Uno dei quattro

Quando fu deciso, fra alcuni di coloro che si erano opposti allo scioglimento della Fai per essere assorbita dalla Filca, di impugnare l’illegittimo commissariamento della Federazione da parte dell’esecutivo della Cisl con il quale si cancellava l’esito democratico di un congresso, i firmatari della prima lettera di contestazione indirizzata a Via Po 21 furono una ventina. Nei giorni seguenti, un po’ con le lusinghe e un po’ con le minacce, l’illegittimo commissario indusse quasi tutti a tirarsi indietro. E così alla fine rimanemmo in quattro a firmare il ricorso al Tribunale.

Paul Mulser, morto ieri a Bolzano, era uno di quei quattro. E noi lo ricordiamo così, sicuro del fatto suo e sordo ai messaggi che gli venivano spediti da Roma perché lasciasse perdere anche lui.

È stato un onore averlo come compagno in quella battaglia, che se non fosse stata abbandonata da tanti altri forse avrebbe avuto la fortuna che meritava, ristabilendo il diritto e la democrazia.

Danke Paul!

I funerali di Paul Mulser ci saranno martedì 3 marzo alle 14.30 a Siusi

Paul Mulser

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Bruno Della Calce · Edit

    Se è cosi e sicuramente questa storia è cosi, non posso che associarmi al commento ed esprimere il cordogli per una persona perbene. In genere tutti i disobbedienti e coloro i quali praticano il dissenso palese, magari anche in forma anonima non possono che avere il mio personale ( per quel che vale) compiacimento. Ogni testimonianza è utile e ogni diffusione è altrettanto indispensabile. Ogni rivolta e notizia che provoca turbamento non può che trovare smisurata approvazione.

  2. Paul Mulser un Uomo. In mezzo a tanti ominicchi e femminielle fu una persona che conosceva i requisiti della dignità. Poche parole e un lavoro fatto in silenzio e con quella competenza oggi così rari in questa Fai dove galleggiano tanti tappi di sughero.
    Riposi in pace.
    Se paragoniamo persone come Paul o come Santese o ancora come il grande Pinuccio Rustioni oggi finito ad arricchire la Uila con i conigli e gli ipocriti che recitano copioni scritti da analfabeti qui al terzo piano c’è solo da vergognarsi.
    Qui in via Tevere oggi ha starnutito persino il Ruotino di scorta. Ha gonfiato il petto scambiando l’argento con l’amianto, forte della complicità di calabresi, veneziani e femmine che non furono mai vivi ma sempre vili.

  3. Paul ti saluto. abbiamo condiviso un’ idea di Sindacato e tantissime volte abbiamo scherzato e lavorato insieme.
    Un pezzo della SGBCISL se ne va. Ti abbraccio Paul.

  4. Paolo, chiamato a salvare la Fai di Bolzano in un momento di difficoltà, lo ha fatto con generosità e amore della verità. Non ha mai preteso, né avuto nulla di più, ma Lui era un Kastelruther, uno abituato alla vita dura, al salire e scendere per i clivi, altra aria respirata rispetto a quella dei levantini e dei sibariti, non ha mai nuotato fra le anguille del Po e nemmeno galleggiato sulle acque delle lagune.
    Ci lascia un bel ricordo di come erano, nel tempo che fu, i sindacalisti della cisl.

    1. Caro anonimo 6 marzo ore 16.24, non è poi vero che a Roma siano così rari coloro che vivono per aiutare gli altri. È che in questa cloaca rumoreggiano i tromboni e abbagliano la vista i sedicenti vetri puliti.
      Quelli che aiutavano i bisognosi furono in ogni stagione soffocati da chi occupava il potere per non doversene vergognare. E poi non bisogna dimenticare che nel mondo sono molti di più quelli che prendono di quelli che danno. Nella Cisl questo nobile costume fu soprattutto lo stile di tanti seguaci dell’immortale Marini che costituirono a Roma, nel Lazio e nel pubblico impiego una vera e propria corte da celeste impero. Dei danni procurati alla Cisl non basteranno loro mille anni di Purgatorio.

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