Ancora sulle querele nella Cisl assedelpò

Riprendiamo questa lettera a firma Giuseppe Pasetti, pubblicata nei giorni scorsi sulla Gazzetta di Mantova e la Provincia di Cremona. L’argomento è quello che molti di voi già conoscono, ovvero la decisione di un dirigente locale della Cisl di sporgere querela contro alcuni iscritti, a dimostrazione del fatto che nell’organizzazione oggi non solo la polemica ma anche il libero dibattito sono considerati alla stregua di un reato.

Signor Direttore,

in merito a quanto pubblicato in : La Provincia, “ Sindacalisti contro. E’ l’ora del processo”, del 25 gennaio sc., e La Gazzetta, “Il caso dei sindacalisti “licenziati”. La Cisl querela la Cisl”, del 27 gennaio sc., sento doveroso far presente quanto segue: la vicenda che siamo costretti narrare è tanto paradossale quanto purtroppo specchio dei tempi in cui viviamo, riflesso questi di una cultura dove l’esercizio del potere è condotto senza regole morali. In troppi e clamorosi casi, fra questi annoveriamo quello capitatoci nella Fai-Cisl Cremona/Mantova.

La dirigenza Cisl ha smarrito l’ispirazione cristiana del suo agire corrompendo eticamente il fondamento della sua storia. L’esercizio di critica non è solo un elemento fondante delle dinamiche democratiche all’interno di qualsiasi organizzazione della rappresentanza, ma per decenni è stato il dato peculiare dell’essere sindacato della Cisl in tempi in cui l’ideologia travalicava i confini della appartenenza politica. Laddove normalmente il dissenso veniva emarginato come un corpo estraneo e dissimulato con la calunnia, nella Cisl operava una visione delle idee e una gestione del potere capace di orientare democraticamente lo scontro.E’ vero! Vi erano uomini intellettualmente “decenti” e moralmente ineccepibili e formati culturalmente.

Oggi assistiamo  alla vittoria dei mediocri che notoriamente non sopportano chi culturalmente fa ombra al loro meschino poteruccolo. I mediocri respingono il dissenso per mancanza di idee e protagonismo politico; rifiutano il confronto erigendo muri di gretta ignoranza pur di non vedere il proprio potere minacciato. Qui ormai non siamo più dentro ad una organizzazione sindacale, dove il dirigente risponde anzitutto agli iscritti, ormai navighiamo nella “liquida” assenza di un’etica condivisa e di una politica dagli accenti ideali. In concorso tra loro, i segretari-Fai hanno con una tresca tramutato il Congresso nella palestra dei professionisti del sindacato per far fuori i delegati adulti, che hanno fatto questo sindacato.

Interrompendo l’aspettativa sindacale, hanno licenziato 3 sindacalisti a tempo pieno, senza coinvolgere gli organismi. Il segretario-Ust ha querelato e denunciato 9 iscritti, rei di aver pubblicato fatti che in modo “padronale” hanno procurato tali scelte. Con chiaro intento intimidatorio, è ricorso al Tribunale e non alla Magistratura interna, caricando i costi legali sulla Cisl e rivendicando il risarcimento economico. Quello che non è noto a tutti è la protervia della mediocrità che cancella nei fatti la storia, la cultura, l’etica di un sindacato protagonista delle vicende del nostro Paese, si depaupera un patrimonio senza che nessuno ponga fine allo sfregio inferto agli iscritti Cisl.

Giuseppe Pasetti – Ex dirigente Cisl

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11 Commenti - Scrivi un commento

  1. Amaramente condivido. Aggiungo che,nonostante queste critiche giuste, curiosamente gli iscritti CISL non diminuiscono, anzi aumentano, salvo i pensionati. Almeno a leggere i comunicati stampa della confederazione.

