Il posto alle poste

A Maurizio Sarri, allenatore della Juventus, è stato chiesto se lui si senta sotto esame dopo che la sua squadra (che peraltro è in testa alla classifica), ha perso due delle ultime tre partite in campionato. E lui ha risposto che chi fa il suo mestiere deve accettare di essere sempre sotto esame, altrimenti può fare domanda per entrare alle Poste. Che, non sappiamo se Sarri lo sappia, sindacalmente sono considerate da sempre un feudo della Cisl. E avere la tessera un tempo aiutava …

Solo che le Poste dicono di essere sono cambiate, e hanno protestato con Sarri affermando che ora anche da loro si fanno gli esami.

Ma forse Sarri ha presente l’esempio della signora Anna Maria alla quale le Poste pagano tuttora parte dello stipendio, una alla quale stare sotto esame non piace per nulla. Anzi, quando le domande non sono quelle che vuole lei si rifiuta proprio di rispondere. Come fece con Nadia Toffa che la inseguiva chiedendole perché aveva fatto espellere Scandola. E come ha fatto a Verona, dove un dipendente dell’Inps è stato processato a seguito della sua querela, ma quando lei è stata convocata come testimone per rispondere sotto giuramento in Tribunale alle domande di accusa e difesa, lei non si è presentata. E per ben due volte.

Insomma, forse Sarri non sa che oggi alle Poste si entra con l’esame, ma finché le Poste pagheranno parte dello stipendio alla signora Anna Maria, il suo paragone sarà assolutamente legittimo.

O forse avrebbe fatto meglio a dire: “Se non avessi accettato di essere sempre sotto esame, anziché la Juve oggi potrei guidare al massimo la Cisl”.

 

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. E se Sbarra lo avesse fatto, il concorso, lo avrebbe vinto … perché è molto bravo a copiare e sopratutto a leggere le cose scritte dagli altri, come il suo giornalista Alessandro Potenza!!

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