La ferrea legge dell’autocelebrazione

La Cisl e il Partito democratico hanno, in forme diverse, un po’ lo stesso problema: gli ultimi due segretari prima dell’attuale.

Nel Pd i due ex sono addirittura usciti dal partito; nella Cisl, invece, non si sono consumati strappi né scissioni ma semplicemente i due ex sono stati messi fra parentesi e poi abbandonati lì (e ognuno per conto suo perché a loro volta non viaggiano sulla stessa barca).

Anche la recente polemica che questo blog ha ospitato senza avervi avuto alcun altro ruolo (ci riferiamo alla breve domanda di Vialba ed alla non breve risposta di Lauria riguardo ad una recente pubblicazione) conferma che i nomi di Bonanni e Pezzotta oggi sono un problema.

Un problema che non è politico, perché la linea della Cisl non ha vissuto radicali cambiamenti in questi anni, ma è tutto di natura personale: i due sono caduti per complotti di palazzo, quindi chi li ha buttati giù non gradisce che si ricordino queste storie da cui emerge la loro non innocenza (per chi non lo sapesse, Bonanni ha fatto fuori Pezzotta, poi i bonanniani hanno fatto fuori Bonanni e mandato su la Furlan).

Meglio allora parlare in sovrabbondanza del passato remoto e sorvolare su quello prossimo; meglio lodare Giulio Pastore (e “non solo in tandem con Mario Romani”, come ha scritto Lauria con una chiara excusatio non petita, visto che il nome di Romani su questo blog lo ha fatto lui e solo lui), e ora anche Pierre Carniti (dimenticando quel che disse sul caso Scandola) perché sono morti, e poi lasciare la parola ai viventi Marini e D’Antoni. Pezzotta e Bonanni sono politicamente “morti” perché non possono essere utili alla celebrazione dell’organizzazione come autocelebrazione del gruppo dirigente in carica.

L’autocelebrazione ha una logica ferrea: si esalta il passato per esaltare sé stessi, quindi dal passato si deve rimuovere ciò che dà fastidio come le eliminazioni di Pezzotta prima e di Bonanni poi, due delitti politici dei quali è difficile raccontare che siano stati momenti alti della storia del sindacalismo italiano.

Tutto questo può dirsi con una frase breve: la Cisl ha un problema con la propria storia. Per questo, in un anno di grandi anniversari (il centenario di Donat Cattin, il cinquantennale di Pastore, il primo anniversario di Carniti…) la racconta a salti, passando da Pastore a Carniti e poi direttamente all’attualità, di cui i viventi Marini e D’Antoni fanno parte come antecedenti di chi è ora in carica, ma Pezzotta e Bonanni no in quanto caduti vittime dei complotti dell’attuale gruppo dirigente (con Bonanni nella duplice veste di congiurato prima e vittima poi).

Solo che con questi buchi neri nella sua memoria collettiva è improbabile raccontare la propria storia in maniera plausibile, e soprattutto senza il retrogusto dolciastro e fasullo di un’ingiustificata autocelebrazione.

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24 Commenti - Scrivi un commento

  1. Che gente! Non c’è mai limiteal peggio
    Ms perché pezzotta e bonanni non raccontano un pochind di verità su questi personaggi?
    Pezzotta conosce molto del bonfanti perché non lo attacca?
    E cosi bonanni sulla furlan ma jn particolare su ragazzini e sbarra perché non raccontano ci sono cosa hanno fatto, perché ecc.?
    Si laciano umiliare, lasciano spazio d luce ai due ex prima di loro d’antoni e marini e non dicono niente, è strano?

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  2. Ma quale storia, amici del 9marzo! I 40 di AlìBabà non sanno cosa sia e cosa implichi sul piano morale e della coerenza scrivere la Storia.
    Costoro possono solo scrivere favole e neppure a lieto fine. Qui siamo alle Metamorfosi di Kafka e di Ovidio. Bonanni vittima delle proprie trappole. Pezzotta come Tomas Becket. Questi amano Dantoni e Marini perchè dello stesso impasto.

