Indagini in corso

La procura di Roma si sta interessando a vicende che riguardano Via Po 21; e, probabilmente, non solo a qualche piccolo funzionario. Ma andiamo con ordine, e partiamo da Napoli.

Domani a Napoli si terrà una nuova udienza per il processo relativa alle vicende della Cisl campana; un processo dal quale la Cisl ha fatto in modo che uscisse un personaggio chiave di quelle vicende – il nome lo abbiamo scritto più volte, e lo diamo per acquisito – lasciando a giudizio Lina Lucci e un’altra signora. Nell’udienza di domani si vedrà se anche stavolta la signora Anna Maria e il Ragazzini Piero accamperanno la scusa di impegni improrogabili per non andare a fare il loro dovere giuridico, civile e politico di testimoniare davanti al giudice e di sottoporsi alle domande delle parti di un processo che essi stessi hanno attivato con le loro denunce. Probabilmente avevano sperato nel coronavirus per un rinvio, ma gli è andata male; quindi o si presentano e testimoniano sotto il vincolo della dichiarazione di impegno, e quindi devono dire la verità, o perdono la faccia una volta di più.

Intanto però le vicende napoletane hanno portato ad aprire un altro fronte, potenzialmente più importante dell’affitto pagato dalla Cisl Campania per la casa del segretario generale pro tempore: la procura di Roma ha ascoltato nei mesi scorsi Lina Lucci sul dossier che la allora segretaria generale della Cisl in Campania aveva presentato alla Digos nel gennaio 2017 sull’attività di spionaggio/dossieraggio condotta nei suoi confronti fin dentro alla sede napoletana della confederazione. Storie sulle quali rimandiamo all’articolo di Enrico Marro che sul Corriere della Sera riferiva di cosa aveva scritto l’allora segretario confederale Maurizio Bernava nell’articolo che trovate a questo link.

Se una denuncia presentata a Napoli viene presa in carico da Roma, allora vuol dire che le ipotesi di reato riguardano fatti avvenuti a Roma. Il che fa legittimamente immaginare alcune cose:

- è probabile che Lina Lucci abbia fatto affermazioni precise sui mandanti romani dell’attività di spionaggio illecito svolto a Napoli;

- è probabile che i magistrati romani abbiano ritenuto meritevole di ulteriori accertamenti queste affermazioni con le fonti prova indicate,cominciando ad ascoltare qualche persona informata sui fatti;

- è possibile che, per fare questi accertamenti, ci possano essere, prima o poi, delle iscrizioni nel registro degli indagati.

E allora non ci resta che aspettare e vedere cosa succede fra Napoli e Roma. A cominciare dall’udienza di domani.

Condividi il Post

Un Commento - Scrivi un commento

Commenti