Interviene Savino

Savino Pezzotta ci manda un commento al post La ferrea legge dell’autocelebrazione, in cui si parlava anche di lui in relazione alla domanda di Vialba sul perché la Cisl avesse invitato alcuni ex segretari generali a commemorare Pastore, ma non Savino (e Bonanni).

Ci sembra doveroso pubblicare il suo commento a parte, con il risalto che merita, per quello che Savino è stato come dirigente, ma soprattutto per le cose che dice che danno sempre motivo di riflessione.

E ci piace sottolineare l’orgoglio con cui rivendica di essere un operaio.

il9marzo.it

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Quando dovevo prendere posizione l’ho presa senza timori. ma vorrei che le critiche fossero sul terreno della gestione politico-sindacale che anch’io rilevo carente. Se non vengo invitato alle commemorazioni non me ne dolgo e vivo serenamente nel mio buon ritiro . Non ho mai fatto parte a complotti sindacali assumendo con chiarezza le mie posizioni. Ho anche commesso errori, ma chi cammina corre il rischio di inciampare. Forse mi sono fidato troppo delle persone, ma sono sempre stato orientato dall’idea che fare il dirigente sindacale era un onore e un servizio. Non sono entrate nella Cisl per fare il sindacalista e il dirigente, ma perchè come operaio tessile ritenevo giusto associarmi con altri operai per far avanzare diritti e emancipazione. Mi è toccato fare il sindacalista , il dirigente e il Segretario Generale ma non ho mai dimentica to, come non dimentico tutt’ora che il mio impegno nasce dalla fabbrica e dall’essere operaio. Oggi seguo sui giornali la vicenda Ilva e tutte le altre e sento dentro di me la sofferenza che vivono gli operai. Si dice che la classe operaia non c’è più, ma gli operai esistono ancora e vivono una stagione delicata che avrebbe bisogno di essere meglio conosciuto. Rifletto ancora sul bel libro di Simone Weil : “la condizione operaia” e vi rintraccio molte verità che , purtroppo, sono dimenticate. Non tutti i sindacalisti sono opportunisti, ne conosco diversi che fanno onore alla Cisl e al sindacalismo. Questo è quello che mi gratifica a che mi fa restare iscritto a questa organizzazione.

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. La maggioranza del gruppo dirigente della CISL è, purtroppo, ancora quello che ha sostenuto Bonanni nella sua azione, condotta con strumenti mafiosi, contro Savino Pezzotta nel 2006, solo sei mesi dopo il Congresso nel quale savino aveva ottenuto oltri il 95% dei voti. E tutto perchè Savino non ha voluto accettare che Bonanni divenisse Segretario Generale Aggiunto ritenendo che questa proposta fosse motivata solo da ragioni di potere personale di Bonanni e non da esigenze della CISL. La storia ha dimostrato che Savino aveva ragione e per i componenti del gruppo dirigente che c’erano allora e ci sono ancora oggi deve essere difficile confrontarsi con la coerenza, l’onesta e la serietà di Savino, ragione per la quale preferiscono praticare la politica dell’ostracismo nei suoi confronti.

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    1. Dicevano i comunisti trinariciuti delle esigenze degli avversari che erano esigenze clientelari e mafiose; mentre le loro esigenze erano bisogni democratici. Savino dice che non ha partecipato mai a complotti e che ha detto chiaramente sempre tutto. Risulta che anche Bonanni non le mandava a dire come risulta dai verbali di segreteria e da interviste sui giornali dell’epoca. La storia vera è che i due andavano all’inizio molto d’accordo, ma tre Lombardi stravicini a Pezzotta lo convinsero per ‘esigenze democratiche’ ad allontanarsi per allearsi con Baretta. È questa una storia comune nelle varie stagioni della cisl, ma è storia vera.

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  2. “non sono entrato in Cisl per fare il sindacalista e il dirigente… “. Una bella stoccata alla mediocrità dell’attuale gruppo dirigente e all’assenza di valori che regna in Cisl, a parte poche eccezioni!

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  3. bello ma questi continuano a rovinare la cisl grazie anche ai bravi cislini che non parlano e non si ribellano.
    Caro Savino perchè cambi qualcosa cosa dobbiamo fare?
    se restiamo senza parlare siamo complici.

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