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    1. E se Bonanni e Pezzotta non ritengono interessante o addirittura sgradevole frequentare una organizzazione ormai diventata visibilmente di terza categoria, con una dirigenza che vedono come persone infide, afone, yesman fino al ridicolo, che hanno ridotto la CISL un posto scadente ed equivoco?

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  3. Pezzotta e Bonanni almeno saranno ricordati per aver fatto qualcosa. La Furlan invece sarà ricordata solo per aver commissariato il mondo Cisl, per aver annientato il dialogo interno e per aver reso la nostra confederazione un sindacatino da serie C. Ha praticamente fatto fuori tutti i bravi dirigenti a partire da Bentivogli, spingendo veri e propri somari nei posti di comando e solo per la mera gestione del potere. Ormai tutti non vedono l’ora che la megera alzi le tende. Anche a costo di trovarci Sbarra a capo della Cisl. Ed’è tutto dire. Infatti peggio della Furlan nessuno mai: il peggio del peggio……..

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    1. amico di ieri 27 ore 22.39, al peggio segue sempre il terrore.Neppure per scherzo o per disperazione augurarsi di vedere a capo lo stradino a libro paga ANAS. Sarebbe come augurarsi che per esorcizzare l’AIDS si possa ritenere meno peggio la peste bubbonica. Purtroppo temiamo che quella epidemia accadrà. Non ci sono altre soluzioni all’ uscire in massa da quella palude di caimani. Pezzotta e un gruppo di seguaci dovrebbero porsi a capo di questa grande fuga da Sodoma.
      È proprio il caso di dire come Benedetto Croce “Veni Creator Spiritus”.

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    1. Vogliono nascondere parlano male del passato recente, per nascondere più facilmente il fallimento di questi giorni, la inconsistenza sindacale e organizzativa, la impresentabilità del vertice attuale, il funzionamento degli stessi organi di garanzia totalmente assoggettati alla confederazione, la disastrosa rovina del concetto di confederazione di sindacati.

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  4. Ma se in quell’esecutivo al parco dei principi non fossero mancati quei pochi voti … Adesso avremmo una CISL diversa, ma sicuramente più dignitosa di questa . Sono convinto che in tanti si sono pentiti …
    Ma sappiamo niente della causa Volpato???

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  5. Attenzione : il clan Bonanni è ancora a capo della Cisl. La Furlan è una sua adepta ( meno dotata, ma egualmente cinica). Pezzotta (che non ha mai rubato, a differenza degli appartenenti al clan Bonanni) non ha lasciato eredi per suoi demeriti organizzativi, ma anche perché era ed è un modello eticamente troppo elevato per le bestie del potere che oggi comandano in Cisl …
    Furlan e soci sono talmente limitati da non chiedersi come può essere stato possibile che in pochi anni al dibattito si sia sostituito un blog semiufficiale quale è questo. Dove siete dirigenti Cisl a cui sta roba non va bene??????

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  6. Ho letto gli elogi della FNP sarda all’operato di Bonfanti che (con mia sorpresa) lascia la FNP. Il problema della CISL non sono solo i “conduttori” ma anche (come avrebbe detto Veltroni) il popolo affamato di soldi e di potere che li segue. In organizzazioni serie Gigi Bonfanti sarebbe stato denunciato alla procura della repubblica. Ognuno ha cio’ che merita

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    1. Mancava solo conferire la cittadinanza sarda a Bonfanti, cioè proprio a colui che fu l’autore della congiura contro il suo predecessore Antonio Uda, autentico e verace sardo. Ma si regaliamogli anche la bandiera dei 4 mori, per tutto quello che ha fatto per l’isola !!!!

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  7. “Gigi Bonfanti è da sempre una figura di riferimento per tutti noi. Abbiamo sempre potuto contare sul suo prestigio e soprattutto sulla sua generosità. Con lui la confederalità è stata fortissima, un forte elemento unificante dentro tutta la Cisl. Gigi mi ha accompagnato per tutto il mio percorso umano e sindacale. Gli dobbiamo tutti tanto”. La Furlan mi ha commosso. Ma chi ha preso il posto di GigiGold?

