Napoli, comincia il secondo tempo

Il primo tempo si era chiuso sull’uno a uno. Le indagini penali sulla Cisl della Campania, aperte da una denuncia del commissario Piero Ragazzini contro Lina Lucci, avevano portato a processo non solo l’ex segretaria generale della Usr ma anche due persone che si erano adoperate a collaborare col commissario per racogliere le accuse contro di lei. Perché Lina Lucci aveva a sua volta portato a conoscenza della procura alcuni fatti relativi all’amministrazione della struttura, e la procura li ha portati davanti al giudice.

Ora, con il via al processo, si apre il secondo tempo, e il risultato della partita è tutto da decidere. E non si tratta di una partita del campionato locale, perché il coinvolgimento della segreteria confederale nella persone di Piero Ragazzini, prossimo ad assurgere a nuove responsabilità dopo aver tenuto la cassa per conto di Bonanni e poi della Furlan, rende il risultato rilevante per tutta l’organizzazione.

Per questo noi staremo, come si faceva una volta quando non c’erano le pay tv, con l’orecchio incollato alla radiolina per seguire quel che accadrà a Napoli come in tutti gli altri campi collegati: Roma per il giudizio sul commissariamento della Fp, ancora Roma dove si decide sulla denuncia per diffamazione di Graziano Treré contro Anna Maria Furlan, e Latina per il processo sul caporalato.

 

 

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19 Commenti - Scrivi un commento

        1. sentenza del 13.11.2019. giudice vaccarella. difensori: Volpato (avvocato Emanuele Scieri e Giovanna De Petrillo); Cisl Nazionale (avvocato Maurilio D’Angelo); Fp Cisl (avvocato Roberto Valettini).
          Rigetto della domanda e condanna alle spese

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          1. Daniela ha combattuto, a testa alta senza paura, elo ha fatto sapendo di essere sola contro una organizzazione che è oramai de facto un comitato d’affari. E la sentenza lo sancisce. Noi ex e FP che tanto abbiamo lavorato con lei e Giovanni, non riconosciamo più la nostra categoria, in mano ad egocentrici incompetenti bulimici di risorse e non solo. Abbandonare la tessera è l’unica soluzione, almeno non banchetteranno più con le nostre risorse. Contribuiamo a dare un sostegno a Daniela.

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            1. Navigatore solitario · Edit

              Verissimo. Daniela è e sarà sempre tutti noi. Ha cercato fino all’ultimo di difendere noi tutti ma, soprattutto, ha difeso la verità che in molti conosciamo. Fiducia in lei e stima crescente per ciò che è stata e per la grande dignità con la quale ha affrontato da sola tutto. Ha sfidato un mostro ed ha avuto coraggio a farlo, senza temere ritorsioni e maligni colpi bassi.
              La Cisl è sotto gli occhi di tutti: un comitato d’affari che continua a perdere iscritti e dignità giorno dopo giorno.

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  1. Peccato che di giudici a Berlino non ci sia ormai nemmeno l’ombra, dati i precedenti, tuttavia sperare non nuoce alla salute.
    Sursum corda, allora!

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  2. Purtroppo sono molti i Dirigenti che hanno scelto altre strade. Ne hanno beneficiato la Cgil e soprattutto la Uil.
    Ai 40 di Alibabà ciò non importa nulla anzi per essi meno teste ragionanti ci sono meglio è. Ai re travicelli lo stagno è habitat naturale. se nei Direttivi delle Categorie o nei Consigli generali quei silenzi imbarazzanti fossero rotti da tre o quattro interventi di persone libere. se a presiedere non ci stesse l’eterno pensionato parmigiano beatificato dalla “papessa al pesto” ma gente come il compianto Scandola o altri scomodi dirigenti. Forse i galletti e le Vestali proverebbero il sussulto di una residua coscienza, venduta invece alla complicità del tempio.

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  3. È proprio vero. Nella storia il diritto non sempre corrisponde al giusto e le sentenze ne sono la conseguenza. Ma dobbiamo continduare a sperare che qualcosa cambi, almeno con riferimento ai giudicati che, una volta presentati i ricorsi, seguono una loro vita che non è più controllabile dai più.
    Non è così invece per quanto riguarda ciò che tutti noi, anonimi e non, possiamo ancora fare. Anche chi è passato ad altre organizzazioni lo ha fatto non certo a cuor leggero.
    E forse abbiamo un obbligo e una responsabilità grande, quella di dovere ancora combattere per gli ideali e i valori in cui (NOI) crediamo. Ne va dell’esiste stessa del sindacato. Non parliamo più di cisl. Riteniamo in molti, sia una battaglia persa. È ormai una entità proteiforme e amebica, invasiva e pervasiva come solo “certe” organizzazioni sanno essere. Non ha più organismi ma adepti, iniziati a percorsi di obbedienza ben remunerata.
    Estirpare questo cancro è opera improvvida. Ma, come ha detto qualche altro amico, anche da queste pagine potrebbe partire una bella battaglia di civiltà e di onestà che potrebbe contribuire a scrivere una pagina importante in questo sistema malato di forme di sindacalismo spocchioso e autoreferenziale. Una nuova pagina per fare incontrare ideali storici con esigenze nuove. Un incontro vero con un mondo del lavoro ormai distante dalla cattiva politica e dal cattivo sindacato. Potrebbe essere il vecchio sasso nello stagno che, producendo cerchi concentrici, sarebbe in grado di contaminare la parte sana del Paese che ha ancora tanto bisogno di risposte da un sindacato ormai assente.
    Perché non ci proviamo?

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          1. Cos’è un placet, un’autorizzazione o un invito?
            Ove mai volesse essere una provocazione la rispediamo al mittente per compiuta giacenza.

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  4. Ex dirigente cisl · Edit

    Sul commissariamento della FP … più che mai curioso di vedere come si esprimeranno i giudici … e mi chiedo da tempo … ma se la sentenza fosse a favore dei ricorrenti … che succederebbe ?!

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    1. Sicuramente sarà interessante capire come si esprimeranno i giudici ma, secondo me, più interessante è smanicarsi senza aspettare. L’esempio per noi è stato Scandola che non ha aspettato le sentenze ma ha agito mettendosi in gioco e mettendoci la faccia.

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  5. osservatore interessato · Edit

    certo che siamo ridotti male se dobbiamo aspettare una sentenza per liberare la cisl da una dirigenza faziosa ed incapace ora che la candidatura della signora in Liguria si allontana per la debolezza del PD in quella regione

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    1. È vero, e la presenza di qualche provocatore telecomandato anche su queste pagine, dovrebbe farci reagire in modo trasparente e con vigore.

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      1. Ritengo che chiunque debba partecipare al dibattito. In ogni contesto. Aiuta a capire i motivi del dissenso. Questo vale in questo sito come nella Cisl. Nei territori come nelle categorie della organizzazione.
        Non lasciamoci andare al “populismo”. Quello che oggi ha creato un popolo di pseudo politici senza arte né parte e privi di qualsivoglia cultura.

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