, sotto l’efficace titolo “Sindacati anno zero. Perché i Bentivogli lasciano”.

Di Vico non è l’ultimo fra i commentatori di cose sindacali. O forse è l’ultimo rimasto nel senso che, ormai, le cose sindacali interessano sempre meno i giornali e i loro lettori, per cui di commentatori ce ne sono sempre di meno.

Ma il problema è che, prima dei commentatori, sono spariti i cronisti, quelli che andavano di persona a farsi un’idea delle cose seguendo i congressi, le trattative contrattuali, i convegni. Oggi l’informazione sindacale passa dai precotti cucinati dagli uffici stampa, cioè da chi sta lì ad impedire che le notizie escano, e quindi i commentatori devono commentare senza avere le notizie; e allora credono di sopperire parlando con le loro fonti.

Così, quando nel dicembre 2016 Di Vico scrisse che, grazie alla firma unitaria del contratto dei metalmeccanici, c’erano le premesse che “il trio metal” Landini-Bentivogli-Palombella scalasse le tre confederazioni, come fecero i loro antenati dell’autunno caldo, sicuramente aveva le sue buone fonti per dirlo.

Ma le fonti non valgono quanto le notizie per capire cosa succede. Ad esempio, Di Vico e tutti gli altri commentatori superstiti di cose sindacali hanno sottovalutato la notizia dell’infame commissariamento della Fai, non hanno scavato sulle motivazioni reali, non hanno preso sul serio il 9 marzo, e si sono accontentati della versione ufficiale dell’ufficio stampa o di qualche fonte che tendeva a minimizzare l’impatto di quel precedente  che legittimava il comissariamento di altre federazioni. Come è accaduto alla Fp, e come può ancora accadere alla Fim.

Ecco perché dal 28 ottobre 2014, quando ci fu lo schiaffo dell’Ergife, i commentatori di cose sindacali non capiscono cosa succede nella Cisl. O meglio, lo capiscono quando è troppo tardi per essere interessante. E per questo i loro lettori, a differenza di quelli del 9 marzo, sono sempre di meno.

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18 Commenti - Scrivi un commento

  1. Il commissariamento FAI è stato un precedente grave non solo perché ha favorito il commissariamento di altre strutture nazionali (vedi la FP ) ma ha anche sdoganato un metodo autoritario che ormai si registra in ogni struttura piccola o grande che sia. Appena c’è qualche obiezione o contestazione, salta fuori la minaccia di commissariamento, tanto qualche scusa la si trova sempre, per i piccoli naturalmente. Per i grandi vige l’impunità. La democrazia interna non esiste e se c’è rischio di perdere qualche piccola guerra oppure vi è la necessità di eliminare (politicamente) qualche sindacalista con la testa, ecco spuntare sanzioni disciplinari o peggio commissariamenti o reggenze. Di questi casi solo pochi balzano agli onori della cronaca. In questo contesto, atteso che i collegi dei probiviri di categoria sono privi di qualsiasi autonomia culturale rispetto a chi comanda (cioè alle segreterie nazionali), rimarrebbero, in seconda istanza, quelli confederali. Ma quando vi ricorrono semplici iscritti o delegati contro provvedimenti di una struttura nazionale, è di fatto impossibile avere un parere favorevole. Al massimo, per salvarsi l’anima, i probiviri diranno che si forse moralmente si ha ragione, ma statuti e regolamenti impediscono i lodi favorevoli ai ricorrenti (specie se deboli), Per citare un aneddoto (che mi pare ha usato spesso anche il 9 marzo), per avere giustizia, ci sarà pure un giudice a Berlino ?. Come è noto al mugnaio che reclamava i suoi diritti, contro un potente, i giudici corrotti diedero torto. Il mugnaio ebbe però la forza di andare a Berlino, dal giudice supremo, dove il principe gli diede ragione e punì i giudici Mi pare che questa sia l’ultima vana speranza e chissà se mai, in CISL, salterà fuori questo Giudice…..

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  2. Anonimo delle 13.22 tu sei rimasto un po’ indietro. Adesso si sono evoluti e ti spiegano nei Lodi che effettivamente in base allo statuto non ti potevano commissariare ma tant’è. Mica si può tornare indietro. Loro non hanno il potere di revocare i commissariamenti in quanto atti politici!

