Una vecchia storia di casa Fim

Nel 2014, il segretario generale della Fim di un’importante città del nord Italia cessava l’aspettativa dall’azienda dalla quale era distaccato appena in tempo per rientrare nell’applicazione di un accordo di mobilità. Di per sé poco o nulla di strano; così come non è del tutto nuovo il fatto che, immediatamente, la stessa persona sia stata assunta presso la struttura della quale era segretario generale: l’autoassunzione del dirigente è stata praticata, fra gli altri, da Onofrio Ruota nel Veneto, ed è qualcosa di meno grave  dell’assunzione di un segretario generale regionale presso l’Anas, come fece il dottor Luigi Sbarra sulla base di non si sa quale scambio con chi lo assumeva.

A rendere peculiare la storia che vi raccontiamo ci sono alcuni fatti: in primo luogo la persona di cui si parla è la stessa che l’anno prima aveva sottoscritto l’accordo sulla mobilità per l’azienda dalla quale era in distacco; in secondo luogo, a quanto risulta, nel suo caso il verbale di conciliazione è stato sottoscritto con un mandato speciale dal “suo” segretario organizzativo; in terzo luogo, e soprattutto, le condizioni ottenute dall’azienda (della quale era contemporaneamente dipendente e controparte contrattuale) risultano diverse da quelle applicate agli altri dipendenti andati in mobilità (e, si intende, diverse non in peggio).

Insomma, una storia con parecchi punti oscuri, e che noi abbiamo riassunto frettolosamente e senza fare nomi, ma che era venuta già fuori da tempo (ci furono, naturalmente, le solite lettere anonime che nella Cisl di oggi non mancano mai), e che riguardano una persona ormai in pensione. La cosa più interessante però è che tutto questo sia stato portato cinque anni dopo all’attenzione dei probiviri della Fim. Con un ricorso in data 24 ottobre 2019 a firma dell’attuale segretario generale territoriale e del segretario generale regionale della Federazione.

Al netto della giustificazione offerta dai ricorrenti di un’iniziativa così tardiva (e che facilmente potrebbe non trovare per questo accoglimento da parte del collegio), la cosa interessante è proprio questa: nella Fim si stanno aprendo gli armadi e si stanno mettendo in piazza scheletri e scheletrini vari in un climache si è fatto pesante.

Da una parte la confederazione ha messo sotto tiro la federazione per colpire Marco Bentivogli e lo fa con l’unico sistema che conosce, ossia le ispezioni amministrative e l’interpretazione farisaica di statuto, regolamenti e codice etico (farisaica in senso tecnico, ossia un’interpretazione letterale allo scopo di mettere sulle spalle degli altri i pesi che i farisei, vecchi e nuovi, non toccano neanche con un dito). Per cui, a sua volta, il segretario generale in carica e  sotto attacco, mette sotto pressione le strutture della Fim perché non ci sia alcuna occasione di dare appiglio ad interventi esterni (mirati, si intende a colpire i nemici e salvare gli amici, come insegna il precedente di Padova).

Sarà per questo clima che dagli armadi di periferia escono fuori storie come queste, che hanno ben poca possibilità di arrivare ad una condanna da parte dei probiviri?

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7 Commenti - Scrivi un commento

  1. Non conosco la vicenda, però mi stupisce che qualcuno faccia ricorso per una questione risalente (a quanto ho capito) a diversi anni fa. Mi sovviene l’articolo 26 del regolamento di attuazione dello Statuto della CISL:
    I ricorsi ai Collegi dei probiviri, sia di Federazione nazionale di categoria sia di Unione sindacale regionale, devono pervenire entro il termine perentorio di 60 giorni dall’evento in contestazione e debbono essere definiti entro il termine perentorio di 90 giorni dalla presentazione. I limiti di cui al primo comma, ai fini della decorrenza dei termini (60 giorni), non valgono per violazioni in atto al momento del ricorso. I ricorsi relativi alla gestione delle risorse e del patrimonio dell’Organizzazione devono pervenire entro 30 giorni dalla rilevazione dell’evento.

    In considerazione di questa norma, un ricorso del genere è assolutamente inammissibile…..

