Chi è il re del conflitto di interessi? (Terza e ultima puntata)

Come nel più banale dei gialli, dove il colpevole è il cameriere, anche nella storia che veniamo raccontando non è difficile immaginare chi sia “il re del conflitto di interessi”. Un conflitto, lo ricordiamo, determinato dal fatto che il sistema Cisl, con Via Po 21 e diverse strutture, finisce per trovarsi in affari attraverso varie società con il gruppo bancario Intesa San Paolo per il tramite del gruppo Rbm, collegata alla Cisl attraverso Aletheia srl (per gli intrecci fra holding, broker e srl rimandiamo alla prima puntata). Società che poi segnano a bilancio ricavi da provvigioni per non pochi soldi, e allora sarebbe interessante sapere chi paga queste provvigioni.

Iil cuore di questo sistema è la fondazione Fiba, rappresentata dal segretario confederale Giulio secondo Romani. Che poi sarebbe quel signore che nell’agosto 2018 aveva annunciato querela anche contro questo blog.

Il motivo della querela, della quale restiamo in trepidante attesa, era il fatto di aver riferito di articoli di giornale relativi ad un mutuo per l’acquisto di un appartamento a Verona; mutuo giudicato assolutamente normale da chi l’ha ricevuto e da chi lo ha concesso, mentre il resto del mondo, o poco meno, lo ha trovato quanto meno favorevole. Una questione che comunque è ben poca cosa per la Via Po 21, visto che Giulio secondo è stato portato in segreteria confederale incaricandolo di continuare a occuparsi del settore.

Per una di quelle coincidenze che non dimostrano nulla ma che fanno immaginare molto, quel mutuo gli è arrivato da Intesa San Paolo, un grande gruppo che ora si trova in società con la Cisl – mediante Aletheia e le vicende del gruppo Rbm – grazie anche all’azione dello stesso Giulio secondo.

Coincidenze. Cose che capitano. Soprattutto quando si frequentano gli ambienti della finanza più che le persone che dovrebbero essere rappresentate dal sindacato.

Se poi ci fosse ancora qualcuno interessato, più di quanto lo siamo noi, alla vecchia storia del mutuo di Verona, approfittiamo dell’occasione per alcuni aggiornamenti.

Ad esempio, ci risulta che i lavori di  ristrutturazione dell’appartamento per il quale è stato concesso il mutuo sono bloccati per le irregolarità relative ad un vano inserito nei lavori senza essere di proprietà.

Ci risulta poi che il comune di Verona ha avviato le segnalazioni alla procura per valutare le irregolarità che dovessero essere giuridicamente rilevanti.

Ancora, ci risulta anche che la Banca d’Italia ha ricevuto una segnalazione sulla concessione del mutuo, e che ha attivato le procedure per i controlli di sua competenza.

E infine ci risulta che intanto, dopo cinque anni, il mutuo è ancora fermo e la Banca è esposta per 300 mila euro.

Ce n’è abbastanza, insomma, per proclamare Giulio secondo il re del conflitto di interessi. Anche se a lui, probabilmente, non sembra che sia così perché in effetti è bravissimo a far andare d’accordo i suoi interessi con quelli dell’organizzazione, purché intesa come dirigenti come lui stesso, e non come i dipendenti rappresentati, che diventano sempre più il parco buoi di operazioni finanziarie rispetto alle quali la vicenda del mutuo, querela o non querela, appare poca cosa.

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Poverino deve pagare il mutuo di privilegio che gli ha dato la banca con cui sarebbe socio.
    Ecco perché è stato promosso.
    Cerca i soldi e capisci tutto.
    Soldi soldi soldi
    Tutto ciò non è in contrasto netto con il codice etico?
    Ma per i soldi i probiviri e i dirigenti cisl che dovrebbero denunciare guardano da un’altra parte.

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