    In una organizzazione così tanto vale abrogare tutte le noiose norme degli statuti e lasciare un solo articolo.
    Art. 1) la Maggioranza può fare tutto quello che gli pare. Se la maggioranza di un livello intermedio non coincide con la maggioranza dei livelli superiori è data facoltà alla maggioranza di rango superiore di intervenire sui livelli inferiori per la loro sostituzione.

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  3. Lo stesso tipo di gestione che ha portato ieri il segretario generale aggiunto della First a dimettersi dopo lunga agonia a causa della campagna scatenata dal nuovo segretario generale a colpi di diffide e probiviri….

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  4. mi sa tanto che questi commenti sono evidentemente interessati…..
    sarà qualcuno con il dentino avvelenato…….. molto……troppo informato………..
    va precisato che per rinnovare le norme di una organizzazione esistono sistemi democratici e che la maggioranza ha diritto di governare. se poi sbaglia, sempre democraticamente, viene sottoposta al giudizio degli associati che può modificarne l’assetto e la composizione.
    leggo sempre che:
    1) il commissariamento Fai è stato illegittimo (e chissà perchè la Magistratura Ordinaria ha rigettato sia il ricorso che il reclamo, intervenendo ben due volte con diversa composizione);
    2) il commissariamento della FP è stato illegittimo (e qui il Giudice è intervenuto a sancirne la legittimità);
    3) le denunce di Scandola (e Vi garantisco che sotto il profilo umano e personale posso condividere la volontà di avere chiarezza su ogni aspetto regolamentare ed economico), erano fondate, seppure siano state archiviate dal GIP per infondatezza;
    4) il giudizio dinanzi al Tribunale di Verona (sempre per Scandola), pur definito con la condanna al pagamento delle spese processuali, fosse stato incoerente.
    Ora, il “povero” Bentivogli, che si è dimesso (e poi chissà perchè ha sospeso sine die la convocazione dell’unico organo che deve accettarne le dimissioni: il Consiglio Generale) sarebbe stato costretto da chissà quali pressioni.
    Però che lo stesso avesse progetti politici (incompatibili con l’appartenenza ad una Organizzazione Sindacale), utilizzasse espressioni gravemente denigratorie contro chiunque non fosse dalla sua parte, vendesse i propri libri sul sito della Fim, organizzasse attività non sindacali, viene omesso.
    Dal mio punto di vista, la democrazia ha un angolo prospettico multiforme.
    Ciò comporta che: le decisioni della magistratura vanno rispettate, le norme della Organizzazione Sindacale seguite (perchè operanti da 70 anni) ed accettata la volontà della maggioranza.
    Esistono modi e strumenti statutari e regolamentari.
    Occorre solo utilizzarli, perchè sfiduciando con i numeri previsti chi governa, si ha diritto a sostituirlo.
    Non certo attraverso opere di denigrazione.

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    1. IL tuo commento è interessante – perché interessato, ma questa è un’ovvietà, perché chi non è interessato non può essere interessante – e informato, ma non troppo. Per questo permettici una risposta puntuale a ciascuna delle tue affermazioni.

      “Va precisato che per rinnovare le norme di una organizzazione esistono sistemi democratici e che la maggioranza ha diritto di governare. se poi sbaglia, sempre democraticamente, viene sottoposta al giudizio degli associati che può modificarne l’assetto e la composizione”.

      Parole sante! Infatti questo blog è nato dopo che il congresso della Fai aveva democraticamente respinto la fusione/annessione alla Filca e per questo – come ha scritto l’esecutivo della Cisl – è scattato un antidemocratico commissariamento, illegittimo sul piano politico oltre che illecito su quello giuridico, ma su questo proseguiamo al punto seguente

      “leggo sempre che
      1) il commissariamento Fai è stato illegittimo (e chissà perchè la Magistratura Ordinaria ha rigettato sia il ricorso che il reclamo, intervenendo ben due volte con diversa composizione)”;

