Storie di un sindacato che va in Tribunale contro gli iscritti

A giugno si terrà un’udienza del processo che vede nove iscritti della Cisl imputati a seguito di una querela di un ex segretario della locale Ust Cisl, confermata dal suo successore. Si tratta del caso di cui abbiamo già parlato scoppiato nella Fai Assedelpò, con la componente mantovana che si è sentita massacrata nella fusione con Cremona, e con alcuni iscritti che hanno protestato pubblicamente per questo. Finendo in Tribunale come unica risposta.

Al riguardo, pubblichiamo l’articolo di Silvano Maffezzoni uscito sulla stampa locale, e ribadiamo di sempre essere disponibili a pubblicare qualsiasi correzione, smentita o risposta da chiunque altro. E non è solo una formula di rito, né una cautela avvocatesca, ma è la linea che ci siamo dati dall’inizio, perché noi stimiamo la democrazia ed il libero confronto.

Alle considerazioni di Silvano Maffezzoni, che ci sembrano assolutamente convincenti (lo diciamo perché il libero confronto si fa prendendo posizione, e noi la prendiamo anche questa volta), ne aggiungiamo un’altra, che riguarda la politica delle querele e/o costituzioni di parte civile ritirate e confermate dai dirigenti della Cisl.

Quando si tratta di chiedere soldi agli iscritti, come qui o a Verona contro un iscritto dipendente dell’Inps (chi si costituisce parte civile chiede dei soldi), la Cisl va avanti. Quando si tratta di un uomo di fiducia interno all’organizzazione, come è successo a Napoli, si ritira la querela.

E quanto ai probiviri, evocati da Maffezzoni nel chiedersi come mai la Cisl affida una controversia interna al giudice esterno, ci vengono in mente due spiegazioni possibili.

La prima è che la giustizia interna è ormai così squalificata da rendere inutile il suo pronunciamento

La seconda è che i probiviri non possono condannare al risarcimento del danno, quindi il ricorso a loro non porta soldi.

il9marzo.it

Quando gli iscritti devono difendersi dal sindacato

di Silvano Maffezzoni

Un tempo la Cisl difendeva gli iscritti, oggi può succedere che gli iscritti debbano difendersi dal sindacato tramite avvocati. È cronaca recente, l’ex segretario della Ust-Cisl Asse del Po Demaria Giuseppe ha querelato 9 iscritti Cisl, colpevoli di aver offeso la Sua reputazione scrivendo la lettera dal titolo “SOS Sindacato. Sui licenziamenti in Fai intervengano i vertici”, pubblicata il 21.2 e 24.2.18 sulla stampa locale.

Lo scorso gennaio si è svolta l’udienza presso il Tribunale di Mantova, quando a fianco di Demaria è apparso Perboni, neo-segretario Cisl, a confermare la querela. Se già di per sé è imbarazzante che un Sindacato si rivolga al Tribunale come parte lesa da suoi iscritti, lo è ancor di più quando preannunciano una richiesta di risarcimento.

Occorre soprattutto conoscere quanto ha portato gli iscritti a doversi difendere in Tribunale. La vicenda, che vien da lontano, si perfeziona con l’intrigo elettorale organizzato e gestito dai segretari Zaffanelli-Somenzi e Raimondi al Congresso della Federazione agroalimentare, unitario e di accorpamento di Cremona e Mantova, con Fai Nazionale e Regionale.

In quell’occasione, approfittando della fiducia dei delegati, i segretari combinano, su 45 componenti, una rappresentanza a 13 mantovani nel direttivo Fai-Asse del Po, facendo fuori 10 Rsu e delegati adulti storici mantovani che hanno costruito questo sindacato. Altrettanto grave è stata poi la decisione della segreteria Fai, “col pieno appoggio” del segretario Ust, come lo stesso scrive all’esecutivo ed a perfetta conoscenza della Fai nazionale e regionale che s’è lavata le mani, di revocare l’aspettativa legge300/70 a tre lavoratori chiamati ad operare a tempo pieno, da qualche lustro, nel sindacato.

Le revoche, paragonabili ai licenziamenti in quanto interrompono l’impegno operativo con la Cisl, sono state decise senza il pronunciamento del direttivo; una scelta inaccettabile poiché l’aspettativa è patrimonio del sindacato e non dei segretari per condizionare i sindacalisti.

