Domande agricole

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, precisando che noi del 9 marzo attualmente non ci occupiamo di agricoltura, nonostante l’interesse per il settore a causa dei trascorsi nella Fisba di qualcuno di noi. Ma se qualcuno vuole intervenire in questo dibattito siamo lieti di ospitarne i commmenti

Due domande a voi del 9 marzo che vi intendete di agricoltura :

- Il bando pubblicizzato dal Ministro Bellanova per dare 10 mila ha di terre ISMEA ai giovani che vogliono coltivare la terra è proprio una bella notizia oppure nasconde il solito tentativo della politica di racogliere voti dalle note associazioni contadine? Infatti a chi andranno le terre se non ai figli dei Coltivatori che sulle loro prima hanno fatto business con lo scempio ambientale degli impianti fotovoltaici eoggi chiedono terre pubbliche gratis da coltivare.
 
- La stampa in questi giorni dice che l’agricoltura è in crisi in molte zone del paese spesso le stesse dove i contadini o (più modernamente) gli imprenditori agricoli sfruttano la manodopera del caporalato pagando 2/3 €  l’ora per 15 ore di fatica, offrendo alloggi dove neppure i cani randagi osano ricoverarsi e versando a volte un quarto delle giornate contributive. Domanda : se neppure a queste condizioni e con tutti gli aiuti del troppo generoso bilancio europeo verso l’agricoltura una azienda agricola o una cooperativa riesce a stare sul mercato
qualcuno non dovrebbe dire a certi imprenditori di cambiar mestiere? Invece sia la Destra (Salvini) sia le Sinistre (Zingaretti e arcipelago d’intorno ) lisciano sempre il pelo a costoro per i loro voti. E il contadino, scarpe grosse e cervello fino, sta sempre alla questua dello Stato secondo la nota strategia : i guadagni a me e le perdite alla Patria.

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. Un tempo tra gli argomenti che i sindacati discutevano a Bruxelles riguardo al lavoro in agricoltura c’era quello della cosiddetta Condizionalità cioè che gli aiuti del bilancio comunitario (dieci anni fa il 48% andava all’agricoltura e oggi non è molto meno) alle aziende del cd settore primario venissero condizionati al rispetto delle leggi sociali e dei contratti collettivi. Se ne discusse per anni ma non si riuscì mai a ottenere che quel principio venisse promulgato nei Regolamenti della PAC. La lobby degli agricoltori sempre forte nei singoli Paesi dell’Unione lo era e lo è in Europa.
    C’è forse una Regione in Italia che subordini gli aiuti dei PSR a quel principio? Sarebbe questa una vertenza necessaria contro il Caporalato ma non pare di avvertirne l’impegno salvo i trionfali cortei inneggianti la legge 199.
    La miseria dei braccianti sfruttati e umiliati paga molto bene gli agricoltori, le loro associazioni e i sindacati che fanno bingo con la bilateralità che in gran misura è la complice rapina operata sulla miseria. Altro che sterili convegni e bandiere al vento contro la tratta degli schiavi…

    1. Dire di quelli di via Po “incapaci” vale nel senso che non contengono nulla come le pentole bucate. Ma in fondo alla signora e ai suoi Ascari cosa importa ? Quando possono contare nei Pro bi Vi ri come il pescatore di Imperia 300 mila euri e rotti e sulla gioventù guidata da un Ragazzini panchinaro del medico filantropo di che potriano mai preoccuparsi?
      Intanto dopo la vergogna di Verona si ripetono a Napoli. Brutta gente così non si vide mai in 70 anni di Cisl.
      Bisognerebbe metterli in quarantena.

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