      Ti dobbiamo correggere in punto di fatto: la magistratura non ha rigettoto il ricorso contro il commissariamento, ma ha sancito che doveva essere attivato con la procedura ex art. 23 cc e non l’art. 700 cpc, senza entrare nel merito. La fase di merito non si è mai aperta, e quindi nessuno può dire che la magistratura ha riconosciuto o negato la validità del commissariamento. Quindi noi possamo scrivere, ma tu sei d’accordo con noi visto quel che hai scritto sopra, che quel commissariamento è stato un abuso del potere da parte dell’esecutivo Cisl perché non ha rispettato la decisione democratica della Fai. E poi pensiamo anche e quindi scriviamo che fosse anche giuridicamente illecito, ma questo è un argomento lungo che, se vuoi, lo spieghiamo un giorno più diffusamente

      “2) il commissariamento della FP è stato illegittimo (e qui il Giudice è intervenuto a sancirne la legittimità)”;

      Sul commissarimento della Fp – fermo restando l’evidente strumentalità da parte di Via Po 21 di addebitare alla federazione responsabilità sul tesseramento che erano di strutture orizontali – non ci pronunciamo nel merito perché non abbiamo letto la decisione. Ma una cosa la possiamo dire, e cioè che tutto l’iter smentisce l’affermazione dei giudici sul ricorso che avevamo presentato ex art. 700, perché la procedura ex art. 23 cc avrebbe dato una tutela cautelare egualmente rapida ed efficiente. Il ricorso sul commissariamento della Fp ha seguito questa strada ed è stata una procedura lentissima. Quindi quel che hanno scritto i giudici sul nostro ricorso – in prima istanza e in sede di reclamo – era una solenne cazzata, anche se resta vero che questa cazzata fa stato fra le parti. Come un rigore che viene fischiato e segnato e quindi decide il risultato, anche quando poi è chiaro a tutti che non c’era.

      “3) le denunce di Scandola (e Vi garantisco che sotto il profilo umano e personale posso condividere la volontà di avere chiarezza su ogni aspetto regolamentare ed economico), erano fondate, seppure siano state archiviate dal GIP per infondatezza”;

      Il gip non ha mai archiviato per infondatezza; e chi lo racconta non dice il vero. Anzi, c’è la controprova che fossero fondate. A Verona c’è un processo e una condanna ad un impiegato dell’Inps che avrebbe letto i dati e forse li avrebbe passati a Scandola. Se i dati non fossero stati veri, il processo non ci sarebbe stato. E i dirigenti della Cisl non si sarebbero potuti costituire parte civile. O forse pensi che gli stessi dirigenti, se i dati di Scandola fossero stati falsi, non avrebbero denunciato il signor Giovanni Graziani quando li ha riportari nel libro “Prender parola. Il metodo Scandola” pubblicato nel 2017 e presentato pubblicamente in cinque città italiane?

      “4) il giudizio dinanzi al Tribunale di Verona (sempre per Scandola), pur definito con la condanna al pagamento delle spese processuali, fosse stato incoerente”.

      Se ti riferisci al ricorso di Scandola contro la sua illegittima, illecita e scandalosa espulsione, ti dobbiamo far presente che il giudice di Verona non ha “definito” un bel niente ma ha detto che la competenza era di Roma; il ricorso di Scandola su questo punto poi non c’è stato per morte del ricorrrente. Quindi non c’è decisione di merito e far passare le spese processuali come una decisione, e qualcuno lo sostiene veramente, è un trucchetto da avvocaticchio nel quale ti chiediamo in tutta amicizia di non cadere.

      “Ora, il “povero” Bentivogli, che si è dimesso (e poi chissà perchè ha sospeso sine die la convocazione dell’unico organo che deve accettarne le dimissioni: il Consiglio Generale) sarebbe stato costretto da chissà quali pressioni”.

      Perché metti fra virgolette “povero” come se fosse una citazione? Noi non lo abbiamo mai definito così.

      “Però che lo stesso avesse progetti politici (incompatibili con l’appartenenza ad una Organizzazione Sindacale), utilizzasse espressioni gravemente denigratorie contro chiunque non fosse dalla sua parte, vendesse i propri libri sul sito della Fim, organizzasse attività non sindacali, viene omesso”.