A fronte di questi fatti verificabili e ad oggi inspiegabili, definiti atti padronali e per nulla sindacali, un pugno di militanti e dirigenti di vecchio corso, intolleranti alle prepotenze e ad un disinteresse compiacente, hanno osato reagire narrando il surrogato di sindacalismo sulla stampa e il sito info@il9marzo (per la precisione www.il9marzo.it, ndr).

I vertici sindacali non si sono limitati a tacitare i loro epici risultati, ma sfuggendo ogni confronto umano e sindacale abusano delle funzioni del Tribunale, peraltro senza danno economico a loro carico addebiteranno i costi processuali agli iscritti inconsapevoli della querela, allorquando per i contenziosi tra soci la Cisl dispone del Collegio dei Probiviri.

Il Giudice si pronuncerà a giugno. Una emblematica vicenda che ha guastato l’immagine della Cisl cremonese e mantovana. Ma si può ancora sognare: un grande sindacato come la Cisl ritiri dignitosamente la costituzione di parte civile.

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6 Commenti - Scrivi un commento

  1. Adriano Serafino · Edit

    “Un tempo la Cisl difendeva gli iscritti, oggi può succedere che gli iscritti debbano difendersi dal sindacato tramite avvocati”, questa lapidaria frase di Silvano Maffezzoni, a cui va la totale mia solidarietà come pure ai 9 iscritti Cisl, mi ha richiamato in memoria una discussione di molti anni fa, dopo 15 anni dalla conquista dello Statuto dei Lavoratori e della crescita a dismisura dei sindacati imperniati sui “sindacalisti a vita”, a pieno tempo. Mi rivolse una domanda ben precisa “Caro Adriano, non è che adesso per parlare con un sindacalista, nel suo ufficio, dobbiamo entrare togliendoci il cappello…”. Rimodulava una frase di Giuseppe Di Vittorio. Questo mio amico di vecchia data, militante della Fim-Cisl, impegnato politicamente nella sinistra democristiana di Donat Cattin, uno sfollato dall’alluvione del Polesine, attento agli umori del sociale in cui viveva, possedeva una buona dialettica, …. aveva anche una vista lunga, aveva ragione. La vita sindacale di oggi è caratterizzata da crescenti atteggiamenti e casi – impensabili un tempo – di dirigenti nel ruolo del “sindacato padrone”. Quei timori del mio amico sono da tempo diventati realtà. Quanto racconta Silvano è uno di questi casi. Adriano Serafino .

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  2. Perdonatemi ma non ritengo di condividere integralmente l’articolo (o meglio il principio esplicitato). Di storie di iscritti che si rivolgono al Tribunale ne abbiamo tanti e in una percentuale elevatissima di casi, l’iniziativa non è della Cisl ma dei dirigenti. Peraltro, va distinta l’azione di un dirigente da quella assunta dalla Confederazione o dalla struttura federale o territoriale.
    Rispetto ai Probiviri, ritengo che dovrebbe modificarsi la struttura.
    Oggi vengono nominati al Congresso e, quindi, sono fiduciariamente individuati dalla maggioranza. Se fossero soggetti estranei, eventualmente scelti non tra dirigenti ma esclusivamente tra esperti della materia, dotati effettivamente di autonomia, si potrebbe immaginare un arbitrato rituale che escluderebbe qualsiasi intervento della magistratura ordinaria.
    Per primi tutti occorrerebbe andare in questa direzione.

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  3. osservatore interessato · Edit

    Quando non si ha nulla da dire sul piano politico ci si affida ai tribunali che poi lo faccia un segretario di ust , al di la del merito della questione, denota una spiccata assenza di sensibilita’ nella ricerca delle soluzioni piu’ appropriate.Solo per tale motivo i due segretari , quello di prima e quello attuale dovrebbero essere rimossi dall’incarico cosa impossibile in questa organizzazione le cui redini sono tenute da una persona senza alcuna sensibilita’ che ha fatto della cattiveria e della delazione gli strumenti che le assicurano il mantenimento del potere: Spero vivamente che non siano vere le ipotesi che circolano e cioe’ che approfittando della pandemia ci sia UNO SPOSTAMENTO DEI CONGRESSI. Sarebbe la ciliegina finale sulla torta per il periodo piu’ nero che ha attraversato la CISL nei suoi 70 anni di vita.

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  4. Usano i tribunali per minacciare.
    I probiviri non servono a nulla anzi scusate sono servi dei padroni(segreterie)
    Sono sufficienti i casi segnalati da questo sito x averne riprova.
    Denunciate, segnalate e poi andate via, restando iscritti oltre alla beffa
    …..
    Riuscirete a dormire la notte.
    Questa cisl non vale 1mn perso.

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