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  2. la raccomandata di espulsione nei mie confronti n. 05250448697-9 è pervenuta il 9/06/2017 e il sottoscritto non risultava nemmeno in indirizzo.
    La motivazione della espulsione è aver propagandato idee per autogoverno categorie e il sito 9 marzo.
    Impedita ogni difesa, evitato ogni contraddittorio e confezionare la pronuncia consequenziale senza consentire la difesa. Il sottoscritto dopo aver inviato con raccomandata fatta il 4 luglio 2017 ( ricevuta dal collegio “solo” il 12.07.2017… il giorno stesso della pronuncia SIC! ) , ha inutilmente chiesto visione degli atti, resi inaccessibili di fatto in virtù di una incomprensibile quanto inaudita modalità (unilaterale) di convocare il soggetto in sede per effettuare l’accesso agli atti..
    NON CHE LA COSA ABBIA IMPORTANZA O MI RIGUARDI PIU’ , MA IL COLLEGIO DEI PROBI VIRI NON HA NEMMENO ESAMINATO IL RICORSO E QUELLO CONFEDERALE..PEGGIO CHE ANDARE DI NOTTE E CONSERVO GLI ATTI BEN CUSTODITI. OGGI SONO UNA PERSONA LIBERA E SERENA CHE ESORTA A COMBATTERE ED ELIMINARE OGNI COSA..OGNI COSA. IO MI ADOPERERO’ OGNI GIORNO PER AGEVOLARE IN OGNI MODO CON OGNI MEZZO E COL MASSIMO GAUDIO QUESTO OBIETTIVO NON DIFFICILE…COME RAPPRESENTANZA DEI LAVORATORI ATTIVI QUESTA ORGANIZZAZIONE E’ F I N I T A. DIMETTEVI E RIMETTEVI IN LIBERTA’ , IL COLLEGIO DEI PROBI VIRI PER QUANTO MI CONCERNE E’ UN RICORDO SBIADITO E CHI HA CONFEZIONATO QUEL LODO UN ESECUTORE MATERIALE PERALTRO POCO ACCORTO E ANCHE MALDESTRO E PER QUANTO MI CONCERNE PURE INCOMPETENTE.

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  3. Era mica in Liguria il caso fim di cui si parla ?! Se lo e’ ok ma se non
    Lo fosse sappiate che nella regione della furlan ne esiste uno uguale …

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  4. Mi stupisco che ci sia ancora qualcuno che si stupisce. Sindacalisti ai vari livelli assunti dalla CISL è dimostrato, ci sono stati e con la parzialità e la possibilità di interpretare (aggirare) le regole, non è escluso che ce ne saranno ancora, Il povero Onofrio (Rota, non Ruota) di fronte ad una mia richiesta scritta di conoscere i nomi dei dipendenti assunti dalla Cisl negli ultimi anni, lo fece andare su tutte le furie. Non solo si è rifiutato (alla faccia della trasparenza) ma ha portato in esecutivo USR la mia richiesta sottoponendola al giudizio dei segretari di categoria, con testuali parole: Non rientrano nei compiti del Segretario Generale FNP compiere funzioni di ispettore. Ebbene la maggioranza dell’Esecutivo lo ha difeso. Tutti sapevano che non era il solo ad esseri autoassunto, ma anche chi occupava il suo posto prima di lui, una figura più potente di lui, per cui non conveniva mettersi contro (alla faccia dei principi statutari e del codice etico)
    Per le denunce ai Probiviri vale lo stesso, di che vi stupite? Lo avevo già scitto: nella cisl puoi fare quello che vuoi, l’importante è che non ti scoprano entro i 60 giorni (ridicolo). Infatti, documenti alla mano e testimonianze scritte una denuncia ai Probiviri è stata respinta perchè erano trascorsi i 60 giorni. Non serve ricordare che uno fa una denuncia quando viene a conoscenza del fatto. Ma anche questo non vale per tutti. Ad esempio: in un territorio nel quale sembra siano avvenuti fatti la cui corretezza andava verificata. Pur essendo questi fatti alla conoscenza dei vari livelli della cisl nessuno intervenne. Dopo 4 anni una commissione romana, (la cui regolarità di intervento fu discutibile, ha verificato delle irregolarità amministrative relative al periodo antecedente di 4 anni, per cui la FNP di quel territorio andava commissariata. Cioè andava commissariata la nuova segreteria che ne era venuta a conoscenza e aveva denunciato il problema.
    A qualcuno sembrò che questa ispezione fosse un maldestro tentativo dei romani di conquistare il villaggio gallico, (cosi era definita la FNP del Veneto) ingenuamente ..sembrò
    E potrei continuare
    Cari Signori anonimi fin che la base (iscritti) è tenuta all’oscuro e i dirigenti (e non parlo dei nazionali) “tengono famiglia” sperare in un cambiamento in questa cisl è pura illusione.
    L’indimenticabile amico Fausto Scandola aveva denunciato il sistema, non le persone. Ovvio che poi qulcuno il sistema lo rappresenta. Luigi Bombieri

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    1. Condivido tutto Luigi Bombardieri.
      Il cambiamento non può che partire dal basso e solo dagli iscritti alle Categorie della Cisl. Senza una forte, chiara e definitiva richiesta di trasparenza delle scelte e dell’utilizzo delle risorse; la rendicontazione dei comportamenti e un vero controllo dell’applicazione dei regolamenti/codici da esperti esterni qualificati, non si cambierà il sistema mafioso in atto in Cisl. Già al primo livello organizzativo e cioè quello dei delegati scatta il sistema mafioso delle convenienze personali che di fatto inibisce qualsiasi diritto al controllo democratico. Figuriamoci poi ai livelli superiori. È una catena di Sant’Antonio di favoreggiamenti e di chiamata alla correità che nessuno può scalfire. Servirebbe un neo Pio La Torre del rinnovamento dei corpi intermedi per tentare di uscire dalla Cupola che di è formata in Cisl, dal Nazionale ai Regionali e perfino ai Territoriali.

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