Diciassette processi, diciassette risarcimenti

Come riporta l’Arena di Verona del 18 gennaio scorso, sono state “almeno 17″ le persone che nel 2015 guardarono, attraverso la banca dati dell’Inps, quale fosse la posizione dei vertici della Cisl. Nei giorni scorsi si è concluso il processo di primo grado a Riccardo Weiss, e poi se ne è aperto un altro, contro Antonio Bova, che avrebbe guardato “due volte” nella posizione di Sorgi a distanza di pochissimo tempo (forse una volta sola non gli era bastata a credere a quel che aveva visto, e c’è da capirlo).

Abbiamo sbagiato quindi a credere che la costituzione di parte civile, e quindi di risarcimento del danno, da parte di alcuni alti dirigenti di Via Po 21 e attività connesse fosse solo una cattiveria inutile, perché comunque ne avrebbero potuto ottenere solo un magro risarcimento (magro per loro, pesantissimo da pagare per un dipendente dell’Inps).

Perché da un processo solo escono pochi soldi, ma se li moltiplichi per diciassette, la cifra si fa più interessante.

Soprattutto quando si coltiva per anni il vizio dell’avidità e non la virtù della prudenza.

 

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4 Commenti - Scrivi un commento

  1. E meno male che, in forza del codice etico, gli stipendi devono essere pubblicati sui siti delle strutture sindacali di appartenenza. Se avessero fatto così, non ci sarebbe stato bisogno di sbirciare.

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  2. osservatore interessato · Edit

    Sono senza vergogna non solo non hanno rispettato il codice etico ma cercano di speculare sulla pelle dei lavoratori

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  3. Se quei vigliacchi autoritari avessero la cosciezaapostononavrebberomai denunciato alcuno. Ma siccomesonodisonestidevonosalvarelafaccia dell’organizzazione per salvare lapropriadaschiaffi.

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