Un guaio solenne

Grazie al sito d’informazione stylo24.it possiamo rendere conto ai nostri lettori di quel che succede davanti al giudice di Napoli che processa per i fatti della Cisl Campania tre persone. La più famosa dei tre è Lina Lucci, per anni ex segretario generale fino al commissariamento dell’Unione, ma i fatti relativi agli altri due non sono meno importanti.

Ad esempio Salvatore Denza, che non è famoso perché non era un dirigente, deve rispondere di appropriazione indebita per una cifra notevole, ben più alta di quella contestata a Lina Lucci.

Eppure la Cisl Campania si è costituta parte civile contro la Lucci, mentre ha rinunciato nei confronti di Denza, almeno a quanto scrive il sito che appare ben informato. Sarà forse per il detto napoletano che, tradotto in italiano, suona più o meno: “Se devi fare un guaio, fallo solenne”.

E d’altra parte sul conto di Denza la dirigenza della Cisl Campania si è sempre mostrata reticente

«Denza è un dipendente della Cisl che non ha un ruolo politico. Sono venuta a conoscenza del fatto che fosse stato rinviato a giudizio da organi di stampa, ma al momento non abbiamo ricevuto comunicazione ufficiale. Nel momento in cui dovesse arrivare comunicazione ufficiale, saremo nelle condizioni di fare delle valutazioni e di poter prendere eventuali provvedimenti …»; parole di Doriana Buonavita, segretaria generale della Cisl in Campania, quando le fu chiesto come mai sul suo profilo Facebook pubblicava foto di gruppo con Denza, che era sotto inchiesta col sospetto di essersi appropriato di soldi dell’organizzazione.

Insomma, dopo tutte le tiritere sul codice etico e sui vetri puliti nella casa della signora Anna Maria, la Cisl tratta molto amichevolemente una persona, che al momento è da considerare innocente fino a prova contraria ma che a quel che dice il pm potrebbe averle sottratto tanti, tanti soldi.

E allora c’è da chiedersi se quei soldi siano stati eventualmente sottratti nell’interese proprio o per conto di altri.

Una seconda osservazione. Sempre a quel che racconta il sito d’informazione, Piero Ragazzini era chiamato a testimoniare, ma non si è presentato. Come a scuola, ha fatto esibire una giustificazione firmata da Pier Paolo Baretta che, guarda un po’ la coincidenza, quel giorno doveva proprio parlare di pensioni con il neo segretario della Fnp che, quindi, non si poteva allontanare da Roma.

Queste assenze più o meno giustificate si ripetono serialmente; anche la signora Anna Maria non si è mai  presentata a rispondere nel processo di Verona dove si era costituita parte civile contro un dipendente dell’Inps.

Ma quando si è convocati come testimoni, presentarsi è un dovere giuridico. Come pagare le tasse. Per questo la legge prevede che il giudice può disporre l’accompagnamento coatto di chi non si presenta.

Nella prossima udienza, a quel che leggiamo, sarà citata la signora Anna Maria (che potrebbe incrociare il professor Bonanni, teste anche lui). Vediamo se la signora si presenterà o se manderà anche lei una giustificazione dicendo di avere tante cose da fare.

Sempre che, prima o poi, qualche giudice non la costringa a venire accompagnata da qualche carabiniere.

Condividi il Post

7 Commenti - Scrivi un commento

    1. Se gli iscritti sono solo numeri chge si gonfiano e si sgonfiano con i soldi degli enti bilaterali non c’è alcun bisogno di portare risultati. Se non per i propri interessi

    1. La bilateralità nata per integrare ai lavoratori le prestazioni sanitarie e pensionistiche pubbliche è diventata la cuccagna di sindacati e sindacalisti. Nei Fondi sanitari, fatto 100 di incassato dal costo del lavoro 20 va alle prestazioni e 80 alla spartizione tra Organizzazioni sindacali e Organizzazioni padronali sempre meno rappresentative ma in compenso con inesauribili appetiti. Per non parlare dei cosiddetti “gettoni di presenza” nei CDA degli stessi Fondi e della vergogna delle prestazioni a convenzione con cliniche private che arricchisce solo Unisalute e i suoi “azionisti” sindacali.

  1. Certo che leggendo queste notizie non si può che rimanere stupefatti. Ogni tanto si legge di commissariamenti di strutture di categoria, per errori veniali, quando non ingigantiti da ispezioni mandate ad hoc. Invece, in altri casi dipendenti e talvolta anche qualche dirigente sindacale
    indagati dalla magistratura rimangono al loro posto !! La motivazione è nota: Eliminare dissenso. Se sei invece d’accordo con il pensiero dominante, puoi fare di tutto senza cadere in nessuna sanzione interna. Così va il mondo !

  2. Speriamo che la megera la accompagnino alla porta il prima possibile. Solo che nessuno se la fila. Vedi la Liguria dove m5s e sinistra la vede come fumo negli occhi. Il problema è che ci tocca ciucciarcela ancora. L’unica fortuna, se si vuole chiamarla tale, è che almeno così tiene lontano dallo scranno lo Sbarra dell’anas e speriamo per molto. Anche se a lui questo darà parecchio fastidio. W il sindacato, ma quello vero e serio

Commenti non consentiti.