    7 febbraio 2020 – Sono 4.079.490 i tesserati alla Cisl nel 2019 con una crescita dello 0,71 % (più 28.810 iscritti) rispetto all’anno precedente. E’ quanto sottolinea il Segretario confederale organizzativo della Cisl Giorgio Graziani, commentando i dati del tesseramento 2019 della confederazione di via Po. “Siamo molto soddisfatti. I nostri dati del tesseramento dimostrano una buona tenuta della nostra organizzazione in tutti i settori produttivi del paese, testimoniata da una crescita importante tra i lavoratori attivi, anche atipici, nonostante il perdurare della crisi economica ed occupazionale che investe il Paese”. I lavoratori attivi iscritti alla Cisl rappresentano oggi il 58,34% complessivo di tutti i tesserati e passano da 2.339.104 del 2018 ai 2.379.871 del 2019, con un incremento di 40.767 associati. “Un dato significativo tra i lavoratori attivi iscritti è che il 44,88% sono donne e che il 15,61% sono lavoratori stranieri”, aggiunge Graziani. “Abbiamo registrato in particolare una crescita significativa nel settore del terziario, nei trasporti, nel commercio e nel pubblico impiego, mentre c’e’ una contenuta diminuzione di iscritti nei settori del credito, dell’edilizia e dell’industria a conferma delle difficoltà produttive ed infrastrutturali che il Paese sta ancora vivendo, con le relative ricadute occupazionali specifiche”.
    L’aumento associativo complessivo è distribuito in modo quasi omogeneo su tutto il territorio nazionale.
    La federazione dei pensionati registra nel 2019 un leggero calo dello 0,71 % con una differenza di 11.957 associati. Per quanto riguarda gli aspetti di genere, il 48,67 degli iscritti alla Cisl sono donne ed il 51,33% sono uomini.

    Le Federazioni della Cisl in maggiore crescita: FP Cisl – Funzione Pubblica +3,30% (+8.127) FIT Cisl – Trasporti Ambiente +3,21% (+3.977)
    FISASCAT Cisl – Commercio e Turismo +5,28% (+20.069) superato per la prima volta i 400.000 associati FELSA Cisl – Somministrati Autonomi Atipici +3,43% (+1.459)
    Totale ATTIVI +1,74% (+40.767) 2.379.871
    Totale Generale +0,71% (+28.810) 4.079.490
    OSSERVAZIONI (mie)
    se questi dati sono veri, vuol dire che si rimane iscritti solo per avere servizi e quindi stiamo diventando un sindacato di interessi e non di ideali. Anche se poi, parlando in giro con molti sindacalisti delle UST e perfino della FNP, sento dire che i soldi non ci sono. Ma se gli iscrtti aumentano, allora dove vanno a finire le risorse ?

  2. marco ex delegato · Edit

    come la Fisascat CISL di Venezia che dichiara 10 mila iscritti dopo il commissariamento con una media di 5 euro/mese di versamento per iscritto!!!!!ma se noi vecchi delegati ci siamo tolti…..ne saranno rimasti meno di un terzo di attivi…a meno che non siano tutte disoccupazioni.

  3. Ma negli ultimi accordi interconfederali di Bonanni non era stata inserita la tracciabilità degli iscritti attivi e pensionati tramite f24 e INPS? I dati dovrebbero trarli da lì, ma ho la sensazione che l’accordo sia stato baipassato per convenienza delle confederazioni nei confronti dell’opinione pubblica..

  4. State sicuri che i dati degli iscritti sono falsi … d’ altronde chi li controlla sappiamo bene chi è !

  5. Balle su balle. Chissà come mai crescono le categorie amiche e calano quelle nemiche . Si aggiusta , la Fisascat ha il tesseramento così dappertutto. Quota tessera ridicola 3, 4, 5 euro e mai ripulito. Ma un voto fasullo di qua un tesseramento fasullo di la’ e si campa.

  6. Io so solo che in Piemonte gli iscritti sono diminuiti nei posti di lavoro ma sono aumentati nelle dichiarazioni della confederazione. Non è che hanno inserito nuovamente i codici civetta degli iscritti falsi?

  7. MA IL NUMERO DEGLI ISCRITTI è autocertificato? Perchè in Piemonte stanno tracollando alla grande nella sanità comuni e ministeri dappertutto o forse nascondono i dati . Le verifiche le facevano solo quando dovevano trovare una scusa per fare altro? Altro che querele, questi sono da mandare a casa.

  8. partigiano della val d'ossola · Edit

    Già i codici I verbali delle verifiche , le verifiche pilotate, le manovre , la favoletta degli iscritti gonfiati e le altre por… ma tanto ora ci godiamo lo spettacolo, la perdita e il tracollo. Non hanno nessuna consistenza e nemmno vale la pena parlarne.

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