      Noi non abbiamo “omesso” niente: dei rapporti con la politica abbiamo scritto più volte negli anni passati, ma sui suoi progetti attuali se sai qualcosa di preciso dilla; noi non scriviamo di cose che gli avversati attribuiscono a questo o a quello/a perché di discorsi di passagggi alla poliica se ne fanno tanti, e non solo su Bentivogli, e n0n possono essere tutti veri contemporaneamente. Le altre cose che dici sono oggettiamente poco rilevanti.

      “Dal mio punto di vista, la democrazia ha un angolo prospettico multiforme. Ciò comporta che: le decisioni della magistratura vanno rispettate, le norme della Organizzazione Sindacale seguite (perchè operanti da 70 anni) ed accettata la volontà della maggioranza”.

      Rispettare vuol dire accettare, come quando l’arbitro fischia un rigore che non c’è poi si accetta il risultato della partita. Ma non vuol dire che il rigore c’era. Quanto alla volontà della maggioranza – semplice, assoluta o qualificata che sia – ti rimandiamo di nuovo al precedente delal Fai commissariata per il libero voto del suo congresso e consideriamo le tue parole come una conferma di quel che sosteniamo da anni, seguiti da chi è d’accordo con noi e da chi, come te, non è d’accordo.

      “Esistono modi e strumenti statutari e regolamentari. Occorre solo utilizzarli, perchè sfiduciando con i numeri previsti chi governa, si ha diritto a sostituirlo.Non certo attraverso opere di denigrazione”.

      Siamo d’accordo ma non capiamo a chi ti riferisci. Soprattutto dovresti dirci come, quando e chi avremmo “denigrato”.

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  5. Agonia del Segretario Generale Aggiunto della First che da anni guadagnava più di ogni dirigente della propria Federazione, contro i regolamenti? Eh si….. doveva andare da altre organizzazioni. In cui gli offrono più soldi. Perchè l’ideologia è morta…..

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  6. Il quadro c di ogni categoria e della Cisl devono contenere tutti i redditi. Chi non li mette decade (come disse il segretario generale della Cisl) Perché questo sito non fa una ricognizione di categorie, ust, usr e cisl nazionale?
    Ne vedremo delle belle…

    Si possono sapere i compensi dei vertici degli enti, auto, autisti etc. ?

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  7. Basta con questa cisl · Edit

    Questo sito lo ha fatto con tanto di dati e riferimenti ai siti cisl
    Ma non e servito a nulla
    Non gliene frega niente
    Andiamocene

