Giovanni Avonto

Uno degli aspetti positivi dell’esperienza di questo blog, che pure nasce dal disastro di un’esperienza sindacale come quella della Fai, è stato l’aver incontrato e condiviso un pezzo di strada con persone che prima non ci erano così vicine.Giovanni Avonto, morto ieri a Ivrea, è stato uno di questi regali del destino.

Il fatto di aver condiviso con lui, persona capace di dialogo e capace di intransigenza come solo i miti sanno essere, iniziative come la presentazione del libro Prender parola a Torino il 15 giugno 2017 o il seminario a Bologna con Savino Pezzotta il 22 settembre 2018 è stato per noi una conferma autorevole delle ragioni della battaglia iniziata contro il commissariamento della Fai e poi proseguita sulla vicenda Scandola e su altro. Ragioni sindacalmente forti, tanto è vero che sono state apprezzate da un dirigente sindacale autentico e importante come lui, e ragioni intellettualmente libere, condivise da un intellettuale che non confondeva l’appartenere alla Cisl con l’obbligo di cantarne le lodi anche di fronte alle cose meno accettabili.

Ci uniamo alla sua famiglia e agli amici di sindacalmente con il ricordo che ne pubblicano oggi a questo link.

 

 

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Non lo conoscevo ma da come lo descrivete è una figura da apprezzare. Mi piace soprattutto la riflessione:: Non confondere l’appartenere alla CISL con l’obbligo di cantarne le lodi….Un concetto da tenere sempre bene a mente. Riposi in pace.

  2. Ho avuto la fortuna di conoscere Giovanni e lo conserverò sempre nel cuore. Non credo di aver conosciuto mai persona così signorile e al contempo di una semplicità disarmante, con lui si entrava immediatamente in sintonia. Era un uomo molto colto e trasmetteva il suo sapere con una naturalezza incredibile, sapeva come farti sentire a tuo agio, dote questa che rappresentava una vera ricchezza per il sindacato.

  3. Una voce poco fa… incominciano in via Po le mosse del cavallo. La signora (come Conte) va cercando stecchini che la sostengano per eludere gli “inviti” a lasciare la sedia gestatoria che arrivano dalla Locride.
    Come tutti i nominati ex auctoritate mo non se ne vuole andare. Ci ha preso gusto la fantesca. È da capire povera donna (detto senza offesa per le donne): ora va a finire che i vetri dovrà andare a lavarli veramente. Dovunque si giri nessuno la vuole: come una raccomandata indigesta (!) viene rispedita al mittente per destinatario trasferito. Bonanni, si avvicina il giorno della tua rivincita che sarebbe totale se finalmente tu facessi ammenda della imboscata contro Pezzotta che nella cronaca della Cisl resta un peccato da espiare.

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