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  8. Segno inequivoco della profonda crisi morale della Cisl odierna: gli elogi rivolti a Bonfanti, il peggiore peccato di Bonanni che sputò in Paradiso congiurando contro Pezzotta e gli ricadde in faccia. Uda fu arrogante e presuntuoso ma possedeva nelle vene i caratteri della legge barbaricina. Bonfanti è stato soltanto un medico mancato (per fortuna) e un cinico congiurato che uccise Bonanni per mettere sul trono la zucca vuota di Halloween.
    Morale : il sicario sempre finisce per mano del sicario e chi tradisce una volta sempre tradisce: dal che ne deriva che questa Cisl si divide tra sicari e grassatori e i tanti onesti iscritti e delegati debbono portare ancora alta una bandiera tanto imbrattata da questi untori?

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    1. Antonio Uda arrogante e presuntuoso (forse), ma pagò con la congiura di Bonfanti, il fatto di aver criticato il Governo e di chiedere per la categoria un tavolo di confronto e discussione e, quindi, in definitiva, più autonomia per la FNP. Il suo errore, dovuto al suo carattere indocile, fu che non si seppe trovare degli alleati.

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  9. La CISL è un sindacato MORTO. i dirigenti a tutti i livelli sono proiettati solo al perseguimento di fini personali. Se i poveri iscritti sapessero quanto viene dilapidato altro che proseliti…

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  10. “….Giggi mi ha accompagnato (o !) durante tutto il mio percorso umano e sindacale…”
    Basterebbe questo…merito per dare a quel falsario un ergastolo politico.
    È proprio vero che di una ricotta guasta non si fan ravioli. E…di quell’altro alfiere della sua farlocca carriera, di quel vignaiuolo di Cerrito, lei signora sa qualcosa ?
    * Risposta : ….Sta svinando in Maremma i vini per i pacchi di Natale : morellino di Scansano…culatello di Zibello…tonno Callipo…olive taggiasche…pesto genovese… prosciutto Serrano…Olio di Brisighella e… un mutuo bancario a tasso + che agevolato… Cosa volete di più ? E poi qualcuno osa pensare che in via Po non sappiano pensare e pianificare…

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  11. Perchè da questa importante tribuna non iniziamo a creare l’alternativa alla CISL considerando la pochezza di questa dirigenza a tutti i livelli? Cosa aspettiamo che Dirigenti di grossa taglia “trombati” dall’attuale sistema prendano altre strade? E se l’alternativa diventa il veicolo per condividere questa proposta.. Pensiamoci.

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  12. Quando dovevo prendere posizione l’ho presa senza timori. ma vorrei che le critiche fossero sul terreno della gestione politico-sindacale che anch’io rilevo carente. Se non vengo invitato alle commemorazioni non me ne dolgo e vivo serenamente nel mio buon ritiro . Non ho mai fatto parte a complotti sindacali assumendo con chiarezza le mie posizioni. Ho anche commesso errori, ma chi cammina corre il rischio di inciampare. Forse mi sono fidato troppo delle persone, ma sono sempre stato orientato dall’idea che fare il dirigente sindacale era un onore e un servizio. Non sono entrate nella Cisl per fare il sindacalista e il dirigente, ma perchè come operaio tessile ritenevo giusto associarmi con altri operai per far avanzare diritti e emancipazione. Mi è toccato fare il sindacalista , il dirigente e il Segretario Generale ma non ho mai dimentica to, come non dimentico tutt’ora che il mio impegno nasce dalla fabbrica e dall’essere operaio. Oggi seguo sui giornali la vicenda Ilva e tutte le altre e sento dentro di me la sofferenza che vivono gli operai. Si dice che la classe operaia non c’è più, ma gli operai esistono ancora e vivono una stagione delicata che avrebbe bisogno di essere meglio conosciuto. Rifletto ancora sul bel libro di Simone Weil : “la condizione operaia” e vi rintraccio molte verità che , purtroppo, sono dimenticate. Non tutti i sindacalisti sono opportunisti, ne conosco diversi che fanno onore alla Cisl e al sindacalismo. Questo è quello che mi gratifica a che mi fa restare iscritto a questa organizzazione. SAvino

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