La variabile indipendente

Nell’autunno caldo, il salario era una variabile indipendente. O meglio, quell’espressione all’epoca non l’aveva usata nessuno, però a posteriori questa fu la definizione usata per dire che, a partire da quel momento e per qualche tempo ancora, fra i sindacati era presente una forte spinta salarialista, che teneva poco in considerazione le esigenze produttive delle imprese.

Dopo qualche anno, la scena si era capovolta: forse per controbilanciare quella (breve) stagione di esagerazioni salariali che avevano fomentato l’inflazione più di quanto avessero aiutato le famiglie che vivevano del lavoro, prevalse la spinta opposta: quando si contratta non ci devono essere variabili indipendenti, ma l’importante è trovare un buon accordo, tenendo conto delle esigenze delle imprese come vincolo. Fino all’equivoco di credere che tutto sia contrattabile nel rispetto della variabile indipendente dell’interesse aziendale.

Ora però i giorni del pericolo contagio ha dimostrato che anche questo è un ragionamento sbagliato: perché il profitto non è una variabile indipendente, la salute di chi lavora sì. Anche se è dal profitto che poi dipende la retribuzione, questo non vuol dire che non ci si debba fermare quando la salute è in pericolo. Una questione che è stata posta prima dalle rappresentanze nelle aziende che hanno cominciato i primi scioperi, poi è stata raccolta dalle federazioni nazionali ed infine ha costretto il governo e le imprese a venire a patti con le organizzazioni centrali per stabilire regole (forse ancora un po’ troppo generiche in qualche punto) che mettono la salute al primo posto.

Questo potrebbe essere un buon punto di partenza per i sindacati del dopo-coronavirus: organizzazioni dove le rappresentanze aziendali siano il primo livello di azione e non i recettori di impulsi dal centro; forme di rappresentanza consapevoli del fatto che su tutto si negozia ma non tutto è contrattabile perché qualche variabile indipendente esiste davvero.

A cominciare dalla tutela della salute.

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2 Commenti - Scrivi un commento

  1. Una variabile indipendente è l’onestà di certi tromboni sedicenti sindacalisti che non dei lavoratori ma dei propri disonesti arricchimenti si occupano. Esempi: distacchi da Poste italiane e da Anas Catanzaro…arraffamento negli Enti bilaterali…superpensioni… cumuli tra pensioni da pseudo docenti universitari e stipendi gonfiati nella Cisl… E con tutta questa Vucciría di pesce avariato i signori pescivendoli di via Po si innalzano a giudici di coloro che nei territori per sopravvivere arrotondano i loro stipendi. La famigerata Inquisizione al confronto di costoro e dei loro Ascari Probi viri fu una congregazione da riarmo morale.

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