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  8. Scusate il disordine del ragionamento, ma alcune riflessioni veloci e non esaustive mi vengono alla mente e le vorrei condividere.
    In un intervento (esattamente quello delle 16,08 1 luglio), si dice, presumibilmente riferendosi ai commissariamenti :
    “Ciò comporta che: le decisioni della magistratura vanno rispettate, le norme della Organizzazione Sindacale seguite (perché operanti da 70 anni) ed accettata la volontà della maggioranza.
    Esistono modi e strumenti statutari e regolamentari.
    Occorre solo utilizzarli, perché sfiduciando con i numeri previsti chi governa, si ha diritto a sostituirlo.
    Non certo attraverso opere di denigrazione”.
    In merito ai commissariamenti vorrei rileggere la prima parte dell’articolo 40 (che prevede i casi in cui si può adottare un commissariamento): “Nel caso di gravi violazioni dello Statuto confederale anche su scelte fondamentali di politica economica e contrattuale, di violazione delle norme contributive confederali da parte di organi delle Federazioni nazionali di categoria, NONCHE’ NEL CASO DI GRAVE INEFFICIENZA DELLE STRUTTURE STESSE….”
    Come si può vedere è tutto molto vago e non si precisa in alcun modo quali possono essere queste gravi violazioni. Non è stabilita alcuna graduazione né della violazione né della pena e la decisione è lasciata al libero arbitrio di una maggioranza e sappiamo che non sempre quello che decide la maggioranza, non solo è giusto ma può anche essere illegittimo. Mancanze ne commettono tutti (ci mancherebbe) e ci dovrebbe essere un regolamento più chiaro per stabilirne la gravità, con una casistica precisa e più dettagliata, senza lasciare troppo spazio ad “interpretazioni interessate”. Insomma viene alla mente quella frase per cui “i regolamenti si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici ” . Inoltre chi decide del caso di una grave inefficienza delle strutture ? Mi è capitato di leggere di un commissariamento di una struttura della FNP, argomentato con il fatto che c’era una minoranza rumorosa (che naturalmente era d’accordo, o istigata dalla segreteria nazionale che ha disposto il provvedimento) . Con una norma così vaga, ogni pretesto può essere buono per ribaltare una maggioranza, costituitasi in un territorio o in una regione, magari critica costruttivamente verso il nazionale (di categoria o confederale).
    Ma l’obiezione di fondo non può che essere il ruolo e l’autonomia dei Giudici interni. Come è possibile che il giudice ( nel nostro caso il collegio dei Probiviri) sia nominato/eletto dalla maggioranza ? Con il rispetto delle persone chiamate al ruolo di Proboviro e della loro competenza ed onestà, non si può pensare che possano mai sindacare le decisioni o i provvedimenti della struttura che li ha eletti. Spesso addirittura la ri-nomina in diversi mandati congressuali del Proboviro (vedi caso del collegio della FNP nazionale) parrebbe quasi collegata con un rendimento dello stesso Proboviro (o meglio con la fedeltà ai propri capi). Infine, sempre con riguardo ai Probiviri, nel caso di commissariamento, essi possono solo ratificare per legittimità e non entrare nel merito che è quindi coperto da una franchigia assoluta e quindi rimesso alla volontà (arbitrio ?) di strutture superiori.
    Ci si riferisce poi al fatto che tali norme esistono da settanta anni: è un lasso di tempo sufficientemente lungo per poter pensare a qualche modifica in meglio, introducendo innovazioni che rendano più trasparenti i congressi e maggiore la partecipazione, aggiornando i metodi di elezione e votazione, che oggi danno un potere assoluto alla maggioranza o alle segreterie uscenti. I prossimi congressi potrebbero essere un’occasione per farlo, ma sono sicuro che nulla avverrà, anche se bisogna ricordare a chi oggi è in maggioranza che qualche capitombolo potrebbe sempre accadere e che le norme ingiuste si potrebbero applicare un domani anche a chi da maggioranza diventi minoranza. Saluti

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  9. le regole devono valere per tutti , Bentivogli le ha fatte ad personam, la Fim e’ altro che inefficente, e’ una barzelletta , vale solo la pagina patinata data in pasto ai media e ai social.
    La Fim e’ da commissariare subito e senza indugi , non sono purtroppo piu in Fim da qualche tempo, ma amici mi dicono che basterebbe mandare gli ispettori in corso trieste.
    Bentivogli ha usato la Fim per la propria carriera e immagine, ha assunto al nazionali starlette provenienti dalla squadra di Calenda solo per curare la sua immagine post sindacato, va commisariato solo cosi si sapra’ la verita’ su quello che e’ successo alla Fim

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  10. Il punto è questo: se esistono delle regole democratiche deve esserci anche un meccanismo oggettivo che ne verifichi il rispetto. E in caso contrario come minimo annulli le decisioni prese in maniera non democratica (foss’anche l’elezione di una struttura) e faccia applicare il dettame dello statuto.
    Troppe volte si leggono invece Lodi che riconoscono la violazione ( magari sanzionano anche chi ha vinto in maniera dichiarata irregolare!) ma allo stesso tempo convalidano la struttura eletta in maniera anti democratica.
    Insomma l’applicazione degli statuti in cisl diventa un optional e gli stessi Probiviri accettano che un organismo eletto in maniera non democratica o un commissariamento disposto senza rispettare la garanzia che lo statuto mette a tutela delle minoranze producano effetti. Come se tutto fosse avvenuto nel rispetto delle regole.
    Ora se io so che non ho i numeri per vincere un congresso ma so che truccando le elezioni il massimo che mi può capitare è di essere ammonito potrei anche infischiarmene delle regole e vincere barando…
    Uno statuto ha senso solo se tutela le minoranze. Le maggioranze non hanno mai bisogno di essere tutelate perché possono votare e decidere tutto quello che vogliono.

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  11. Elementare, Watson · Edit

    C’è qualcuno che è rimasto spiazzato dall’accordo su Benaglia, che accontenta la Furlan perché fa fuori Bentivogli e fa contento Bentivogli perché stoppa Uliano e i veneti che volevano il commissariamento per prendere la Fim dopo un congresso pilotato

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    1. Marcolino non è affatto contento. Ma piuttosto che essere commissariato e sporcarsi la faccia venderebbe anche sua madre. tutto quello che fa e ha fatto è solo funzionale alla sua immagine. la fim e la cisl sono solo strumenti.

