Corruzione, sindacato, dimissioni

Due notizie dall’America: la Gm ha fatto causa alla Fca perché Marchionne avrebbe corrotto i sindacalisti della Uaw per avere condizioni contrattuali migliori rispetto alle imprese concorrenti; il presidente del sindacato dell’auto, Gary Jones, si è dimesso dopo che il Comitato esecutivo dell’organizzazione aveva avviato le procedure per la sua rimozione e successiva espulsione.

Le due notizie, a causa della sostanziale contemporaneità, sono state talora sovrapposte nei commenti, ma le vicende hanno avuto percorsi diversi.

In particolare, il presidente Jones – che prima si era sospeso, poi si  è dimesso da e infine, proprio ieri, ha lasciato anche la tessera – è stato fatto oggetto di un procedimento disciplinare con l’accusa di appropriazione indebita (“embezzlment”) dei fondi del sindacato per fatti precedenti la sua elezione alla presidenza, l’anno scorso. I documenti con le accuse e la richiesta di deposizione ed espulsione del Comitato esecutivo per lui e per un altro dirigente sono stati pubblicati sul sito dello stesso sindacato.

La General Motors, invece, accusa la Uaw di aver concesso negli anni passati condizioni contrattuali migliori alla Fca rispetto alla concorrenza. Da una parte si tratta di una storia in parte non nuova, perché ci sono già state indagini federali e alcune ammissioni di colpevolezza di manager che hanno finanziato dirigenti sindacali, e in parte discutibile sotto il profilo sindacale: chi vuole le stesse condizioni della concorrenza deve sottoscrivere un contratto valido per tutto il settore, altrimenti i contratti aziendali diventano naturalmente un modo per farsi la concorrenza (e questo smentisce l’esaltazione acritica dell’aziendalizzazione della contrattazione collettiva che gira anche nella Cisl).

Si tratta comunque di storie complesse, e che a loro volta si intrecciano con scioperi e trattative per il rinnovo dei contratti collettivi per le imprese dell’auto in America. Per cui un giudizio complessivo richiederebbe riflessioni più ampie di quelle che possiamo fare qui.

Ci sarebbero semmai da fare alcune considerazioni in base al paragone non solo fra la giustizia italiana e quella americana, ma innanzitutto fra un sindacato americano che caccia il presidente all’esito di un procedimento per appurare le accuse contro di lui, e una nota confederazione sindacale italiana che, quando la segretaria generale ricevette una lettera in cui si parla di abuso dei fondi del sindacato per alimentare retribuzioni eccessive, non fa alcuna indagine ed espelle chi ha firmato la lettera (mentre fioccavano, e forse fioccano ancora, le lettere anonime come arma per la guerra fra le bande). Per non parlare di un segretario generale aggiunto che se ne infischia delle richieste di chiarimento e non risponde sull’appropriatezza o meno del suo rapporto con l’Anas.

I nomi li sapete, perché li abbiamo fatti tante volte. E il paragone fra le due storie, con la morale da trarne, potete farla da soli.

Noi più chiari di come siamo stati finora non possiamo esserlo.

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19 Commenti - Scrivi un commento

  1. Aggiungete un segretario che si fa dare un mutuo superagevolato che fa dichuarazioni mendaci in comune x la casa e la banca non gli revoca il mutuo.
    Si fa pagare il cinquantesimo dalla federazione, non pubblica i redditi x più anni del suo vice.
    Un sindacato first e cisl che fa affari con la controparte(gruppo favaretto) di cui è socio con le varie alethia di cui avete reso noti tutti i dati e i bilanci.
    E i Marittimi dove la i sindacati ricevono milioni ogni anno dai datori di lavoro come voi avete documentato
    E gli enti bilatersli e i caf e tanti altrj conflitti di interesse che avete segnalato e documentato.

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    1. aggiungete, altresì, che c’è chi in quella società ci stava (e con incarichi di responsabilità e lauti compensi), poi è stato espulso perchè pretendeva di rimanerci forzatamente con soldi ed incarichi per se ed i familiari, ha partecipato ad ogni iniziativa di divisione di pane e pesci ma per la rabbia di non fare più parte dei commensali vive per vendicarsi

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  2. La differenza tra l’America e l’Italia è che lì sono per lo più Calvinisti e in Italia il cattocomunismo è la religione di chi pensa che la disonestà sia sempre quella degli altri. La malattia è la mistificazione : rubare con la mano destra mentre si porge ogni mattina la sinistra a ricevere la comunione come fanno certi inservienti delle mafie calabrese, napoletana e siciliana tra via Tevere, via Po e via Modena.

    Vangelo di Luca 18, 9-14

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  3. sempre sulla volpato….. la sentenza è stata emessa il 13.11. Ne hanno parlato in esecutivo confederale….. ma qui tutto tace

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        1. Sembra di cogliere una particolare soddisfazione nel sottolineare la “condanna alle spese”: o sei un avvocato che, come tutti, ha il cuore a forma di portafoglio e allora questa è l’unica cosa che ti interessa della causa, oppure stai mandando un messaggio mafioso del tipo: non fate ricorso perché voi dovete pagare di tasca vostra mentre noi paghiamo con i soldi della cassa…

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  4. perdonatemi: in questo sito (ed è un atto di trasparenza condivisibile) sono stati riportati i commenti, le motivazioni e se non erro anche l’atto della Volpato. Che non possa chiedersi alla stessa se il ricorso è stato rigettato mi sembra inverosimile. Quanto alle comunicazioni dell’esecutivo confederale, in tante circostanze non vi è stata alcuna difficoltà ad averne conferma. Penso che si possa avere chiarezza sul punto.

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    1. In questo sito scriviamo le cose quando abbiamo le carte, o almeno informazioni più che certe da persone con nome e cognome e delle quali ci possiamo fidare, salvo riscontri; se nessuno ci manda le carte non possiamo scrivere nulla. Siccome poi nessuno è tenuto a mandarcele, può accadere che ci siano altri più informati di noi.
      Ma noi non gli andiamo dietro e aspettiamo fiduciosi di sapere come stanno esattamente le cose.

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  5. A proposito di Daniela Volpato, io credo che la cosa più semplice per sapere se e come sia finita la sua vicenda legale, è di chiedere a Lei. Dopo di chè, se è vero che ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese, togliamo le dita dalla tastiera e mettiamo mano al portafoglio. Dimostrando solidarietà all’amica Daniela vale più di tante proteste scritte contro “il sistema”
    Luigi Bombieri

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