La zuppiera

Per fortuna, la riapertura dello spazio dei commenti ci ha dato subito frutti importanti.

Alla presentazione di due contributi, di Mario Uccellini e Bruno Ranucci, che ci è sembrato avessero il merito di porsi in maniera critica e non autocelebrativa di fronte alle date simbolo del 30 aprile e del Primo maggio, ha fatto seguito il commento di Pinuccio Rustioni. Che ha ricordato quando, a metà degli anni Ottanta, in una discussione nell’ambito di un corso di formazione della Fisba, ci fu qualcuno che sostenne la proposta della riduzione d’orario per creare occupazione (per chi non lo ricordasse, all’epoca quella era la bandiera della Fim, alla quale la Fisba si contrapponeva un po’ su tutto).

Di fronte alle rimostranze dei colleghi della Fisba, il professor Silvio Costantini insegnò che la formazione non vuol dire addestrare la gente a ripetere una posizione assunta a priori come giusta ma mettere in grado ciascuno di sostenere proposte e posizioni in maniera solida e argomentata. Un compito, ci permettiamo di aggiungere, che è politico in quanto viene prima della politica e di qualsiasi ideologia.

È di questo che sentiamo il bisogno oggi; non tanto qualche idea buona, che in qualche modo poi gira magari attraverso questo blog o altre esperienze affini, ma una zuppiera comune”, dove possono starci cose diverse che però accettano di stare nello stesso contenitore, cioè il metodo della formazione continua alla Costantini, la riflessione su proposte argomentate in maniera solida a partire da un’identità sindacale forte che, se è forte non solo a parole, non ha bisogno di appoggiarsi a qualche risposta ideologica precotta e alle sue traduzioni in schemi fissi.

Qualcosa, ce la immaginiamo così, meno di un’associazione strutturata e consolidata in forme giuridiche stabili, ma più solida di un blog. Qualcosa che non sia il rimettere assieme i cocci delle zuppiere rotte, alle quali restiamo comunque affezionati, ma che possa essere un “luogo comune” di formazione reciproca.

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