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  12. Oltre ai casi che coinvolgono Segretari nazionali.
    purtroppo così è:
    Luca Michieletti ex Rsu Femca Cisl in Eni
    https://www.ravennanotizie.it/economia/2020/07/03/luca-michieletti-nuovo-segretario-provinciale-dellugl-chimici-di-ravenna/

    Alberto Cavallin operatore sindacale Femca Cisl Venezia: accusato di essere passato in Ultec Uil per denaro così risponde sul suo profilo FB;
    In queste ore sto ricevendo diversi messaggi e telefonate da delegati RSU della Femca Cisl che mi informano di una email che la categoria sta facendo girare.
    La comunicazione, che per trasparenza vi allego, mi contesta l’aver abbandonato la Femca Cisl di venezia a favore della Uiltec Uil per questioni economiche, nulla di più falso.
    Ma per me questa è una occasione non solo per fare chiarezza ma soprattutto per darvi una prova tangibile del vero motivo che mi ha portato ad abbandonare la femca Cisl di Venezia.
    Un segretario generale di categoria, quella della femca Cisl di Venezia, che non ritengo nemmeno meritare di essere menzionato per nome, già dalle sue parole vi fa capire da cosa realmente mi sono allontanato.
    Non esiste etica, rispetto e correttezza nemmeno nei confronti dei propri delegati, tutto è lecito, anche mentire, pur di provare a squalificare chi può essere un valido antagonista.
    Ma non mi preoccupo, saranno gli iscritti a presentargli il conto, il sindacato deve unire invece di spargere odio.
    Facciamo un pò di chiarezza:
    Il cud di Callegaro del 2018 è stato di oltre 36000 euro annui (non lo trovate nei redditi online perchè lo paga l’ENI), il mio arrivava a 26000 (il Cud più alto in assoluto mai percepito in Femca Venezia).
    Quello di quest’anno in Uil sarà più basso, sui 25000 stando abbondanti.
    Come avrete ben capito la mia decisione non è stata mossa da questioni economiche ma bensì dalla mancanza di credibilità e fiducia verso un segretario generale che non reputo capace.
    Mi tolgo un sasso, era meglio quello di prima, almeno con lui imparavo qualcosa.
    Altra considerazione, come fa tale individuo a fare queste affermazioni se ad oggi non ho nemmeno percepito una retribuzione e neanche visto un cedolino paga?
    E’ triste, davvero triste…
    Precisiamo anche che la retribuzione che andrò a percepire sarà quella di un operaio di livello 5 del ccnl Confapi piccole e medie industrie, non mi costa niente mettervi in allegato anche il cedolino appena lo ricevo.
    A Maggio ho preso 1518 euro con 1,5 ore di straordinari.
    A chi ha scritto tale lettera confermo nuovamente che è solo questione di fiducia, ed io nei suoi confronti, non ne ho.
    Ringrazio tutti per i messaggi di vicinanza che in queste ore sto ricevendo.
    Continuerò a guardare avanti ancora più orgoglioso della mia scelta, oggi si torna a costruire!

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  13. Bentivogli sapeva incantare ed accattivarsi le persone, salvo che poi non poteva esserci una reale discussione aperta e democratica in tutti i territori (vedasi la Puglia), dove i suoi pretoriani facevano e continuano a fare il bello ed il cattivo tempo. Questo suo circondarsi prevalentemente di “yes man” (in gran parte opportunisti e che, vedrete, si stanno già mettendo in fila per {…} al prossimo segretari) è stata una delle cause della sua caduta sindacale. La FIM CISL, categoria sindacale dalle grandissime potenzialità e con ancora un ottimo centro studi (il mitico Romitorio di Amelia) per rinascere deve fare una profonda pulizia di tutti questi tromboni e personaggetti che, se fosse per i lavoratori, dovrebbero tornare a lavorare nelle aziende (ammesso che abbiano mai lavorato prima). Non possiamo che sperare nel prossimo segretario generale!!!

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